Il calcolo delle tasse di un frigorista in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività dell’86% quando l’attività principale è installazione e manutenzione di climatizzazione e pompe di calore con ATECO 43.22.07. Gli esempi assumono un’impresa artigiana iscritta alla Gestione Artigiani INPS per l’intero anno e senza agevolazioni contributive. Se l’attività prevalente è refrigerazione industriale o viene applicata la riduzione INPS del 35%, il calcolo cambia.
Dati utilizzati nelle simulazioni
- ATECO: 43.22.07;
- coefficiente di redditività: 86%;
- INPS Artigiani: 24% fino alla prima fascia;
- reddito minimale 2026: 18.808 euro;
- contributo minimo annuo: 4.521,36 euro;
- imposta sostitutiva: 15% o 5% quando spettante.
Formula di base
La sequenza è: ricavi incassati × 86% = reddito lordo forfettario. Su questo reddito si calcolano i contributi Artigiani secondo minimale e aliquote. I contributi obbligatori effettivamente versati e deducibili riducono poi la base dell’imposta sostitutiva.
INPS Artigiani 2026
La Circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani aliquota del 24%, minimale reddituale di 18.808 euro e contributo minimo annuo di 4.521,36 euro. Oltre la prima fascia pensionabile di 56.224 euro l’aliquota aumenta di un punto sulla quota eccedente.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Il reddito lordo all’86% è 17.200 euro, quindi sotto il minimale INPS. Nell’ipotesi artigiana ordinaria si considera il contributo minimo di 4.521,36 euro. La base residua indicativa è 12.678,64 euro e l’imposta è circa 1.901,80 euro al 15% oppure 633,93 euro al 5%.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Con 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario è 25.800 euro. I contributi teorici ordinari sono circa 6.199,44 euro. La base residua è 19.600,56 euro e l’imposta indicativa è circa 2.940,08 euro al 15% oppure 980,03 euro al 5%.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Il reddito lordo all’86% è 43.000 euro. I contributi teorici sono circa 10.327,44 euro. La base residua indicativa è 32.672,56 euro e l’imposta è circa 4.900,88 euro al 15% oppure 1.633,63 euro al 5%.
Esempio con 80.000 euro di ricavi
Con 80.000 euro di ricavi il reddito forfettario è 68.800 euro. Considerando l’incremento di un punto sulla quota oltre 56.224 euro, i contributi teorici sono circa 16.645,20 euro. La base residua è 52.154,80 euro e l’imposta indicativa è circa 7.823,22 euro al 15% oppure 2.607,74 euro al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Con 85.000 euro di ricavi il reddito lordo è 73.100 euro. I contributi teorici ordinari sono circa 17.720,20 euro. La base residua indicativa è 55.379,80 euro, con imposta di circa 8.306,97 euro al 15% oppure 2.768,99 euro al 5%.
Le simulazioni non sono gli F24 effettivi
I contributi teorici calcolati sul reddito dell’anno non coincidono automaticamente con quelli deducibili nello stesso periodo. Saldi, acconti, periodi di iscrizione inferiori all’anno e contributi effettivamente versati incidono sul calcolo dichiarativo. Gli esempi servono quindi a stimare il carico economico, non a sostituire gli F24 personali.
Riduzione INPS del 35%
Il frigorista artigiano in regime forfettario può richiedere, se ne ricorrono i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. In questo caso tutte le simulazioni sopra devono essere ricalcolate. La scelta incide anche sull’accredito previdenziale e va valutata prima della domanda.
Il problema del coefficiente 86% quando si acquistano materiali
Con 50.000 euro di ricavi, il forfettario riconosce costi presunti pari soltanto al 14%, cioè 7.000 euro. Un frigorista che fornisce climatizzatori, ricambi, tubazioni, gas e componenti può sostenere costi reali molto superiori. In questo caso il confronto con un regime analitico diventa particolarmente importante.
Apparecchiature acquistate e riaddebitate al cliente
Se il frigorista acquista un climatizzatore per 2.000 euro e lo include in una fattura complessiva di installazione, l’incasso concorre ai ricavi mentre il costo dell’apparecchio non viene dedotto analiticamente nel forfettario. Per interventi con molta fornitura di materiale è quindi essenziale conoscere il margine reale prima di fissare il prezzo.
Manutenzione programmata e contratti annuali
I contratti di manutenzione possono rendere più regolari gli incassi e ridurre il peso della fornitura di apparecchiature rispetto ai lavori di nuova installazione. È utile separare ricavi ricorrenti di manutenzione, interventi straordinari e vendita di materiali per capire il vero margine dell’attività.
Accantonamento per imposte, contributi e acquisti
Un’attività stagionale può concentrare molti incassi nei mesi caldi e molti acquisti prima o durante la stagione. È utile separare periodicamente una quota di liquidità destinata a imposta sostitutiva e INPS e una quota per ricambi e apparecchiature già ordinate. In questo modo il saldo fiscale e i contributi non vengono finanziati con denaro che serve a completare lavori già venduti.
Più codici ATECO e coefficienti differenti
Se il frigorista svolge anche refrigerazione industriale, commercio o altre attività con un diverso gruppo di redditività, non bisogna applicare automaticamente l’86% a tutti i ricavi. Gli incassi vanno attribuiti al codice corretto e il reddito forfettario determinato per ciascuna attività secondo il relativo coefficiente.
Prima del calcolo verifica il codice
Questi esempi presuppongono ATECO 43.22.07 e Gestione Artigiani. Consulta il codice ATECO frigorista se lavori soprattutto su refrigerazione industriale, impianti idraulici o vendita di apparecchiature.
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