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Calcolo tasse esperto contabile: 78%, CNPR, 5%/15% ed esempi

Aggiornato il 1 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Calcolo tasse esperto contabile: 78%, CNPR, 5%/15% ed esempi

Il calcolo delle tasse dell’esperto contabile in regime forfettario parte dai compensi incassati, applica il coefficiente di redditività del 78%, considera i contributi previdenziali CNPR effettivamente versati e deducibili e determina infine l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante. Per ATECO 69.20.03 il coefficiente di riferimento è normalmente 78%.

Il risultato non si ottiene applicando semplicemente il 15% al fatturato. Bisogna distinguere reddito forfettario, contributo soggettivo CNPR, contributo integrativo del 4%, contributo supplementare, imposta sostitutiva e costi reali dello studio.

Nel 2026 la CNPR indica per il contributo soggettivo un’aliquota scelta annualmente tra il 15% e il 25%, un minimo di 3.771,10 euro e un massimale ordinario di 123.886,17 euro. Il contributo integrativo è del 4% del volume d’affari professionale.

Formula per calcolare le tasse

  • compensi incassati nell’anno;
  • coefficiente di redditività del 78%;
  • reddito forfettario lordo;
  • contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili;
  • imposta sostitutiva del 15% o del 5% se spettante.

Il contributo integrativo CNPR del 4% segue invece la propria base previdenziale sul volume d’affari e non va sommato meccanicamente al 15% o al 5% dell’imposta.

Coefficiente 78% per ATECO 69.20.03

Per l’attività professionale dell’esperto contabile con ATECO 69.20.03 il coefficiente di redditività del forfettario è normalmente 78%. Non è un’aliquota fiscale: stabilisce quale quota dei compensi concorre alla formazione del reddito.

Con 40.000 euro di compensi: 40.000 × 78% = 31.200 euro di reddito forfettario lordo.

Contributo soggettivo CNPR

Il contributo soggettivo è calcolato sul reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF. Per il 2026 l’iscritto sceglie un’aliquota tra 15% e 25%. La Cassa indica un minimo di 3.771,10 euro e un massimale ordinario del reddito assoggettato a contribuzione pari a 123.886,17 euro.

Contributo integrativo CNPR del 4%

Il contributo integrativo è pari al 4% del volume d’affari professionale. Per il 2026 il minimo ordinario indicato dalla CNPR è 939,06 euro, con specifiche eccezioni previste dalla Cassa.

Il soggettivo è collegato al reddito professionale; l’integrativo al volume d’affari. Non sono quindi una singola aliquota da applicare allo stesso importo.

Contributo soggettivo supplementare

La CNPR prevede inoltre un contributo soggettivo supplementare dello 0,75% del reddito dichiarato, con un minimo indicato di 636 euro.

Imposta sostitutiva 15% o 5%

L’aliquota ordinaria è del 15%. Per una nuova attività può applicarsi il 5% per il periodo d’imposta di inizio e i quattro successivi quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla legge.

Una nuova Partita IVA non garantisce automaticamente il 5%: bisogna verificare la storia dell’attività e le altre condizioni richieste.

Esempio con 20.000 euro

Con 20.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è 15.600 euro. Ipotizzando 2.000 euro di contributi obbligatori effettivamente versati e deducibili, la base fiscale sarebbe 13.600 euro.

  • imposta al 15%: 2.040 euro;
  • imposta al 5%: 680 euro, se spettante.

Esempio con 30.000 euro

Con 30.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Ipotizzando 3.000 euro di contributi effettivamente versati e deducibili, la base fiscale sarebbe 20.400 euro.

  • imposta al 15%: 3.060 euro;
  • imposta al 5%: 1.020 euro, se spettante.

Esempio con 40.000 euro

Con 40.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è 31.200 euro. Ipotizzando 4.000 euro di contributi effettivamente versati e deducibili, la base fiscale sarebbe 27.200 euro.

  • imposta al 15%: 4.080 euro;
  • imposta al 5%: 1.360 euro, se spettante.

Esempio con 50.000 euro

Con 50.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è 39.000 euro. Ipotizzando 5.000 euro di contributi effettivamente versati e deducibili, la base fiscale sarebbe 34.000 euro.

  • imposta al 15%: 5.100 euro;
  • imposta al 5%: 1.700 euro, se spettante.

Perché gli esempi sono indicativi

Gli importi previdenziali utilizzati negli esempi sono semplificati. Il calcolo reale deve considerare aliquota CNPR scelta, minimi, eventuali riduzioni, contributo integrativo, contributo supplementare e importi effettivamente versati nell’anno.

Principio di cassa e incassi

Nel forfettario è importante monitorare gli incassi effettivi. Una fattura emessa ma non incassata non entra automaticamente nei compensi dell’anno soltanto perché è stata emessa.

Soglia di 85.000 euro

Il regime forfettario prevede una soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi o compensi. In caso di più attività con differenti codici ATECO, la legge considera la somma dei ricavi e compensi delle attività esercitate.

Superamento di 100.000 euro

Quando i compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime cessa nello stesso anno. La normativa prevede l’IVA a partire dalle operazioni che determinano il superamento del limite.

Esperto contabile dipendente

La presenza di un rapporto di lavoro dipendente richiede un controllo separato delle cause ostative al forfettario e delle regole CNPR relative alla contemporanea presenza di altra assicurazione obbligatoria.

Più attività con la stessa Partita IVA

Se l’esperto contabile svolge più attività con coefficienti differenti, la soglia viene verificata sul totale dei ricavi e compensi, mentre il reddito deve essere determinato applicando correttamente il coefficiente riferibile a ciascuna attività.

Spese reali dello studio

Nel forfettario le spese professionali non vengono dedotte analiticamente. Il coefficiente riconosce una quota presunta di costi. Possono comunque essere rilevanti per valutare la convenienza complessiva del regime.

  • software contabili;
  • PEC e firma digitale;
  • assicurazione professionale;
  • hardware;
  • formazione;
  • affitto dello studio;
  • collaboratori e servizi esterni.

Fatturazione e contributo CNPR

L’esperto contabile in forfettario deve gestire correttamente la fatturazione elettronica. Quando dovuto, il contributo integrativo CNPR del 4% va mantenuto distinto dall’imposta sostitutiva e dall’eventuale imposta di bollo.

Saldo e acconti

Dal secondo ciclo fiscale possono concentrarsi saldo dell’anno precedente e acconti dell’anno corrente. Per questo è utile accantonare periodicamente una quota degli incassi destinata a imposte e previdenza.

Comunicazione dei redditi CNPR

La CNPR indica il 31 luglio come scadenza ordinaria per comunicare reddito professionale e volume d’affari dell’anno precedente.

Contributi versati e deduzione fiscale

Nel calcolo dell’imposta non bisogna confondere i contributi che maturano sulla posizione previdenziale con quelli effettivamente versati nell’anno. La deduzione fiscale dei contributi obbligatori segue le regole fiscali applicabili e, nella simulazione del forfettario, è quindi importante utilizzare il dato dei versamenti realmente effettuati e fiscalmente deducibili.

Questo spiega perché una simulazione previdenziale e il calcolo dell’imposta sostitutiva possono produrre importi differenti: la prima guarda alla contribuzione dovuta secondo le regole CNPR, mentre la seconda deve considerare ciò che è fiscalmente deducibile nel periodo d’imposta.

Quando il 5% non si applica

Il 5% è riservato alle nuove attività che rispettano tutte le condizioni previste dalla legge. Non basta quindi avere aperto una Partita IVA nuova. Vanno verificati anche l’eventuale esercizio di una precedente attività nei tre anni precedenti e la possibilità che la nuova attività costituisca una mera prosecuzione di quella precedente, oltre alle eccezioni previste per la pratica obbligatoria.

Quando confrontare il forfettario con l’ordinario

Il coefficiente del 78% riconosce una quota presunta di costi. Se lo studio sostiene stabilmente costi molto superiori a quella quota, il solo confronto tra 5% e 15% non è sufficiente per valutare il regime.

  • personale e collaboratori;
  • software e servizi professionali;
  • affitto e costi di struttura;
  • hardware e investimenti;
  • formazione;
  • assicurazioni e altri costi ricorrenti.

Il confronto deve comprendere imposta, previdenza, IVA, costi deducibili nell’ordinario e maggiore complessità amministrativa.

Come stimare il netto reale

Il netto fiscale non coincide con il denaro che rimane effettivamente allo studio. Dopo aver calcolato imposta e previdenza bisogna considerare i costi reali non dedotti dal forfettario.

Per una pianificazione prudente è utile costruire tre valori distinti: netto dopo imposta, netto dopo previdenza e netto economico dopo i costi reali. Questa distinzione evita di confondere un risultato fiscale con la redditività effettiva dell’attività.

Controllo trimestrale del carico fiscale

  • compensi incassati dall’inizio dell’anno;
  • distanza dalla soglia di 85.000 euro;
  • eventuale rischio di superare 100.000 euro;
  • contributi CNPR già versati;
  • contributo integrativo applicato alle fatture;
  • eventuale reddito da lavoro dipendente;
  • nuove attività con codici ATECO diversi;
  • liquidità accantonata per saldo e acconti.

Un controllo trimestrale permette di correggere l’accantonamento prima delle scadenze e di intervenire tempestivamente se l’attività cambia rispetto alla situazione iniziale.

Scadenze CNPR da non dimenticare

La CNPR pubblica annualmente importi, scadenze e documentazione contributiva. La comunicazione dei redditi e del volume d’affari, ex modello A19, ha scadenza ordinaria il 31 luglio.

Prima di effettuare un versamento è comunque opportuno verificare il calendario ufficiale dell’anno, perché proroghe o disposizioni specifiche possono modificare le date operative.

Errori frequenti nel calcolo

  • applicare il 15% direttamente ai compensi;
  • confondere il 78% con un’aliquota fiscale;
  • sommare automaticamente soggettivo e integrativo;
  • dedurre contributi non effettivamente versati;
  • ignorare i minimi CNPR;
  • applicare automaticamente il 5%;
  • non monitorare 85.000 e 100.000 euro;
  • considerare il netto fiscale come guadagno economico finale.

Domande frequenti

Quanto paga di tasse un esperto contabile forfettario?

Dipende dai compensi, dal coefficiente, dai contributi CNPR effettivamente versati e dall’aliquota del 15% o del 5% quando spettante.

Qual è il coefficiente dell’esperto contabile?

Per ATECO 69.20.03 il coefficiente di riferimento è normalmente 78%.

Quanto è il contributo integrativo CNPR?

È pari al 4% del volume d’affari professionale secondo le regole CNPR.

Il 5% si applica automaticamente?

No. Devono essere rispettate tutte le condizioni previste per le nuove attività.

In sintesi

Il calcolo delle tasse dell’esperto contabile richiede di separare 78% di redditività, contributi CNPR, integrativo 4% e imposta 5%/15%. Il risultato corretto parte dagli incassi e dai contributi effettivamente versati, non da una semplice percentuale sul fatturato.

Approfondimenti sull’esperto contabile

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