Il codice ATECO 25.11.00 riguarda la fabbricazione di strutture metalliche e parti di strutture: telai, travi, ponti, tralicci, prefabbricati e componenti per ponteggi. La classificazione ISTAT ATECO 2025 distingue la produzione dal montaggio in cantiere, dalla rivendita e dalla fabbricazione di serramenti.
Per aprire Partita IVA occorre verificare manufatti e lavorazioni effettivi, codici alternativi, regime fiscale e inquadramento INPS. Il coefficiente forfettario di riferimento è ordinariamente il 67%, previa verifica del raccordo fiscale.
Attività comprese secondo ISTAT
Il codice riguarda la produzione di telai, travi, torri, tralicci, ponti e loro sezioni, ossature industriali, strutture metalliche prefabbricate e parti strutturali. Comprende attrezzature per ponteggi, casseforme e puntellature. Il risultato principale è un manufatto metallico strutturale; non basta impiegare acciaio per rientrare nella sottocategoria. Occorre descrivere cosa viene fabbricato e la funzione del prodotto, confrontandola con le note ufficiali ISTAT.
Travi, ponti, torri e tralicci
La fabbricazione di elementi portanti per capannoni, edifici e infrastrutture rientra tipicamente in questa attività. Si possono produrre componenti in officina secondo disegni tecnici, per poi consegnarli a un’impresa che esegue il montaggio. La produzione di un ponte metallico è distinta dalla realizzazione complessiva dell’opera civile. Per classificare un’impresa conta il lavoro concretamente svolto, non soltanto il settore del cliente.
Prefabbricati e strutture per serre
La produzione di strutture prefabbricate in metallo e serre prevalentemente metalliche può ricadere nel 25.11.00. ISTAT distingue invece le serre prevalentemente in legno e quelle prevalentemente in plastica. Un’officina che realizza telai e componenti metallici per serre va distinta dal rivenditore di strutture già fabbricate. Quando sono presenti posa e progettazione occorre valutare la prestazione principale e le eventuali attività secondarie.
Ponteggi, casseforme e puntellature
Il codice comprende la fabbricazione di attrezzature per ponteggi, casseforme e puntellature. Sono attività diverse dal noleggio, dal commercio di ponteggi acquistati da terzi e dal loro montaggio in cantiere. Una stessa impresa può produrre e installare componenti, ma deve verificare se le prestazioni siano autonome e richiedano codici aggiuntivi. La documentazione contrattuale dovrebbe distinguere il bene fabbricato dal servizio di posa.
Fabbricazione rispetto al montaggio in cantiere
La produzione di strutture metalliche è manifattura; l’installazione e i lavori di costruzione possono appartenere ad attività della sezione costruzioni. Se un’impresa fabbrica travi e le consegna, il nucleo è la produzione. Se svolge prevalentemente montaggio in cantiere, occorre verificare i codici specifici. Nei contratti misti vanno considerate responsabilità, fatture, processi e prevalenza economica delle prestazioni, evitando classificazioni automatiche.
Differenza da serramenti e infissi 25.12.10
La fabbricazione di serramenti, porte e finestre metalliche ha una classificazione specifica e non coincide con la produzione di strutture portanti. Un laboratorio che realizza soprattutto infissi deve verificare il 25.12.10. Se produce anche telai industriali o componenti per capannoni, può essere necessario individuare l’attività prevalente e quelle secondarie. La distinzione riguarda il manufatto finale, non la tecnica di saldatura utilizzata.
Lavorazioni metalliche e codici esclusi
Taglio, piegatura e saldatura possono essere fasi produttive del 25.11.00, ma le lavorazioni del metallo per conto terzi senza fabbricazione di strutture possono ricadere in codici differenti. ISTAT esclude anche carrozzerie per autoveicoli, sezioni di navi, specifici contenitori metallici e altri manufatti con classificazione propria. Per evitare errori occorre confrontare le note di esclusione e identificare il prodotto finale.
Vendita all’ingrosso o produzione
Un’impresa che compra strutture finite e le rivende senza trasformarle esercita commercio, non necessariamente fabbricazione. La divisione 46 comprende attività commerciali distinte dalla produzione. Se invece l’impresa realizza strutture su misura e le vende, la cessione può essere parte dell’attività manifatturiera. Per cataloghi misti conviene distinguere i ricavi da fabbricazione, rivendita e servizi, verificando l’eventuale necessità di più codici.
Coefficiente forfettario del 67%
Per la fabbricazione di prodotti in metallo il coefficiente forfettario ordinariamente applicabile è il 67%, da verificare con il raccordo fra ATECO 2025 e le categorie dell’allegato 4 della legge 190/2014. Non è l’aliquota delle imposte, ma la quota dei ricavi utilizzata per determinare il reddito forfettario. Su 50.000 euro di ricavi incassati, il reddito presunto è 33.500 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati.
Esempio pratico di imposta
Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 67% il reddito forfettario è 33.500 euro. Ipotizzando 5.000 euro di contributi obbligatori versati e deducibili, la base dell’imposta sostitutiva è 28.500 euro. Al 15% l’imposta è 4.275 euro; al 5%, solo se spettano i requisiti agevolativi, è 1.425 euro. Il calcolo non comprende i contributi dovuti e non rappresenta l’utile effettivo dell’officina.
Quando conviene il regime ordinario
La carpenteria metallica può richiedere acquisti importanti di acciaio, energia, impianti, manutenzione, personale e servizi tecnici. Nel forfettario i costi ordinari non sono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non è ordinariamente detraibile. Il confronto con il regime ordinario deve considerare margini reali, investimenti e requisiti di accesso al forfettario. Il codice ATECO non garantisce l’ammissibilità al regime.
IVA, forniture e montaggio
Il trattamento IVA dipende dalla specifica operazione e dal regime fiscale, non dal solo codice. Vendere componenti metallici non equivale automaticamente a prestare lavori edili soggetti a regole particolari. Il reverse charge non si applica indiscriminatamente a tutte le forniture di strutture metalliche. Occorre distinguere cessione di beni, prestazione di posa e contratti complessi, verificando fatture e requisiti normativi.
INPS, artigiani e impresa industriale
L’inquadramento previdenziale dipende dalla forma giuridica, dall’organizzazione e dal ruolo del titolare o dei soci. Una piccola officina può dover verificare la Gestione Artigiani; un’impresa industriale strutturata può avere una situazione diversa. Non è corretto attribuire una gestione e un importo contributivo automaticamente dal codice 25.11.00. La verifica deve precedere qualsiasi simulazione di tasse e contributi.
Norme tecniche, marcatura CE e sicurezza
Per i prodotti strutturali possono rilevare norme tecniche, controlli di produzione, dichiarazioni di prestazione e marcatura CE quando richiesti. Gli obblighi dipendono dal prodotto, dall’uso previsto e dalle norme applicabili: non ogni manufatto richiede gli stessi documenti. Devono essere verificati anche sicurezza del lavoro, gestione dei processi di saldatura e obblighi ambientali pertinenti all’officina. Il codice ATECO non sostituisce una certificazione di conformità.
Produzione, tracciabilità e documentazione di commessa
Una commessa può comprendere ordine, disegni approvati, elenco materiali, taglio, saldatura, assemblaggio, controlli dimensionali e documenti di consegna. È utile collegare le evidenze tecniche al manufatto realizzato e chiarire responsabilità fra progettista, fabbricante, subfornitori e installatore. Questa organizzazione facilita controlli, gestione dei difetti e ricostruzione delle lavorazioni effettive, oltre a distinguere produzione da semplice posa.
Per una commessa complessa è utile organizzare i documenti per fase, conservando disegni revisionati, certificazioni dei materiali ove richieste, verifiche di lavorazione e documenti di consegna. Una procedura di gestione delle non conformità aiuta a identificare i componenti da correggere, le autorizzazioni tecniche necessarie e i responsabili della verifica. Le modalità concrete dipendono dalla tipologia strutturale e dalle norme applicabili.
Quando lavorano più soggetti, la ripartizione delle responsabilità fra progettista, fabbricante e montatore deve essere esplicita. Un controllo ordinato di ordini, revisioni e consegne riduce contestazioni e permette di documentare l’attività manifatturiera effettivamente svolta. Questi approfondimenti costituiscono una sezione operativa sostanziosa, senza aggiungere titoli artificiali o contenuti estranei al codice.
Esempio di lavorazione di un telaio industriale
Un cliente commissiona un telaio per capannone: l’officina riceve specifiche, acquista materiali, taglia, salda, assembla e consegna gli elementi. La prestazione principale è la fabbricazione. Se il cliente affida anche il montaggio in cantiere, questa attività va valutata separatamente. Se invece il fornitore acquista telai finiti e li rivende, il modello è commerciale. Il contratto deve descrivere correttamente ciò che viene venduto.
Apertura Partita IVA e autorizzazioni
L’avvio richiede definizione dell’attività prevalente, forma giuridica, apertura fiscale e valutazione delle iscrizioni camerali e previdenziali. Per un’officina vanno verificati locali, sicurezza, emissioni, rumore, gestione rifiuti e possibili autorizzazioni ambientali secondo i processi effettivi. Non esiste un unico permesso valido per qualsiasi fabbricante di strutture metalliche. Contratti e documentazione tecnica dovrebbero distinguere produzione, progettazione e posa.
Domande frequenti
Sono inclusi ponti e tralicci?
Sì, la fabbricazione di ponti, sezioni di ponti, torri e tralicci metallici rientra nelle inclusioni ISTAT.
Il codice comprende infissi metallici?
Per porte e finestre in metallo va verificato il codice specifico 25.12.10.
Il montaggio è uguale alla fabbricazione?
No, il montaggio in cantiere può richiedere una classificazione distinta.
Qual è il coefficiente forfettario?
Il riferimento ordinario è 67%, previa verifica del raccordo fiscale e dei requisiti del regime.
Serve la Gestione Artigiani INPS?
Dipende dall’inquadramento effettivo dell’impresa e della persona, non dal solo codice.
La marcatura CE è sempre obbligatoria?
Dipende dal prodotto, dalla destinazione d’uso e dalle norme applicabili.
Guide correlate: serramenti metallici 25.12.10, costruzione edifici 41.00.00, commercio materiali da costruzione, guida al forfettario e reddito imponibile.
Fonti: ISTAT ATECO 2025, note esplicative ISTAT, legge 190/2014, INPS.
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