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Regime forfettario igienista dentale 2026: requisiti, INPS e convenienza

Aggiornato il 23 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario igienista dentale 2026: requisiti, INPS e convenienza

Il regime forfettario per igienista dentale nel 2026 può essere applicato se sono rispettati i requisiti generali del regime e non ricorrono cause ostative. Per questa professione vanno coordinati ATECO 86.99.09, coefficiente di redditività del 78%, Gestione Separata INPS, Sistema Tessera Sanitaria, rapporto con gli studi odontoiatrici e costi reali dell’attività.

Il limite ordinario resta 85.000 euro di compensi; oltre 100.000 euro percepiti nello stesso anno la fuoriuscita è immediata. Nel 2026 resta inoltre rilevante la soglia di 35.000 euro per i redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, nei casi in cui la verifica sia dovuta.

Regime forfettario igienista dentale 2026: requisiti principali

L’igienista dentale può utilizzare il forfettario se esercita come persona fisica e rispetta le condizioni previste dall’articolo 1, commi 54 e seguenti, della legge 190/2014.

  • compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro;
  • assenza delle cause ostative societarie;
  • rispetto della soglia sui redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • assenza delle cause ostative legate al datore o ex datore di lavoro nei casi previsti;
  • rispetto degli altri requisiti generali del regime.

Limite 85.000 euro e superamento dei 100.000 euro

Se i compensi dell’anno precedente non superano 85.000 euro, il requisito quantitativo è rispettato, fermo il controllo delle altre condizioni.

Se durante il 2026 i compensi superano 85.000 euro ma non 100.000 euro, il regime cessa dall’anno successivo. Se invece superano 100.000 euro nello stesso anno, la fuoriuscita è immediata e l’IVA diventa dovuta a partire dall’operazione che determina il superamento.

La soglia riguarda gli incassi complessivi dell’attività, quindi vanno sommati i compensi ricevuti da tutti gli studi e dagli eventuali pazienti o altri committenti.

Lavoro dipendente: soglia 35.000 euro nel 2026

Nel 2026 la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente rilevante per la causa ostativa è pari a 35.000 euro nei casi in cui la verifica sia dovuta.

Per chi affianca attività autonoma e lavoro dipendente vanno quindi verificati sia il profilo fiscale sia la presenza di altra copertura previdenziale obbligatoria.

ATECO 86.99.09 e coefficiente di redditività del 78%

ATECO 2025 include espressamente gli igienisti dentali nel codice 86.99.09. Nel regime forfettario, per la tipica attività professionale, il coefficiente di redditività è 78%.

Con 30.000 euro di compensi incassati, il reddito forfettario lordo è quindi 23.400 euro. Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo presunto.

Per la classificazione e le differenze con l’attività odontoiatrica consulta la guida sul codice ATECO dell’igienista dentale.

Imposta sostitutiva al 15% o al 5%

L’imposta sostitutiva ordinaria è pari al 15%. Può scendere al 5% per l’anno di avvio e i quattro successivi quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Il 5% non spetta automaticamente solo perché la Partita IVA è nuova: va verificata anche l’eventuale prosecuzione sostanziale di un’attività precedente, soprattutto quando il professionista passa da dipendente o collaboratore ad autonomo presso lo stesso studio.

Gestione Separata INPS 2026: 26,07% o 24%

L’igienista dentale libero professionista non dispone di una cassa previdenziale autonoma e rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.

  • 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria;
  • 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria.

Le aliquote sono quelle indicate dalla Circolare INPS n. 8/2026.

Il minimale INPS non è un contributo minimo fisso

Per il 2026 il reddito minimale della Gestione Separata è pari a 18.808 euro ai fini dell’accredito contributivo dell’intero anno.

Non è un contributo minimo fisso da pagare comunque: i contributi restano proporzionali al reddito imponibile. Con redditi inferiori al minimale può ridursi l’accredito pensionistico.

Contributi maturati e contributi versati

Un errore frequente è sottrarre automaticamente dal reddito dell’anno l’intera contribuzione teoricamente maturata nello stesso periodo.

Nel forfettario, ai fini dell’imposta sostitutiva, rilevano i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili. Saldo e acconti previdenziali possono quindi produrre uno sfasamento tra reddito prodotto, contributi maturati e contributi fiscalmente dedotti.

Sistema Tessera Sanitaria

Il regime forfettario non elimina gli adempimenti sanitari. Gli iscritti all’Albo degli igienisti dentali rientrano tra i professionisti interessati alla trasmissione delle spese al Sistema Tessera Sanitaria.

Fatture, pagamenti, eventuali opposizioni e dati trasmessi devono essere coerenti.

Fatture sanitarie verso persone fisiche: niente SdI

Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non devono essere trasmesse tramite Sistema di Interscambio. Le fatture emesse a studi odontoiatrici, società o altri committenti professionali seguono invece il flusso B2B ordinario.

Prestazioni sanitarie e IVA

L’esenzione IVA delle prestazioni sanitarie alla persona è distinta dal regime forfettario e dipende dalla natura concreta della prestazione.

Formazione, consulenza commerciale o altri servizi non sanitari non diventano automaticamente esenti perché svolti da un professionista sanitario.

Collaborazioni con studi odontoiatrici

Molti igienisti dentali lavorano per uno o più studi. Il numero dei committenti non cambia il codice ATECO, ma incide sulla distribuzione del rischio economico e sulla gestione degli incassi.

Contratto, fatture e attività concreta dovrebbero essere coerenti. Quando un unico studio determina orari, organizzazione e modalità di lavoro in modo molto rigido, il rapporto merita una verifica ulteriore anche sotto il profilo della reale autonomia.

Un solo studio o più studi: cosa cambia fiscalmente

Fiscalmente, tutti i compensi incassati concorrono insieme alle soglie del regime forfettario. Non esiste un limite separato per ogni studio.

Con più committenti diventa però ancora più importante riconciliare periodicamente fatture, incassi, eventuali rivalse e spese sanitarie comunicate al Sistema TS.

Rivalsa INPS del 4% in fattura

Il professionista iscritto alla Gestione Separata può applicare, se concordata, la rivalsa facoltativa del 4% sul compenso.

La rivalsa non riduce l’aliquota contributiva dovuta all’INPS e va gestita correttamente nei preventivi e nelle fatture.

Costi reali e convenienza del forfettario

Il coefficiente del 78% presume costi pari al 22% dei compensi. Per un igienista dentale possono incidere quota dell’Ordine, assicurazione, ECM, strumenti, materiali, spostamenti, software e costi eventualmente riconosciuti agli studi.

Se i costi reali superano stabilmente il 22%, la convenienza del forfettario va confrontata con il regime ordinario usando il netto economico e non soltanto l’aliquota del 15%.

Studio proprio: quando i costi aumentano

Chi organizza un proprio spazio professionale può sostenere costi ulteriori per locali, attrezzature, sterilizzazione, utenze, software e gestione documentale.

Queste spese non vengono dedotte analiticamente nel forfettario e possono rendere il 22% presunto poco rappresentativo.

Formazione, docenza e attività miste

Se l’igienista affianca alla professione formazione, docenza, consulenza o vendita abituale di prodotti come attività autonome, può essere necessario un secondo codice ATECO.

Se le attività hanno coefficienti di redditività differenti, i compensi devono essere separati per applicare correttamente il forfettario.

Primo anno: perché la liquidità può sembrare più alta

Nei primi mesi di attività saldo e acconti fiscali e previdenziali non sono ancora entrati pienamente a regime. Dal ciclo dichiarativo successivo possono concentrarsi nello stesso periodo più versamenti.

Per questo conviene accantonare una quota di ogni incasso fin dall’inizio.

Esempio rapido con 40.000 euro di compensi

Con 40.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è 31.200 euro. Su questo importo si determina la contribuzione previdenziale secondo l’aliquota applicabile.

La base dell’imposta sostitutiva non si ottiene però sottraendo automaticamente il contributo teoricamente maturato: fiscalmente contano i contributi obbligatori effettivamente versati e deducibili.

Checklist per capire se il forfettario è adatto

  • compensi entro 85.000 euro;
  • assenza di cause ostative;
  • redditi di lavoro dipendente entro 35.000 euro quando la verifica è dovuta;
  • ATECO 86.99.09 coerente con l’attività;
  • aliquota INPS corretta;
  • costi reali confrontati con il 22% presunto;
  • rapporti con gli studi realmente autonomi;
  • Sistema TS e fatturazione sanitaria correttamente gestiti.

Se stai ancora impostando l’attività, la guida su come aprire la Partita IVA da igienista dentale chiarisce i passaggi iniziali. Per verificare l’inquadramento corretto consulta il codice ATECO dell’igienista dentale. Gli esempi numerici sono approfonditi nella guida sul calcolo delle tasse, mentre gli adempimenti continuativi sono trattati nella pagina sul commercialista per igienista dentale.

Saldo e acconti: perché il secondo anno può pesare di più

Nel primo anno l’igienista dentale può avere la sensazione che il carico fiscale sia contenuto perché saldo e acconti non sono ancora pienamente entrati a regime. Con la prima dichiarazione possono invece concentrarsi saldo dell’anno precedente e acconti per quello in corso, insieme ai versamenti previdenziali.

Per evitare problemi di liquidità è utile distinguere fin dall’inizio tre voci: imposta sostitutiva, contributi INPS e costi professionali reali. L’accantonamento periodico dovrebbe essere aggiornato quando aumentano gli incassi o cambiano le collaborazioni con gli studi.

Forfettario o ordinario: quando fare un confronto serio

Il confronto diventa particolarmente importante quando i costi reali superano stabilmente il 22% presunto, per esempio in presenza di studio proprio, strumenti, materiali, molte trasferte o costi rilevanti di utilizzo degli spazi. In questi casi il reddito fiscale forfettario può risultare molto più alto del margine economico effettivo.

La scelta non dovrebbe quindi basarsi soltanto sull’aliquota del 15% o del 5%, ma sul netto finale dopo INPS e costi reali.

Domande frequenti

Qual è il limite del forfettario nel 2026?

Il limite ordinario è 85.000 euro di compensi dell’anno precedente; oltre 100.000 euro percepiti nello stesso anno la cessazione è immediata.

Quanto paga di INPS un igienista dentale?

Nel 2026 la Gestione Separata applica il 26,07% ai professionisti senza altra previdenza obbligatoria e il 24% nei casi previsti.

Il minimale INPS è un contributo fisso?

No. Il minimale di 18.808 euro serve per l’accredito contributivo pieno dell’anno.

Il lavoro dipendente esclude sempre il forfettario?

No. Nel 2026 va verificata la soglia di 35.000 euro e le altre cause ostative applicabili.

Il forfettario conviene sempre a chi lavora in uno studio dentistico?

No. Dipende da costi reali, numero e tipo di collaborazioni, previdenza e struttura complessiva dell’attività.

In sintesi

Nel 2026 il forfettario può essere adatto all’igienista dentale se soglie, previdenza, costi reali e rapporti con gli studi sono compatibili con il regime. La valutazione corretta considera insieme imposta, INPS, costi effettivi e organizzazione professionale.

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