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Regime forfettario esperto contabile: 78%, CNPR, tasse e requisiti

Aggiornato il 1 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario esperto contabile: 78%, CNPR, tasse e requisiti

Il regime forfettario dell’esperto contabile può essere applicato se sono rispettati tutti i requisiti fiscali previsti dalla legge. Per l’attività professionale con ATECO 69.20.03 il coefficiente di redditività di riferimento è normalmente 78%. La previdenza resta distinta dal calcolo fiscale: l’esperto contabile che esercita la professione è soggetto alla CNPR.

Nel 2026 bisogna verificare compensi incassati, soglia di 85.000 euro, uscita immediata oltre 100.000 euro, cause ostative, eventuale lavoro dipendente e contributi previdenziali effettivamente versati e deducibili.

Come funziona il forfettario per l’esperto contabile

Il regime determina il reddito attraverso un coefficiente di redditività invece di dedurre analiticamente i costi professionali. Con il 78%, su 50.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è 39.000 euro.

ATECO 69.20.03

ATECO 2025 identifica 69.20.03 – Attività di esperti contabili. La voce è distinta da 69.20.01 dei commercialisti e 69.20.02 dei revisori legali in ambito contabile.

Soglia di 85.000 euro

La soglia ordinaria di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi o compensi rilevanti. In presenza di più attività, la legge considera la somma dei ricavi e compensi delle diverse attività.

Superamento di 100.000 euro

Se i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime cessa nello stesso anno secondo le regole vigenti. Il controllo degli incassi è quindi essenziale.

Imposta sostitutiva 15% o 5%

L’aliquota ordinaria è 15%. Per le nuove attività può applicarsi il 5% per l’anno di avvio e i quattro successivi se sono rispettate tutte le condizioni previste dalla legge. La nuova Partita IVA, da sola, non garantisce il 5%.

Contributi CNPR nel forfettario

La CNPR indica per il 2026 un contributo soggettivo scelto tra 15% e 25% del reddito professionale, con massimale ordinario di 123.886,17 euro e minimo di 3.771,10 euro. Il contributo integrativo è del 4% del volume d’affari.

Contributo soggettivo supplementare

La CNPR prevede inoltre un contributo soggettivo supplementare dello 0,75% del reddito dichiarato, secondo le regole della Cassa.

Esperto contabile under 38

Gli iscritti CNPR con meno di 38 anni possono scegliere, secondo le condizioni della Cassa, di versare la metà del contributo soggettivo dovuto per un periodo massimo di sette anni.

Come si calcola il reddito

Compensi incassati × 78% = reddito forfettario lordo. Dal risultato si considerano poi i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili prima dell’imposta sostitutiva.

Esempio con 30.000 euro

Con 30.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Ipotizzando 3.000 euro di contributi obbligatori effettivamente versati e deducibili, la base fiscale sarebbe 20.400 euro: imposta di 3.060 euro al 15% oppure 1.020 euro al 5%, se spettante.

Le spese professionali si deducono?

Nel forfettario le spese professionali non vengono dedotte analiticamente. Il coefficiente riconosce una quota presunta di costi. Restano rilevanti i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili.

Esperto contabile dipendente

La presenza di lavoro dipendente richiede una verifica separata delle cause ostative al forfettario e delle regole CNPR relative all’altra assicurazione obbligatoria. Non è corretto presumere automaticamente né l’esclusione dal regime né l’esenzione previdenziale.

Più attività e codici ATECO

Se l’esperto contabile svolge attività ulteriori, abituali e autonome, può essere necessario un codice ATECO secondario. Se i codici hanno coefficienti differenti, i compensi devono essere attribuiti correttamente.

Fatturazione elettronica

La fattura deve descrivere la prestazione reale e applicare correttamente il regime fiscale. Quando dovuto, va gestito anche il contributo integrativo CNPR del 4%. Bollo, previdenza e imposta sostitutiva sono componenti diverse.

Scadenze CNPR

La CNPR indica il 31 luglio come scadenza ordinaria per la comunicazione dei redditi e del volume d’affari dell’anno precedente. Le scadenze contributive vanno verificate nel calendario aggiornato della Cassa.

Principio di cassa: perché gli incassi sono decisivi

Nel forfettario il monitoraggio deve seguire gli incassi. Una fattura emessa a dicembre ma incassata a gennaio non entra normalmente nei compensi incassati dell’anno precedente soltanto perché il documento è stato emesso.

Questo diventa particolarmente importante quando l’esperto contabile si avvicina alle soglie di 85.000 e 100.000 euro. Un calendario degli incassi aggiornato evita di scoprire il superamento del limite a fine anno.

Contributi previdenziali e base imponibile

Il calcolo dell’imposta sostitutiva parte dal reddito determinato con il coefficiente di redditività. I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili vengono considerati prima dell’applicazione dell’imposta.

Per questo non è corretto moltiplicare semplicemente i compensi per il 15% o per il 5%. Il risultato fiscale dipende dal reddito forfettario e dalla contribuzione previdenziale effettivamente deducibile.

Contributo integrativo CNPR: non è una seconda imposta

Il contributo integrativo del 4% è una componente previdenziale collegata al volume d’affari. È distinto dal contributo soggettivo, che è collegato al reddito professionale.

Nella gestione della fattura bisogna quindi mantenere separate previdenza, imposta sostitutiva e eventuale imposta di bollo. La percentuale del 4% non va sommata al 15% come se fosse un’unica aliquota fiscale.

Esempio con 50.000 euro di compensi

Con 50.000 euro di compensi e coefficiente 78%, il reddito forfettario lordo è 39.000 euro. Se, a puro scopo didattico, risultassero 5.000 euro di contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili, la base fiscale sarebbe 34.000 euro.

  • imposta al 15%: 5.100 euro;
  • imposta al 5%: 1.700 euro, se l’aliquota ridotta spetta.

L’esempio non determina il debito CNPR reale: aliquota soggettiva scelta, minimi e altre componenti previdenziali devono essere verificati sulla posizione individuale.

Quando il 5% non si applica

Il 5% non è automatico per chi apre una nuova Partita IVA. La legge richiede, tra le altre condizioni, che il contribuente non abbia esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei tre anni precedenti e che la nuova attività non costituisca una mera prosecuzione di una precedente attività, salvo le eccezioni previste per la pratica obbligatoria.

Lavoro dipendente e forfettario

La presenza di redditi di lavoro dipendente richiede un controllo specifico delle cause ostative. Nel 2026 la soglia rilevante per la causa collegata ai redditi da lavoro dipendente e assimilati è fissata a 35.000 euro, salvo le condizioni che rendono il controllo irrilevante secondo la disciplina applicabile.

La verifica fiscale è distinta dalla previdenza: per la CNPR vanno applicate le regole relative all’eventuale altra assicurazione obbligatoria.

Partecipazioni societarie e altre cause ostative

Prima di scegliere il forfettario bisogna controllare anche eventuali partecipazioni in società e le altre cause ostative previste dalla normativa. In particolare, alcune partecipazioni o il controllo di società con attività riconducibili a quella individuale possono impedire l’accesso o la permanenza nel regime.

Più attività con la stessa Partita IVA

Se l’esperto contabile esercita più attività con codici ATECO differenti, per la soglia di 85.000 euro si considera la somma dei ricavi e compensi delle attività. Per il reddito, invece, va verificato il coefficiente applicabile a ciascuna attività.

Questo controllo è importante quando una seconda attività appartiene a una categoria con coefficiente diverso dal 78%.

Costi reali: quando il forfettario merita un confronto

Nel forfettario le spese effettive non vengono dedotte analiticamente. Per uno studio con costi elevati per collaboratori, locali, software, personale o investimenti, è quindi utile confrontare il risultato del forfettario con quello del regime ordinario.

Il confronto deve considerare non soltanto l’imposta, ma anche previdenza, IVA, costi deducibili nell’ordinario e adempimenti amministrativi.

Fatturazione elettronica e bollo

L’esperto contabile in forfettario deve gestire la fatturazione elettronica secondo le regole vigenti. Quando una fattura senza IVA supera la soglia prevista per il bollo, l’imposta di bollo va gestita secondo le modalità telematiche applicabili.

Il contributo integrativo CNPR del 4% resta una voce previdenziale distinta dal bollo e dall’imposta sostitutiva.

Saldo, acconti e pianificazione della liquidità

Il primo anno può apparire fiscalmente più leggero perché non esistono ancora tutti gli acconti del ciclo successivo. Dal secondo anno, saldo e acconti possono concentrarsi nelle stesse scadenze e richiedere una maggiore liquidità.

È quindi utile accantonare periodicamente una quota degli incassi destinata separatamente a imposte e contributi CNPR.

Controllo trimestrale consigliato

  • compensi incassati dall’inizio dell’anno;
  • distanza dalle soglie 85.000 e 100.000 euro;
  • contributi CNPR versati;
  • aliquota soggettiva scelta;
  • contributo integrativo sulle fatture;
  • eventuale reddito da lavoro dipendente;
  • eventuali nuove attività;
  • accantonamento per saldo e acconti.

Scadenza della comunicazione redditi CNPR

La CNPR indica il 31 luglio come scadenza ordinaria per la comunicazione del reddito professionale e del volume d’affari dell’anno precedente. La comunicazione consente anche di indicare l’aliquota soggettiva scelta tra 15% e 25% e le eventuali opzioni previste.

Errori frequenti

  • considerare il 78% un’aliquota fiscale;
  • applicare 15% direttamente ai compensi;
  • ignorare CNPR;
  • confondere contributo soggettivo e integrativo;
  • applicare automaticamente il 5%;
  • non monitorare 85.000 e 100.000 euro;
  • dedurre analiticamente le spese del forfettario.

Domande frequenti

Qual è il coefficiente dell’esperto contabile?

Per il tipico inquadramento professionale il coefficiente di riferimento è normalmente 78%.

Quanto è l’imposta forfettaria?

Il 15% ordinario o il 5% per le nuove attività che rispettano tutte le condizioni di legge.

Quale previdenza ha l’esperto contabile?

La previdenza professionale fa capo alla CNPR secondo le condizioni previste dalla Cassa.

Qual è il contributo integrativo?

Il contributo integrativo CNPR è pari al 4% del volume d’affari secondo le regole della Cassa.

In sintesi

Il forfettario dell’esperto contabile combina ATECO 69.20.03, coefficiente 78%, imposta 5%/15% e contribuzione CNPR. La convenienza reale va valutata considerando anche previdenza, costi non dedotti, eventuale lavoro dipendente e soglie del regime.

Approfondimenti sull’esperto contabile

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