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Calcolo tasse fumettista forfettario 2026: 67%, INPS ed esempi

Aggiornato il 6 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Calcolo tasse fumettista forfettario 2026: 67%, INPS ed esempi

Il calcolo delle tasse di un fumettista in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività del 67% previsto per il codice ATECO 90.12.00. Le simulazioni di questa pagina assumono un fumettista che esercita l’attività artistica come libero professionista ed è iscritto alla Gestione Separata INPS al 26,07%. Vendita commerciale di prodotti, attività di illustratore con codice 74.12.09 e compensi qualificati come diritti d’autore richiedono verifiche distinte.

Argomenti del post

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  • Dati utilizzati negli esempi
  • Formula del calcolo
  • Esempio con 20.000 euro di compensi
  • Esempio con 30.000 euro di compensi
  • Esempio con 40.000 euro di compensi
  • Esempio con 50.000 euro di compensi
  • Quanto resta prima dei costi reali
  • Esempio con 80.000 euro di compensi
  • Esempio con 85.000 euro di compensi
  • Gli esempi sono simulazioni e non gli F24 effettivi
  • Gestione Separata 26,07% o 24%
  • Costi reali e coefficiente del 67%
  • Illustratore 74.12.09: perché il calcolo può cambiare
  • Diritti d’autore: non sommarli meccanicamente agli esempi professionali
  • Vendita di albi, stampe e merchandising
  • Accantonare tasse e contributi
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Dati utilizzati negli esempi

  • ATECO: 90.12.00;
  • coefficiente di redditività: 67%;
  • Gestione Separata: 26,07% nell’ipotesi del professionista senza altra previdenza obbligatoria;
  • imposta sostitutiva: 15% oppure 5% quando spettante;
  • ipotesi: compensi professionali ordinari, senza altra gestione previdenziale.

Formula del calcolo

Il procedimento è: compensi incassati × 67% = reddito lordo forfettario. Su questo reddito si stimano i contributi della Gestione Separata. I contributi previdenziali obbligatori effettivamente deducibili nel periodo riducono poi la base su cui si applica l’imposta sostitutiva del 15% o, quando ricorrono i requisiti, del 5%.

Esempio con 20.000 euro di compensi

Il reddito lordo forfettario è 13.400 euro. Applicando il 26,07%, i contributi teorici sono circa 3.493,38 euro. Se deducibili nell’anno, la base residua è 9.906,62 euro: l’imposta è circa 1.485,99 euro al 15% oppure 495,33 euro al 5%.

Esempio con 30.000 euro di compensi

Con 30.000 euro di compensi il reddito lordo è 20.100 euro. La Gestione Separata teorica è circa 5.240,07 euro. La base residua è 14.859,93 euro e l’imposta indicativa è 2.228,99 euro al 15% oppure 743 euro al 5%.

Esempio con 40.000 euro di compensi

Il reddito forfettario è 26.800 euro. I contributi teorici al 26,07% sono circa 6.986,76 euro. Restano 19.813,24 euro prima dell’imposta: circa 2.971,99 euro al 15% oppure 990,66 euro al 5%.

Esempio con 50.000 euro di compensi

Con 50.000 euro di compensi il reddito lordo è 33.500 euro. La contribuzione teorica è 8.733,45 euro. Dopo la deduzione restano 24.766,55 euro: l’imposta è circa 3.714,98 euro al 15% oppure 1.238,33 euro al 5%.

Quanto resta prima dei costi reali

Nell’esempio da 50.000 euro, contributi teorici e imposta al 15% ammontano a circa 12.448,43 euro. Restano circa 37.551,57 euro prima di pagare tablet, software, materiali, studio, fiere, viaggi e altre spese effettive. Questo valore non è il netto personale: serve a capire perché una tariffa sostenibile deve coprire anche costi non deducibili analiticamente e periodi senza incarichi.

Esempio con 80.000 euro di compensi

Il reddito forfettario è 53.600 euro. I contributi teorici sono circa 13.973,52 euro. La base residua è 39.626,48 euro e l’imposta indicativa è 5.943,97 euro al 15% oppure 1.981,32 euro al 5%.

Esempio con 85.000 euro di compensi

Con 85.000 euro di compensi il reddito lordo è 56.950 euro. I contributi teorici al 26,07% sono circa 14.846,87 euro. La base residua è 42.103,14 euro: imposta di circa 6.315,47 euro al 15% oppure 2.105,16 euro al 5%.

Gli esempi sono simulazioni e non gli F24 effettivi

I contributi teorici calcolati sul reddito dell’anno non coincidono necessariamente con quelli effettivamente versati e deducibili nello stesso periodo. Saldi, acconti e contributi già pagati incidono sul risultato. Le simulazioni servono per capire il metodo e pianificare la liquidità, non per sostituire il calcolo dichiarativo individuale.

Gestione Separata 26,07% o 24%

La circolare INPS n. 8/2026 prevede il 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria e il 24% per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria. In presenza del 24% gli esempi devono essere ricalcolati.

Costi reali e coefficiente del 67%

Il forfettario presume costi pari al 33% dei compensi. Con 50.000 euro di incassi la quota presunta è 16.500 euro. Un fumettista digitale con pochi costi può trovarsi bene; chi paga studio, materiali, fiere, stampa, software e collaboratori può superare la quota presunta. Il confronto va fatto sui costi annuali reali.

Illustratore 74.12.09: perché il calcolo può cambiare

Se l’attività prevalente è illustrazione grafica e comunicazione visiva per imprese, il codice 74.12.09 ha normalmente coefficiente del 78%. In quel caso non si possono riutilizzare le simulazioni al 67%. Prima del calcolo va quindi verificato se il professionista è davvero fumettista artista visivo oppure svolge soprattutto illustrazione commerciale.

Diritti d’autore: non sommarli meccanicamente agli esempi professionali

L’INPS distingue il compenso per l’utilizzazione economica dell’opera dalla normale prestazione e include i creatori di fumetti tra le categorie artistiche interessate. Se il contratto prevede una vera cessione o licenza di diritti, il trattamento fiscale e previdenziale va analizzato separatamente: non è corretto inserire automaticamente ogni royalty nel calcolo standard del 90.12.00.

Vendita di albi, stampe e merchandising

Se il fumettista vende stabilmente prodotti, una parte dei ricavi può derivare da attività commerciale. In quel caso previdenza e calcolo possono cambiare e potrebbe essere necessario distinguere i ricavi dell’attività artistica da quelli della vendita. Prima di usare gli esempi bisogna verificare il modello reale di business.

Accantonare tasse e contributi

Gli editori possono pagare a distanza di mesi e i compensi possono essere irregolari. È utile separare una quota degli incassi destinata a INPS, imposta, saldo e acconti. La riserva va aggiornata quando cambiano reddito, aliquota fiscale, previdenza o mix tra prestazioni, diritti e vendite.

Guide collegate

Approfondisci il regime forfettario fumettista, l’apertura della Partita IVA, il codice ATECO e la pagina sul commercialista per fumettisti.

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