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Aprire Partita IVA e-commerce manager 2026: ATECO, INPS e attività

Aggiornato il 5 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Aprire Partita IVA e-commerce manager 2026: ATECO, INPS e attività

Per aprire la Partita IVA da e-commerce manager nel 2026 bisogna descrivere prima il lavoro effettivo. Se l’attività consiste soprattutto in consulenza gestionale su strategia e-commerce, processi, organizzazione, KPI e coordinamento operativo, il riferimento ATECO 2025 è normalmente 70.20.09. Se invece prevalgono sviluppo software, pubblicità, ricerca di mercato o vendita online in proprio, l’inquadramento cambia.

Argomenti del post

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  • Quando serve la Partita IVA
  • Definisci il servizio prima del codice ATECO
  • Sviluppo della piattaforma: non è consulenza gestionale
  • ADV e marketing operativo
  • Vendere prodotti online in proprio è un’altra attività
  • Nessun albo professionale obbligatorio per l’e-commerce manager
  • Regime forfettario e coefficiente 78%
  • Gestione Separata INPS
  • Contratto con il cliente: chiarisci responsabilità e accessi
  • Retainer, progetto o giornata: scegli una struttura sostenibile
  • Lavorare da remoto non elimina i costi
  • Primo cliente: non confondere autonomia con lavoro subordinato
  • Checklist prima dell’apertura
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Quando serve la Partita IVA

La Partita IVA serve quando l’attività autonoma viene svolta con abitualità e organizzazione. La soglia dei 5.000 euro non è una franchigia generale che permette di esercitare stabilmente una professione senza Partita IVA: ciò che conta è la continuità dell’attività, non soltanto quanto si incassa.

Definisci il servizio prima del codice ATECO

Un e-commerce manager può occuparsi di piano commerciale, merchandising, promozioni, conversion rate, marginalità, catalogo, coordinamento ADV, sviluppatori e logistica. Le note ISTAT ATECO 2025 includono nel 70.20.09 consulenza e assistenza gestionale su strategia, organizzazione, processi e politiche di marketing. Quando il valore venduto al cliente è questa funzione manageriale, il codice è coerente.

Sviluppo della piattaforma: non è consulenza gestionale

Se il servizio principale è progettare, programmare o modificare tecnicamente l’e-commerce, occorre verificare i codici della divisione 62. Un consulente può coordinare uno sviluppatore senza diventare programmatore; diverso è il caso in cui fattura direttamente sviluppo, integrazioni o manutenzione software come prestazione prevalente.

ADV e marketing operativo

Definire obiettivi e politiche di marketing nell’ambito della consulenza manageriale è compatibile con il 70.20.09. Gestire invece come attività autonoma campagne pubblicitarie, creatività, media buying o servizi tipici di agenzia richiede di verificare la classificazione pubblicitaria. Il confine va ricostruito in base a ciò che viene realmente venduto al cliente.

Vendere prodotti online in proprio è un’altra attività

Chi oltre alla consulenza apre un proprio shop e vende beni ai consumatori svolge anche attività commerciale. In quel caso possono servire codici aggiuntivi, un diverso inquadramento previdenziale e la separazione dei ricavi quando le attività ricadono in gruppi fiscali con coefficienti differenti.

Nessun albo professionale obbligatorio per l’e-commerce manager

Per la consulenza e-commerce non esiste un albo professionale nazionale obbligatorio assimilabile a quello delle professioni ordinistiche. Questo non elimina gli obblighi contrattuali, fiscali e di protezione dei dati connessi all’accesso a CRM, analytics, piattaforme pubblicitarie e account del cliente.

Regime forfettario e coefficiente 78%

Per la consulenza professionale inquadrata nel 70.20.09 il coefficiente di redditività è 78%. Con 30.000 euro di compensi, il reddito lordo forfettario è 23.400 euro. Software, computer, trasferte, coworking, formazione e collaborazioni non vengono dedotti analiticamente.

Gestione Separata INPS

In assenza di una cassa professionale obbligatoria, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. La circolare INPS 2026 indica il 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti assicurati altrove.

Contratto con il cliente: chiarisci responsabilità e accessi

È utile definire per iscritto attività comprese, KPI, durata, compenso, responsabilità sulle decisioni commerciali, gestione degli accessi agli account e attività affidate a terzi. Se il professionista opera su dati clienti, CRM o piattaforme con dati personali, il rapporto deve essere coerente anche con le regole privacy applicabili.

Retainer, progetto o giornata: scegli una struttura sostenibile

Prima di aprire conviene decidere come verrà venduto il lavoro. Un retainer mensile rende più prevedibili incassi e carico di lavoro; il progetto richiede di definire bene scope e revisioni; la tariffa a giornata è semplice ma lega il fatturato al tempo disponibile. Il prezzo dovrebbe incorporare anche giornate non fatturabili, software, formazione e attività commerciale necessaria per acquisire clienti.

Lavorare da remoto non elimina i costi

Anche senza studio aperto al pubblico restano computer, connessione, licenze, strumenti di analytics, eventuale coworking, trasferte presso clienti e corsi di aggiornamento. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente: prima dell’apertura è utile stimare il margine reale per capire se il 22% di costi presunti è compatibile con il modello operativo.

Primo cliente: non confondere autonomia con lavoro subordinato

All’avvio è frequente lavorare quasi esclusivamente per un’impresa. Il contratto dovrebbe però riflettere una vera prestazione autonoma: obiettivi e deliverable definiti, organizzazione del lavoro propria, responsabilità professionale e assenza di un inserimento fittizio nell’organizzazione del cliente. Se il rapporto riproduce in concreto orari, gerarchie e modalità tipiche del lavoro subordinato, il problema non è soltanto fiscale. Inoltre, quando il primo cliente coincide con l’attuale o un recente datore di lavoro, va verificata separatamente la specifica causa ostativa del regime forfettario.

Checklist prima dell’apertura

  • descrivere esattamente servizi e deliverable;
  • verificare se prevale consulenza, sviluppo, ADV o vendita;
  • confermare il codice ATECO e le eventuali attività secondarie;
  • aprire la Partita IVA e iscriversi alla Gestione Separata quando dovuto;
  • verificare i requisiti del forfettario e l’eventuale aliquota del 5%;
  • predisporre contratto, fatturazione e gestione documentale.

Guide collegate

Approfondisci il regime forfettario, il codice ATECO, il calcolo delle tasse e la pagina sul commercialista per e-commerce manager.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.

  • Apertura della Partita IVA
  • Cambio commercialista
  • Gestione del regime forfettario
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