Per aprire la Partita IVA come guida turistica bisogna prima essere in regola con l’abilitazione professionale e l’iscrizione all’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche, poi impostare correttamente codice ATECO, previdenza e regime fiscale. La Partita IVA non sostituisce il titolo professionale: abilita soltanto l’attività dal punto di vista fiscale.
Per la guida turistica il codice ATECO 2025 è 79.90.01 – Servizi di guida turistica. È distinto dal 79.90.03 dell’accompagnatore turistico e dal 79.90.02 dei servizi di accompagnamento in ambiente naturale. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività di riferimento è il 67%.
In breve: cosa serve per partire
- abilitazione professionale e iscrizione all’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche nei casi previsti;
- codice ATECO 79.90.01 per la tipica attività di guida turistica;
- apertura della Partita IVA come lavoratore autonomo, salvo diverso inquadramento concreto;
- verifica della Gestione Separata INPS e dell’eventuale altra copertura previdenziale;
- scelta consapevole tra forfettario e ordinario in base a ricavi, costi e situazione personale.
Guida turistica: prima della Partita IVA serve l’abilitazione
La guida turistica è una professione regolamentata a livello nazionale. La legge 13 dicembre 2023, n. 190 ha ridefinito la disciplina della professione e ha istituito l’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche. Il Ministero del Turismo descrive le attività proprie della guida e il nuovo quadro professionale.
Possono iscriversi all’Elenco nazionale, tra gli altri, i soggetti che hanno superato l’esame nazionale di abilitazione, chi ha ottenuto il riconoscimento della qualifica professionale e chi era già abilitato secondo la disciplina precedente. Le FAQ ufficiali sull’ENGT, aggiornate nel 2026, distinguono le diverse casistiche.
L’ordine corretto è quindi professionale prima ancora che fiscale: verificare di poter esercitare legalmente, poi aprire la posizione IVA e organizzare fatture, previdenza e regime fiscale. Una Partita IVA formalmente aperta non sostituisce l’abilitazione richiesta per esercitare.
Guida turistica e accompagnatore turistico non sono la stessa attività
Uno degli errori più frequenti nelle guide online è trattare guida turistica e accompagnatore turistico come sinonimi. La guida illustra e interpreta il patrimonio storico, culturale, artistico, archeologico, museale, religioso, architettonico e monumentale durante visite guidate; l’accompagnatore segue invece funzioni di assistenza, coordinamento e supporto logistico durante il viaggio.
Anche il codice ATECO cambia: 79.90.01 per i servizi di guida turistica, 79.90.03 per gli altri servizi di accompagnamento turistico. Se svolgi entrambe le attività bisogna verificare se dichiarare più codici e come attribuire correttamente i compensi.
Codice ATECO guida turistica: 79.90.01
ATECO 2025 individua il codice 79.90.01 – Servizi di guida turistica. È il riferimento da utilizzare per la tipica attività professionale di guida turistica abilitata. La classificazione ufficiale ISTAT ATECO 2025 separa in modo netto guida turistica, accompagnamento in ambiente naturale e accompagnamento turistico generale.
Per guide naturalistiche, accompagnatori turistici, organizzazione di viaggi, consulenza turistica o altre attività autonome esistono codici differenti. La guida sul codice ATECO della guida turistica approfondisce attività comprese, attività da distinguere e casi con più servizi.
Come aprire la Partita IVA
La guida che opera come lavoratore autonomo persona fisica apre normalmente la posizione IVA con il modello AA9/12, indicando data di inizio attività, codice ATECO e dati fiscali richiesti. La dichiarazione di inizio attività va presentata nei termini previsti dalla normativa IVA.
Nell’inquadramento tipico professionale non si parte automaticamente da una ditta individuale iscritta al Registro Imprese. Se però l’attività viene organizzata con caratteristiche imprenditoriali oppure si aggiungono vendita di servizi, organizzazione commerciale o altre attività autonome, bisogna verificare se l’inquadramento debba cambiare.
Quando serve davvero la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando l’attività viene esercitata in modo abituale e professionale. La soglia dei 5.000 euro non è una franchigia generale che consente di svolgere abitualmente la professione senza Partita IVA: quel valore riguarda specifici profili contributivi del lavoro autonomo occasionale, non il criterio fiscale dell’abitualità.
Una guida che promuove stabilmente i propri servizi, riceve prenotazioni, collabora con tour operator, musei o agenzie e svolge visite con continuità opera normalmente in modo professionale, anche se nei primi mesi i compensi sono contenuti. Per valutare l’occasionalità contano continuità, organizzazione e modalità concrete di lavoro, non una sola soglia economica.
Regime forfettario per guida turistica: coefficiente 67%
La guida turistica può applicare il regime forfettario quando rispetta tutti i requisiti e non ricade nelle cause ostative previste dalla legge. Il limite ordinario di ricavi o compensi dell’anno precedente è 85.000 euro; la disciplina vigente è contenuta nei commi 54 e seguenti della legge 190/2014.
Per le attività della divisione 79 il coefficiente di redditività applicabile nel forfettario è 67%. Il coefficiente non coincide con una tassa: serve a determinare la quota di compensi che diventa reddito forfettario prima dei contributi previdenziali deducibili.
Con 30.000 euro di compensi, per esempio, il reddito forfettario iniziale è 20.100 euro. Da questa base si determinano i contributi e, dopo la deduzione ammessa, l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se ricorrono tutte le condizioni della nuova attività.
Per requisiti, cause di esclusione ed esempi completi consulta la guida sul regime forfettario della guida turistica e quella sul calcolo tasse della guida turistica.
Forfettario o ordinario: come scegliere
Il forfettario non è automaticamente la scelta migliore solo perché prevede un’imposta sostitutiva. Per una guida con costi reali contenuti, pochi investimenti e gestione semplice può essere molto efficiente; al contrario, chi sostiene spese elevate per trasferte, mezzi, collaborazioni, pubblicità, software, assicurazioni, corsi e organizzazione può avere convenienza a confrontarlo con il regime ordinario.
La differenza principale è che nel forfettario i costi ordinari non vengono dedotti uno per uno: il 33% dei compensi è considerato convenzionalmente costo attraverso il coefficiente 67%. Nell’ordinario, invece, la convenienza dipende dalla capacità di documentare e dedurre i costi fiscalmente ammessi. Il confronto corretto va fatto sui numeri reali, non solo sull’aliquota nominale.
INPS della guida turistica: Gestione Separata
La guida turistica che esercita personalmente l’attività professionale e non ha una Cassa previdenziale dedicata deve normalmente verificare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Per il 2026 l’aliquota complessiva dei professionisti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria è del 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria è normalmente del 24%.
Le aliquote sono annuali e vanno controllate sulla comunicazione INPS sulla Gestione Separata 2026. La Gestione Separata non funziona come le gestioni Artigiani e Commercianti: nel tipico lavoro autonomo professionale i contributi sono collegati al reddito prodotto e non a un minimale fisso annuale.
Quanto costa aprire e gestire la Partita IVA
L’attribuzione della Partita IVA non comporta di per sé un’imposta di apertura. I costi reali arrivano dalla gestione: contributi previdenziali, commercialista o servizio fiscale, assicurazione, promozione, telefono, software, strumenti di prenotazione, trasferte, trasporti, aggiornamento professionale e altri costi effettivi.
È utile separare i costi fiscali dai costi economici. Imposta e INPS determinano il carico fiscale-previdenziale; tutte le altre spese incidono invece sul denaro che resta davvero alla guida. Confondere i due piani porta spesso a sovrastimare il netto.
Fatture a privati, agenzie e tour operator
Dopo l’apertura bisogna impostare correttamente fatturazione elettronica, bollo quando dovuto e conservazione dei documenti. La descrizione della prestazione deve essere coerente con l’attività svolta: visita guidata, servizio di guida per agenzia, attività in lingua straniera o altro servizio professionale.
Se il committente è un’agenzia o un tour operator estero occorre verificare territorialità IVA, eventuale VIES e gli adempimenti collegati alle operazioni transfrontaliere. Il regime forfettario non elimina automaticamente questi controlli.
Visite guidate, biglietti ed esperienze: attenzione a cosa stai vendendo
Una cosa è fatturare il proprio servizio professionale di guida; un’altra è vendere al cliente un pacchetto che comprende biglietti, trasporti, pernottamenti, servizi di terzi o un’esperienza organizzata in proprio. In questo secondo caso il modello di business può uscire dal semplice 79.90.01 e richiedere una verifica diversa, soprattutto quando si assume il ruolo di organizzatore o intermediario.
Prima di aggiungere semplicemente un secondo codice ATECO bisogna capire chi vende cosa, chi incassa il prezzo complessivo, chi assume gli obblighi verso il viaggiatore e se entrano in gioco regole proprie delle agenzie di viaggio o dei tour operator. È un punto spesso sottovalutato nelle guide generiche sulla Partita IVA.
Guida turistica con lavoro dipendente
È possibile affiancare la Partita IVA a un lavoro dipendente, ma vanno controllati sia gli eventuali limiti contrattuali sia le cause ostative del regime forfettario. La presenza di altra copertura previdenziale può inoltre modificare l’aliquota applicabile in Gestione Separata.
Prima di applicare il forfettario bisogna quindi considerare redditi di lavoro dipendente, eventuali rapporti con il datore o ex datore e posizione previdenziale complessiva. Anche a parità di compensi, una guida con altra copertura previdenziale può avere un calcolo diverso da chi svolge soltanto la libera professione.
Più attività con la stessa Partita IVA
Una guida turistica può svolgere anche attività diverse: accompagnamento turistico, consulenza, formazione, creazione di contenuti, traduzione, organizzazione di esperienze o altri servizi. Se le attività sono autonome e stabili, può essere necessario aggiungere codici ATECO secondari.
La presenza di più codici non significa che tutti i compensi debbano essere trattati allo stesso modo. Se i diversi codici appartengono a gruppi con coefficienti di redditività differenti, i ricavi devono essere attribuiti correttamente alle diverse attività.
Primo anno: quanto accantonare per tasse e contributi
Il primo anno può essere ingannevole perché una parte rilevante di imposte e contributi viene liquidata con le scadenze successive. Incassare 2.000 euro in un mese non significa quindi avere 2.000 euro disponibili: una quota deve restare separata per previdenza, imposta, eventuale bollo e future scadenze.
Non esiste una percentuale di accantonamento identica per tutti. Dipende da aliquota INPS, 5% o 15%, livello dei compensi, altra copertura previdenziale e costi reali. Una buona pratica è aggiornare la simulazione durante l’anno e non aspettare la dichiarazione per capire quanta liquidità sarà necessaria per saldo e acconti.
Checklist per aprire la Partita IVA come guida turistica
- verificare abilitazione e iscrizione all’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche;
- distinguere guida turistica, accompagnatore turistico e altre attività;
- individuare ATECO 79.90.01 ed eventuali codici secondari;
- presentare la dichiarazione di inizio attività ai fini IVA;
- verificare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS;
- confrontare forfettario e ordinario sui costi reali;
- impostare fatturazione, bollo e conservazione;
- verificare VIES e territorialità per clienti esteri;
- controllare separatamente eventuale vendita di pacchetti o servizi organizzati;
- preparare un accantonamento per imposte, contributi, saldo e acconti.
Errori da evitare
- confondere la guida turistica con l’accompagnatore turistico;
- usare il codice 79.90.03 al posto del 79.90.01;
- applicare il coefficiente 78% invece del 67%;
- pensare che la Partita IVA sostituisca l’abilitazione professionale;
- considerare 5.000 euro una soglia generale per evitare la Partita IVA;
- scegliere il forfettario senza confrontarlo con i costi reali;
- ignorare la posizione INPS e l’eventuale altra copertura;
- trattare la vendita di pacchetti come una semplice visita guidata;
- trascurare clienti UE ed extra-UE;
- non dichiarare attività secondarie svolte stabilmente.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO della guida turistica?
ATECO 2025 individua il codice 79.90.01 – Servizi di guida turistica. L’accompagnatore turistico utilizza invece 79.90.03.
Qual è il coefficiente forfettario della guida turistica?
Nel tipico inquadramento della guida turistica il coefficiente di redditività è 67%.
La guida turistica deve iscriversi alla Gestione Separata?
Nel tipico esercizio professionale senza Cassa autonoma, sì: va verificata la Gestione Separata INPS. L’aliquota dipende anche dall’eventuale altra copertura previdenziale.
Sotto 5.000 euro si può lavorare senza Partita IVA?
Non esiste una franchigia generale di 5.000 euro dall’obbligo IVA. Conta soprattutto se l’attività è occasionale oppure viene svolta in modo abituale e professionale.
Serve il Registro Imprese?
Non automaticamente nella tipica attività professionale svolta personalmente. Va però verificato un diverso inquadramento quando l’attività assume caratteristiche imprenditoriali o comprende servizi commerciali autonomi.
Posso vendere biglietti o pacchetti insieme alla visita?
Dipende da come è strutturata l’offerta. Se non fatturi più soltanto la prestazione di guida ma organizzi e vendi un insieme di servizi turistici, serve una verifica specifica dell’inquadramento.
In sintesi
Per aprire correttamente la Partita IVA come guida turistica bisogna coordinare professione regolamentata e fiscalità: abilitazione e iscrizione all’Elenco nazionale, ATECO 79.90.01, Gestione Separata INPS, regime fiscale, fatturazione e modello di business. Nel forfettario il coefficiente corretto è 67%. La qualità dell’inquadramento iniziale dipende soprattutto dal distinguere ciò che è semplice servizio di guida da accompagnamento, attività secondarie e organizzazione di servizi turistici più complessi.
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Caterina
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