Il calcolo delle tasse di un serramentista nel regime forfettario nel 2026 dipende prima di tutto dal tipo di attività. Per la sola posa di infissi con ATECO 43.32.02 il coefficiente di redditività è normalmente 86%. Se invece l’impresa fabbrica direttamente serramenti con codici manifatturieri, per molte attività il coefficiente è 67%. Questa differenza cambia in modo sostanziale il reddito fiscale.
Posa infissi: coefficiente 86%
Con 30.000 euro di ricavi da posa, il reddito forfettario lordo è 25.800 euro. Con 50.000 euro è 43.000 euro. Con 80.000 euro è 68.800 euro. Il regime presume quindi costi pari soltanto al 14% dei ricavi.
Fabbricazione: possibile coefficiente 67%
Per molte attività manifatturiere di produzione di infissi il coefficiente è 67%. Su 50.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo sarebbe quindi 33.500 euro anziché 43.000. Per questo non si può fare una simulazione attendibile prima di aver separato posa, produzione e vendita.
INPS Artigiani 2026
Il serramentista artigiano è normalmente soggetto alla Gestione INPS Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 fissa l’aliquota ordinaria al 24%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro per titolari e coadiuvanti, salvo agevolazioni o situazioni particolari.
I contributi minimi esistono anche con reddito basso
La Gestione Artigiani prevede contributi minimi annuali. Questo significa che nei primi anni, quando i ricavi sono bassi, l’incidenza previdenziale può essere elevata rispetto al reddito effettivo. La simulazione deve quindi considerare separatamente quota minima e contributi eventualmente dovuti sul reddito eccedente il minimale.
Riduzione contributiva per forfettari
Gli artigiani in regime forfettario che rispettano le condizioni possono richiedere il regime contributivo agevolato previsto dalla legge 190/2014. La riduzione va valutata considerando anche gli effetti sull’accredito previdenziale.
Contributi deducibili
I contributi previdenziali obbligatori versati possono essere dedotti dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. Non vanno quindi sommati semplicemente all’imposta: prima si determina il reddito al coefficiente, poi si deducono i contributi ammessi e infine si calcola l’imposta.
Esempio fiscale con 30.000 euro di ricavi da posa
Con 30.000 euro di ricavi e coefficiente 86%, il reddito lordo è 25.800 euro. Ipotizzando, solo per mostrare il meccanismo, 4.521,36 euro di contributi deducibili, la base dell’imposta sarebbe circa 21.278,64 euro. L’imposta teorica sarebbe circa 3.191,80 euro al 15% oppure 1.063,93 euro al 5%, se spettante. L’esempio è semplificato e non sostituisce il calcolo contributivo completo.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Con 50.000 euro di ricavi da posa, il reddito forfettario lordo è 43.000 euro. Oltre al contributo minimo possono essere dovuti contributi sulla quota di reddito eccedente il minimale. La base imponibile dell’imposta sostitutiva va quindi calcolata solo dopo avere determinato correttamente i contributi obbligatori deducibili.
Fornitura con posa: il problema del margine
Se il serramentista acquista una finestra a 700 euro e la fattura al cliente insieme alla posa per 1.000 euro, il forfettario non deduce i 700 euro di acquisto. Con coefficiente 86% considera imponibile una quota molto elevata del ricavo. Per chi incorpora beni costosi nella fattura, questo può rendere il regime meno conveniente di quanto sembri.
Acconti ricevuti dai clienti
Nel forfettario conta il criterio di cassa. Gli acconti incassati per ordinare infissi o materiali rilevano nell’anno in cui vengono percepiti. È quindi importante pianificare incassi e ordini soprattutto a cavallo dell’anno fiscale.
Dipendenti e collaboratori
Il forfettario pone specifiche condizioni anche sulle spese per lavoro. Inoltre, un serramentista con squadra, mezzi e costi elevati deve valutare se il modello economico resta compatibile con un regime che non deduce analiticamente salari, assicurazioni, carburante e attrezzature.
Imposta 5% o 15%
L’aliquota ordinaria è 15%. Il 5% può spettare per i primi cinque periodi d’imposta se sono rispettati i requisiti della nuova attività. Non basta aprire una nuova Partita IVA quando l’attività è la prosecuzione sostanziale di un lavoro già esercitato.
Soglie 85.000 e 100.000 euro
Il limite ordinario del regime è 85.000 euro. Il superamento senza oltrepassare 100.000 euro comporta l’uscita dall’anno successivo; oltre 100.000 euro si applicano le regole di fuoriuscita immediata.
Come stimare il netto reale
- separa ricavi di posa, produzione e vendita;
- applica il coefficiente corretto a ciascuna attività;
- calcola INPS Artigiani, minimale ed eventuale eccedenza;
- deduci i contributi obbligatori ammessi;
- applica imposta 15% o 5%;
- sottrai infine i costi reali di infissi, materiali, mezzi e cantiere per conoscere il netto economico.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per serramentista, come aprire la Partita IVA, il codice ATECO e la guida al commercialista per serramentisti.
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