Il calcolo tasse Fashion Designer nel 2026 parte dal tipo di attività realmente svolta: se il reddito deriva dalla progettazione di moda con ATECO 74.11.20, nel forfettario il coefficiente di riferimento è 78%. Da quel reddito si calcolano poi i contributi previdenziali effettivamente dovuti e, sulla base residua, l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.
Calcolo tasse Fashion Designer 2026: formula rapida
| Passaggio | Come si calcola |
|---|---|
| Reddito lordo forfettario | Compensi di progettazione × 78% |
| Contributi | Reddito forfettario × aliquota previdenziale applicabile |
| Base imposta | Reddito forfettario − contributi obbligatori deducibili |
| Imposta sostitutiva | Base imposta × 15% oppure 5% se spettante |
Questa formula è valida solo se l’inquadramento di partenza è corretto. Se insieme al design esistono produzione sartoriale, commercio, e-commerce o vendita abituale di una propria collezione, non bisogna applicare automaticamente lo stesso coefficiente a tutti i ricavi.
ATECO 74.11.20 e coefficiente 78%
Per l’attività professionale di progettazione di moda, la classificazione ATECO 2025 di ISTAT individua il codice 74.11.20 – Attività di progettazione di moda. Nel regime forfettario, per il profilo professionale qui considerato, il coefficiente di redditività di riferimento è 78%.
Il coefficiente non è una tassa del 78%: serve soltanto a determinare la quota di compensi che forma il reddito fiscale forfettario. I costi reali non vengono sottratti uno per uno, perché sono già considerati in modo forfettario nella parte non imponibile.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Ipotizziamo un Fashion Designer che fattura 30.000 euro esclusivamente per attività professionale di progettazione, utilizza il coefficiente del 78% e, nel caso concreto, è iscritto alla Gestione Separata con aliquota 26,07%.
- Reddito forfettario: 30.000 × 78% = 23.400 euro.
- Contributi stimati: 23.400 × 26,07% = circa 6.100 euro.
- Base dell’imposta: circa 17.300 euro.
- Imposta al 15%: circa 2.595 euro.
- Totale indicativo contributi + imposta: circa 8.695 euro.
Con aliquota sostitutiva al 5%, quando ricorrono davvero i requisiti della nuova attività, l’imposta dello stesso esempio scende a circa 865 euro; i contributi non diventano però automaticamente più bassi.
Esempio con 50.000 euro di compensi
Con 50.000 euro di compensi professionali e gli stessi presupposti:
- Reddito forfettario: 50.000 × 78% = 39.000 euro.
- Contributi al 26,07%: circa 10.167 euro.
- Base dell’imposta: circa 28.833 euro.
- Imposta al 15%: circa 4.325 euro.
- Totale indicativo contributi + imposta: circa 14.492 euro.
Gli esempi mostrano il metodo, non sostituiscono il conteggio fiscale personale: aliquota previdenziale, contributi già versati, acconti, crediti, altri redditi e requisiti del 5% possono cambiare il risultato.
Gestione Separata: 26,07% o 24% solo quando applicabile
Il codice ATECO non assegna da solo la gestione previdenziale. Nel profilo di libero professionista senza cassa dedicata può trovare applicazione la Gestione Separata INPS; la posizione va però verificata quando l’attività assume caratteristiche d’impresa, comprende produzione o commercio oppure il contribuente ha già altra copertura obbligatoria.
Per il 2026 la circolare INPS sulle aliquote della Gestione Separata porta, nel profilo ordinario senza altra previdenza obbligatoria, al riferimento complessivo del 26,07%; il 24% riguarda i casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria.
Il 5% non dipende dal fatto di essere giovani o al primo anno
L’imposta sostitutiva ridotta al 5% non scatta automaticamente perché la Partita IVA è appena stata aperta. Occorre verificare i requisiti previsti dalla disciplina del regime forfettario, contenuta nella legge 190/2014, compresa la reale novità dell’attività rispetto a eventuali attività precedenti.
Se vendi anche una tua collezione il calcolo cambia
Uno degli errori più frequenti è sommare compensi per design e ricavi di vendita e applicare a tutto il 78%. Se il Fashion Designer gestisce anche un proprio brand, vende capi o accessori oppure opera tramite e-commerce, la componente commerciale deve essere classificata e trattata secondo l’attività effettiva.
Prima di fare simulazioni è quindi utile verificare il codice ATECO del Fashion Designer e, se esiste una produzione diretta, confrontare anche le guide dedicate alla sartoria in regime forfettario.
Costi reali: perché possono rendere il forfettario meno conveniente
Software di progettazione, computer, tavolette grafiche, prototipi, campioni, materiali, trasferte, coworking, fotografia, consulenze e fiere possono incidere molto sul margine reale. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente dal reddito: per questo il vantaggio del regime non va valutato soltanto guardando l’aliquota del 15%.
Saldo e acconti: il versamento non coincide con il costo annuale
Nel corso dell’anno il professionista incassa, mentre imposta e contributi vengono versati secondo le relative scadenze. Saldo e acconti possono quindi concentrare una parte rilevante dei pagamenti in alcuni periodi. Conviene accantonare progressivamente una quota degli incassi invece di considerare disponibile tutto il saldo del conto.
Quanto accantonare ogni mese
Non esiste una percentuale universale valida per tutti. Negli esempi con Gestione Separata al 26,07% e imposta al 15%, contributi e imposta rappresentano complessivamente poco meno del 30% dei compensi considerati. È però solo un ordine di grandezza: chi applica il 5%, il 24%, svolge attività miste o ha un diverso inquadramento deve costruire un accantonamento personalizzato.
Come usare il calcolatore senza sbagliare
Dopo avere confermato attività, coefficiente e previdenza puoi utilizzare il calcolatore del regime forfettario. Per l’inquadramento complessivo consulta anche il regime forfettario Fashion Designer, la guida su come aprire la Partita IVA e la pagina sul commercialista per Fashion Designer.
Domande frequenti
Quanto paga di tasse un Fashion Designer forfettario?
Dipende da compensi, coefficiente, previdenza e aliquota sostitutiva. Con ATECO 74.11.20 il riferimento professionale è 78%, ma contributi e 5%/15% vanno verificati sulla posizione concreta.
Il 15% si calcola sul fatturato?
No. Si applica alla base imponibile forfettaria dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi.
La Gestione Separata è sempre obbligatoria?
No. È il riferimento possibile del profilo professionale senza cassa, ma l’inquadramento previdenziale dipende dall’attività e dalla posizione concreta.
Posso applicare il 78% anche alle vendite del mio brand?
Non automaticamente. Le vendite abituali sono una componente commerciale che deve essere classificata separatamente quando esiste realmente.
In sintesi
Per un Fashion Designer professionista con ATECO 74.11.20 il calcolo forfettario parte dal 78% dei compensi, prosegue con i contributi effettivamente dovuti e termina con l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante. Prima di usare qualsiasi simulatore bisogna però separare eventuali ricavi di produzione o vendita, perché possono cambiare coefficiente e previdenza.
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