Il regime forfettario per frigorista nel 2026 va impostato partendo dall’attività concreta. Per installazione, riparazione e manutenzione di impianti di riscaldamento, climatizzazione e condizionamento dell’aria negli edifici, ATECO 2025 individua il 43.22.07 – Installazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria. Il codice rientra nel gruppo costruzioni, con coefficiente di redditività del 86%. Quando si opera su apparecchiature contenenti gas fluorurati, entrano inoltre in gioco gli obblighi F-Gas e i requisiti tecnico-professionali previsti per gli impianti.
ATECO 43.22.07 per climatizzazione e pompe di calore
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono nel 43.22.07 installazione, riparazione e manutenzione di sistemi di riscaldamento, pompe di calore, caldaie, torri di raffreddamento, impianti e condotti di ventilazione e condizionamento dell’aria. È quindi il riferimento principale per il frigorista che lavora su climatizzatori, pompe di calore e impianti HVAC negli edifici.
Refrigerazione industriale: quando cambia il codice
Il lavoro del frigorista può comprendere anche celle, banchi refrigerati e impianti industriali. ATECO 2025 distingue però la riparazione e manutenzione di impianti di refrigerazione industriale nel codice 33.12.40 e l’installazione di macchine e apparecchiature industriali, comprese apparecchiature per refrigerazione e congelamento non domestiche, nel 33.20.09. Se questa componente è prevalente o autonoma, il 43.22.07 non deve assorbire tutto per comodità.
F-Gas: certificazione della persona e dell’impresa
Per molte attività su apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento e pompe di calore contenenti gas fluorurati, l’iscrizione al Registro nazionale F-Gas e le certificazioni previste sono condizioni operative essenziali. Il Registro distingue gli obblighi delle persone fisiche da quelli delle imprese. Aprire la Partita IVA non sostituisce il patentino personale né, quando dovuta, la certificazione dell’impresa.
DM 37/2008 e responsabile tecnico
Gli impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione al servizio degli edifici rientrano nella lettera c) del DM 37/2008. L’impresa installatrice deve possedere i requisiti tecnico-professionali previsti e operare con un responsabile tecnico idoneo. Il corretto inquadramento camerale deve quindi essere definito insieme all’ATECO.
Coefficiente di redditività dell’86%
Il 43.22.07 appartiene alle attività di costruzione e utilizza un coefficiente di redditività del 86%. Con 40.000 euro di ricavi il reddito lordo forfettario è 34.400 euro. Solo il 14% dei ricavi è riconosciuto come costo forfettario: per un frigorista che acquista componenti, gas, ricambi, strumenti e mezzi di lavoro questo dato va confrontato con i costi effettivi.
Perché il forfettario può essere meno conveniente con molti materiali
Compressori, tubazioni, raccordi, valvole, ricambi, strumenti di misura, pompe del vuoto, bombole, DPI, recuperatori, materiali di consumo e veicoli possono generare costi elevati. Nel forfettario non vengono dedotti analiticamente. Se una parte consistente del fatturato deriva dal riaddebito di materiali e apparecchiature, il margine reale può essere molto più basso dell’86% presunto.
INPS Artigiani 2026
Quando il frigorista opera come impresa artigiana, il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani INPS. La Circolare INPS n. 14/2026 prevede aliquota del 24%, reddito minimale di 18.808 euro e contributo minimo annuo di 4.521,36 euro per titolari e coadiuvanti.
Riduzione contributiva del 35%
L’artigiano in regime forfettario può chiedere, se possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato che riduce del 35% i contributi dovuti. La scelta è facoltativa e deve essere presentata secondo le modalità INPS. Prima di aderire conviene considerare anche gli effetti sull’accredito contributivo.
Installazione, manutenzione e sola assistenza
Il frigorista può lavorare su nuovi impianti, manutenzione programmata, ricerca perdite, recupero refrigerante, riparazioni e assistenza. Contratto e fattura dovrebbero descrivere con precisione l’attività svolta. La semplice vendita di climatizzatori o ricambi senza installazione è invece commercio e può richiedere un codice distinto.
Banca Dati F-Gas e comunicazioni degli interventi
Le attività soggette devono essere comunicate alla Banca Dati F-Gas secondo le regole applicabili. La banca dati raccoglie le informazioni su vendite di gas e apparecchiature e sugli interventi di installazione, manutenzione, riparazione e smantellamento. L’organizzazione amministrativa dell’impresa deve quindi includere anche la corretta registrazione degli interventi, non soltanto fatture e corrispettivi.
Clienti privati, condomini e imprese
Il frigorista può lavorare per abitazioni, condomini, negozi, uffici, ristoranti e imprese. Preventivo e documentazione cambiano in base al tipo di impianto, alla potenza, alla presenza di F-Gas e alla destinazione d’uso. Se l’intervento riguarda impianti industriali, è particolarmente importante verificare che il codice ATECO utilizzato corrisponda al servizio prevalente.
Esempio con 40.000 euro di ricavi
Con 40.000 euro di ricavi e coefficiente 86%, il reddito lordo forfettario è 34.400 euro. Nell’ipotesi di iscrizione alla Gestione Artigiani per tutto l’anno, i contributi teorici ordinari sono circa 8.263,44 euro. I contributi obbligatori effettivamente deducibili riducono poi la base su cui applicare l’imposta sostitutiva del 15% o, quando spettante, del 5%.
Attività da distinguere
- climatizzazione, pompe di calore e HVAC negli edifici: 43.22.07;
- riparazione e manutenzione refrigerazione industriale: 33.12.40;
- installazione di apparecchiature industriali di refrigerazione: verificare 33.20.09;
- vendita di climatizzatori senza installazione: verificare il codice commercio;
- impianti idraulici generali: verificare 43.22.05.
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