Per aprire la Partita IVA da toelettatore nel 2026 il codice ATECO specifico è 96.99.12 – Servizi di toelettatura per animali da compagnia. L’apertura fiscale è però solo uno dei passaggi: prima di iniziare bisogna verificare la procedura prevista dal SUAP e dall’ASL del territorio, l’idoneità del locale, l’inquadramento artigiano e le eventuali attività aggiuntive come vendita di prodotti, pensione o addestramento.
Cosa serve per aprire una toelettatura
- definire con precisione i servizi offerti;
- verificare il codice ATECO 96.99.12 e gli eventuali codici secondari;
- controllare la procedura SUAP/ASL prevista nel Comune e nella Regione;
- scegliere un locale compatibile con l’attività;
- aprire Partita IVA e Registro Imprese;
- verificare iscrizione all’Albo Artigiani e Gestione Artigiani INPS;
- valutare il regime forfettario e il coefficiente 67%;
- organizzare fatturazione elettronica, pagamenti e documentazione.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando la toelettatura viene svolta in modo abituale e organizzato. La soglia dei 5.000 euro non è una franchigia che consente di gestire stabilmente clienti, appuntamenti, attrezzature e promozione senza Partita IVA. Per un salone aperto al pubblico l’abitualità dell’attività è normalmente evidente fin dall’avvio.
ATECO 96.99.12: il codice specifico dal 2025
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT assegnano alla toelettatura il codice 96.99.12. Il vecchio 96.09.04 raccoglieva più servizi di cura per animali da compagnia; la nuova classificazione separa invece toelettatura, custodia e addestramento.
Dog sitter, pensione e addestramento: codici diversi
Il codice 96.99.11 riguarda la pensione e custodia per animali da compagnia, compresi dog sitter e cat sitter. Il 96.99.13 riguarda l’addestramento. Se questi servizi sono realmente offerti come attività autonome, è necessario valutarne l’aggiunta invece di descrivere tutto come toelettatura.
Vendita di prodotti: 47.76.20
Se il salone vende stabilmente shampoo, prodotti per l’igiene, snack, alimenti o accessori per animali, ATECO 2025 prevede il codice 47.76.20 per il commercio al dettaglio di animali da compagnia e alimenti per animali da compagnia, che comprende anche articoli da toeletta e prodotti per l’igiene. Questa attività commerciale ha nel forfettario un coefficiente normalmente pari al 40%, mentre la toelettatura resta al 67%.
Autorizzazioni: non esiste una procedura identica in tutta Italia
La disciplina amministrativa varia in base a Regione, Comune e ASL. La Camera di Commercio di Torino, per esempio, indica in Piemonte un’autorizzazione sanitaria comunale rilasciata dopo istruttoria dei servizi veterinari ASL. La normativa della Regione Campania prevede invece la SCIA al SUAP e specifici obblighi formativi per chi gestisce attività di toelettatura.
La conseguenza pratica è semplice: prima di aprire bisogna interrogare il SUAP del Comune dove avrà sede il locale e l’ASL competente. Non è corretto affidarsi a una guida che presenti un patentino, una SCIA o un’autorizzazione sanitaria come regola identica per tutta Italia.
Serve un corso obbligatorio nazionale?
Non risulta una qualifica tecnica nazionale unica obbligatoria per tutti i toelettatori italiani. Possono però esistere requisiti formativi o professionali previsti dalla normativa regionale o dalla procedura locale. In Campania, per esempio, la legge regionale prevede una qualificata formazione professionale in materia di gestione e mantenimento degli animali. La verifica va quindi fatta sul territorio reale in cui si apre l’attività.
Come scegliere il locale
Una toelettatura ha esigenze più specifiche di un normale ufficio: approvvigionamento di acqua calda, scarichi, vasche, asciugatori, tavoli, superfici facilmente lavabili, aerazione, impianto elettrico adeguato e gestione del rumore. Alcune discipline locali richiedono anche spazi per la sosta temporanea degli animali e verifiche veterinarie preventive.
Prima di firmare il contratto di locazione è quindi prudente far verificare la compatibilità urbanistica e sanitaria del locale. Un affitto economico può diventare costoso se richiede lavori importanti su scarichi, impianti o aerazione.
Toelettatura a domicilio o mobile
Il codice ATECO dipende dalla natura del servizio e non dal fatto che venga svolto in un negozio o presso il cliente. Tuttavia, per una toelettatura mobile o a domicilio vanno verificati separatamente gli adempimenti locali, l’idoneità del mezzo o dell’organizzazione e le regole su acqua, scarichi e gestione degli animali. Non è corretto presumere che l’assenza di un negozio elimini ogni requisito amministrativo.
Regime forfettario: coefficiente 67%
Nel forfettario il reddito fiscale della toelettatura viene determinato applicando il 67% agli incassi. Con 30.000 euro di ricavi il reddito lordo è quindi 20.100 euro. I costi reali del salone non vengono dedotti analiticamente: il sistema riconosce in modo presuntivo una quota di costi pari al 33%.
Imposta al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Può essere del 5% nei primi cinque periodi d’imposta soltanto se la nuova attività rispetta le condizioni previste dalla legge. Aprire una nuova Partita IVA non basta da solo: bisogna verificare anche eventuale prosecuzione di attività precedenti e gli altri requisiti della start-up.
INPS Artigiani 2026
Nell’inquadramento tipico di impresa artigiana, la circolare INPS n. 14/2026 prevede minimale di reddito di 18.808 euro, contributo minimo annuo di 4.521,36 euro e aliquota del 24% fino a 56.224 euro di reddito.
Il forfettario può inoltre richiedere la riduzione contributiva del 35% quando ne ricorrono le condizioni. La riduzione non è automatica e può incidere sull’accredito previdenziale.
Quanto costa aprire una toelettatura
I costi cambiano molto in base al locale e al livello del servizio. Vanno considerati deposito e canoni di locazione, lavori di adeguamento, vasca, tavolo, tosatrici, forbici, phon e soffiatori, lavatrice/asciugatrice se presenti, prodotti professionali, assicurazione, insegna, software appuntamenti, POS e promozione. Per un salone con dipendenti si aggiunge il costo del personale.
Proprio perché il forfettario non deduce questi costi uno per uno, è utile predisporre un budget prima di scegliere il regime fiscale. Un’attività con affitto elevato, personale e molti consumi può avere costi reali superiori al 33% presunto.
Checklist prima di partire
- definisci toelettatura, eventuale custodia, addestramento e vendita;
- verifica 96.99.12 e gli eventuali codici secondari;
- contatta SUAP e ASL prima di impegnarti sul locale;
- controlla requisiti regionali e sanitari;
- prepara un budget di avvio e gestione;
- verifica forfettario, INPS e riduzione 35%;
- imposta fatture, pagamenti e agenda degli appuntamenti.
Guide collegate
Dopo l’apertura consulta il regime forfettario per toelettatore, il codice ATECO 96.99.12, il calcolo delle tasse e la pagina sul commercialista per toelettatori.
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