Il calcolo delle tasse per giardinieri in regime forfettario segue una sequenza precisa. Non si applica il 15% direttamente al fatturato: prima bisogna determinare il reddito con il coefficiente di redditività e poi coordinare la previdenza.
1. Ricavi o compensi incassati
Il punto di partenza sono i ricavi o compensi fiscalmente rilevanti nell’anno. Nel forfettario le normali spese dell’attività non vengono dedotte analiticamente come in un regime ordinario.
2. Coefficiente di redditività: 67%
Per il tipico inquadramento considerato per giardinieri, il coefficiente di riferimento è 67% nel tipico inquadramento dei servizi per edifici e paesaggio. Se l’attività concreta può utilizzare codici diversi, il coefficiente deve essere verificato prima di fare il preventivo.
Con 30.000 euro di ricavi o compensi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo di esempio è 20.100,00 euro. Da questo importo vanno poi considerati i contributi previdenziali obbligatori deducibili secondo la posizione concreta; solo sul reddito risultante si applica l’imposta sostitutiva.
3. Contributi previdenziali
La previdenza dipende dalla forma con cui l’attività viene esercitata e dall’inquadramento dell’impresa. Vanno inoltre distinti i servizi di manutenzione del verde dalle eventuali attività agricole o di vendita.
I contributi previdenziali obbligatori che risultano deducibili secondo le regole applicabili riducono il reddito sul quale viene calcolata l’imposta sostitutiva. Per questo due contribuenti con gli stessi ricavi possono avere un carico complessivo differente.
4. Imposta sostitutiva
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Può essere applicata al 5% nel periodo agevolato quando sono rispettate tutte le condizioni previste per l’avvio di una nuova attività. Aprire una nuova Partita IVA non basta, da solo, a ottenere il 5%.
Formula di calcolo
- ricavi o compensi × 67% = reddito forfettario lordo di riferimento;
- reddito forfettario − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base imponibile dell’imposta;
- base imponibile × 15% oppure 5% se spettante = imposta sostitutiva;
- contributi + imposta + eventuali saldi e acconti determinano il fabbisogno finanziario delle scadenze.
Prima del calcolo controlla ATECO e previdenza
Il calcolo ha senso solo se l’attività è stata classificata correttamente. Per giardinieri il riferimento da verificare è 81.30.00 – Attività di servizi per la cura del paesaggio.
Per completare l’inquadramento consulta regime forfettario per giardinieri, aprire la Partita IVA per giardinieri, codice ATECO per giardinieri, calcolo tasse per giardinieri, commercialista per giardinieri.
In sintesi
Per stimare quanto resta netto a giardinieri bisogna tenere insieme coefficiente, contributi e imposta. Il coefficiente del 67% non è un’aliquota fiscale e non rappresenta ciò che si paga allo Stato.
Come costruire una stima fiscale realistica
Una simulazione utile per Giardinieri deve separare almeno tre grandezze: fatturato o compensi incassati, contributi previdenziali e imposta sostitutiva. Il fatturato non coincide con il reddito imponibile e l’imposta non coincide con il costo fiscale complessivo. Il coefficiente di redditività serve proprio a trasformare i ricavi nel reddito forfettario lordo sul quale prosegue il calcolo.
La parte previdenziale va calcolata con le regole della gestione applicabile alla singola posizione. Solo dopo aver determinato i contributi obbligatori deducibili è possibile arrivare alla base dell’imposta sostitutiva. Per una previsione di cassa bisogna inoltre considerare il momento in cui verranno versati saldo e acconti: il primo anno di attività e gli anni successivi possono quindi avere fabbisogni finanziari diversi anche con ricavi simili.
Dal lordo al netto disponibile
Per evitare sorprese è utile accantonare durante l’anno una quota degli incassi destinata a imposte e contributi. La percentuale da accantonare non può essere uguale per tutti: dipende da coefficiente, previdenza, aliquota dell’imposta, eventuale 5% spettante e situazione personale. Una simulazione va quindi aggiornata quando cambiano ricavi, attività o posizione previdenziale.
Nota sul coefficiente usato nel calcolo 2026
Il codice dell’attività va individuato con ATECO 2025, ma nel 2026 il coefficiente di redditività non deriva ancora da una nuova tabella ATECO 2025. In attesa dei nuovi coefficienti, il D.Lgs. 81/2025 mantiene quelli dell’Allegato 4 alla legge 190/2014, individuati tramite la corrispondente attività ATECO 2007. Gli esempi di questa pagina utilizzano quindi il coefficiente applicabile secondo tale raccordo.
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