Un commercialista per consulente AI e automazione nel 2026 deve partire da ciò che il professionista vende davvero. Consulenza su sistemi, sviluppo di applicazioni, automazione dei processi, formazione e consulenza gestionale possono convivere nello stesso lavoro, ma non devono essere confusi fiscalmente. La scelta dell’ATECO, il coefficiente del forfettario, la previdenza e la gestione delle operazioni estere dipendono da questa distinzione.
Primo controllo: consulenza o sviluppo?
Quando il professionista analizza esigenze, seleziona strumenti e integra soluzioni AI, il codice più frequente da valutare è 62.20.10 – Attività di consulenza informatica. Se invece realizza principalmente software o applicazioni personalizzate, può essere più coerente 62.10.00 – Attività di programmazione informatica. Le note ATECO 2025 di ISTAT includono espressamente nella programmazione le applicazioni di machine learning e intelligenza artificiale.
Il coefficiente può cambiare con l’attività
Per le principali attività informatiche della divisione 62 considerate qui, il coefficiente del forfettario è del 67%. Un incarico di consulenza gestionale classificato in modo diverso può invece avere un coefficiente differente. Il commercialista deve quindi evitare di applicare automaticamente il 67% a ogni attività che contiene la parola AI.
Gestione Separata INPS 2026
Per il libero professionista senza cassa previdenziale propria il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 prevede il 26,07% per chi non è assicurato presso altra forma obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.
Costi tecnologici: misurare il margine reale
Il settore AI può avere costi operativi molto variabili: servizi a consumo, hosting, software, strumenti di automazione, ambienti di prova e formazione continua. Nel forfettario non vengono dedotti analiticamente. Un buon controllo fiscale deve quindi confrontare i costi reali con il 33% di costi presunti riconosciuto dal coefficiente 67%.
Subfornitori e team di progetto
Molti consulenti coordinano sviluppatori, analisti, designer o altri specialisti. Se una parte consistente degli incassi viene trasferita a collaboratori esterni, il margine economico può ridursi anche se il reddito fiscale forfettario resta elevato. Occorre inoltre monitorare i limiti previsti dalla disciplina del regime per le spese di lavoro e collaborazioni.
Clienti UE ed extra-UE
La consulenza AI è spesso internazionale. Fatturare a un’impresa estera richiede di verificare territorialità IVA e corretta compilazione della fattura elettronica; acquistare servizi digitali da fornitori esteri può richiedere adempimenti separati. Il regime forfettario semplifica la tassazione del reddito, non elimina le regole delle operazioni transfrontaliere.
Contratti a progetto, milestone e retainer
Gli incarichi possono prevedere una fee iniziale per assessment, milestone di implementazione, canone mensile di manutenzione o tariffa giornaliera. Fiscalmente conta l’incasso; economicamente è utile separare sviluppo, assistenza e costi di servizi terzi per conoscere il margine reale di ogni progetto.
Servizi acquistati per conto del cliente
Se il consulente acquista software o altri servizi a proprio nome e li include nel prezzo al cliente, non bisogna dare per scontato che si tratti di un semplice rimborso escluso dal compenso. La struttura contrattuale e documentale deve chiarire chi acquista il servizio e come viene riaddebitato.
Esempio con 50.000 euro di compensi
Con coefficiente 67%, 50.000 euro di compensi producono 33.500 euro di reddito lordo forfettario. Con Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 8.733,45 euro. Dopo la loro deduzione, la base residua è circa 24.766,55 euro e l’imposta teorica al 15% è circa 3.714,98 euro.
Attività miste: consulenza IT, management e formazione
Un professionista può vendere consulenza informatica, formazione aziendale e supporto organizzativo. Se sono attività autonome e abituali, può essere necessario distinguere codici e ricavi. Se invece la formazione è solo una fase accessoria dell’implementazione tecnica, moltiplicare gli ATECO senza necessità può complicare inutilmente la posizione.
Lavoro dipendente e Partita IVA
Molti consulenti iniziano l’attività autonoma mentre mantengono un lavoro dipendente. Il commercialista deve verificare la causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e i rapporti con il datore attuale o precedente. La possibilità di applicare il 5% iniziale richiede un controllo distinto rispetto alla semplice apertura della Partita IVA.
Controllare le soglie durante l’anno
Progetti di importo elevato possono portare rapidamente vicino a 85.000 euro. Il superamento di 85.000 ma non di 100.000 produce l’uscita dall’anno successivo; oltre 100.000 euro la fuoriuscita è immediata. Il monitoraggio degli incassi deve quindi essere periodico, soprattutto quando il portafoglio clienti è concentrato.
Acconti e gestione della liquidità
Saldo e acconti possono concentrarsi in pochi mesi e creare un fabbisogno finanziario rilevante. È utile stimare periodicamente imposta e contributi e accantonare una quota degli incassi. In questo modo il conto corrente non viene confuso con il reddito realmente disponibile.
Controlli da fare durante l’anno
- compensi incassati rispetto alle soglie di 85.000 e 100.000 euro;
- corretto coefficiente per ogni attività;
- contributi INPS e acconti fiscali;
- costi ricorrenti e compensi ai collaboratori;
- fatture a clienti esteri e acquisti internazionali;
- eventuali nuove linee di servizio che richiedono variazione ATECO.
Come scegliere il commercialista
È utile un professionista che sappia distinguere consulenza informatica, sviluppo e consulenza gestionale, gestire la Gestione Separata e le operazioni estere e comprendere la struttura economica di progetti con costi tecnologici variabili. Il confronto non dovrebbe fermarsi al prezzo del servizio contabile.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario, come aprire la Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo di tasse e contributi.
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