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Aprire Partita IVA gommista 2026: ATECO 95.31.30, SCIA e requisiti

Aggiornato il 4 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Aprire Partita IVA gommista 2026: ATECO 95.31.30, SCIA e requisiti

Per aprire Partita IVA come gommista nel 2026 non basta comunicare il codice ATECO all’Agenzia delle Entrate. Il gommista è una sezione dell’autoriparazione regolamentata: occorre verificare i requisiti tecnico-professionali, nominare un responsabile tecnico e presentare la SCIA al SUAP competente.

Il codice ATECO 2025 corretto è 95.31.30 – Riparazione, montaggio o sostituzione di pneumatici e camere d’aria di autoveicoli. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività corretto è 40%.

Argomenti del post

Toggle
  • Cosa serve per aprire un’attività di gommista
  • ATECO 95.31.30: cosa comprende
  • Cosa non rientra nel codice del gommista
  • Gommista e Legge 122/1992
  • Responsabile tecnico: chi può ricoprire il ruolo
  • Quali requisiti professionali servono
  • SCIA al SUAP e avvio dell’officina
  • Regime forfettario e coefficiente 40%
  • Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
  • INPS Artigiani 2026
  • Vendita pneumatici: quando serve una verifica ulteriore
  • PFU: cosa impostare fin dall’apertura
  • Quanto costa aprire un gommista
  • Checklist prima dell’apertura
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Cosa serve per aprire un’attività di gommista

  • definire le lavorazioni realmente svolte;
  • verificare i requisiti professionali per la sezione gommista;
  • individuare il responsabile tecnico della sede;
  • verificare idoneità dei locali e degli impianti;
  • presentare la SCIA al SUAP;
  • aprire Partita IVA con ATECO 95.31.30;
  • iscrivere l’impresa al Registro Imprese e, se ne ricorrono i requisiti, all’Albo Artigiani;
  • aprire la posizione INPS e le altre posizioni obbligatorie;
  • impostare correttamente gestione PFU e contributo ambientale;
  • scegliere il regime fiscale e organizzare fatturazione e contabilità.

ATECO 95.31.30: cosa comprende

Le note ATECO 2025 dell’ISTAT comprendono nel codice 95.31.30 riparazione, montaggio e sostituzione di pneumatici e camere d’aria per autoveicoli, oltre a equilibratura e convergenza delle ruote.

Il vecchio riferimento era 45.20.40. Per una nuova apertura nel 2026 va usato 95.31.30; il vecchio codice può comparire soltanto in documenti storici o nelle tabelle di raccordo.

Cosa non rientra nel codice del gommista

Riparazioni meccaniche ed elettroniche, carrozzeria, detailing e altre attività dell’officina hanno codici distinti. Anche la ricostruzione industriale degli pneumatici non rientra nel 95.31.30, perché appartiene alla fabbricazione di pneumatici ricostruiti.

Se l’officina svolge più attività, occorre verificare sia i codici ATECO aggiuntivi sia le corrispondenti abilitazioni professionali.

Gommista e Legge 122/1992

La Legge 122/1992 disciplina le imprese di autoriparazione. Le sezioni attuali sono meccatronica, carrozzeria e gommista.

Aprire la Partita IVA non equivale quindi a essere abilitati a lavorare: l’impresa deve possedere i requisiti previsti per la sezione gommista e presentare la relativa segnalazione amministrativa.

Responsabile tecnico: chi può ricoprire il ruolo

Per ogni officina deve essere nominato un responsabile tecnico abilitato. Le schede della Camera di Commercio di Padova chiariscono che il responsabile deve essere immedesimato nell’impresa e non può essere un consulente esterno.

Può essere titolare, socio lavorante, amministratore, collaboratore familiare o dipendente/preposto, purché possieda i requisiti professionali richiesti. La stessa persona non può essere utilizzata liberamente per più officine.

Quali requisiti professionali servono

I requisiti possono derivare da titolo di studio tecnico attinente, percorso professionale riconosciuto accompagnato dall’esperienza prevista oppure esperienza lavorativa qualificata nel settore. La documentazione deve essere verificata prima di programmare la data di avvio.

SCIA al SUAP e avvio dell’officina

Per iniziare l’attività si presenta la SCIA al SUAP territorialmente competente, coordinata con la pratica al Registro Imprese tramite Comunicazione Unica secondo le procedure applicabili. La Camera di Commercio di Sondrio ricorda che ogni sede operativa deve essere correttamente dichiarata.

In base al locale e alle attrezzature possono inoltre rilevare impatto acustico, prevenzione incendi e altri adempimenti tecnici. Prima di firmare un contratto di locazione è utile verificare la compatibilità della sede con il SUAP.

Regime forfettario e coefficiente 40%

Se sono rispettati i requisiti generali del forfettario, il gommista può applicarlo entro la soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi percepiti. Con coefficiente 40%, 50.000 euro di incassi producono un reddito forfettario lordo di 20.000 euro.

Il restante 60% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario. Non vengono quindi dedotti uno per uno acquisto pneumatici, attrezzature, affitto, energia o altre spese.

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

L’imposta è normalmente del 15%. Il 5% può spettare nel periodo agevolato iniziale soltanto se sono soddisfatte tutte le condizioni previste per le nuove attività; non basta il semplice fatto di aprire una nuova Partita IVA.

INPS Artigiani 2026

Quando ricorrono i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 indica minimale 18.808 euro, contributo minimo annuo 4.521,36 euro e aliquota del 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.

Il regime contributivo agevolato per forfettari può ridurre del 35% i contributi quando viene richiesto e ne ricorrono i requisiti.

Vendita pneumatici: quando serve una verifica ulteriore

Il gommista normalmente fornisce lo pneumatico insieme al servizio di montaggio. Se però nasce una vera attività autonoma di vendita al banco o online, occorre valutare un eventuale codice commerciale aggiuntivo e la corretta ripartizione dei ricavi.

La semplice presenza del pneumatico in fattura non determina automaticamente una seconda attività commerciale.

PFU: cosa impostare fin dall’apertura

Gli pneumatici rimossi e destinati allo smaltimento diventano PFU. Il RENAP mette a disposizione i riferimenti delle forme di gestione cui i generatori possono chiedere il ritiro. Il contributo ambientale deve essere riportato chiaramente in fattura lungo le fasi di commercializzazione.

L’iscrizione al Registro Pneumatici è invece prevista per produttori e importatori. Un gommista che acquista pneumatici già immessi regolarmente sul mercato italiano non diventa produttore/importatore; se importa direttamente pneumatici dall’estero, la posizione va verificata prima dell’avvio delle vendite.

Quanto costa aprire un gommista

La pratica fiscale è solo una parte dell’investimento. Possono incidere locale, ponti o sollevatori, smontagomme, equilibratrice, assetto ruote, compressore, utensili, scorte di pneumatici, assicurazioni, sistemi informatici e personale.

Prima di scegliere il forfettario conviene stimare anche l’IVA non recuperabile sugli acquisti e il peso reale dello stock rispetto al 60% di costi presunto dal coefficiente.

Checklist prima dell’apertura

  • conferma ATECO 95.31.30;
  • verifica responsabile tecnico e requisiti;
  • controlla locale e pratiche SUAP;
  • presenta SCIA e Comunicazione Unica;
  • apri Registro Imprese, Albo Artigiani e INPS quando dovuti;
  • definisci eventuali attività commerciali autonome;
  • organizza PFU e contributo ambientale;
  • confronta forfettario e ordinario sui costi reali;
  • imposta fatturazione e gestione degli incassi.

Guide collegate

Dopo l’apertura consulta il regime forfettario gommista, il codice ATECO 95.31.30, il calcolo tasse gommista e la guida al commercialista per gommista.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

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