Il calcolo delle tasse di uno scenografo in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività del 67%, ma i contributi previdenziali richiedono una verifica separata. Gli scenografi rientrano tra le categorie assicurate al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS), quindi non è corretto applicare automaticamente la Gestione Separata al reddito forfettario.
Primo passaggio: reddito forfettario al 67%
Con ATECO 90.39.09, il coefficiente di riferimento è il 67%. Su 30.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è 20.100 euro; su 50.000 euro è 33.500 euro; su 80.000 euro è 53.600 euro.
Il 33% restante rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. Software di progettazione, rendering, attrezzature, materiali per modellini, trasferte, assistenti e noleggi non vengono dedotti uno per uno.
Perché il coefficiente è ancora collegato alla vecchia tabella
ATECO 2025 ha riorganizzato le attività dello spettacolo, ma i coefficienti del forfettario continuano a essere applicati attraverso il raccordo con l’Allegato 4 della legge 190/2014 fino all’introduzione di una tabella nuova costruita direttamente sui codici 2025. Per lo scenografo il riferimento resta il 67% collegato alla precedente attività di supporto alle rappresentazioni artistiche.
Secondo passaggio: contributi FPLS
La disciplina INPS/ENPALS include espressamente gli scenografi tra i lavoratori dello spettacolo. Gli obblighi contributivi dipendono dalla prestazione, dal committente e dalle giornate assicurate. Nel rapporto autonomo di spettacolo il versamento viene normalmente gestito dal committente secondo le regole del Fondo, con quota a carico del lavoratore.
Non applicare il 26,07% al reddito forfettario
Uno degli errori più frequenti consiste nel prendere il reddito forfettario, ad esempio 20.100 euro su 30.000 euro di compensi, e applicare il 26,07% della Gestione Separata. Per una prestazione scenografica soggetta al FPLS questo calcolo è sbagliato: il coefficiente del 67% appartiene al reddito fiscale, mentre il Fondo dello spettacolo segue proprie regole previdenziali.
Contributi obbligatori deducibili
I contributi previdenziali obbligatori effettivamente sostenuti dal contribuente possono ridurre la base dell’imposta sostitutiva secondo le regole fiscali applicabili. Per uno scenografo è quindi importante conservare certificazioni e documentazione relativa alla quota contributiva realmente rimasta a proprio carico.
Terzo passaggio: imposta sostitutiva 15%
Dopo aver determinato il reddito forfettario e dedotto i contributi obbligatori deducibili, si applica normalmente l’imposta sostitutiva del 15%. L’imposta sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP nei limiti e secondo le condizioni del regime forfettario.
Quando può spettare il 5%
L’aliquota del 5% può spettare nell’anno di avvio e nei quattro successivi se sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività. Non è automatica per chiunque apra la Partita IVA e va verificata soprattutto quando lo scenografo ha già lavorato nello stesso settore come autonomo, collaboratore o tramite altra struttura.
Esempio fiscale con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Se, a titolo esemplificativo, la quota di contributi obbligatori deducibili effettivamente sostenuta dal professionista nell’anno fosse pari a 2.000 euro, la base dell’imposta diventerebbe 18.100 euro. L’imposta teorica sarebbe 2.715 euro al 15% oppure 905 euro al 5%, se spettante. Questo esempio non ricalcola il FPLS sul reddito fiscale: la previdenza resta un calcolo distinto.
Compensi per progetto e giornate di produzione
Il contratto può prevedere un compenso unico per la progettazione oppure corrispettivi legati a giornate di preparazione, prove, allestimento e produzione. La struttura economica dell’incarico incide sulla documentazione previdenziale FPLS e va coordinata con ciò che viene fatturato.
Diritto d’autore e compenso professionale
Bozzetti, progetti scenografici e opere creative possono avere profili di diritto d’autore. Tuttavia non è corretto trasformare automaticamente tutto il compenso dello scenografo in reddito da diritto d’autore. Prestazione, cessione o licenza dei diritti e presenza sul set devono essere distinti nel contratto e trattati secondo la loro natura reale.
Costi reali e convenienza
Il forfettario presume costi pari al 33%. Per uno scenografo che svolge soprattutto progettazione può essere una percentuale favorevole. Se invece anticipa materiali, utilizza laboratori, paga assistenti, noleggia attrezzature o sostiene molte trasferte, le spese reali possono superare il 33% e ridurre la convenienza economica del regime.
Se svolgi anche scenotecnica o allestimenti
Se una stessa Partita IVA comprende anche attività tecniche o artigiane autonome, non è detto che tutti i ricavi abbiano lo stesso coefficiente o lo stesso trattamento previdenziale. Prima di fare una simulazione bisogna separare le linee di attività e verificare i relativi codici.
Soglie 85.000 e 100.000 euro
Il limite ordinario del forfettario è 85.000 euro di ricavi o compensi. Se la soglia viene superata senza oltrepassare 100.000 euro, il regime cessa dall’anno successivo; oltre 100.000 euro si applicano le regole di uscita immediata. Con più attività la soglia non si moltiplica.
Come stimare il netto correttamente
- applica il coefficiente 67% ai compensi dell’attività scenografica;
- ricostruisci separatamente la quota FPLS realmente a tuo carico;
- deduci soltanto i contributi obbligatori deducibili e documentati;
- applica imposta 15% o 5% se spettante;
- sottrai infine i costi reali dell’attività per ottenere il netto economico.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per scenografo, come aprire la Partita IVA, il codice ATECO e la pagina sul commercialista per scenografi.
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