Per aprire la Partita IVA come igienista dentale bisogna avere titolo abilitante e iscrizione all’Albo, scegliere il codice ATECO 86.99.09, impostare il regime fiscale e verificare la Gestione Separata INPS. Per chi lavora con pazienti privati vanno inoltre organizzati correttamente Sistema Tessera Sanitaria e fatturazione sanitaria.
L’igienista dentale è una professione sanitaria distinta dall’odontoiatra: può esercitare anche in libera professione, ma sempre nel perimetro del proprio profilo professionale. La Partita IVA serve a gestire fiscalmente l’attività autonoma, non attribuisce competenze diverse né sostituisce gli eventuali requisiti della struttura in cui si lavora.
Quando serve la Partita IVA all’igienista dentale
La Partita IVA è necessaria quando l’attività viene svolta in modo abituale e autonomo, per esempio collaborando stabilmente con uno o più studi odontoiatrici oppure fatturando direttamente le proprie prestazioni professionali.
Non è il numero di fatture a decidere da solo se l’attività è occasionale o abituale: contano continuità, organizzazione e modalità concrete con cui il professionista offre il proprio lavoro.
Titolo abilitante e iscrizione all’Albo
Il profilo professionale dell’igienista dentale è disciplinato dal D.M. 15 marzo 1999, n. 137. La norma prevede che l’igienista dentale svolga attività di prevenzione delle affezioni orodentali e possa esercitare sia come dipendente sia in regime libero-professionale.
Prima dell’apertura fiscale devono quindi essere in regola il titolo abilitante e l’iscrizione all’Albo degli igienisti dentali presso l’Ordine TSRM e PSTRP territorialmente competente.
Cosa può fare l’igienista dentale
Il profilo professionale comprende attività di educazione sanitaria dentale, prevenzione, raccolta dei dati tecnico-statistici, ablazione del tartaro, levigatura delle radici, applicazione topica di mezzi profilattici e istruzione sulle metodiche di igiene orale.
La norma precisa inoltre che l’attività viene svolta su indicazione degli odontoiatri e dei medici chirurghi legittimati all’esercizio dell’odontoiatria. Questo elemento deve restare chiaro anche quando il professionista lavora con Partita IVA.
Codice ATECO igienista dentale: 86.99.09
La tabella ATECO 2025 della FNO TSRM e PSTRP associa l’igienista dentale al codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a..
È il riferimento da utilizzare per la tipica libera professione dell’igienista dentale, anche quando l’attività viene svolta fisicamente all’interno di studi odontoiatrici di terzi.
Per i dettagli sulla classificazione consulta la guida sul codice ATECO dell’igienista dentale.
Perché non usare il codice 86.23.00 dell’odontoiatra
Il codice 86.23.00 riguarda l’attività odontoiatrica. Igienista dentale e odontoiatra sono professioni diverse, con competenze e responsabilità differenti.
Condividere lo stesso studio o lavorare sugli stessi pazienti non significa svolgere la stessa attività economica. Il codice ATECO deve rappresentare la prestazione propria dell’igienista, non quella dello studio o del dentista committente.
Come aprire concretamente la Partita IVA
L’apertura avviene comunicando l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate con i dati del professionista, la data di avvio, il codice ATECO e il regime fiscale scelto.
- verificare titolo e iscrizione all’Albo;
- definire la data effettiva di inizio attività;
- indicare ATECO 86.99.09;
- scegliere il regime fiscale applicabile;
- verificare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS;
- organizzare fatture e pagamenti;
- predisporre il Sistema Tessera Sanitaria;
- verificare assicurazione, ECM, privacy e contratti con gli studi.
Regime forfettario: quando può usarlo l’igienista dentale
Il regime forfettario può essere applicato se sono rispettati tutti i requisiti previsti dalla legge. Il limite ordinario è 85.000 euro di compensi; se durante l’anno vengono superati 100.000 euro percepiti, la fuoriuscita è immediata.
Nel 2026 va inoltre verificata, nei casi in cui rileva, la soglia di 35.000 euro dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, oltre alle altre cause ostative.
Per requisiti, 5%/15% e convenienza rimandiamo alla guida sul regime forfettario dell’igienista dentale.
Coefficiente di redditività del 78%
Per la tipica attività professionale con ATECO 86.99.09 il coefficiente di redditività è 78%. Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è quindi 31.200 euro.
Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo presunto. Assicurazione, Ordine, ECM, strumenti, materiali, trasferte e altre spese non vengono dedotti una per una.
Gestione Separata INPS: aliquote 2026
L’igienista dentale libero professionista non dispone di una cassa previdenziale autonoma e fa normalmente riferimento alla Gestione Separata INPS.
- 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria;
- 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria.
Le aliquote 2026 sono indicate dalla Circolare INPS n. 8/2026.
Il minimale INPS non è un contributo fisso
Nel 2026 il reddito minimale della Gestione Separata è pari a 18.808 euro ai fini dell’accredito contributivo dell’intero anno. Non significa che il professionista debba versare un contributo minimo fisso indipendentemente dal reddito.
I contributi restano proporzionali al reddito imponibile; con redditi inferiori al minimale può ridursi l’accredito pensionistico.
Sistema Tessera Sanitaria
Gli iscritti all’Albo degli igienisti dentali rientrano tra i soggetti tenuti alla trasmissione delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria. Il decreto MEF del 22 novembre 2019 include espressamente questa professione.
Prima della prima fattura a una persona fisica è quindi utile organizzare codice fiscale dell’assistito, pagamento, tipologia della spesa, eventuale opposizione e riconciliazione degli invii.
Fatture sanitarie verso persone fisiche: niente SdI
Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non devono essere trasmesse tramite Sistema di Interscambio. Questo vale anche quando il professionista è in regime forfettario.
Le fatture emesse allo studio odontoiatrico, alla società o ad altri committenti professionali seguono invece il normale flusso B2B previsto per la fatturazione elettronica.
Prestazioni sanitarie ed esenzione IVA
Le prestazioni sanitarie rese alla persona possono rientrare nell’esenzione prevista dall’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972 quando ricorrono i presupposti. Questa disciplina è distinta dal regime forfettario.
Docenze, corsi, consulenze o altre attività non sanitarie devono essere qualificate separatamente.
Fatturare allo studio odontoiatrico
Quando il committente è uno studio o una società odontoiatrica, la fattura documenta l’incarico professionale dell’igienista. Contratto e fattura dovrebbero essere coerenti su compenso, modalità della collaborazione e prestazioni effettivamente rese.
È utile evitare descrizioni che facciano apparire l’igienista come titolare dell’attività odontoiatrica dello studio.
Lavorare per un solo studio: Partita IVA e autonomia reale
Avere un solo committente non rende automaticamente irregolare la Partita IVA, ma il rapporto concreto deve essere realmente autonomo.
Orari, direttive, inserimento organizzativo, continuità e modalità di lavoro devono essere valutati nel loro insieme. La fattura non dovrebbe essere utilizzata come semplice sostituto formale di un rapporto sostanzialmente subordinato.
Lavoro dipendente e Partita IVA insieme
L’igienista dentale può in alcuni casi affiancare l’attività autonoma a un rapporto di lavoro dipendente, fermo il rispetto delle eventuali incompatibilità.
Sul piano fiscale vanno verificati i requisiti del forfettario; sul piano previdenziale la presenza di altra copertura obbligatoria può incidere sull’aliquota della Gestione Separata.
Studio proprio e lavoro presso studi di terzi
Lavorare presso studi odontoiatrici di terzi è diverso dall’organizzare una propria struttura sanitaria. Nel primo caso l’igienista vende la propria prestazione professionale; nel secondo possono entrare in gioco requisiti regionali, autorizzazioni, locali, attrezzature e organizzazione della struttura.
La Partita IVA personale non sostituisce gli eventuali adempimenti sanitari della struttura.
Costi iniziali da mettere in preventivo
- quota dell’Ordine;
- assicurazione professionale;
- commercialista o servizio fiscale;
- formazione ed ECM;
- strumenti e materiali eventualmente a proprio carico;
- software e gestione documentale;
- trasferte tra studi;
- eventuali costi di utilizzo degli spazi.
Quando il forfettario può essere meno conveniente
Il forfettario presume costi pari al 22% dei compensi. Se l’igienista sostiene direttamente molte spese per strumenti, materiali, trasferte o utilizzo degli studi, la quota presunta può essere inferiore ai costi reali.
In questo caso è utile confrontare il netto economico del forfettario con quello del regime ordinario.
Formazione, docenza e secondo codice ATECO
Se il professionista svolge occasionalmente formazione collegata alla propria attività, non serve necessariamente un secondo codice. Se invece corsi, docenze o consulenze diventano una linea autonoma e abituale, va verificato un ATECO aggiuntivo.
Checklist prima della prima fattura
- titolo abilitante e iscrizione all’Albo verificati;
- ATECO 86.99.09 correttamente attribuito;
- regime fiscale scelto;
- Gestione Separata verificata;
- fatturazione B2B e sanitaria configurate correttamente;
- procedura Sistema TS organizzata;
- contratti con gli studi coerenti con il rapporto autonomo;
- assicurazione ed ECM in regola;
- costi reali confrontati con il 22% presunto.
Per requisiti, limiti e convenienza fiscale, approfondisci regime forfettario. Per verificare l’inquadramento dell’attività, consulta codice ATECO. Per esempi numerici su imposta e contributi, usa calcolo tasse. Per la gestione fiscale continuativa, consulta commercialista per igienista dentale.
Primo anno: perché tasse e contributi non arrivano tutti subito
Nei primi mesi di attività la liquidità disponibile può sembrare più alta perché saldo e acconti fiscali e previdenziali non sono ancora entrati pienamente a regime. Dal ciclo dichiarativo successivo possono concentrarsi nello stesso periodo imposta sostitutiva, contributi e acconti.
Per questo è utile accantonare una parte di ogni incasso fin dall’inizio, soprattutto quando i compensi arrivano da più studi con calendari di pagamento differenti.
Collaborare con più studi odontoiatrici
Lavorare con più studi non richiede codici ATECO diversi se la prestazione resta quella propria dell’igienista dentale. I compensi di tutti i committenti vanno però sommati per controllare le soglie del regime forfettario e per stimare correttamente contributi e imposte.
Contratti, tariffe e modalità di fatturazione possono essere differenti, ma la descrizione professionale dell’attività deve restare coerente con il codice 86.99.09 e con il profilo dell’igienista.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO dell’igienista dentale?
Il riferimento ATECO 2025 indicato dalla FNO TSRM e PSTRP è 86.99.09.
L’igienista dentale usa lo stesso ATECO del dentista?
No. L’attività odontoiatrica è distinta dalla libera professione dell’igienista dentale.
L’igienista dentale deve iscriversi alla Gestione Separata?
Il libero professionista senza una cassa previdenziale autonoma deve normalmente verificare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.
Le fatture sanitarie ai pazienti passano dallo SdI?
No. Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non devono transitare tramite SdI.
Si può lavorare con Partita IVA per un solo studio?
Sì, ma il rapporto concreto deve essere realmente autonomo e coerente con il contratto, non semplicemente pagato tramite fattura.
In sintesi
Aprire la Partita IVA come igienista dentale significa coordinare Albo, ATECO 86.99.09, regime fiscale, Gestione Separata INPS e Sistema Tessera Sanitaria. Il punto centrale è mantenere distinta la prestazione dell’igienista dall’attività odontoiatrica dello studio e organizzare correttamente fatture, contratti e adempimenti sanitari.
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