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Calcolo tasse Interior Designer 2026: forfettario e INPS

Guide Fiscali·Aggiornato il 3 Settembre 2026

Il calcolo delle tasse dell’Interior Designer in regime forfettario nel 2026 parte dall’attività corretta. Per la progettazione professionale di interni con ATECO 74.13.00, il coefficiente di redditività di riferimento è 78%. Solo dopo avere determinato il reddito forfettario si calcolano i contributi previdenziali effettivamente applicabili e l’imposta sostitutiva.

Il 15% non si applica direttamente al fatturato. E soprattutto gli esempi di questa pagina non possono essere usati alla cieca se l’attività comprende vendita di mobili, provvigioni, lavori materiali o prestazioni professionali con un diverso inquadramento.

Argomenti del post

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  • Dati di partenza per il calcolo 2026
  • Formula del regime forfettario
  • Esempio con 30.000 euro di compensi
  • Scenario Gestione Separata al 26,07%
  • Scenario Gestione Separata al 24%
  • Esempio con 50.000 euro di compensi
  • Il 5% non è automatico
  • Se vendi mobili il calcolo può cambiare
  • Provvigioni e commissioni da showroom
  • Interior Designer architetto: previdenza da verificare
  • Software e costi reali
  • Licenze e fornitori esteri
  • Saldo, acconti e liquidità
  • Cosa serve per una simulazione attendibile
  • Guide collegate
  • Domande frequenti
  • Quanto paga un Interior Designer su 30.000 euro?
  • La Gestione Separata è sempre al 26,07%?
  • Le spese per software si deducono?
  • Se vendo mobili uso sempre il 78%?
  • In sintesi

Dati di partenza per il calcolo 2026

DatoRiferimento
ATECO progettazione di interni74.13.00
Coefficiente di redditività78%
Gestione Separata senza altra copertura, se applicabile26,07%
Gestione Separata con altra copertura/pensione, nei casi previsti24%
Imposta sostitutiva ordinaria15%
Imposta per nuova attività, se spettante5%

Prima di utilizzare questi numeri verifica il codice ATECO dell’Interior Designer. Se il modello di attività comprende commercio di arredi o altre attività, il coefficiente e la previdenza possono cambiare.

Formula del regime forfettario

  • compensi × coefficiente di redditività = reddito forfettario iniziale;
  • reddito forfettario − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base dell’imposta sostitutiva;
  • base imponibile × 15% oppure 5%, se spettante = imposta sostitutiva.

Nel forfettario i normali costi professionali non vengono sottratti uno per uno. CAD, software 3D, rendering, plugin, computer, monitor, formazione, coworking e campionari sono rappresentati convenzionalmente dal coefficiente.

Esempio con 30.000 euro di compensi

Se i 30.000 euro sono compensi per progettazione di interni correttamente classificata nel 74.13.00, il reddito forfettario iniziale è:

30.000 × 78% = 23.400 euro.

Questo è il punto di partenza e non l’imposta. Bisogna prima verificare la previdenza e poi determinare la base dell’imposta sostitutiva.

Scenario Gestione Separata al 26,07%

Se l’Interior Designer è un libero professionista correttamente iscritto alla Gestione Separata, senza altra copertura previdenziale obbligatoria, la circolare INPS n. 8/2026 indica l’aliquota complessiva del 26,07%.

Su 23.400 euro i contributi teorici sono circa 6.100,38 euro. In una simulazione semplificata, dopo la loro deduzione la base residua è circa 17.299,62 euro. L’imposta sostitutiva è quindi circa 2.594,94 euro al 15% oppure 864,98 euro al 5%, quando l’aliquota agevolata spetta davvero.

Nello scenario al 15%, contributi teorici e imposta ammontano complessivamente a circa 8.695,32 euro; nello scenario al 5% a circa 6.965,36 euro. Questi valori servono a capire il metodo, non sostituiscono il calcolo della dichiarazione e non comprendono l’effetto di acconti, crediti o altre posizioni personali.

Scenario Gestione Separata al 24%

Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria, nei casi previsti, il riferimento è il 24%. Su 23.400 euro i contributi teorici sono 5.616 euro e la base residua è circa 17.784 euro.

L’imposta sarebbe quindi circa 2.667,60 euro al 15% oppure 889,20 euro al 5%, sempre subordinatamente ai requisiti effettivi e al fatto che la Gestione Separata sia la gestione corretta.

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Esempio con 50.000 euro di compensi

Con 50.000 euro di compensi per progettazione di interni, il reddito forfettario iniziale è:

50.000 × 78% = 39.000 euro.

Se, soltanto per mostrare il metodo, si applica la Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 10.167,30 euro. La base residua è circa 28.832,70 euro; l’imposta è circa 4.324,91 euro al 15% oppure 1.441,64 euro al 5%, quando spettante.

Il 5% non è automatico

L’imposta sostitutiva ordinaria è del 15%. Il 5% è applicabile nel periodo agevolato iniziale solo quando ricorrono tutte le condizioni previste dalla disciplina del regime forfettario. Aprire una nuova Partita IVA o iniziare una nuova professione non è sufficiente da solo.

Se vendi mobili il calcolo può cambiare

Gli esempi precedenti presuppongono compensi professionali da progettazione di interni. Se l’Interior Designer compra e rivende mobili, complementi o materiali, la componente commerciale non deve essere inserita automaticamente nello stesso calcolo con coefficiente del 78%.

È necessario identificare l’attività commerciale realmente esercitata, il relativo coefficiente, gli eventuali adempimenti camerali e la previdenza. Se convivono più attività, il calcolo va ricostruito correttamente invece di applicare un’unica percentuale a tutto il fatturato.

Provvigioni e commissioni da showroom

Un compenso riconosciuto da uno showroom o da un fornitore può remunerare segnalazione, intermediazione o altra attività distinta dalla progettazione. Prima di inserirlo nel calcolo professionale bisogna capire il rapporto contrattuale e l’attività economica a cui il compenso appartiene.

Interior Designer architetto: previdenza da verificare

Gli esempi di Gestione Separata non vanno utilizzati automaticamente da chi esercita anche come architetto o altro professionista soggetto a una Cassa autonoma. ATECO, attività professionale e previdenza sono verifiche separate e la gestione corretta dipende dalla posizione concreta.

Software e costi reali

Il coefficiente del 78% riconosce convenzionalmente una quota di costi del 22%. Nella pratica un Interior Designer può sostenere spese elevate per software CAD, rendering, modellazione 3D, plugin, librerie, hardware, campionari, formazione, coworking e trasferte. Nel forfettario queste spese ordinarie non vengono dedotte analiticamente.

Se i costi effettivi sono molto elevati, può essere utile confrontare il risultato con il regime ordinario invece di considerare il forfettario sempre più conveniente.

Licenze e fornitori esteri

Molti software e servizi cloud sono acquistati da fornitori UE o extra-UE. Il regime forfettario non elimina gli adempimenti IVA collegati agli acquisti di servizi dall’estero. Questi aspetti non cambiano il coefficiente del 78%, ma devono essere gestiti correttamente e possono incidere sui flussi di cassa.

Saldo, acconti e liquidità

Il carico economico annuo non coincide sempre con quanto viene versato in una sola scadenza. Saldo e acconti possono concentrare i pagamenti; per questo è prudente accantonare progressivamente una parte degli incassi destinata a contributi e imposta.

Cosa serve per una simulazione attendibile

  • servizi realmente svolti e ATECO corretto;
  • compensi professionali dell’anno;
  • eventuali ricavi da vendita di mobili o beni;
  • eventuali provvigioni o commissioni;
  • coefficiente di redditività applicabile a ciascuna attività;
  • gestione previdenziale effettiva;
  • contributi obbligatori deducibili;
  • diritto o meno all’imposta del 5%;
  • altri redditi e lavoro dipendente;
  • acconti, crediti e versamenti già effettuati.

Guide collegate

Prima di usare gli esempi verifica il codice ATECO Interior Designer e il regime forfettario. Per l’avvio consulta come aprire la Partita IVA; per attività miste e vendita di arredi è disponibile il commercialista per Interior Designer. Puoi inoltre confrontare i dati con il calcolatore generale del regime forfettario.

Domande frequenti

Quanto paga un Interior Designer su 30.000 euro?

Con coefficiente 78% il reddito forfettario iniziale è 23.400 euro. Contributi e imposta dipendono poi dalla previdenza effettiva e dall’aliquota sostitutiva spettante.

La Gestione Separata è sempre al 26,07%?

No. Il 26,07% riguarda i professionisti senza altra copertura obbligatoria nei casi previsti. Prima bisogna verificare che la Gestione Separata sia effettivamente la gestione corretta.

Le spese per software si deducono?

Nel forfettario i normali costi professionali non vengono dedotti analiticamente. Sono rappresentati convenzionalmente dal coefficiente di redditività.

Se vendo mobili uso sempre il 78%?

No. La vendita di beni è distinta dalla progettazione di interni e deve essere classificata e calcolata secondo le regole dell’attività effettivamente esercitata.

In sintesi

Il calcolo delle tasse dell’Interior Designer nel 2026 richiede ATECO corretto, coefficiente, previdenza e aliquota sostitutiva. Gli esempi con 78% e Gestione Separata valgono per la progettazione professionale di interni nel relativo inquadramento; vendita di mobili, provvigioni e altre attività devono essere trattate separatamente prima di stimare il netto.

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