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Codice ATECO SEO Specialist: 73.11.02, 62.20.10 e alternative

Aggiornato il 12 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO SEO Specialist: 73.11.02, 62.20.10 e alternative

Il codice ATECO per uno SEO Specialist dipende dall’attività realmente venduta: non esiste una voce ufficiale chiamata «SEO Specialist» e non è corretto assegnare a tutti i consulenti lo stesso codice. Se il lavoro prevalente consiste in consulenza di marketing e visibilità organica, può essere pertinente il 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari, che include espressamente la consulenza di marketing. Se invece il servizio è prevalentemente una consulenza tecnica su software e sistemi informatici, va valutato il 62.20.10; per la vera programmazione di software o pagine web, il 62.10.00.

Queste alternative non sono intercambiabili e non vanno scelte secondo il coefficiente fiscale più basso. Un SEO Specialist che analizza keyword, struttura i contenuti e definisce una strategia di acquisizione organica può svolgere un servizio diverso da chi realizza un’applicazione, configura un sistema informatico o compra campagne pubblicitarie per un cliente. Conta l’oggetto dei contratti, il risultato consegnato, l’attività prevalente e le inclusioni ed esclusioni contenute nelle note ufficiali ISTAT ATECO 2025.

In questa guida confrontiamo codici, esempi pratici e criteri di classificazione, anche per chi unisce SEO, Ads e sviluppo web. Spieghiamo inoltre perché nel 2026 il coefficiente di redditività del regime forfettario non si ricava meccanicamente dal nuovo codice. Per il procedimento di apertura e gli adempimenti iniziali rimandiamo alla guida Partita IVA SEO Specialist: qui ci concentriamo sulla scelta e sull’eventuale variazione del codice ATECO.

Come individuare il codice ATECO in base ai servizi SEO

La classificazione ATECO descrive l’attività economica esercitata, non la qualifica utilizzata sul sito professionale. La dicitura SEO Specialist può indicare consulenza sul marketing organico, audit della strategia dei contenuti, ottimizzazione di schede e-commerce, analisi tecnica di applicazioni oppure sviluppo informatico. Un unico titolo commerciale non distingue questi lavori in modo adeguato, perciò la scelta parte dalla descrizione dei servizi fatturati.

Prepara un inventario con almeno tre esempi di preventivi. Nel primo il cliente acquista un’analisi del mercato di ricerca e un piano di marketing organico; nel secondo compra la progettazione di una campagna pubblicitaria e la sua gestione; nel terzo affida la modifica del codice applicativo e la realizzazione di funzionalità web. Le differenze sono più utili del fatto che tutti e tre gli incarichi mirino a migliorare la visibilità digitale.

Per ogni servizio descrivi che cosa fai, chi esegue il lavoro, quale risultato viene consegnato e come viene remunerato. Se fornisci soltanto raccomandazioni e consulenza strategica, non dichiarare automaticamente sviluppo software. Se realizzi e testi applicazioni web, non definire tutto consulenza marketing solo perché il sito è ottimizzato per la ricerca. Se compri annunci o gestisci campagne per i clienti, verifica la parte pubblicitaria come attività effettiva e distinta dall’ottimizzazione organica.

L’ISTAT pubblica la struttura dei codici ATECO 2025 e i relativi documenti esplicativi. Per i servizi marketing va esaminata la divisione 73; per programmazione e consulenza IT la divisione 62. Le note non sono un elenco esaustivo di tutte le parole commerciali, ma precisano esempi di attività comprese ed escluse. Un buon inquadramento non cerca necessariamente la parola “SEO”, bensì la descrizione economica corrispondente.

Servizio concreto ATECO da verificare Distinzione principale
Consulenza SEO orientata al marketing organico 73.11.02, se pertinente Consulenza di marketing effettiva
Ideazione e progettazione di campagne pubblicitarie 73.11.01 Ideazione del messaggio e della campagna
Conduzione e monitoraggio campagne di marketing 73.11.02 Gestione del servizio pubblicitario
Consulenza sui sistemi informatici 62.20.10 Oggetto tecnico della consulenza IT
Scrittura e manutenzione del codice web 62.10.00 Programmazione effettiva

Se vendi servizi differenti in modo stabile, occorre verificare attività prevalente ed eventuali attività secondarie. Non è corretto selezionare ogni codice che potrebbe un giorno tornare utile; nello stesso modo, non devi necessariamente aprire una seconda Partita IVA solo perché hai iniziato a svolgere un servizio distinto. La comunicazione delle attività va coordinata con il reale modello professionale o d’impresa.

73.11.02: consulenza di marketing, SEO organica e campagne

La denominazione ufficiale del codice 73.11.02 è «Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari». La sua descrizione include gestione dell’andamento di campagne, servizi promozionali e, in maniera esplicita, consulenza di marketing. Quest’ultima inclusione è importante: la voce non riguarda soltanto chi compra spazi pubblicitari o gestisce Google Ads, ma deve comunque essere applicata a una prestazione che rientri realmente nell’attività di marketing prevista dalla classificazione.

Un consulente SEO può occuparsi dell’analisi dei bisogni di ricerca, del posizionamento organico, della strategia di acquisizione digitale, del monitoraggio della visibilità e di piani contenutistici collegati agli obiettivi commerciali. Se la sostanza dei contratti è consulenza di marketing, 73.11.02 è una voce da esaminare con attenzione, senza pretendere che il professionista svolga per forza advertising a pagamento. Il fatto che una ricerca sia organica non toglie automaticamente la natura di marketing alla consulenza, ma questa va motivata con i servizi effettivi.

Viceversa, non tutti i servizi svolti su un sito web sono consulenza di marketing. Se il lavoro principale consiste in architettura di sistemi IT, sviluppo di applicazioni, audit di infrastrutture o programmazione, potrebbe essere necessaria una classificazione informatica. La presenza di Search Console, strumenti di crawling o un CMS non basta da sola a rendere informatico l’oggetto economico del contratto; i software utilizzati sono strumenti, mentre la classificazione riguarda la prestazione venduta.

Il professionista che gestisce anche Ads deve chiarire se vende consulenza marketing, gestione operativa delle campagne, acquisto di spazi pubblicitari o altri servizi. Se il cliente paga direttamente Google e il consulente percepisce un compenso per la gestione, i flussi finanziari e la prestazione fatturata vanno descritti in modo coerente. Non dedurre dall’uso del codice 73.11.02 che il titolare sia automaticamente una concessionaria pubblicitaria o abbia lo stesso modello fiscale di chi vende spazi pubblicitari in proprio.

Le note ISTAT collocano il marketing di influenza in una voce specifica, 73.11.03, e riportano ulteriori esclusioni dalla categoria delle agenzie pubblicitarie. Anche questo dettaglio mostra perché è utile leggere le descrizioni ufficiali e non trasferire indiscriminatamente nello stesso codice la consulenza SEO, la gestione di influencer, le pubbliche relazioni e lo sviluppo software.

Quando il cliente compra una consulenza continuativa, è utile che il preventivo esponga audit iniziale, attività mensili, accessi, risultati da consegnare e eventuali prestazioni extra. In fase di verifica fiscale, l’insieme dei contratti dimostra la natura prevalente meglio di una formula generica come «servizi digitali». Per un confronto con le attività di marketing digitale puoi consultare anche la guida per Digital Marketer con Partita IVA.

73.11.01: quando prevale l’ideazione delle campagne pubblicitarie

Il codice 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie è distinto dalla conduzione delle campagne. Secondo l’ISTAT, comprende attività di pianificazione e organizzazione delle campagne, lavoro creativo sui messaggi pubblicitari, progettazione e strategie di diffusione degli annunci. Può essere da valutare quando ciò che il cliente acquista è proprio l’ideazione della campagna, non l’attività continuativa di gestione operativa.

Supponiamo che un consulente prepari per una società un piano di pubblicità, definisca messaggi, concept, canali e tempistiche, mentre un altro fornitore si occupa poi della conduzione operativa. Il primo soggetto può svolgere una prestazione diversa da chi monitora, modifica e gestisce la campagna in corso. La classificazione va decisa in base all’oggetto del lavoro e al suo peso economico nell’attività, non soltanto al termine «strategia» presente nel preventivo.

Un SEO Specialist che analizza la struttura del sito e individua le parole chiave per il posizionamento organico non è necessariamente un ideatore di campagne pubblicitarie. Non basta che il lavoro sia strategico: bisogna capire se vengono progettati veri messaggi e campagne pubblicitarie oppure una consulenza relativa alla visibilità non a pagamento. Anche la creazione di un calendario editoriale non implica sempre l’ideazione di campagne pubblicitarie secondo la classificazione economica.

Per attività integrate, ad esempio uno studio che vende consulenza SEO e progettazione di campagne, è necessario verificare se la progettazione costituisca un servizio autonomo e quale sia l’attività effettivamente prevalente. È possibile che prestazioni accessorie rientrino nell’attività principale, mentre linee di ricavo realmente separate richiedano una valutazione delle attività secondarie. La risposta non consiste nell’attribuire in modo arbitrario tutti i ricavi a una sola categoria scelta per convenienza.

Il confine fra 73.11.01 e 73.11.02 è quindi più preciso di «strategico contro tecnico»: entrambi riguardano servizi legati alle campagne e al marketing, ma la prima voce si concentra sull’ideazione delle campagne pubblicitarie, la seconda sulla conduzione e gli altri servizi promozionali, compresa consulenza di marketing. Leggere il contratto, la fattura e i deliverable è essenziale per applicare tale distinzione correttamente.

62.20.10 e 62.10.00: la differenza fra consulenza IT e sviluppo web

Il codice 62.20.10 – Attività di consulenza informatica comprende, nelle note ufficiali ISTAT, consulenza in materia di hardware, software e sistemi informatici, progettazione di sistemi IT integrati, audit di infrastrutture e altri servizi tecnici informatici. È una voce da prendere in considerazione quando il servizio prevalente è realmente di consulenza su sistemi software e infrastrutture e non soltanto una strategia di marketing svolta attraverso strumenti digitali.

Un audit SEO tecnico può toccare aspetti di crawling, rendering, indicizzazione, prestazioni e server. Ma questa circostanza non basta per classificare automaticamente il rapporto come consulenza informatica: se il professionista consegna soltanto raccomandazioni sulle attività di visibilità e acquisizione del cliente, bisogna valutarne il vero contenuto contrattuale. Se invece progetta sistemi IT, analizza l’architettura software e verifica l’integrazione fra componenti informatici, la componente tecnica può essere sostanziale e prevalente.

La voce 62.10.00 – Attività di programmazione informatica riguarda invece lo sviluppo, la modifica e la manutenzione di software e applicazioni, incluse le pagine web quando vengono effettivamente programmate. Un programmatore che sviluppa un plugin per un CMS, modifica il codice di un e-commerce, realizza integrazioni tecniche e mantiene l’applicazione può svolgere un’attività diversa da quella di chi fornisce una consulenza sull’impostazione di un sito.

Due esempi illustrano la differenza. Nel primo, il professionista analizza un problema di indicizzazione, produce una relazione e suggerisce di correggere pagine duplicate e redirect: la classificazione deve riflettere la natura della consulenza. Nel secondo, viene incaricato di modificare concretamente l’applicazione, programmare la gestione dei redirect e testare il nuovo codice: il contratto ha una componente di sviluppo informatico che richiede la verifica della voce corretta. Il risultato finale può essere lo stesso, ma il servizio venduto non è identico.

L’ISTAT distingue le due attività nelle note esplicative. Il vecchio codice ATECO 62.02.00, ancora presente in alcuni articoli online, appartiene alla classificazione precedente e non va copiato automaticamente nella pratica 2026. Per la consulenza informatica attuale può essere pertinente 62.20.10, ma il raccordo storico non costituisce prova che qualunque servizio prima collocato nella classe precedente rientri senza analisi nella medesima descrizione economica.

Se un SEO Specialist vende sia consulenza marketing sia sviluppo, occorre distinguere i compensi delle attività quando il loro trattamento lo richiede, senza creare per forza codici secondari per mansioni marginali. Il criterio è l’attività economica effettiva e prevalente; le singole abilità informatiche utilizzate nel lavoro non diventano automaticamente nuove attività. Per una struttura che realizza e vende siti, pubblicità e SEO in modo organizzato può essere utile il confronto con il codice ATECO per web agency.

Coefficiente forfettario: 78% o 67% dopo il raccordo ATECO

La classificazione ATECO 2025 è in vigore dal 1° gennaio 2025 e viene utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025. L’aggiornamento ISTAT del 2026 ha interessato le tavole di corrispondenza con la precedente classificazione, non la struttura e i nomi dei codici ATECO 2025. Ai fini fiscali, però, bisogna distinguere il codice attuale dalle percentuali di redditività applicabili nel regime forfettario.

Il D.Lgs. 81/2025, articolo 1 prevede che, in attesa dei nuovi coefficienti di redditività elaborati sulla classificazione ATECO 2025, continuino ad applicarsi i coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014 individuati tramite il corrispondente codice dell’attività nella classificazione ATECO 2007. Per il 2026 non si deve quindi dedurre automaticamente il coefficiente da una lettura superficiale dei primi numeri del nuovo codice.

Per alcune attività del gruppo pubblicitario e professionale può rilevare il 78%, mentre per determinate attività informatiche può essere applicabile il 67%, a condizione che il raccordo fiscale della reale prestazione lo confermi. Queste percentuali non sono imposte, ma coefficienti per determinare il reddito forfettario lordo. Chi esercita un’attività realmente pubblicitaria non può presentarla come consulenza informatica al solo scopo di ridurre il reddito imponibile presunto.

Con 30.000 euro di compensi fiscalmente rilevanti, il coefficiente del 78% determina un reddito lordo forfettario di 23.400 euro; il 67% dà 20.100 euro. Il calcolo non attribuisce alcun diritto a scegliere il coefficiente più favorevole: mostra solo l’effetto economico di due inquadramenti differenti, quando risultino corretti. Per trovare imposta e netto devono essere determinati i contributi previdenziali obbligatori deducibili effettivamente versati e l’aliquota sostitutiva spettante.

La tassazione sostitutiva ordinaria del forfettario è del 15%, oppure del 5% nei casi e periodi consentiti per la nuova attività. Non bisogna applicare il 15% direttamente alle fatture: reddito forfettario, contributi e imposta sono passaggi separati. La guida sul calcolo tasse SEO Specialist tratta le simulazioni; quella sul regime forfettario SEO Specialist riguarda invece requisiti, limiti e cause ostative.

L’inquadramento previdenziale richiede una verifica autonoma. Per il libero professionista senza cassa specifica può essere pertinente la Gestione Separata INPS; per attività effettivamente d’impresa possono ricorrere obblighi delle gestioni Artigiani e Commercianti. La circolare INPS 8/2026 e la circolare 14/2026 disciplinano situazioni diverse; il codice ATECO non determina automaticamente la gestione. Per iscrizione, aliquote e versamenti consulta la guida ai contributi INPS per SEO Specialist.

Più attività: SEO, gestione Ads, programmazione e variazioni ATECO

Un professionista può iniziare con consulenza SEO organica e ampliare nel tempo l’offerta con campagne pubblicitarie, analisi dei dati, programmazione o formazione. Non è detto che occorra un nuovo codice ogni volta che usa una competenza accessoria. Occorre distinguere l’attività prevalente da servizi complementari e da eventuali attività autonome esercitate stabilmente e fatturate separatamente.

Per esempio, un consulente che esegue prevalentemente audit di marketing organico e ogni tanto suggerisce una piccola modifica al codice del sito non deve necessariamente qualificarsi come programmatore. Al contrario, chi produce quasi esclusivamente software e vende occasionalmente un audit SEO può avere una prevalenza di sviluppo. Se il cambiamento diventa stabile, vanno riesaminati i codici e le eventuali comunicazioni di variazione secondo le regole fiscali e camerali pertinenti.

Un’agenzia che vende servizi SEO, campagne Ads e sviluppo con più collaboratori deve inoltre valutare se l’organizzazione integri un’attività d’impresa e quali obblighi discendano dalla forma effettiva. Non bisogna dedurre la forma professionale o la previdenza dai soli codici, e non si devono trattare le fatture dei collaboratori come se fossero necessariamente parte di una consulenza individuale. Il commercialista dovrebbe vedere contratti e organizzazione concreta, non soltanto una homepage con un elenco di servizi.

Se due linee di attività corrispondono a gruppi fiscali differenti, non è corretto attribuire tutti i ricavi al coefficiente che produce un reddito imponibile inferiore. Occorre registrare e distinguere le prestazioni secondo i criteri applicabili, così che contratti, fatture e dichiarazione siano coerenti. Il problema è particolarmente importante nel digitale, dove un unico cliente può acquistare insieme consulenza strategica, advertising e programmazione.

Una checklist utile comprende: descrizione dei servizi, tre preventivi recenti, elenco dei ricavi per tipologia, contratti con i clienti, eventuali dipendenti o fornitori, codici attualmente registrati e posizione previdenziale. Se un’attività cambia, la modifica va valutata tempestivamente, non soltanto al momento della dichiarazione. Il riferimento normativo delle dichiarazioni di inizio o variazione attività IVA è l’articolo 35 del DPR 633/1972, fermo restando il percorso tramite Comunicazione Unica per le imprese che vi sono tenute.

Non confondere inoltre scelta ATECO e scelta del regime fiscale. Una Partita IVA che adotta il forfettario deve soddisfare i requisiti soggettivi e le soglie del regime; lo stesso codice può essere utilizzato, quando legittimo, in situazioni fiscali differenti. Per un esame individuale dell’inquadramento e delle conseguenze economiche è utile leggere come scegliere un commercialista per SEO Specialist.

FAQ: codice ATECO per SEO Specialist e attività digitali

Qual è il codice ATECO di un SEO Specialist nel 2026? Non ce n’è uno unico. Se prevale la consulenza di marketing, 73.11.02 è una voce da verificare; per consulenza su sistemi IT può essere pertinente 62.20.10, mentre lo sviluppo effettivo di software e pagine web richiede di valutare 62.10.00.

SEO organica significa sempre pubblicità? No. L’ottimizzazione dei risultati organici non coincide automaticamente con la gestione di pubblicità a pagamento. Tuttavia 73.11.02 comprende anche la consulenza di marketing e può essere pertinente quando questa è la reale prestazione prevalente.

Che differenza c’è fra 73.11.01 e 73.11.02? Il 73.11.01 riguarda l’ideazione e pianificazione delle campagne pubblicitarie; 73.11.02 riguarda conduzione di campagne e altri servizi promozionali e comprende la consulenza di marketing. Le note ISTAT sono essenziali per stabilire la voce corretta.

Quando usare 62.20.10? Quando l’attività consiste realmente in consulenza su software, sistemi informatici e servizi tecnici IT, non semplicemente perché per fare SEO si usano programmi e strumenti di analisi.

Quando considerare 62.10.00? Quando si vendono attività di programmazione, sviluppo, modifica o manutenzione di software, applicazioni o pagine web. È diverso dal solo report con raccomandazioni SEO.

Il vecchio codice 62.02.00 è ancora corretto? Il riferimento operativo è ATECO 2025. Per la consulenza informatica va esaminato il codice vigente 62.20.10 e la corrispondenza effettiva, senza convertire automaticamente qualunque vecchia posizione in un’attività identica.

Posso avere più codici ATECO con la stessa Partita IVA? Quando svolgi realmente più attività, puoi dover indicare quella prevalente e le eventuali secondarie. Non serve necessariamente aprire una seconda Partita IVA, ma è importante dichiarare correttamente le attività esercitate.

Il coefficiente forfettario SEO è sempre del 78%? No. L’attività effettiva e il raccordo normativo possono portare a coefficienti differenti. Il 78% può rilevare per determinati gruppi pubblicitari, il 67% per alcune attività informatiche; la percentuale va verificata sul caso concreto.

Posso scegliere un codice che abbia meno tasse? No. La classificazione non è una libera opzione fiscale. Deve corrispondere alla prestazione economica che eserciti e fatturi; solo dopo si verifica il trattamento tributario.

Se faccio SEO e Ads devo cambiare codice? Dipende dalla natura e prevalenza delle prestazioni e dall’eventuale autonomia delle linee di attività. Un incarico sporadico accessorio e un servizio di gestione Ads venduto stabilmente non sono necessariamente equivalenti.

Per scegliere il codice da utilizzare in una pratica, confronta gli incarichi effettivi con le note esplicative ufficiali ATECO 2025 e verifica con un professionista qualificato il trattamento fiscale e previdenziale pertinente. Il codice corretto è quello che descrive ciò che realmente fai, non quello con il nome più vicino alla parola “SEO” o con il coefficiente più favorevole.

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