• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Regimeminimi.com

Il tuo consulente di fiducia online

  • Prezzi
  • Contattaci
  • Guide
  • Professioni
  • News

Calcolo tasse consulente AI e automazione 2026: 67%, INPS ed esempi

Aggiornato il 7 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Calcolo tasse consulente AI e automazione 2026: 67%, INPS ed esempi

Il calcolo delle tasse per un consulente AI e automazione nel regime forfettario 2026 parte dal codice ATECO. Se l’attività rientra nella consulenza informatica 62.20.10 o nella programmazione 62.10.00, negli esempi utilizziamo un coefficiente di redditività del 67%. Sul reddito così determinato si calcolano i contributi previdenziali e, dopo la loro deduzione, l’imposta sostitutiva.

Argomenti del post

Toggle
  • Dati utilizzati negli esempi
  • Formula di base
  • Esempio con 20.000 euro di compensi
  • Esempio con 30.000 euro
  • Esempio con 50.000 euro
  • Esempio con 80.000 euro
  • Esempio con 85.000 euro
  • Il minimale INPS non è un contributo minimo fisso
  • Se si applica l’aliquota INPS del 24%
  • Costi di servizi digitali e infrastruttura
  • Subfornitura e collaboratori
  • Attività con coefficienti differenti
  • Saldo e acconti: perché il primo anno può ingannare
  • Incassi a progetto e retainer
  • Accantonare tasse e contributi
  • Prima del calcolo verifica il codice ATECO
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Dati utilizzati negli esempi

  • coefficiente di redditività: 67%;
  • Gestione Separata INPS: 26,07% per il professionista senza altra previdenza obbligatoria;
  • aliquota del 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati;
  • imposta sostitutiva: 15% oppure 5% quando spettante;
  • limite ordinario del forfettario: 85.000 euro.

Le aliquote previdenziali derivano dalla circolare INPS n. 8/2026.

Formula di base

La sequenza semplificata è: compensi incassati × 67% = reddito lordo forfettario; sul reddito si calcolano i contributi INPS; i contributi obbligatori deducibili riducono la base dell’imposta sostitutiva. Gli esempi servono per comprendere il meccanismo e non sostituiscono il calcolo definitivo di saldo e acconti.

Esempio con 20.000 euro di compensi

Con 20.000 euro incassati, il reddito lordo è 13.400 euro. Applicando il 26,07%, i contributi teorici sono circa 3.493,38 euro. La base residua è circa 9.906,62 euro: l’imposta al 15% è circa 1.485,99 euro, mentre al 5% è circa 495,33 euro.

Esempio con 30.000 euro

Con 30.000 euro, il reddito lordo forfettario è 20.100 euro. I contributi al 26,07% sono circa 5.240,07 euro; la base dopo i contributi è circa 14.859,93 euro. L’imposta al 15% è circa 2.228,99 euro, oppure circa 743 euro al 5%.

Esempio con 50.000 euro

Con 50.000 euro di compensi, il reddito al 67% è 33.500 euro. I contributi teorici al 26,07% sono circa 8.733,45 euro. La base residua è circa 24.766,55 euro; l’imposta è circa 3.714,98 euro al 15% o 1.238,33 euro al 5%.

Esempio con 80.000 euro

Con 80.000 euro, il reddito forfettario lordo è 53.600 euro. I contributi al 26,07% sono circa 13.973,52 euro; la base residua è 39.626,48 euro. L’imposta teorica è circa 5.943,97 euro al 15% oppure 1.981,32 euro al 5%.

Esempio con 85.000 euro

Con 85.000 euro di compensi, il reddito lordo è 56.950 euro. I contributi teorici sono circa 14.846,86 euro; la base residua è 42.103,14 euro. L’imposta è circa 6.315,47 euro al 15% o 2.105,16 euro al 5%.

Il minimale INPS non è un contributo minimo fisso

Nel 2026 il minimale di reddito per l’accredito dell’intero anno è 18.808 euro. Per il professionista in Gestione Separata non significa dover versare comunque un importo minimo come un artigiano o commerciante: i contributi restano proporzionali al reddito effettivamente prodotto.

Se si applica l’aliquota INPS del 24%

Per pensionati o professionisti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria, nei casi previsti, l’aliquota può essere del 24%. Il carico contributivo diminuisce e aumenta la base su cui si calcola l’imposta sostitutiva. Per questo non è corretto utilizzare lo stesso prospetto per ogni contribuente.

Costi di servizi digitali e infrastruttura

Servizi a consumo, hosting, software, strumenti di automazione e altre risorse tecniche possono incidere molto sul margine. Nel forfettario non vengono sottratti singolarmente dal reddito: il 33% escluso dal coefficiente rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. Se le spese reali sono molto superiori, il regime può perdere convenienza.

Subfornitura e collaboratori

Se una parte rilevante degli incassi viene pagata a sviluppatori, data specialist o altri professionisti, il reddito fiscale forfettario non diminuisce in misura corrispondente. È quindi importante calcolare il margine reale del progetto e monitorare gli eventuali limiti previsti per spese di lavoro e collaborazioni.

Attività con coefficienti differenti

Se il professionista svolge anche consulenza gestionale, formazione o altre attività con un coefficiente diverso, i ricavi devono essere attribuiti correttamente. Non è corretto applicare automaticamente il 67% a qualsiasi servizio solo perché l’attività principale riguarda l’intelligenza artificiale.

Saldo e acconti: perché il primo anno può ingannare

Nel primo periodo di attività il professionista può percepire un carico fiscale contenuto perché alcuni versamenti arrivano con la dichiarazione successiva. Quando saldo e acconti si sovrappongono, l’esborso può aumentare rapidamente. Per questo è prudente accantonare una quota di ogni incasso senza aspettare la scadenza degli F24.

Incassi a progetto e retainer

I compensi possono arrivare come anticipo, milestone, saldo o canone mensile. Nel forfettario rileva il principio di cassa: conta quando il compenso viene effettivamente incassato. Una fattura emessa a fine dicembre e pagata a gennaio può quindi rilevare nell’anno successivo ai fini del reddito.

Accantonare tasse e contributi

Separare una quota di ogni pagamento per INPS, imposta sostitutiva e futuri acconti aiuta a non confondere la liquidità disponibile con il netto effettivo. È particolarmente utile quando pochi progetti generano incassi elevati e concentrati in alcuni mesi dell’anno.

Prima del calcolo verifica il codice ATECO

Il calcolo è affidabile solo se l’inquadramento è corretto. Consulta la guida al codice ATECO del consulente AI per distinguere consulenza, sviluppo software, management e ricerca.

Guide collegate

Approfondisci il regime forfettario, come aprire la Partita IVA e la pagina sul commercialista per consulenti AI e automazione.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.

  • Apertura della Partita IVA
  • Cambio commercialista
  • Gestione del regime forfettario
  • Gestione della contabilità semplificata

La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.

Compila il modulo e descrivici brevemente la tua situazione.
RM Regimeminimi.com

Un progetto di The Loft S.r.l.s.

Via Mariotti 190
51100 Pistoia (PT)
P.IVA 01843800473
REA PT-184294

Servizio

Prezzi Contattaci Chi siamo Recensioni

Contenuti

Guide fiscali Professioni e attività News Consulenze gratuite

Legale

Termini e condizioni Privacy Cookie

I contenuti di Regimeminimi.com hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono una consulenza professionale personalizzata. Le informazioni fiscali e previdenziali possono variare in base alla situazione individuale e agli aggiornamenti normativi.

© 2026 Regimeminimi.com – Tutti i diritti riservati.