Per aprire la Partita IVA per un bar nel 2026 non basta scegliere il regime fiscale. Occorre definire l’attività reale, verificare il codice ATECO, aprire l’impresa, presentare la pratica al SUAP e rispettare i requisiti professionali e sanitari previsti per la somministrazione di alimenti e bevande.
ATECO 56.30.01: quando è il codice giusto
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 identificano il 56.30.01 per bar, caffetterie, sale da tè e fruit juice bar. Se il locale è invece un lounge cocktail bar, una birreria o un wine bar senza cucina il riferimento è 56.30.02; per somministrazione mobile 56.30.03.
Se il locale ha una vera cucina
Quando l’attività è prevalentemente ristorazione con cucina, il codice può spostarsi nel gruppo 56.11. Ad esempio, ristoranti e pub con cucina attrezzata e servizio al tavolo rientrano nel 56.11.11. Il nome commerciale “bar” non basta: conta ciò che il cliente acquista realmente.
Prima di firmare il contratto del locale
La verifica del locale viene prima dell’apertura fiscale. Destinazione d’uso, requisiti igienico-sanitari, impianti, servizi, accessibilità, eventuale occupazione di suolo pubblico e vincoli comunali possono incidere sul progetto. Firmare un affitto lungo prima di avere verificato la compatibilità dell’immobile può trasformare un problema amministrativo in un costo fisso difficile da recuperare.
SCIA al SUAP e zone soggette a tutela
L’avvio ordinario di un esercizio di somministrazione passa attraverso la SCIA al SUAP del Comune competente. Il portale Impresa in un giorno ricorda che nelle zone comunali soggette a tutela può invece essere richiesta un’autorizzazione. Prima di firmare il contratto del locale conviene quindi verificare anche disciplina comunale, destinazione d’uso e requisiti dei locali.
Requisiti professionali: il corso SAB non è l’unica strada
Per la somministrazione di alimenti e bevande occorre possedere uno dei requisiti professionali previsti dall’articolo 71 del D.Lgs. 59/2010. Il corso riconosciuto, spesso chiamato SAB, è una delle possibilità; possono valere anche esperienza qualificata nel settore o determinati titoli di studio. Non è corretto affermare che ogni titolare debba sempre frequentare il corso.
Notifica sanitaria e sicurezza alimentare
Il bar è un’attività alimentare e va gestito nel rispetto del Regolamento CE 852/2004. La notifica sanitaria viene normalmente presentata tramite SUAP per la registrazione presso l’autorità sanitaria competente. Vanno inoltre predisposte procedure di autocontrollo coerenti con prodotti, conservazione, preparazioni e organizzazione del locale.
ComUnica, Registro Imprese e INPS
Per la ditta individuale l’avvio viene normalmente coordinato tramite Comunicazione Unica, con apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese e attivazione delle posizioni previdenziali dovute. Per il titolare che lavora abitualmente nell’attività il riferimento è normalmente la Gestione Commercianti INPS.
Regime forfettario e coefficiente del 40%
Per il 56.30.01 il coefficiente di redditività è 40%. Con 40.000 euro di ricavi il reddito lordo forfettario è 16.000 euro. Nel forfettario acquisti di caffè, bevande, prodotti alimentari, affitto, utenze, commissioni POS, personale e altre spese non vengono dedotti analiticamente: il 60% dei ricavi rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto.
INPS Commercianti 2026
La circolare INPS n. 14/2026 indica per i commercianti un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo minimo ordinario annuo di circa 4.611,64 euro per il titolare o coadiuvante iscritto per l’intero anno. L’aliquota complessiva nella prima fascia è 24,48%.
Riduzione INPS del 35%
Chi applica il forfettario e possiede i requisiti può richiedere il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. È una scelta facoltativa e va valutata anche per l’effetto sull’accredito contributivo.
Colazioni, pranzo veloce e aperitivi: definisci il modello prima
Prima di aprire è utile stimare quanto fatturato arriverà da colazioni, pausa pranzo, aperitivi, delivery o vendita da asporto. Questa ripartizione aiuta a scegliere ATECO e attrezzature, ma anche a capire se il locale avrà margini sufficienti. Un bar che dipende quasi tutto dal pranzo con cucina ha un profilo operativo diverso da una caffetteria con forte rotazione di bevande.
Quanto capitale serve davvero
Prima dell’apertura è utile stimare deposito e canone del locale, lavori, arredi, banco, macchina da caffè, frigoriferi, lavastoviglie, attrezzature, primo magazzino, assicurazioni e liquidità per i primi mesi. Un’attività con margini bassi può risultare poco adatta al forfettario anche con aliquota sostitutiva ridotta.
Il personale cambia il punto di pareggio
Turni lunghi e apertura sette giorni su sette possono rendere necessario assumere personale già dai primi mesi. Nel forfettario il costo del personale non si deduce voce per voce: va quindi inserito nel budget reale e confrontato con il 60% di costi presunti. Il fatturato necessario per sostenere il locale può essere molto diverso da quello immaginato guardando soltanto alle tasse.
Checklist prima di aprire
- definire se l’attività è bar, cocktail bar o ristorazione;
- confermare ATECO principale ed eventuali attività secondarie;
- verificare requisiti professionali e disciplina comunale;
- controllare locale, SCIA o autorizzazione e notifica sanitaria;
- aprire impresa, Partita IVA e posizione INPS;
- confrontare costi reali e coefficiente 40%;
- impostare correttamente corrispettivi, fatturazione e documentazione.
Guide collegate
Approfondisci il regime forfettario per bar, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per bar.
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