Per aprire la Partita IVA come biologo nel 2026 bisogna partire dal servizio che verrà realmente svolto. Il titolo di biologo non corrisponde a un unico codice ATECO: ricerca, laboratorio, consulenza ambientale, qualità, sicurezza alimentare e nutrizione hanno inquadramenti differenti. Dopo aver definito l’attività vanno coordinati Ordine professionale, ATECO, regime fiscale ed ENPAB.
Iscrizione all’Ordine e attività professionale
Quando l’attività autonoma rientra nell’esercizio della professione di biologo bisogna rispettare le regole dell’Ordine territoriale e della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi. La Partita IVA è un adempimento fiscale e non sostituisce l’abilitazione, l’iscrizione professionale, la deontologia o eventuali autorizzazioni necessarie per il settore specifico.
Nel 2026 la professione è in fase di riordino
Nel 2026 la FNOB ha comunicato l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri delle modifiche al DPR 328/2001 collegate alla legge sulle lauree abilitanti e al riordino delle competenze professionali. Prima di avviare un’attività che dipende da uno specifico settore dell’Albo è quindi prudente verificare con l’Ordine territoriale le regole operative effettivamente vigenti al momento dell’apertura.
Prima scelta: descrivere cosa venderai
Conviene scrivere una descrizione concreta dei servizi: ricerca biotecnologica, analisi scientifiche, controllo qualità, consulenza ambientale, HACCP, attività di laboratorio, perizie, formazione o altro. Bisogna indicare anche chi saranno i clienti, quali elaborati verranno consegnati e se si utilizzeranno strutture proprie o di terzi. Questo passaggio è più utile del partire dal solo nome “biologo”.
ATECO 72.10.10 per ricerca biotecnologica
Se l’attività consiste effettivamente in ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie, ATECO 2025 prevede 72.10.10. Per ricerca sperimentale nelle altre scienze naturali può invece essere pertinente 72.10.29. Le fonti ISTAT devono sempre essere confrontate con il servizio reale.
Laboratorio, analisi e controllo qualità
Chi esegue stabilmente prove, analisi o controlli per conto terzi deve verificare le voci della classe 71.20 e gli eventuali requisiti della struttura. Un laboratorio medico è un’attività ancora diversa e può richiedere autorizzazioni sanitarie, organizzazione d’impresa e un codice specifico. Non va quindi aperta una posizione fiscale professionale generica senza chiarire come viene erogato il servizio.
Consulenza ambientale, HACCP e altre specializzazioni
Per consulenza ambientale possono rilevare le voci 74.99.31 e vicine; per sicurezza alimentare e consulenza HACCP vanno valutate le classificazioni specifiche del servizio. Se queste attività sono la vera fonte di ricavo non devono essere nascoste dentro un codice di ricerca. Sono disponibili guide dedicate al consulente ambientale e al consulente HACCP.
Biologo nutrizionista: non duplicare il percorso
Se l’attività prevalente è nutrizione, valutazione dei bisogni nutrizionali e consulenza al paziente, occorre seguire il percorso specifico del biologo nutrizionista, con attenzione anche a Sistema Tessera Sanitaria e natura delle prestazioni. Il biologo che svolge più ambiti professionali deve invece valutare eventuali codici secondari.
Apertura della posizione fiscale
Il professionista persona fisica apre la Partita IVA indicando data di inizio, domicilio fiscale, attività prevalente e codice ATECO. Se ricorrono i requisiti può adottare il regime forfettario; il limite ordinario nel 2026 è 85.000 euro, con uscita immediata oltre 100.000 euro durante l’anno. Vanno inoltre verificate tutte le cause ostative, comprese quelle legate al lavoro dipendente.
Iscrizione ENPAB entro i termini previsti
Le FAQ ENPAB indicano che l’iscrizione è obbligatoria quando il biologo iscritto all’Ordine esercita attività autonoma professionale soggetta all’Ente e che la domanda va presentata entro trenta giorni dall’insorgenza dell’obbligo. L’iscrizione può essere necessaria anche se il biologo svolge contemporaneamente lavoro dipendente.
Contributi ENPAB da prevedere fin dall’avvio
Il contributo soggettivo ordinario è il 15% del reddito professionale; il contributo integrativo è il 4% del volume d’affari o dell’importo fatturato per le prestazioni professionali e si aggiunge il contributo di maternità annuale. Sono inoltre previsti minimi contributivi e possibili riduzioni in specifiche situazioni, da verificare direttamente con l’Ente.
Minimi ENPAB 2026
Per programmare correttamente la liquidità iniziale è utile conoscere anche i minimi 2026. La tabella ENPAB indica, per l’iscrizione ordinaria annuale, 1.309 euro di contributo soggettivo minimo, 106 euro di integrativo minimo e 136 euro di maternità, per un totale di 1.551 euro. In alcune situazioni il minimo soggettivo può essere ridotto, ma la riduzione richiede i presupposti previsti dall’Ente e non va considerata automatica in fase di apertura.
Fatture e contributo integrativo
La fattura deve riflettere attività, regime fiscale e regole previdenziali applicabili. Nel forfettario non viene normalmente addebitata IVA e non si applica la ritenuta d’acconto, salvo situazioni che richiedono una diversa disciplina; il contributo integrativo ENPAB segue invece le regole dell’Ente. Per attività sanitarie la disciplina IVA può richiedere valutazioni ulteriori.
Assicurazione, formazione e privacy
A seconda del settore possono essere rilevanti assicurazione professionale, aggiornamento continuo, trattamento di dati personali o sanitari, procedure di laboratorio e sicurezza. Questi adempimenti non dipendono dal regime forfettario e devono essere organizzati separatamente. Anche i relativi costi reali vanno considerati quando si valuta la convenienza economica del regime.
Checklist prima della prima fattura
- definire i servizi e il settore professionale;
- verificare iscrizione e regole dell’Ordine;
- scegliere l’ATECO in base all’attività reale;
- aprire la Partita IVA e verificare il forfettario;
- presentare l’iscrizione ENPAB quando dovuta;
- impostare fatturazione e contributo integrativo;
- verificare eventuali autorizzazioni di laboratorio;
- organizzare polizza, privacy e formazione;
- separare eventuali attività secondarie;
- monitorare incassi, costi e soglie fiscali.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per biologi, il codice ATECO in base all’attività, il calcolo di tasse e contributi ENPAB e la pagina sul commercialista per biologi.
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