Il regime forfettario per artigiani è spesso adatto alle piccole attività individuali, ma la convenienza dipende dal tipo di lavorazione, dai ricavi, dal codice ATECO e soprattutto dalla contribuzione INPS. La parola “artigiano” identifica un inquadramento dell’impresa, non un unico codice attività.
Nel 2026 il regime forfettario resta disciplinato dall’articolo 1, commi 54-89, della legge 190/2014. La soglia ordinaria di ricavi o compensi è 85.000 euro; se nell’anno i ricavi o compensi superano 100.000 euro, la fuoriuscita dal regime opera nello stesso anno secondo le regole previste dalla legge. Prima di scegliere il regime vanno comunque verificate tutte le cause di esclusione applicabili al caso concreto.
Apertura della Partita IVA artigiana
Chi avvia un’attività artigiana deve coordinare posizione fiscale, Registro Imprese e previdenza. La guida aprire Partita IVA per artigiani raccoglie i passaggi operativi del cluster.
Non esiste un solo codice ATECO per gli artigiani
Un elettricista, un parrucchiere e un produttore artigiano appartengono a settori ATECO diversi. Il codice deve descrivere l’attività prevalente realmente svolta e va scelto nella classificazione ATECO 2025. Per questo abbiamo creato una guida separata sul codice ATECO per artigiani.
Contributi INPS artigiani 2026
Per il 2026 l’INPS indica per gli artigiani un’aliquota del 24% e un minimale di reddito di 18.808 euro, oltre al contributo maternità previsto dalla gestione. La contribuzione ha una componente legata al minimale e una quota sul reddito eccedente. Questo aspetto rende importante calcolare insieme imposte e previdenza.
Per approfondire puoi leggere contributi fissi per artigiani.
Come si calcolano le tasse
Il reddito forfettario non si ottiene sottraendo le spese reali. Si parte dai ricavi o compensi incassati e si applica il coefficiente di redditività previsto per l’attività. Dal reddito così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% quando ricorrono tutti i requisiti previsti per una nuova attività.
Il coefficiente di redditività cambia con il settore ATECO: non va attribuito un unico coefficiente a tutti gli artigiani. Prima di fare un preventivo fiscale bisogna quindi conoscere l’attività specifica.
Gli esempi sono raccolti nel calcolo tasse forfettario artigiani.
Quando il forfettario è da valutare con attenzione
- quando l’attività ha costi reali molto elevati rispetto alla percentuale forfettaria riconosciuta;
- quando sono presenti dipendenti o collaboratori e occorre verificare i limiti del regime;
- quando si svolgono più attività con codici e coefficienti differenti;
- quando esistono altre cause di esclusione dal regime;
- quando il peso dei contributi INPS incide in modo rilevante sul margine effettivo.
In sintesi
Per l’artigiano il forfettario va analizzato insieme all’inquadramento dell’impresa. Il percorso corretto è: attività concreta, ATECO, previdenza INPS, coefficiente, imposta. Per la gestione puoi consultare anche commercialista per artigiani.
Come valutare la convenienza nella pratica
La convenienza del regime forfettario per Artigiani non si misura guardando soltanto all’aliquota dell’imposta. Prima bisogna stimare i ricavi realistici dell’anno, individuare il corretto coefficiente di redditività e capire quale previdenza si applica alla posizione concreta. A parità di fatturato, infatti, due contribuenti possono sostenere un carico complessivo differente quando cambiano gestione previdenziale, contributi obbligatori o condizioni personali.
È utile anche confrontare il reddito determinato forfettariamente con i costi che l’attività sostiene davvero. Nel forfettario le spese ordinarie non vengono dedotte analiticamente: per chi ha costi elevati, attrezzature importanti, collaboratori o investimenti ricorrenti la convenienza va quindi verificata con numeri concreti e non data per scontata.
Documenti e informazioni da raccogliere
- stima dei ricavi o compensi dell’anno;
- descrizione precisa dei servizi o prodotti offerti;
- eventuali altri redditi o rapporti di lavoro;
- posizione previdenziale già esistente;
- costi principali e investimenti previsti.
Verifica normativa 2026
Per il 2026 il limite ordinario del regime forfettario resta pari a 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente; oltre 100.000 euro di ricavi o compensi percepiti il regime cessa invece nello stesso anno, con applicazione dell’IVA a partire dall’operazione che determina il superamento. La causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati opera, per il 2026, oltre 35.000 euro, salvo il caso previsto dalla legge in cui il rapporto di lavoro sia cessato.
ATECO 2025 e coefficienti: nel 2026 si utilizza la classificazione ATECO 2025, ma fino all’approvazione dei nuovi coefficienti costruiti sulla nuova classificazione il D.Lgs. 81/2025 dispone di continuare a usare i coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014, individuandoli tramite il codice ATECO 2007 corrispondente all’attività. Il coefficiente indicato in questa guida va letto secondo questa regola di raccordo.
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