Cercare un unico codice ATECO per artigiani porta facilmente a un errore: l’artigianato comprende moltissime attività economiche e il codice ATECO identifica ciò che l’impresa fa, non il semplice fatto di essere iscritta come impresa artigiana.
Perché non esiste un ATECO “artigiani”
La classificazione ATECO 2025 è organizzata per attività economica. Un elettricista si colloca nella famiglia degli impianti elettrici, un parrucchiere nei servizi alla persona, mentre un produttore artigiano utilizza il codice della specifica produzione. L’inquadramento artigiano deriva invece anche dalle caratteristiche dell’impresa e dalle regole amministrative e previdenziali.
Come scegliere il codice corretto
- descrivi con precisione il servizio o prodotto che genera la parte principale dei ricavi;
- consulta la struttura e le note esplicative ATECO 2025;
- se svolgi più attività, valuta attività prevalente ed eventuali codici secondari;
- verifica gli adempimenti camerali e abilitativi specifici;
- solo dopo collega il codice alle regole fiscali del regime forfettario.
ATECO 2025 e vecchi codici
La nuova classificazione ATECO è in vigore dal 1° gennaio 2025 ed è utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025. Nel 2026 ISTAT ha aggiornato le relazioni di corrispondenza, senza modificare struttura e descrizioni. È quindi opportuno non riutilizzare in modo automatico codici presenti in vecchie guide.
Effetto sul regime forfettario
Il coefficiente di redditività dipende dal settore di attività. Proprio perché gli artigiani possono appartenere a settori molto diversi, non esiste un coefficiente unico valido per tutti. Il codice ATECO corretto è quindi essenziale anche per determinare il reddito forfettario.
Effetto sulla previdenza
Se l’impresa è effettivamente artigiana, l’inquadramento previdenziale è normalmente nella Gestione Artigiani INPS. Per il 2026 l’aliquota ordinaria è 24%, con minimale di reddito pari a 18.808 euro e le ulteriori regole previste dalla gestione.
Approfondimenti
Per l’avvio operativo consulta aprire Partita IVA artigiani; per tasse e contributi vai al calcolo tasse forfettario artigiani. Il quadro complessivo è nella pagina regime forfettario per artigiani.
In sintesi
Il codice ATECO di un artigiano si sceglie in base all’attività realmente svolta. Prima si identifica il mestiere o la produzione, poi si verifica il corretto codice ATECO 2025 e infine si determinano coefficiente fiscale e inquadramento previdenziale.
Come verificare il codice prima di utilizzarlo
Il controllo del codice ATECO per Artigiani dovrebbe partire dalla descrizione ufficiale e dalle relative note di inclusione ed esclusione. Due attività commercialmente simili possono appartenere a categorie differenti se cambia la prestazione effettivamente resa. Per questo non è prudente copiare il codice utilizzato da un concorrente o da una vecchia guida senza verificare la classificazione vigente.
Quando vengono svolte più attività, occorre individuare quella principale e valutare se indicare una o più attività secondarie. La presenza di più codici non significa automaticamente applicare lo stesso coefficiente di redditività a tutti i ricavi: il trattamento fiscale deve restare coerente con la natura delle diverse attività esercitate.
ATECO, previdenza e autorizzazioni sono verifiche diverse
Il codice ATECO classifica l’attività economica, ma non determina da solo tutti gli altri obblighi. Iscrizione previdenziale, eventuale Registro Imprese, requisiti professionali, autorizzazioni o comunicazioni amministrative devono essere controllati separatamente. Un inquadramento corretto nasce quindi dall’insieme di questi elementi e non dalla sola scelta del codice.
Prima di utilizzare il codice in una pratica o in fattura è quindi utile verificare che la descrizione scelta rappresenti ancora l’attività prevalente prevista per l’anno. Se il modello di business cambia, ad esempio perché si aggiungono servizi, vendita di prodotti o una nuova modalità di intermediazione, anche la classificazione può dover essere aggiornata. La verifica periodica evita che un codice inizialmente corretto diventi poco rappresentativo dell’attività effettivamente esercitata.
ATECO 2025 e coefficiente forfettario nel 2026
ATECO 2025 è la classificazione utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025 e l’aggiornamento ISTAT 2026 non ne ha modificato struttura, livelli o descrizioni, ma soltanto le relazioni di corrispondenza. Sul piano fiscale occorre distinguere il codice dal coefficiente: fino all’approvazione dei nuovi coefficienti elaborati su ATECO 2025, il D.Lgs. 81/2025 prevede che il reddito forfettario continui a essere determinato con i coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014, individuati attraverso il codice ATECO 2007 corrispondente.
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