Il codice ATECO dell’idraulico non è più il vecchio 43.22.01 usato in modo ampio nella classificazione precedente. Con ATECO 2025, per la tipica installazione, riparazione e manutenzione di impianti idraulico-sanitari il riferimento è 43.22.05, mentre gas, riscaldamento, climatizzazione, geotermia, piscine, antincendio e irrigazione hanno codici distinti.
La scelta corretta dipende quindi dai lavori realmente svolti. Un’impresa che fa soprattutto impianti idraulico-sanitari può avere 43.22.05 come attività prevalente; se opera stabilmente anche su gas o climatizzazione può essere necessario affiancare altri codici o individuare una diversa attività principale.
Codice ATECO idraulico: 43.22.05
Nella classificazione ATECO 2025 pubblicata da ISTAT, il codice 43.22.05 corrisponde a “Installazione di altri impianti termo-idraulici”. Le note esplicative comprendono in particolare installazione, riparazione e manutenzione di impianti idraulico-sanitari e di tubazioni per acqua e acque reflue.
Rientrano inoltre nel perimetro indicato da ISTAT la pulizia e disotturazione delle tubazioni di scarico degli edifici e l’installazione dei contatori dell’acqua. Sono attività tipiche di molte imprese idrauliche, ma non esauriscono tutte le lavorazioni che un idraulico può svolgere.
I codici 43.22 da distinguere
ATECO 2025 ha articolato maggiormente la classe 43.22. Per evitare errori, è utile distinguere le sottocategorie prima di aprire o modificare la posizione dell’impresa.
| Codice | Attività |
|---|---|
| 43.22.01 | Installazione di impianti geotermici |
| 43.22.02 | Installazione di impianti di depurazione per piscine |
| 43.22.03 | Installazione di impianti di spegnimento di incendi |
| 43.22.04 | Installazione di impianti di irrigazione per giardini |
| 43.22.05 | Installazione di altri impianti termo-idraulici |
| 43.22.06 | Installazione di impianti per la distribuzione del gas |
| 43.22.07 | Installazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria |
La suddivisione è importante perché un’impresa può essere comunemente chiamata “idraulico” anche quando una parte rilevante del lavoro riguarda caldaie, pompe di calore, climatizzatori, gas o altri impianti con classificazione specifica.
43.22.05: attività comprese
Il 43.22.05 è il riferimento tipico quando l’attività riguarda prevalentemente gli impianti idraulico-sanitari. In base alle note ISTAT comprende, tra le altre:
- installazione, riparazione e manutenzione di impianti idraulico-sanitari;
- installazione, riparazione e manutenzione di tubazioni per acqua;
- tubazioni per acque reflue;
- pulizia e disotturazione delle tubazioni di scarico negli edifici;
- installazione di contatori dell’acqua.
La descrizione dell’attività comunicata agli enti dovrebbe essere coerente con i lavori effettivamente eseguiti. Una formula troppo generica può creare incertezza quando l’impresa svolge anche lavorazioni appartenenti alle altre sottocategorie 43.22.
Gas: quando serve 43.22.06
Il codice 43.22.06 è dedicato agli impianti per la distribuzione del gas. Se l’impresa svolge stabilmente installazione, riparazione o manutenzione di tali impianti, questa attività va distinta dall’idraulica ordinaria classificata nel 43.22.05.
Il fatto che lo stesso artigiano possa materialmente eseguire entrambe le lavorazioni non significa che debbano essere rappresentate con un unico codice. In presenza di più attività va verificato quale sia quella prevalente e se sia opportuno indicare codici secondari.
Riscaldamento e climatizzazione: 43.22.07
Il codice 43.22.07 riguarda l’installazione, riparazione e manutenzione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria. Le note ISTAT richiamano, tra gli esempi, sistemi di riscaldamento, pompe di calore, collettori solari termici, caldaie e torri di raffreddamento.
Un’impresa che svolge prevalentemente attività di termoidraulica legata a riscaldamento e climatizzazione deve quindi verificare con attenzione se 43.22.07 rappresenta meglio l’attività rispetto al 43.22.05.
Geotermia, piscine, antincendio e irrigazione
ATECO 2025 separa anche altre lavorazioni che in passato potevano essere ricondotte a classificazioni più ampie: 43.22.01 per gli impianti geotermici, 43.22.02 per gli impianti di depurazione delle piscine, 43.22.03 per gli impianti di spegnimento incendi e 43.22.04 per gli impianti di irrigazione dei giardini.
Se queste attività sono occasionali rispetto al lavoro principale, la valutazione va fatta sulla situazione concreta; se diventano una componente stabile dell’impresa, è opportuno verificare l’inserimento del codice corretto e l’eventuale variazione dell’attività prevalente.
Dal vecchio ATECO 43.22.01 ad ATECO 2025
Nella precedente classificazione ATECO 2007 aggiornata 2022, il codice 43.22.01 aveva un significato molto più ampio e ricomprendeva installazione di impianti idraulici, riscaldamento e condizionamento in edifici e altre opere di costruzione.
Con ATECO 2025 lo stesso numero 43.22.01 identifica invece gli impianti geotermici. Per questo non bisogna trasferire automaticamente il vecchio codice nella nuova classificazione solo perché la numerazione sembra uguale.
ISTAT ha aggiornato nel luglio 2026 le tavole di raccordo tra ATECO 2025 e ATECO 2022 senza modificare struttura e descrizioni della classificazione 2025. La riclassificazione va quindi verificata usando le tavole e gli strumenti ufficiali ISTAT, soprattutto per imprese già esistenti.
Come scegliere l’attività prevalente
Se svolgi più lavorazioni, il codice principale deve rappresentare l’attività prevalente. In pratica bisogna guardare al peso reale delle attività esercitate e non al codice che appare fiscalmente più favorevole.
Un idraulico che realizza soprattutto impianti sanitari ma svolge anche alcuni interventi su gas o climatizzazione può avere una situazione diversa da un’impresa che ricava la maggior parte del fatturato dalla manutenzione di caldaie o pompe di calore. Se la composizione dell’attività cambia nel tempo, va verificata anche la posizione camerale.
Codici secondari e variazione dell’attività
Quando più attività sono esercitate in modo abituale, è possibile che servano uno o più codici secondari. La presenza di codici diversi permette di descrivere meglio ciò che l’impresa svolge, ma non sostituisce le verifiche amministrative e professionali collegate alle singole lavorazioni.
Per una nuova ditta, codice principale e attività vengono indicati nell’ambito della procedura di avvio. Se devi ancora iniziare puoi consultare la guida su come aprire la Partita IVA da idraulico. Per un’impresa già attiva, una modifica stabile delle lavorazioni può richiedere una variazione tramite gli strumenti camerali previsti.
Esempi pratici: quale codice scegliere
Un artigiano che installa sanitari, rifà tubazioni dell’acqua, interviene sugli scarichi e svolge manutenzione ordinaria degli impianti idraulico-sanitari trova normalmente nel 43.22.05 la descrizione più vicina alla propria attività. Se gli interventi su gas o climatizzazione sono soltanto marginali, va comunque verificato se debbano essere dichiarati come attività secondarie.
Se invece la parte principale del lavoro consiste nell’installazione e manutenzione di caldaie, pompe di calore e sistemi di condizionamento, il 43.22.07 può rappresentare meglio l’attività prevalente. Analogamente, un’impresa che lavora principalmente su reti e impianti di distribuzione del gas deve considerare il 43.22.06.
Un’impresa che installa impianti di irrigazione per giardini non dovrebbe usare 43.22.05 soltanto perché il lavoro comprende tubazioni: ATECO 2025 prevede il codice specifico 43.22.04. Lo stesso principio vale per geotermia, piscine e sistemi di spegnimento incendi.
Controllare la visura dopo la riclassificazione ATECO 2025
Le imprese già esistenti dovrebbero controllare la propria visura camerale dopo la riclassificazione. La corrispondenza tra vecchio e nuovo ATECO non va letta come una semplice sostituzione numerica: ISTAT ha pubblicato tavole di raccordo e una tabella operativa proprio perché alcune attività della vecchia classificazione sono state redistribuite tra più codici.
Se il codice riportato non descrive più in modo adeguato l’attività reale, va valutata la procedura di variazione. È particolarmente importante per chi proveniva dal vecchio 43.22.01, perché in ATECO 2025 quel numero ha assunto il significato specifico di installazione di impianti geotermici.
ATECO e D.M. 37/2008 sono due verifiche diverse
Il codice ATECO descrive l’attività economica, ma non attribuisce da solo l’abilitazione tecnica. Le attività di installazione impianti soggette al D.M. 37/2008 richiedono il rispetto dei requisiti tecnico-professionali e la presenza di un responsabile tecnico quando necessario.
La Camera di Commercio ricorda che l’attività può essere avviata con la SCIA prevista e che il responsabile tecnico deve possedere uno dei requisiti professionali stabiliti dalla normativa. ATECO corretto e abilitazione tecnica devono quindi essere coerenti, ma non sono la stessa cosa.
Coefficiente di redditività nel forfettario
Per il tipico inquadramento dell’attività di installazione impianti nel regime forfettario il coefficiente di redditività di riferimento è pari all’86%. Questo dato serve a determinare il reddito fiscale, ma non deve guidare la scelta del codice ATECO.
Se vuoi approfondire requisiti, soglie, INPS e convenienza, la trattazione completa è nella guida sul regime forfettario per idraulici. Gli esempi di imposte e contributi sono invece nella pagina sul calcolo tasse per idraulici.
ATECO, INPS e Camera di Commercio
Il codice ATECO è uno degli elementi usati per descrivere l’attività dell’impresa, ma l’inquadramento complessivo comprende anche Registro Imprese, Albo Artigiani, Gestione Artigiani INPS ed eventuale posizione INAIL. Le informazioni devono essere coerenti tra loro.
La scelta del codice non determina da sola la contribuzione, ma un inquadramento errato può generare incongruenze tra attività dichiarata, posizione camerale e gestione previdenziale. Per la gestione continuativa puoi consultare la guida sul commercialista per idraulici.
Errori da evitare
- usare automaticamente il vecchio 43.22.01 dopo il passaggio ad ATECO 2025;
- scegliere 43.22.05 anche quando l’attività prevalente è gas o climatizzazione;
- scegliere il codice in base al coefficiente fiscale anziché ai lavori realmente svolti;
- non indicare attività secondarie esercitate stabilmente;
- confondere il codice ATECO con l’abilitazione prevista dal D.M. 37/2008;
- non aggiornare la posizione quando cambia in modo stabile l’attività dell’impresa.
Domande frequenti sul codice ATECO dell’idraulico
Qual è il codice ATECO 2025 di un idraulico?
Per la tipica installazione, riparazione e manutenzione di impianti idraulico-sanitari il riferimento è 43.22.05. Va però verificato se l’impresa svolge prevalentemente attività più specifiche appartenenti ad altri codici 43.22.
43.22.01 è ancora il codice dell’idraulico?
Non nel significato che aveva nella precedente classificazione. In ATECO 2025 il codice 43.22.01 identifica l’installazione di impianti geotermici. Le imprese provenienti dal vecchio 43.22.01 devono verificare il raccordo con la nuova attività effettiva.
Se installo anche impianti a gas quale codice uso?
L’installazione di impianti per la distribuzione del gas è classificata nel 43.22.06. Se svolgi sia idraulica ordinaria sia gas in modo abituale, va verificata l’attività prevalente e l’eventuale inserimento di un codice secondario.
Climatizzazione e caldaie rientrano nel 43.22.05?
ATECO 2025 dedica il 43.22.07 all’installazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria. Se questa è una parte stabile o prevalente dell’attività, va considerato il codice specifico.
Il codice ATECO basta per lavorare come idraulico?
No. Il codice classifica l’attività economica. Per le attività impiantistiche regolamentate restano da verificare requisiti tecnico-professionali, responsabile tecnico e adempimenti previsti dal D.M. 37/2008.
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Caterina
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