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Aprire Partita IVA tappezziere 2026: ATECO 95.24.01, INPS e requisiti

Aggiornato il 4 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Aprire Partita IVA tappezziere 2026: ATECO 95.24.01, INPS e requisiti

Per aprire Partita IVA come tappezziere nel 2026 bisogna prima definire con precisione che cosa farà il laboratorio. Per chi si occupa di rivestimento e rifacimento di mobili imbottiti il codice ATECO 2025 di riferimento è 95.24.01 – Rivestimento di mobili e oggetti di arredamento per la casa imbottiti.

L’apertura non va però impostata guardando soltanto al codice. Un tappezziere può svolgere riparazione e rivestimento di mobili, produrre nuovi arredi, lavorare su auto o imbarcazioni, installare tendaggi oppure vendere tessuti e complementi: attività diverse che possono richiedere codici, inquadramenti e adempimenti differenti.

Argomenti del post

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  • Cosa serve per aprire l’attività
  • ATECO 95.24.01: quando è il codice giusto
  • Vecchio 95.24.02: perché compare ancora online
  • Riparare mobili e produrne di nuovi non è la stessa attività
  • Tappezzeria auto, camper e nautica
  • Tendaggi, tende da sole e rivestimenti per interni
  • Vendita di tessuti, pellami, mobili e complementi
  • Regime forfettario: coefficiente 67%
  • Soglia di 85.000 euro e uscita oltre 100.000 euro
  • INPS Artigiani 2026
  • Riduzione contributiva del 35%
  • Albo Artigiani, Camera di Commercio e INAIL
  • Locale, SUAP e sicurezza del laboratorio
  • Quanto costa aprire un laboratorio di tappezzeria
  • Checklist prima dell’apertura
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Cosa serve per aprire l’attività

  • definire le lavorazioni realmente svolte;
  • scegliere il codice ATECO corretto;
  • aprire la Partita IVA;
  • iscrivere l’impresa al Registro Imprese;
  • verificare l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane;
  • aprire la posizione INPS Artigiani quando ne ricorrono i requisiti;
  • verificare l’eventuale posizione INAIL;
  • controllare eventuali pratiche SUAP legate al laboratorio;
  • scegliere il regime fiscale;
  • impostare fatturazione elettronica e gestione dei documenti.

ATECO 95.24.01: quando è il codice giusto

Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT indicano per il codice 95.24.01 il rivestimento, cioè la riapplicazione di fodere e imbottiture, di mobili e arredi imbottiti per la casa, compresi i mobili per ufficio. Sono espressamente comprese anche le attività dei laboratori di tappezzeria.

Questo è quindi il codice naturale per chi rinnova divani, poltrone, sedie imbottite, testiere e altri arredi esistenti lavorando su fodere, tessuti, pelli e imbottiture.

Vecchio 95.24.02: perché compare ancora online

Nella classificazione precedente il laboratorio di tappezzeria era associato al codice 95.24.02. Con ATECO 2025 il riferimento operativo è diventato 95.24.01. Il vecchio codice può ancora comparire in articoli, visure storiche e documenti precedenti alla riclassificazione, ma per una nuova apertura nel 2026 va utilizzato il codice corrente.

Riparare mobili e produrne di nuovi non è la stessa attività

Il 95.24.01 riguarda il rivestimento e la riparazione di mobili e arredi già esistenti. Se il laboratorio fabbrica nuovi divani, poltrone o altri mobili imbottiti, l’attività entra invece nel settore della produzione e deve essere classificata con il codice coerente con il prodotto realizzato.

La distinzione è importante sia per la corretta visura camerale sia per il regime forfettario, perché attività diverse possono ricadere in gruppi con differenti coefficienti di redditività.

Tappezzeria auto, camper e nautica

Il codice 95.24.01 è costruito intorno ai mobili e agli oggetti di arredamento per la casa. Un laboratorio che lavora stabilmente su sedili auto, interni di camper, selle o rivestimenti nautici deve verificare il codice collegato al tipo di bene e alla natura della lavorazione, evitando di usare 95.24.01 soltanto perché il mestiere viene commercialmente definito “tappezzeria”.

Se il laboratorio lavora sia su arredi domestici sia su veicoli o imbarcazioni, può essere necessario mantenere più codici ATECO e individuare correttamente l’attività prevalente.

Tendaggi, tende da sole e rivestimenti per interni

Anche tendaggi, tende tecniche, tende da sole e rivestimenti di pareti non vanno automaticamente inseriti nel 95.24.01. Se queste lavorazioni rappresentano una vera attività autonoma occorre verificare la classificazione specifica, soprattutto quando il servizio comprende produzione, installazione o posa.

Vendita di tessuti, pellami, mobili e complementi

La vendita occasionale di materiali nell’ambito della lavorazione non trasforma automaticamente il laboratorio in un’attività commerciale separata. Se però vengono venduti stabilmente al pubblico tessuti, pelli, imbottiture, mobili o complementi anche senza collegamento a un lavoro di tappezzeria, occorre valutare un codice commerciale aggiuntivo.

Questa verifica può incidere anche sul calcolo del reddito forfettario quando coesistono attività con coefficienti diversi.

Regime forfettario: coefficiente 67%

Per l’attività di tappezzeria classificata con 95.24.01 il coefficiente di redditività utilizzato nel regime forfettario è 67%. Significa che con 30.000 euro di ricavi percepiti il reddito forfettario lordo è 20.100 euro.

Il coefficiente non è l’aliquota d’imposta. Dal reddito così determinato vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori versati e sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.

Soglia di 85.000 euro e uscita oltre 100.000 euro

Nel 2026 il regime forfettario resta applicabile, in presenza degli altri requisiti, entro la soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi o compensi. Se durante l’anno vengono superati i 100.000 euro, operano le regole di uscita immediata previste dalla disciplina vigente.

Nel forfettario conta il principio di cassa: per le soglie rilevano quindi i ricavi effettivamente percepiti nell’anno.

INPS Artigiani 2026

Quando il tappezziere esercita personalmente un’attività organizzata con i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria al 24% fino alla prima fascia.

La gestione previdenziale non va comunque attribuita meccanicamente dal solo codice ATECO: forma dell’impresa, lavoro personale del titolare, soci e organizzazione concreta devono essere verificati insieme.

Riduzione contributiva del 35%

I contribuenti forfettari iscritti alle Gestioni Artigiani o Commercianti possono richiedere, quando ne possiedono i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La riduzione non è automatica e può incidere sull’accredito previdenziale.

Albo Artigiani, Camera di Commercio e INAIL

Un laboratorio di tappezzeria svolto in forma d’impresa richiede normalmente l’iscrizione al Registro Imprese e, quando ricorrono i requisiti, all’Albo delle Imprese Artigiane. L’apertura della Partita IVA va quindi coordinata con la Comunicazione Unica e con le iscrizioni previdenziali e assicurative applicabili.

L’eventuale posizione INAIL dipende dal tipo di attività, dalle lavorazioni, dalle attrezzature e dai soggetti coinvolti. Va verificata in sede di apertura e non presunta soltanto dalla presenza di un laboratorio.

Locale, SUAP e sicurezza del laboratorio

Prima di impegnarsi con un locale è utile verificare la compatibilità urbanistica e le eventuali pratiche SUAP richieste dal Comune per l’attività esercitata. Vanno inoltre considerati sicurezza sul lavoro, impianti, eventuali emissioni o utilizzo di sostanze e prodotti che possano comportare specifici adempimenti.

Il fatto che l’attività non richieda un albo professionale non significa che qualsiasi locale possa essere utilizzato senza verifiche.

Quanto costa aprire un laboratorio di tappezzeria

Il costo fiscale di apertura è soltanto una parte dell’investimento. Possono incidere:

  • affitto o acquisto del laboratorio;
  • macchine da cucire professionali;
  • utensili e banchi di lavoro;
  • tessuti, pelli, imbottiture e materiali iniziali;
  • aspirazione, illuminazione e adeguamento degli impianti;
  • assicurazioni;
  • software e strumenti gestionali;
  • eventuale personale;
  • pratiche amministrative e consulenze.

Questi costi sono importanti anche nella scelta del regime fiscale: nel forfettario non si deducono analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene normalmente recuperata.

Checklist prima dell’apertura

  • definisci con precisione le lavorazioni;
  • verifica se 95.24.01 copre davvero tutta l’attività;
  • controlla eventuali codici secondari per produzione, auto, nautica, tendaggi o vendita;
  • verifica il locale e le eventuali pratiche SUAP;
  • definisci forma dell’impresa e iscrizione artigiana;
  • apri Partita IVA, Registro Imprese, INPS ed eventuale INAIL;
  • confronta forfettario e ordinario sui costi reali;
  • imposta fatturazione e gestione documentale;
  • pianifica la liquidità per contributi e imposte.

Guide collegate

Dopo l’apertura consulta il regime forfettario tappezziere, il codice ATECO tappezziere, il calcolo tasse tappezziere e la guida al commercialista per tappezziere.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

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