Per aprire la Partita IVA per influencer conviene impostare subito in modo coerente attività, codice ATECO, previdenza e regime fiscale. Correggere un inquadramento sbagliato dopo l’avvio è possibile, ma comporta lavoro e può incidere su contributi e adempimenti.
Prima di aprire la Partita IVA
La parola influencer non identifica un unico modello economico. Un creator pagato per campagne pubblicitarie e uno che monetizza principalmente video propri possono avere codici e coefficienti differenti.
Il percorso operativo consiste nel elencare tutte le fonti di guadagno – campagne, sponsorizzazioni, contenuti, affiliazioni, vendite – scegliere i codici coerenti e aprire la Partita IVA con previdenza adeguata.
Scegliere il codice ATECO
ATECO 2025 prevede 73.11.03 per le attività di influencer marketing. Se l’attività prevalente è invece la produzione e pubblicazione di contenuti propri, possono essere pertinenti codici differenti, ad esempio 58.19.00 per contenuti editoriali o 59.11.00 per contenuti video digitali.
Se l’attività comprende più servizi distinti, bisogna individuare quella prevalente e valutare eventuali codici secondari. La descrizione inserita in fase di apertura deve restare coerente con ciò che viene poi effettivamente fatturato.
Regime forfettario
Nel 2026 la soglia ordinaria di ricavi o compensi del regime forfettario è 85.000 euro. L’accesso richiede però anche il rispetto delle altre condizioni previste dalla legge e l’assenza delle cause di esclusione. Per questo il solo fatturato non basta a stabilire se il regime può essere applicato.
Nel tipico inquadramento fiscale considerato per questa attività il coefficiente di riferimento è 78% quando l’attività prevalente è influencer marketing/pubblicità; attività di content creation possono ricadere in un coefficiente differente. Il coefficiente non coincide con una percentuale di tasse: serve a determinare il reddito forfettario su cui verranno poi calcolati contributi e imposta.
Previdenza
La previdenza dipende dalla natura dell’attività: un professionista senza Cassa può dover verificare la Gestione Separata INPS, mentre commercio, impresa o altre attività monetizzate possono richiedere un diverso inquadramento.
Passaggi pratici
- definire con precisione attività principale ed eventuali attività secondarie;
- verificare requisiti professionali e amministrativi prima dell’avvio;
- scegliere il codice ATECO 2025 coerente;
- aprire la Partita IVA e completare gli eventuali adempimenti camerali o professionali;
- attivare la corretta posizione previdenziale;
- impostare fatturazione elettronica e conservazione dei documenti;
- verificare i requisiti del regime forfettario prima di applicarlo.
Approfondimenti del cluster
Dopo l’apertura puoi proseguire con regime forfettario per influencer, aprire la Partita IVA per influencer, codice ATECO per influencer, calcolo tasse per influencer, commercialista per influencer.
In sintesi
Aprire la Partita IVA per influencer non significa compilare soltanto un modello fiscale. La qualità dell’inquadramento iniziale dipende dalla coerenza fra attività, ATECO, requisiti professionali e previdenza.
Cosa preparare prima dell’apertura
Prima di inviare la pratica di apertura conviene preparare una descrizione concreta dell’attività: cosa viene venduto, a chi, con quali modalità e quali saranno le principali fonti di ricavo. Questo passaggio evita di scegliere il codice ATECO partendo soltanto dal nome della professione e aiuta a individuare eventuali attività secondarie.
Va poi verificata la posizione previdenziale. L’apertura della Partita IVA e l’iscrizione previdenziale sono adempimenti collegati ma non coincidenti: a seconda dell’attività possono entrare in gioco una gestione INPS, una Cassa professionale o regole specifiche. Lo stesso controllo vale per eventuali iscrizioni ad Albi, Registro Imprese, SUAP, SCIA o altri requisiti professionali e amministrativi.
Dopo l’apertura della Partita IVA
Dopo l’attribuzione del numero di Partita IVA bisogna impostare correttamente fatturazione, conservazione dei documenti e calendario fiscale. Se si intende applicare il regime forfettario, i requisiti devono essere verificati prima di emettere le fatture secondo le relative regole. È inoltre utile predisporre fin dall’inizio un accantonamento periodico per imposte e contributi, così da non confondere il denaro incassato con il netto realmente disponibile.
Controlli fiscali prima dell’apertura nel 2026
Chi apre la Partita IVA e vuole applicare il forfettario deve verificare tutte le condizioni del regime, non soltanto il limite di 85.000 euro. Per il 2026 la soglia della causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente è 35.000 euro, salvo il caso previsto dalla legge in cui il rapporto sia cessato. L’aliquota del 5% per la nuova attività non è automatica: si applica per l’anno di avvio e i quattro successivi soltanto quando ricorrono tutte le condizioni del comma 65 della legge 190/2014.
La classificazione operativa è ATECO 2025. Per i coefficienti di redditività del forfettario, però, nel 2026 continua ad applicarsi l’Allegato 4 alla legge 190/2014 tramite il raccordo con il codice ATECO 2007 corrispondente, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti basati su ATECO 2025.
Apri la Partita IVA o passa a Regimeminimi.com
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.