Il calcolo delle tasse del cartongessista in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività dell’86%, prosegue con i contributi della Gestione Artigiani INPS e termina con l’imposta sostitutiva del 15% o, quando spettante, del 5%. Applicare il 15% direttamente al fatturato porta quindi a un risultato sbagliato.
Dati 2026 usati negli esempi
- ATECO: 43.31.01 – Posa in opera di cartongesso.
- Coefficiente: 86%.
- Gestione previdenziale: Artigiani, nell’ipotesi ordinaria qui considerata.
- Minimale INPS: 18.808 euro.
- Contributo minimo ordinario: 4.521,36 euro.
- Aliquota Artigiani: 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro; 25% sulla quota eccedente.
- Imposta sostitutiva: 15% o 5% quando spettante.
Formula del regime forfettario
Il primo passaggio è: ricavi × 86% = reddito forfettario lordo. Da questo reddito si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente deducibili secondo le regole applicabili. Sulla base residua si calcola poi l’imposta sostitutiva.
Perché l’86% cambia molto il risultato
Con un coefficiente così elevato, il reddito fiscale cresce quasi quanto il fatturato. Il 14% riconosciuto come costo forfettario deve coprire idealmente materiali, attrezzature, furgone, carburante, assicurazioni e altre spese che nella realtà possono essere molto superiori. Per questo il calcolo fiscale va affiancato a un vero conto economico dell’attività.
INPS Artigiani 2026
La circolare INPS n. 14/2026 stabilisce per gli artigiani un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo minimo annuo di 4.521,36 euro. Sulla quota di reddito che supera il minimale si applica il 24% fino a 56.224 euro; oltre questa prima fascia l’aliquota sale al 25%.
Da quali ricavi si supera il minimale INPS?
Con coefficiente 86% il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro a circa 21.870 euro di ricavi. Sotto questa soglia, nell’ipotesi ordinaria di iscrizione per l’intero anno, resta rilevante il contributo minimo; sopra la soglia inizia ad aggiungersi la contribuzione sull’eccedenza.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Con 20.000 euro di ricavi il reddito forfettario è 17.200 euro. È inferiore al minimale INPS, quindi nell’esempio ordinario consideriamo il contributo minimo di 4.521,36 euro. La base dopo i contributi è circa 12.678,64 euro: l’imposta è circa 1.902 euro al 15% oppure 634 euro al 5%.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Con 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario è 25.800 euro. L’eccedenza sul minimale è 6.992 euro; il 24% dell’eccedenza è 1.678,08 euro. Sommato al minimo, il contributo indicativo arriva a circa 6.199,44 euro. La base residua è 19.600,56 euro e l’imposta è circa 2.940 euro al 15% o 980 euro al 5%.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario sale a 43.000 euro. Nell’ipotesi ordinaria i contributi risultano nell’ordine di 10.327,44 euro. La base dopo la deduzione contributiva è circa 32.672,56 euro: l’imposta è circa 4.901 euro al 15% oppure 1.634 euro al 5%.
Esempio con 80.000 euro di ricavi
Con 80.000 euro di ricavi il reddito forfettario è 68.800 euro. Una parte dell’eccedenza supera la prima fascia INPS di 56.224 euro e viene quindi assoggettata all’aliquota del 25%. I contributi indicativi arrivano a circa 16.645,20 euro; la base residua è 52.154,80 euro e l’imposta è circa 7.823 euro al 15% o 2.608 euro al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Con 85.000 euro di ricavi il reddito forfettario è 73.100 euro. Nell’esempio ordinario i contributi stimati sono circa 17.720,20 euro. La base residua è 55.379,80 euro e l’imposta è circa 8.307 euro al 15% oppure 2.769 euro al 5%.
Gli esempi non includono la riduzione INPS del 35%
Le simulazioni precedenti usano la contribuzione ordinaria per rendere confrontabili i risultati. Il forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può chiedere, se possiede i requisiti, la riduzione contributiva del 35%. Con l’agevolazione i contributi cambiano e cambia anche la base su cui calcolare l’imposta sostitutiva.
Il 5% non è automatico
L’imposta al 5% è riservata alle nuove attività che rispettano le condizioni previste dalla legge. Un cartongessista che prosegue sostanzialmente un’attività svolta in precedenza come dipendente o autonomo, oppure subentra in un’attività già esistente, deve verificare con attenzione se l’aliquota agevolata sia realmente applicabile.
Materiali anticipati per il cliente
Quando il cartongessista acquista lastre, profili, isolanti e altri materiali e li rifattura dentro il prezzo del lavoro, gli incassi concorrono normalmente ai ricavi dell’attività. Il fatto che una parte del prezzo serva a coprire materiali non consente di sottrarre automaticamente quel costo dal fatturato forfettario. È uno dei motivi per cui il coefficiente 86% può risultare pesante nelle commesse con forte incidenza dei materiali.
Acconti e principio di cassa
Nel regime forfettario conta l’incasso. Se il cliente versa un acconto per bloccare il lavoro o finanziare l’acquisto dei materiali, la somma incassata entra nel periodo fiscale secondo il principio di cassa, indipendentemente dal fatto che la commessa venga completata in un momento successivo. Questo va considerato soprattutto a fine anno vicino alla soglia degli 85.000 euro.
Fatture a imprese e subappalti
Il cartongessista lavora spesso per imprese edili, general contractor o altri artigiani. La fiscalità della fattura va tenuta distinta dagli obblighi di cantiere: essere in forfettario non elimina patente a crediti, DURC, sicurezza, eventuale Cassa Edile o congruità della manodopera quando ricorrono i relativi presupposti.
Soglie di 85.000 e 100.000 euro
Il limite ordinario di accesso e permanenza nel regime è 85.000 euro di ricavi o compensi. La disciplina prevede inoltre effetti specifici quando nell’anno si supera la soglia di 100.000 euro. Per chi lavora su commesse importanti è utile controllare gli incassi durante l’anno e non soltanto al momento della dichiarazione.
Prima di usare un calcolatore
Verifica prima il codice ATECO del cartongessista e l’inquadramento previdenziale. Puoi poi usare il calcolatore del regime forfettario e confrontare il risultato con la guida sul regime forfettario per cartongessisti e con la pagina sul commercialista.
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