Per calcolare tasse e contributi di una guida turistica in regime forfettario bisogna partire dai compensi realmente incassati, applicare il coefficiente di redditività del 67%, calcolare i contributi previdenziali e solo dopo determinare l’imposta sostitutiva. Nel tipico esercizio professionale senza altra copertura obbligatoria, nel 2026 la Gestione Separata INPS applica l’aliquota complessiva del 26,07%.
Il calcolo quindi non è “fatturato × 15%”. Coefficiente, previdenza, deduzione dei contributi e imposta sono passaggi distinti. Gli esempi di questa pagina riguardano una guida turistica con codice ATECO 79.90.01 e Gestione Separata; se cambiano attività o posizione previdenziale, i numeri devono essere ricalcolati.
Formula per calcolare tasse e contributi della guida turistica
- compensi incassati × 67% = reddito forfettario;
- reddito previdenziale × aliquota Gestione Separata = contributi;
- reddito forfettario − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base fiscale;
- base fiscale × 15% oppure × 5% se spettante = imposta sostitutiva.
Questa sequenza serve a distinguere ciò che incassa la guida, il reddito assunto fiscalmente, la previdenza e l’imposta. Per il quadro generale consulta anche la guida sul regime forfettario della guida turistica.
Principio di cassa: contano i compensi incassati
Nel regime forfettario il reddito della guida turistica si determina sui compensi percepiti nel periodo d’imposta. Questo significa che una fattura emessa a dicembre ma pagata a gennaio entra normalmente nel calcolo dell’anno in cui il compenso viene incassato. Il principio è coerente con la disciplina del regime contenuta nella legge 190/2014.
Per una guida che lavora con agenzie e tour operator è quindi utile controllare gli incassi effettivi, non soltanto il totale delle fatture emesse. Questo diventa importante soprattutto a fine anno, quando il momento del pagamento può spostare il compenso fiscalmente rilevante al periodo successivo.
Coefficiente di redditività della guida turistica: 67%
Per il tipico inquadramento della guida turistica il coefficiente di redditività è 67%. Il codice ATECO 2025 è 79.90.01 – Servizi di guida turistica, come risulta dalla classificazione ISTAT ATECO 2025.
Il 67% non è la percentuale di tasse: rappresenta la quota dei compensi che viene assunta come reddito forfettario. Con 20.000 euro di compensi il reddito iniziale è 13.400 euro; con 30.000 euro è 20.100 euro; con 50.000 euro è 33.500 euro.
Il nuovo codice ATECO non ha ancora una tabella autonoma di coefficienti. Il D.Lgs. 81/2025 mantiene transitoriamente l’applicazione dei coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014 attraverso il raccordo con la precedente classificazione. Per questo non adottiamo il 78% che compare in alcune guide online.
Per le differenze tra 79.90.01, 79.90.02 e 79.90.03 consulta la guida sul codice ATECO della guida turistica.
Gestione Separata INPS 2026: 26,07% o 24%
Per la guida turistica che opera come libero professionista senza altra forma di previdenza obbligatoria, nel 2026 l’aliquota complessiva della Gestione Separata è 26,07%. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria l’aliquota è 24%.
La fonte corrente è la comunicazione INPS sulle aliquote della Gestione Separata 2026. A differenza delle gestioni Artigiani e Commercianti, nel tipico esercizio professionale non esiste un contributo minimo fisso annuale dovuto indipendentemente dal reddito.
Esempio con 20.000 euro di compensi
Supponiamo una guida turistica in Gestione Separata al 26,07%, senza altra copertura previdenziale e con 20.000 euro di compensi incassati.
- compensi: 20.000 euro;
- reddito forfettario: 20.000 × 67% = 13.400 euro;
- contributi teorici al 26,07%: circa 3.493,38 euro;
- base fiscale dopo i contributi: circa 9.906,62 euro;
- imposta al 15%: circa 1.485,99 euro;
- imposta al 5%: circa 495,33 euro.
Nello scenario al 15%, contributi più imposta sono circa 4.979,37 euro; con il 5% circa 3.988,71 euro. È una simulazione didattica a regime: nella dichiarazione reale conta la contribuzione effettivamente dovuta e versata.
Esempio con 30.000 euro di compensi
- reddito forfettario: 20.100 euro;
- contributi teorici al 26,07%: circa 5.240,07 euro;
- base fiscale dopo i contributi: circa 14.859,93 euro;
- imposta al 15%: circa 2.228,99 euro;
- imposta al 5%: circa 743 euro.
Con imposta al 15% il carico teorico di contributi più imposta è circa 7.469,06 euro; con il 5% circa 5.983,07 euro. Prima dei costi effettivi dell’attività, resterebbero quindi circa 22.531 euro nello scenario al 15%.
Confronto su 30.000 euro: INPS 26,07% oppure 24%
Se la stessa guida rientra nei casi in cui la Gestione Separata applica il 24%, il calcolo cambia. Su un reddito forfettario di 20.100 euro, i contributi teorici diventano 4.824 euro; la base fiscale dopo la deduzione è 15.276 euro.
- imposta al 15%: 2.291,40 euro;
- imposta al 5%: 763,80 euro;
- contributi + imposta al 15%: 7.115,40 euro;
- contributi + imposta al 5%: 5.587,80 euro.
Pagare meno contributi aumenta leggermente la base dell’imposta perché la deduzione previdenziale è inferiore. È il motivo per cui non bisogna confrontare soltanto le aliquote INPS: va rifatta l’intera sequenza contributi → deduzione → imposta.
Esempio con 50.000 euro di compensi
- reddito forfettario: 33.500 euro;
- contributi teorici al 26,07%: circa 8.733,45 euro;
- base fiscale: circa 24.766,55 euro;
- imposta al 15%: circa 3.714,98 euro;
- imposta al 5%: circa 1.238,33 euro.
Nello scenario al 15%, contributi più imposta sono circa 12.448,43 euro; con il 5% circa 9.971,78 euro. Anche qui il netto fiscale non coincide con il profitto effettivo, perché vanno sottratti i costi realmente sostenuti.
Imposta al 5% o al 15%: cosa cambia
L’aliquota ordinaria del forfettario è il 15%. Il 5% può essere applicato per l’anno di inizio e i quattro successivi soltanto se ricorrono tutte le condizioni previste dalla disciplina delle nuove attività. Aprire una nuova Partita IVA non basta da solo.
Il 5% riduce l’imposta sostitutiva, non i contributi previdenziali. Per questo la previdenza resta il componente più pesante del carico complessivo in molte simulazioni con Gestione Separata.
Contributi versati e deduzione fiscale
I contributi previdenziali obbligatori ammessi in deduzione riducono il reddito sul quale viene calcolata l’imposta sostitutiva. Nella liquidazione effettiva rilevano però i contributi concretamente versati e deducibili nel periodo: una simulazione che assume contribuzione e deduzione nello stesso momento può quindi differire dagli importi della dichiarazione.
Gli esempi di questa pagina spiegano il metodo e permettono una previsione, ma non sostituiscono il calcolo dichiarativo sui versamenti effettivi.
Soglia 85.000 euro e superamento di 100.000 euro
Per il regime forfettario il limite ordinario si verifica sui ricavi e compensi dell’anno precedente. Se si supera 85.000 euro senza oltrepassare 100.000 euro, l’uscita dal regime opera dall’anno successivo; oltre 100.000 euro la cessazione avviene nello stesso anno secondo le regole previste dalla legge 190/2014.
Con più attività ATECO, ai fini della soglia non si crea un limite separato per ciascun codice: i compensi devono essere considerati complessivamente. Questo è particolarmente importante per chi affianca alla guida turistica accompagnamento, formazione, traduzione o altre prestazioni.
Se la guida ha già un lavoro dipendente
La presenza di un’altra copertura previdenziale può portare, nei casi previsti, all’aliquota del 24% anziché 26,07%. Va inoltre verificata la causa ostativa del forfettario collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente e la regola sui rapporti prevalenti con datore o ex datore.
La simulazione corretta deve quindi considerare insieme reddito della guida, posizione previdenziale, reddito da lavoro dipendente e rapporti con il committente.
Clienti esteri e fatture: il calcolo non cambia, gli adempimenti sì
Il coefficiente del 67% resta legato all’attività, ma lavorare con tour operator, agenzie o imprese estere può introdurre regole specifiche su territorialità IVA, VIES e fatturazione. Il regime forfettario non elimina automaticamente questi adempimenti.
Per stimare le tasse è quindi corretto separare il calcolo del reddito dalle regole con cui la singola operazione deve essere documentata.
Costi reali e netto disponibile
Trasferte, auto, mezzi pubblici, formazione, assicurazione, telefono, software, pubblicità e altre spese professionali non vengono dedotti analiticamente nel forfettario. Il coefficiente del 67% presume convenzionalmente una quota di costi del 33%.
Questo significa che il “netto dopo tasse e INPS” non è ancora il guadagno effettivo. Con 30.000 euro di compensi e carico teorico di circa 7.469 euro nello scenario al 15%, restano circa 22.531 euro prima delle spese reali. Se durante l’anno la guida sostiene 6.000 euro tra trasporti, assicurazione, formazione, pubblicità e strumenti, il margine economico effettivo scende a circa 16.531 euro.
È proprio questo confronto a indicare quando il forfettario può diventare meno conveniente rispetto all’ordinario. Per impostare correttamente il confronto puoi approfondire come aprire Partita IVA da guida turistica e il servizio del commercialista per guida turistica.
Più attività e più codici ATECO
Una guida può svolgere anche accompagnamento naturalistico, servizi di accompagnatore turistico, formazione, traduzione o altre attività. Se sono autonome e stabili può essere necessario aggiungere codici ATECO secondari.
Se le attività rientrano in gruppi con coefficienti differenti, i compensi devono essere attribuiti correttamente alle diverse attività. La soglia del forfettario, invece, si verifica sul totale dei ricavi e compensi della persona.
Primo anno, saldo e acconti
Nel primo anno una parte importante del carico fiscale emerge con la dichiarazione successiva. Negli anni seguenti possono concentrarsi saldo e acconti, oltre ai versamenti previdenziali. Per questo il saldo del conto corrente non coincide con il denaro realmente disponibile.
Una previsione annuale dovrebbe distinguere il carico economico maturato dalle somme che saranno effettivamente versate alle singole scadenze.
Quanto accantonare durante l’anno
Non esiste una percentuale universale valida per ogni guida. L’accantonamento dipende dall’aliquota 5% o 15%, dalla posizione previdenziale 24% o 26,07%, da eventuali altre attività, dai costi reali e dagli acconti. Il metodo più corretto è aggiornare la simulazione con gli incassi effettivi almeno alcune volte durante l’anno.
Errori frequenti nel calcolo tasse della guida turistica
- applicare il 15% direttamente ai compensi;
- confondere coefficiente 67% e aliquota fiscale;
- usare il 78% invece del 67%;
- calcolare sulle fatture emesse senza considerare il principio di cassa;
- applicare il 26,07% senza verificare se esiste altra copertura previdenziale;
- considerare automatico il 5%;
- dedurre analiticamente le spese nel forfettario;
- ignorare più attività e codici ATECO;
- dimenticare soglie, saldo e acconti;
- confondere netto fiscale e utile economico reale.
Domande frequenti
Quanto paga di tasse una guida turistica forfettaria?
Dipende dai compensi incassati, dalla posizione previdenziale e dall’aliquota 5% o 15%. Nel tipico inquadramento il reddito forfettario iniziale si determina applicando il 67% ai compensi.
Su 30.000 euro quanto paga una guida turistica?
Nella simulazione con Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 5.240 euro e l’imposta circa 2.229 euro al 15% oppure 743 euro al 5%. Con aliquota previdenziale del 24%, nei casi previsti, contributi e imposta cambiano.
Il 5% riduce anche l’INPS?
No. Il 5% riguarda l’imposta sostitutiva; la previdenza segue le regole della Gestione Separata.
Nel forfettario contano le fatture o gli incassi?
Per il reddito professionale del forfettario conta il principio di cassa: il riferimento è ai compensi percepiti nel periodo d’imposta.
Il coefficiente 67% vale anche per l’accompagnatore turistico?
Il coefficiente va verificato sul corretto inquadramento fiscale. Guida turistica e accompagnatore hanno codici ATECO distinti e non vanno confusi.
In sintesi
Il calcolo tasse della guida turistica parte dai compensi incassati, applica il coefficiente 67%, determina i contributi della Gestione Separata e deduce i contributi previdenziali ammessi prima di applicare l’imposta sostitutiva. Confrontare 26,07% e 24%, considerare il principio di cassa, distinguere il netto fiscale dai costi reali e pianificare saldo e acconti permette di stimare un risultato molto più realistico.
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Caterina
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