Il regime forfettario per gommista nel 2026 può essere applicato se il titolare rispetta i requisiti fiscali e l’impresa è correttamente abilitata alla sezione gommista dell’autoriparazione. Il codice ATECO 2025 corretto è 95.31.30 – Riparazione, montaggio o sostituzione di pneumatici e camere d’aria di autoveicoli e il coefficiente di redditività da utilizzare nel forfettario è il 40%.
Su questo settore è importante non affidarsi automaticamente alle schede online: nella SERP si trovano sia il codice 95.31.10, che riguarda la meccatronica, sia un coefficiente del 67%. Per il gommista il nuovo 95.31.30 deriva dal vecchio 45.20.40 – Riparazione e sostituzione di pneumatici per autoveicoli, attività ricompresa nel gruppo fiscale con coefficiente 40%.
Gommista in forfettario 2026: dati essenziali
- ATECO 2025: 95.31.30;
- vecchio ATECO: 45.20.40;
- coefficiente di redditività: 40%;
- soglia ordinaria del forfettario: 85.000 euro di ricavi percepiti;
- uscita immediata: oltre 100.000 euro percepiti nell’anno;
- imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% se ricorrono i requisiti della nuova attività;
- previdenza tipica: Gestione Artigiani INPS quando ricorrono i requisiti dell’impresa artigiana;
- minimale INPS Artigiani 2026: 18.808 euro;
- contributo minimo annuo Artigiani 2026: 4.521,36 euro;
- avvio: SCIA al SUAP e responsabile tecnico abilitato alla sezione gommista.
Cosa comprende davvero ATECO 95.31.30
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT comprendono nel 95.31.30:
- riparazione di pneumatici e camere d’aria di autoveicoli;
- montaggio e sostituzione degli pneumatici;
- equilibratura delle ruote;
- convergenza e allineamento delle ruote.
Equilibratura e convergenza, quindi, non richiedono un codice ATECO diverso quando sono svolte nell’attività tipica del gommista. È invece esclusa la ricostruzione o rigenerazione industriale degli pneumatici, che appartiene alla fabbricazione di pneumatici ricostruiti e segue un altro inquadramento.
Gommista, meccatronica e carrozzeria: attività distinte
ATECO 2025 separa chiaramente le principali lavorazioni dell’autoriparazione:
- 95.31.10 – riparazione e manutenzione meccanica, elettrica ed elettronica;
- 95.31.20 – carrozzeria;
- 95.31.30 – pneumatici, equilibratura e convergenza;
- 95.31.91 – lavaggio e altre attività di cura del veicolo.
Se l’officina svolge stabilmente più sezioni, non basta aggiungere il relativo ATECO. La Legge 122/1992 richiede anche la specifica abilitazione professionale per ciascuna sezione dell’autoriparazione esercitata.
SCIA e responsabile tecnico
Il gommista è una delle tre sezioni dell’autoriparazione regolamentata, insieme a meccatronica e carrozzeria. Per avviare l’attività occorre presentare la SCIA al SUAP competente e nominare, per ogni officina, un responsabile tecnico con i requisiti professionali richiesti.
Le Camere di commercio precisano che il responsabile tecnico deve essere inserito nell’impresa: può essere il titolare, un socio lavorante, un amministratore, un collaboratore familiare o un dipendente/preposto. Non può essere un semplice consulente esterno e non può coprire liberamente più officine.
Requisiti professionali per la sezione gommista
I requisiti possono derivare, a seconda del caso, da un titolo di studio tecnico attinente, da un percorso professionale riconosciuto accompagnato dall’esperienza richiesta oppure da un adeguato periodo di lavoro qualificato nel settore. Prima della SCIA è opportuno verificare i documenti del soggetto che dovrà abilitare l’officina.
Aprire la Partita IVA senza avere già chiarito chi sarà il responsabile tecnico può creare una posizione fiscale formalmente aperta ma non ancora in grado di esercitare regolarmente l’attività.
Come funziona il coefficiente del 40%
Nel regime forfettario il reddito non si determina sottraendo le spese effettive. Con coefficiente del 40%, 50.000 euro di incassi producono un reddito forfettario lordo di 20.000 euro. Il restante 60% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo forfettario.
Dal reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva. Le istruzioni 2026 del quadro LM dell’Agenzia delle Entrate restano il riferimento dichiarativo per i contribuenti forfettari.
INPS Artigiani 2026
Quando il gommista esercita l’attività con i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria al 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.
Con coefficiente 40%, il reddito forfettario raggiunge il minimale a circa 47.020 euro di ricavi. Sotto tale livello, nell’ipotesi di iscrizione artigiana per l’intero anno, continua comunque a rilevare il contributo minimo salvo agevolazioni o situazioni particolari.
Riduzione INPS del 35%
I contribuenti forfettari iscritti alle Gestioni Artigiani o Commercianti possono chiedere, quando ne hanno i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La riduzione non è automatica e va valutata anche per gli effetti sull’accredito previdenziale e sulla minore deduzione dei contributi dal reddito forfettario.
Vendita di pneumatici: quando valutare un’attività commerciale separata
La fornitura dello pneumatico insieme al montaggio è normale nell’attività del gommista. Se però l’impresa sviluppa una vera attività autonoma di vendita di pneumatici al banco o online, distinta dalla prestazione di officina, va verificato se occorra aggiungere un codice commerciale e come ripartire correttamente i ricavi tra attività con eventuali coefficienti diversi.
Non è quindi corretto aggiungere automaticamente un secondo codice solo perché in fattura compaiono pneumatici: conta la natura economica concreta dell’attività di vendita.
Pneumatici fuori uso: PFU e contributo ambientale
La sostituzione degli pneumatici genera PFU, pneumatici fuori uso. Il Registro Pneumatici RENAP chiarisce che i generatori di PFU possono richiedere il ritiro alle forme di gestione autorizzate. Il contributo ambientale pagato dal cliente finanzia il sistema e deve essere indicato chiaramente in fattura lungo le fasi di commercializzazione.
È importante non confondere questo obbligo con l’iscrizione al Registro Pneumatici: il Registro è rivolto ai produttori e importatori. Un normale gommista non deve iscriversi soltanto perché sostituisce pneumatici; l’obbligo può invece nascere se importa o immette direttamente pneumatici sul mercato nazionale.
Quando il forfettario conviene davvero
Il coefficiente del 40% presume costi pari al 60% dei ricavi, una quota apparentemente favorevole per un’attività che acquista pneumatici e materiali. Ma la convenienza reale dipende da stock, attrezzature, affitto, energia, personale, smaltimenti, stagionalità e margine sulla vendita degli pneumatici.
Nel forfettario tali costi non vengono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene normalmente recuperata. Prima di scegliere il regime è quindi utile confrontare il 60% di costi presunti con le spese effettive e con il valore dell’IVA incorporata negli acquisti.
Guide collegate
Per completare l’inquadramento consulta come aprire Partita IVA gommista, il codice ATECO gommista 95.31.30, il calcolo tasse gommista e la guida al commercialista per gommista.
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