Il calcolo delle tasse di un idraulico in regime forfettario parte dai ricavi incassati, applica il coefficiente di redditività dell’86%, considera i contributi INPS Artigiani e solo dopo determina l’imposta sostitutiva del 15% o, quando spettante, del 5%.
Nel 2026 non esiste quindi una sola percentuale da applicare al fatturato. Per sapere quanto mettere da parte bisogna separare reddito forfettario, contributi previdenziali e imposta sostitutiva. Gli esempi di questa guida utilizzano la contribuzione INPS ordinaria e servono come stima orientativa.
Come si calcolano tasse e contributi dell’idraulico
Per la tipica attività idraulico-sanitaria il riferimento ATECO 2025 è 43.22.05. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività di riferimento per questa attività è pari all’86%: significa che l’86% dei ricavi viene assunto come reddito forfettario lordo.
Se svolgi anche attività su gas, riscaldamento, climatizzazione o altre lavorazioni della famiglia 43.22, prima del calcolo va verificato l’inquadramento corretto. Le differenze sono approfondite nella guida sul codice ATECO dell’idraulico.
- Ricavi incassati × 86% = reddito forfettario lordo.
- Su questo reddito si determina la contribuzione INPS Artigiani secondo minimale, aliquote e fasce applicabili.
- I contributi previdenziali obbligatori effettivamente deducibili riducono la base fiscale.
- Sul reddito fiscale risultante si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando spettante.
INPS Artigiani 2026: minimale e aliquote
Per il 2026 l’INPS indica per gli artigiani un’aliquota pensionistica ordinaria del 24%. Il reddito minimale annuo è pari a 18.808 euro e il contributo minimo ordinario per il titolare artigiano è pari a 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità.
Quando il reddito d’impresa supera il minimale, sulla parte eccedente si applica il 24% fino alla prima fascia di reddito pensionabile, pari nel 2026 a 56.224 euro. Sulla quota di reddito superiore a 56.224 euro l’aliquota degli artigiani sale al 25%, entro i massimali contributivi previsti.
Questo è il motivo per cui non è corretto calcolare i contributi applicando il 24% direttamente al fatturato. Prima si determina il reddito rilevante e poi si applicano minimale e aliquote.
Esempio con 16.000 euro di ricavi
Con 16.000 euro di ricavi, l’86% produce un reddito forfettario lordo di 13.760 euro, inferiore al minimale INPS di 18.808 euro. In un anno intero di iscrizione, nell’esempio ordinario resta comunque il contributo minimo di 4.521,36 euro.
Ipotizzando, solo per rendere leggibile la simulazione, che i 4.521,36 euro siano interamente deducibili nello stesso periodo fiscale, il reddito su cui applicare l’imposta diventa 9.238,64 euro. L’imposta sostitutiva è circa 1.385,80 euro al 15% oppure 461,93 euro al 5%.
Esempi 2026 con 20.000, 30.000, 35.000, 50.000 e 80.000 euro
La tabella utilizza la contribuzione INPS ordinaria e assume, per semplicità, che i contributi indicati siano deducibili nel calcolo dell’imposta dello stesso periodo. Nella dichiarazione reale bisogna invece considerare i contributi effettivamente versati e deducibili.
| Ricavi | Reddito 86% | INPS stimata | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 17.200 € | 4.521,36 € | 1.901,80 € | 633,93 € |
| 30.000 € | 25.800 € | 6.199,44 € | 2.940,08 € | 980,03 € |
| 35.000 € | 30.100 € | 7.231,44 € | 3.430,28 € | 1.143,43 € |
| 50.000 € | 43.000 € | 10.327,44 € | 4.900,88 € | 1.633,63 € |
| 80.000 € | 68.800 € | 16.645,20 € | 7.823,22 € | 2.607,74 € |
Nell’esempio da 80.000 euro, il reddito forfettario di 68.800 euro supera la fascia di 56.224 euro: la quota eccedente viene quindi calcolata al 25%. Il passaggio riguarda il reddito previdenziale e non direttamente il fatturato.
Quanto incidono INPS e imposta al 15%
Sommando contributi INPS stimati e imposta sostitutiva al 15%, negli esempi sopra l’esborso teorico è circa 6.423 euro su 20.000 euro di ricavi, 9.140 euro su 30.000, 10.662 euro su 35.000, 15.228 euro su 50.000 e 24.468 euro su 80.000.
Questi importi non rappresentano il vero “netto” dell’idraulico. Materiali, ricambi, attrezzature, furgone, carburante, assicurazioni, DPI e altri costi reali continuano a incidere economicamente anche se nel forfettario non vengono dedotti uno per uno.
Riduzione INPS del 35%
Gli artigiani che applicano il regime forfettario possono accedere, quando ne ricorrono i requisiti, al regime previdenziale agevolato previsto dalla legge 190/2014, con riduzione del 35% della contribuzione dovuta.
La riduzione non deve essere applicata automaticamente nelle simulazioni. Va prima verificato che il contribuente abbia diritto all’agevolazione e l’abbia correttamente richiesta. Contributi più bassi significano inoltre una minore somma deducibile dal reddito fiscale e possono incidere sull’accredito previdenziale.
Contributi maturati e contributi effettivamente versati
Nel calcolo fiscale bisogna distinguere i contributi che maturano sul reddito dell’anno dai contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili. Le due grandezze possono non coincidere perché i versamenti seguono scadenze, saldo, acconti e conguagli.
Per questo gli esempi servono per programmare la liquidità, ma la dichiarazione deve utilizzare i dati reali dei versamenti. La gestione di F24, Quadro RR e controlli annuali è approfondita nella guida sul commercialista per idraulici.
Saldo e acconti: perché il versamento può essere più alto della stima annuale
Quando arriva la dichiarazione, nello stesso periodo possono concentrarsi il saldo relativo all’anno precedente e gli acconti dell’anno in corso. Per questo l’importo degli F24 può essere sensibilmente superiore alla sola imposta attribuibile all’anno appena chiuso.
L’INPS ha pubblicato indicazioni specifiche sul Quadro RR e sulla riscossione dei contributi a saldo e in acconto. Per una gestione prudente conviene quindi accantonare una quota degli incassi durante l’anno invece di attendere le scadenze dichiarative.
Quanto accantonare ogni mese
Non esiste una percentuale universale valida per ogni idraulico. L’accantonamento dipende dai ricavi, dall’aliquota del 5% o del 15%, dalla presenza della riduzione INPS del 35%, dai mesi di iscrizione, dagli acconti e dalla situazione personale.
Una soluzione pratica è aggiornare la simulazione ogni trimestre usando gli incassi effettivi e i contributi già pagati. In questo modo è più facile capire se gli acconti restano coerenti con l’andamento dell’attività e se il forfettario continua a essere conveniente.
Simulatore INPS 2026 per artigiani
Dal luglio 2026 l’INPS mette a disposizione un simulatore dei contributi per artigiani e commercianti. Lo strumento consente di inserire reddito, mesi di attività, eventuali collaboratori e il regime contributivo applicabile.
Il risultato del simulatore è indicativo e non certificativo, ma è utile per confrontare una stima manuale con i parametri previdenziali correnti.
Prima del calcolo: verificare il regime forfettario
Il calcolo delle imposte ha senso solo se l’idraulico può effettivamente applicare il regime forfettario. Nel 2026 il limite ordinario è di 85.000 euro di ricavi o compensi; il superamento di 100.000 euro produce effetti specifici di uscita dal regime.
Vanno inoltre verificate le altre cause ostative e, quando pertinente, la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati. Per requisiti, costi reali e convenienza puoi consultare la guida sul regime forfettario per idraulici. Se devi ancora avviare la ditta trovi invece i passaggi nella guida su come aprire la Partita IVA da idraulico.
Costi reali: il calcolo fiscale non coincide con il guadagno
Con coefficiente 86%, il regime presume costi pari al 14% dei ricavi. Per un idraulico questa percentuale può essere inferiore ai costi reali quando materiali, mezzi e attrezzature pesano molto sul fatturato.
Un esempio: con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è 43.000 euro, quindi il sistema presume soltanto 7.000 euro di costi. Se le spese effettive dell’impresa sono molto più alte, il reddito fiscale può risultare superiore al margine economico reale. È uno dei motivi per cui il calcolo delle tasse va affiancato a un controllo della redditività effettiva.
Quadro RR, minimale e contributi eccedenti
Per gli artigiani, la contribuzione sul minimale segue una logica diversa dai contributi calcolati sulla quota di reddito eccedente. Il minimale genera una contribuzione dovuta anche quando il reddito dell’impresa è più basso; la parte eccedente viene invece determinata in funzione del reddito dichiarato.
Nella dichiarazione dei redditi, il Quadro RR serve a determinare e riepilogare la contribuzione dovuta dagli iscritti alle gestioni speciali. L’INPS ha pubblicato nel 2026 indicazioni specifiche sulla compilazione del Quadro RR e sulla riscossione dei contributi a saldo 2025 e in acconto 2026.
Per una previsione di cassa è quindi utile separare tre voci: contributi sul minimale, contributi sulla quota eccedente e imposta sostitutiva. In questo modo il titolare può capire meglio quali importi sono periodici e quali dipendono dal reddito dichiarato.
Riduzione INPS 35% e imposta al 5% non sono la stessa agevolazione
Due agevolazioni spesso confuse sono la riduzione contributiva INPS del 35% e l’imposta sostitutiva al 5%. La prima riguarda la previdenza degli artigiani forfettari che rispettano le condizioni del regime contributivo agevolato; la seconda riguarda invece l’imposta sostitutiva delle nuove attività che soddisfano i requisiti fiscali previsti.
Un contribuente può quindi trovarsi al 15% di imposta ma con riduzione contributiva, oppure al 5% di imposta senza che ciò significhi automaticamente avere diritto alla riduzione INPS. Prima di usare una simulazione bisogna verificare separatamente entrambe le condizioni.
Quando rifare il calcolo durante l’anno
La simulazione iniziale non dovrebbe restare invariata per dodici mesi. Per un idraulico i ricavi e i costi di materiali possono cambiare rapidamente, così come possono cambiare le attività esercitate, il personale o la previsione di fatturato.
Conviene aggiornare il calcolo quando aumentano significativamente gli incassi, quando ci si avvicina alle soglie del forfettario, quando cambia il codice ATECO prevalente o quando vengono inseriti dipendenti o collaboratori. Un ricalcolo periodico consente di correggere l’accantonamento prima delle scadenze fiscali e previdenziali.
Domande frequenti sul calcolo tasse dell’idraulico
Il 24% INPS si applica al fatturato?
No. Per l’artigiano il calcolo previdenziale parte dal reddito d’impresa e tiene conto del minimale. Nel 2026 il 24% si applica fino alla fascia di 56.224 euro e il 25% sulla quota superiore, nei limiti previsti.
Il coefficiente dell’idraulico è 86%?
Per il tipico inquadramento dell’attività idraulico-sanitaria nel forfettario il coefficiente di riferimento è 86%. Se l’attività effettiva è diversa o mista va verificato il corretto codice ATECO e il relativo trattamento.
Il 5% vale automaticamente nei primi cinque anni?
No. L’aliquota ridotta richiede tutte le condizioni previste per una nuova attività. Se non ricorrono, si applica l’aliquota ordinaria del 15%.
La riduzione INPS del 35% è automatica?
No. È un regime previdenziale agevolato che richiede i presupposti previsti e la corretta gestione dell’opzione.
Gli esempi coincidono con la dichiarazione reale?
No. Sono simulazioni orientative. Il risultato effettivo dipende dai contributi realmente versati e deducibili, dai mesi di attività, dagli acconti, dalle agevolazioni e dalla situazione personale del contribuente.
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Caterina
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