• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Regimeminimi.com

Il tuo consulente di fiducia online

  • Prezzi
  • Contattaci
  • Guide
  • Professioni
  • News

Codice ATECO caseificio: 10.51.20, attività e differenze

Aggiornato il 2 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO caseificio: 10.51.20, attività e differenze

Il codice ATECO 2025 di un caseificio manifatturiero autonomo è 10.51.20 – Produzione di derivati del latte. Il codice comprende la produzione di formaggi e cagliata, yogurt, burro, panna, siero di latte, caseina, kefir di latte, prodotti lattiero-caseari senza lattosio, fermenti lattici e altre lavorazioni derivate dal latte.

La scelta va però fatta sulla lavorazione effettivamente svolta. Un impianto che tratta solo latte liquido ricade nel 10.51.10; la produzione di gelati appartiene invece al 10.52.00. Inoltre, se la trasformazione del latte è realmente connessa a un’azienda agricola, il corretto inquadramento non può essere deciso guardando soltanto al 10.51.20.

Codice ATECO caseificio: 10.51.20

ATECO 2025 colloca l’attività nella classe 10.51 – Produzione di prodotti lattiero-caseari e, più precisamente, nella sottocategoria 10.51.20 – Produzione di derivati del latte. È il riferimento da verificare quando il cuore dell’impresa consiste nella trasformazione del latte in prodotti derivati.

La fonte ufficiale è la documentazione ATECO 2025 di ISTAT, che va preferita a elenchi non aggiornati o generatori di codici privi delle note esplicative ufficiali.

Quali attività comprende il 10.51.20

Le note esplicative ISTAT includono nel 10.51.20 un insieme ampio di lavorazioni lattiero-casearie. Tra le principali:

  • produzione di bevande a base di latte;
  • produzione di panna da latte;
  • produzione di latte in polvere o concentrato;
  • produzione di burro;
  • produzione di yogurt;
  • produzione di formaggio e cagliata;
  • affinatura e stagionatura del formaggio;
  • produzione di siero di latte;
  • produzione di caseina;
  • produzione di prodotti lattiero-caseari senza lattosio;
  • produzione di starter e fermenti lattici;
  • produzione di kefir di latte;
  • produzione di lattosio e sciroppo di lattosio.

Per un caseificio tradizionale che produce formaggi freschi o stagionati il 10.51.20 è quindi normalmente il codice centrale da cui partire.

Produzione di formaggio e stagionatura

Il codice comprende sia la produzione del formaggio sia la sua affinatura o stagionatura. Questo è importante per le imprese che acquistano forme giovani e svolgono una vera fase di affinamento oppure per i caseifici che producono e stagionano direttamente i propri formaggi.

La presenza di magazzini o celle di stagionatura non richiede automaticamente un codice diverso se queste fasi fanno parte del processo produttivo del derivato del latte.

Quando usare 10.51.10 invece di 10.51.20

Il 10.51.10 – Trattamento igienico del latte riguarda il latte liquido fresco, pastorizzato, sterilizzato, omogeneizzato e UHT destinato alla commercializzazione come latte. Non è quindi il codice principale di un caseificio che trasforma il latte in formaggi o yogurt.

Caseificio che tratta anche latte alimentare

Se la stessa impresa produce derivati ma commercializza anche latte trattato come linea autonoma e rilevante, va verificata la necessità di affiancare il 10.51.10 al 10.51.20. La scelta dipende dalla struttura reale delle attività e dalla loro autonomia economica.

Gelati: il codice è 10.52.00

La produzione industriale o artigianale di gelati e prodotti simili non rientra nel 10.51.20. ATECO 2025 la classifica nel 10.52.00 – Produzione di gelati. Anche un caseificio che utilizza il proprio latte per produrre gelati deve quindi verificare se questa attività richieda un secondo codice.

Va inoltre distinta la produzione di gelato dalla somministrazione o vendita tipica della gelateria, che appartiene alle attività di ristorazione.

Caseificio agricolo: il 10.51.20 non basta

Se il latte proviene dall’allevamento della stessa azienda e la trasformazione è svolta come attività connessa all’agricoltura, non bisogna trattare automaticamente l’impresa come un normale laboratorio manifatturiero. Possono cambiare classificazione, regime IVA, determinazione del reddito e previdenza.

La distinzione è sostanziale: un caseificio che acquista latte sul mercato per trasformarlo opera secondo una logica diversa da un’azienda agricola che valorizza prevalentemente la propria produzione zootecnica. La guida Partita IVA caseificio approfondisce questa separazione.

Codice ATECO e regime forfettario

Per vedere l’effetto del coefficiente su reddito, contributi e imposta puoi approfondire il calcolo delle tasse del caseificio.

Per il caseificio manifatturiero classificato con 10.51.20 il coefficiente di redditività da verificare nel regime forfettario è normalmente il 40%. Il coefficiente serve a determinare il reddito imponibile fiscale, non a descrivere i costi reali dell’impresa.

Su 50.000 euro di ricavi, per esempio, il reddito forfettario lordo sarebbe 20.000 euro. Da questa base vengono poi considerati i contributi previdenziali obbligatori e l’imposta sostitutiva spettante.

Per requisiti, INPS e convenienza puoi consultare regime forfettario caseificio.

Il codice ATECO determina l’INPS?

No. Il codice ATECO descrive l’attività economica, ma l’inquadramento previdenziale dipende anche da forma giuridica, modalità di svolgimento e partecipazione personale del titolare.

In un caseificio organizzato come impresa artigiana, con il titolare che partecipa personalmente e in modo abituale e prevalente alla produzione, va normalmente verificata la Gestione Artigiani INPS. Un’attività agricola connessa può invece avere un inquadramento previdenziale differente.

Per una panoramica puoi leggere quali contributi INPS paga una Partita IVA.

Vendita dei propri formaggi: serve un codice commercio?

La vendita dei prodotti realizzati direttamente dal caseificio non comporta necessariamente l’apertura di un’attività commerciale distinta: occorre valutare come la vendita si inserisce nel ciclo produttivo e quale peso assume rispetto alla produzione.

Rivendita di prodotti acquistati da terzi

La situazione cambia se il punto vendita commercializza in misura significativa prodotti acquistati da altri produttori. In quel caso la rivendita può assumere autonomia economica e richiedere un codice commerciale aggiuntivo.

E-commerce del caseificio

Vendere online i formaggi prodotti nel proprio stabilimento non modifica automaticamente il codice produttivo principale. Se però l’e-commerce diventa una vera attività commerciale autonoma, soprattutto con prodotti di terzi, va verificata l’aggiunta di un codice specifico.

Per l’inquadramento del canale online puoi approfondire codice ATECO e-commerce.

Somministrazione e degustazioni

Una degustazione occasionale funzionale alla vendita dei prodotti non va automaticamente equiparata a un ristorante. Se però il caseificio sviluppa una vera attività di somministrazione con servizio organizzato, tavoli, menu o preparazioni autonome, può rendersi necessario un codice della ristorazione e un diverso titolo amministrativo.

Prima di avviare questa estensione conviene verificare con il SUAP competente se l’attività resta accessoria oppure richiede una pratica distinta.

ATECO e requisiti sanitari sono cose diverse

Avere il codice 10.51.20 non significa essere automaticamente autorizzati a produrre alimenti. La classificazione fiscale e statistica deve essere coordinata con gli obblighi sanitari previsti per gli operatori del settore alimentare.

Per i prodotti di origine animale possono trovare applicazione registrazione o riconoscimento dello stabilimento, procedure HACCP, tracciabilità, requisiti di locali e impianti. Il Ministero della Salute pubblica gli elenchi degli stabilimenti riconosciuti.

HACCP e codice ATECO

Il 10.51.20 identifica la produzione di derivati del latte ma non descrive le singole procedure di sicurezza alimentare. Il piano di autocontrollo deve essere costruito sulle lavorazioni effettive: ricezione del latte, trattamento termico, coagulazione, salamoia, stagionatura, confezionamento e conservazione.

I riferimenti generali sono il Regolamento (CE) n. 852/2004 e, per gli alimenti di origine animale, il Regolamento (CE) n. 853/2004.

Come indicare l’attività quando si apre la Partita IVA

Se l’attività combina produzione, vendita e altre lavorazioni, il commercialista per caseificio può aiutare a coordinare ATECO, previdenza e regime fiscale.

In fase di apertura è utile descrivere l’attività in modo coerente con ciò che verrà realmente svolto. Una descrizione come “produzione di formaggi e altri derivati del latte” è più informativa di un generico “caseificio” e aiuta a mantenere allineati Partita IVA, Registro Imprese, previdenza e pratiche sanitarie.

Per l’avvio completo puoi fare riferimento alla guida come aprire la Partita IVA per un caseificio.

Quando aggiungere o cambiare codice ATECO

Un codice va aggiunto o modificato quando cambia realmente l’attività esercitata. L’acquisto di una nuova macchina non richiede di per sé una variazione; l’avvio stabile di una nuova linea economica autonoma, invece, può renderla necessaria.

Per le procedure puoi consultare aggiungere un codice ATECO con Comunicazione Unica e cambiare codice ATECO.

Attività prevalente quando ci sono più codici

Se l’impresa svolge produzione, commercio e magari somministrazione, va individuata correttamente l’attività prevalente. La prevalenza non si decide in base al nome dell’impresa, ma in base all’attività economicamente principale secondo i criteri applicabili.

Nel regime forfettario, inoltre, attività con coefficienti diversi possono richiedere il calcolo separato dei ricavi per determinare correttamente il reddito imponibile.

Errori frequenti nella scelta del codice

  • usare 10.51.20 anche quando si tratta solo latte liquido;
  • includere la produzione di gelati senza verificare 10.52.00;
  • trattare un caseificio agricolo come manifattura autonoma senza analisi;
  • pensare che il codice ATECO sostituisca registrazione o riconoscimento sanitario;
  • aggiungere un codice commercio per qualunque vendita dei propri prodotti;
  • non aggiungere un codice quando la rivendita di prodotti di terzi diventa autonoma;
  • ignorare e-commerce o somministrazione quando diventano attività distinte;
  • dedurre automaticamente l’INPS dal solo codice ATECO;
  • applicare il coefficiente del 40% senza verificare il regime fiscale effettivo.

Checklist per scegliere il codice corretto

  • si produce formaggio o altri derivati del latte?
  • si tratta soltanto latte liquido?
  • si producono anche gelati?
  • il latte è acquistato o proviene dall’azienda agricola propria?
  • si vendono soltanto prodotti propri o anche prodotti di terzi?
  • esiste un e-commerce autonomo?
  • si svolge somministrazione o degustazione strutturata?
  • sono necessari più codici ATECO?
  • qual è l’attività prevalente?
  • il codice è coerente con previdenza e pratiche sanitarie?

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO di un caseificio?

Per la produzione di formaggi e altri derivati del latte il riferimento ATECO 2025 è 10.51.20 – Produzione di derivati del latte.

Il codice 10.51.20 comprende la stagionatura?

Sì. Le note ISTAT includono espressamente affinatura e stagionatura del formaggio tra le attività comprese.

La produzione di latte fresco usa lo stesso codice?

No. Il trattamento igienico del latte liquido rientra nel 10.51.10.

Il gelato rientra nel 10.51.20?

No. La produzione di gelati è classificata nel 10.52.00.

Il 10.51.20 ha coefficiente forfettario 40%?

Per il caseificio manifatturiero autonomo il coefficiente da verificare nel regime forfettario è normalmente il 40%.

Fonti ufficiali

La fonte principale per codice e attività comprese è la documentazione ATECO 2025 di ISTAT. Per le procedure d’impresa può essere utilizzato Impresa in un Giorno. Per gli obblighi alimentari restano centrali il Regolamento 852/2004, il Regolamento 853/2004 e le indicazioni del Ministero della Salute.

In sintesi

Il codice ATECO del caseificio che produce formaggi e altri derivati del latte è 10.51.20. Non va confuso con il 10.51.10 per il trattamento del latte liquido né con il 10.52.00 per la produzione di gelati. La scelta deve inoltre distinguere attività manifatturiera autonoma e trasformazione agricola connessa. Se l’impresa aggiunge commercio, e-commerce o somministrazione realmente autonomi può essere necessario affiancare altri codici. ATECO, previdenza e requisiti sanitari devono restare coerenti, ma sono verifiche diverse e nessuna sostituisce le altre.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.

  • Apertura della Partita IVA
  • Cambio commercialista
  • Gestione del regime forfettario
  • Gestione della contabilità semplificata

La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.

Compila il modulo e descrivici brevemente la tua situazione.
RM Regimeminimi.com

Un progetto di The Loft S.r.l.s.

Via Mariotti 190
51100 Pistoia (PT)
P.IVA 01843800473
REA PT-184294

Servizio

Prezzi Contattaci Chi siamo Recensioni

Contenuti

Guide fiscali Professioni e attività News Consulenze gratuite

Legale

Termini e condizioni Privacy Cookie

I contenuti di Regimeminimi.com hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono una consulenza professionale personalizzata. Le informazioni fiscali e previdenziali possono variare in base alla situazione individuale e agli aggiornamenti normativi.

© 2026 Regimeminimi.com – Tutti i diritti riservati.