Per aprire la Partita IVA da project manager nel 2026 bisogna prima capire quale tipo di progetto viene gestito. Per il project management di progetti aziendali, organizzativi, digitali, commerciali o di trasformazione, il riferimento ATECO 2025 è normalmente 70.20.09 – Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a.. Se invece l’incarico riguarda opere di ingegneria, costruzioni o attività tecniche riservate, il codice e la previdenza possono cambiare.
ATECO 70.20.09: quando è corretto
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono espressamente nel 70.20.09 la consulenza in materia di project management per la gestione di progetti aziendali. Rientrano quindi attività come pianificazione, coordinamento, controllo di tempi e budget, gestione stakeholder, reporting, gestione del cambiamento e supporto operativo alle organizzazioni.
Project management tecnico: attenzione alla divisione 71
Lo stesso documento ISTAT esclude dal 70.20.09 la gestione di progetti di costruzione e di opere di ingegneria. Per questi incarichi vanno verificati i codici 71.11 e 71.12, tra cui 71.12.10 per attività di ingegneria e 71.12.20 per gestione integrata di progetti di ingegneria. Se l’attività è svolta come ingegnere, architetto o altro professionista tecnico, possono entrare in gioco albo e cassa professionale.
Il project manager non ha un albo professionale obbligatorio
Per il project manager aziendale non esiste un albo professionale obbligatorio generale. La UNI 11648:2022 definisce requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità della professione. Una certificazione conforme alla norma può essere utile per mercato, gare o incarichi specifici, ma non è necessaria per aprire fiscalmente una Partita IVA da project manager aziendale.
Professione individuale o attività d’impresa?
Il project manager che vende prevalentemente la propria competenza personale, senza una struttura organizzata autonoma di impresa, opera normalmente come libero professionista. Se invece l’attività cresce con dipendenti, struttura organizzativa, servizi multipli o intermediazione, l’inquadramento va rivalutato. La forma fiscale deve seguire il modo in cui il lavoro è realmente organizzato.
Regime forfettario e coefficiente del 78%
Con ATECO 70.20.09 il coefficiente di redditività del forfettario è 78%. Con 40.000 euro di compensi incassati, il reddito lordo fiscale è 31.200 euro. Il 22% restante rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto: software, trasferte, corsi, certificazioni, assicurazione, coworking e strumenti non vengono dedotti singolarmente.
Gestione Separata INPS 2026
Per il project manager aziendale senza cassa professionale il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 conferma per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria l’aliquota complessiva del 26,07%; nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati altrove si applica il 24%.
Niente contributo minimo fisso
La Gestione Separata non funziona come Artigiani e Commercianti: i contributi sono proporzionali al reddito imponibile e non esiste un contributo minimo fisso annuo indipendente dal reddito. Il minimale annuale serve invece per determinare l’accredito contributivo pieno dell’anno.
Definire il contratto prima dell’apertura
Un project manager può essere pagato a giornata, a milestone, a progetto o con un retainer mensile. Prima dell’apertura conviene definire responsabilità, deliverable, tempi, trasferte, riunioni incluse, modalità di approvazione, proprietà dei documenti e gestione delle variazioni di scope. Un contratto chiaro riduce il rischio che ore non previste erodano il margine.
Assicurazione professionale e limiti di responsabilità
Anche quando non esiste un obbligo generale di polizza legato a un albo, è utile valutare una RC professionale coerente con il valore e il rischio dei progetti gestiti. Il contratto dovrebbe chiarire quali decisioni spettano al project manager, quali restano al cliente e quali risultati dipendono da fornitori o team esterni. Per incarichi con budget elevati è importante verificare massimale, franchigie, esclusioni e territorio di copertura prima di firmare.
Tempi di pagamento e capitale circolante
Un incarico redditizio può creare problemi di cassa se il cliente paga a 60 o 90 giorni mentre trasferte, software e collaborazioni vengono sostenuti subito. Prima di partire conviene stabilire acconto iniziale, milestone di fatturazione, termini di pagamento e conseguenze dei ritardi. Nel forfettario conta l’incasso effettivo, ma economicamente il professionista deve avere liquidità sufficiente per finanziare il progetto fino al pagamento.
Lavorare quasi solo per un cliente
Se gran parte dei compensi arriva da un unico committente, va verificata sia la sostenibilità economica sia l’eventuale causa ostativa del forfettario legata all’ex datore di lavoro o a soggetti a esso riconducibili. La presenza di un solo grande cliente non vieta automaticamente la Partita IVA, ma richiede un controllo più attento del rapporto contrattuale e fiscale.
Costi iniziali da stimare
I costi di avvio possono includere computer, software di project management, videoconferenza, strumenti di reporting, assicurazione RC, formazione, certificazioni, trasferte e spazio di lavoro. Nel forfettario questi costi non si deducono analiticamente: per questo il 22% di costi presunti va confrontato con la struttura reale dell’attività.
Checklist di apertura
- descrivere il tipo di progetti gestiti;
- distinguere project management aziendale da attività tecnica regolamentata;
- confermare ATECO principale ed eventuali codici secondari;
- verificare accesso al forfettario e aliquota 5% o 15%;
- iscriversi alla Gestione Separata quando dovuta;
- definire contratto, compenso e condizioni di pagamento;
- impostare fatturazione elettronica e accantonamento fiscale.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per project manager, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per project manager.
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