Aprire Partita IVA come Digital Marketer nel 2026 richiede prima di tutto di definire quali servizi vengono realmente offerti. Digital advertising, gestione campagne, email marketing, growth, affiliate marketing, media buying e analisi possono convivere nello stesso profilo professionale, ma ATECO 2025 non li tratta automaticamente come un’unica attività.
Per molti freelance che gestiscono campagne e prestano consulenza marketing il riferimento principale è 73.11.02. Se però prevalgono pianificazione creativa, intermediazione nella vendita di spazi pubblicitari, influencer marketing o vera ricerca di mercato, il codice può cambiare. La sequenza più sicura è: attività effettiva → ATECO 2025 → natura professionale o d’impresa → previdenza → regime fiscale → fatturazione.
Quando serve la Partita IVA al Digital Marketer
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta in modo abituale. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che permetta di esercitare stabilmente un’attività professionale senza Partita IVA: quel valore viene spesso confuso con regole previdenziali riferite al lavoro autonomo occasionale.
Se il professionista acquisisce clienti con continuità, propone stabilmente servizi di marketing, gestisce campagne ricorrenti, utilizza strumenti professionali e organizza la propria attività per produrre reddito nel tempo, l’apertura va valutata fin dall’avvio dell’attività abituale. Un singolo incarico realmente episodico può avere caratteristiche diverse, ma non basta chiamare occasionale un’attività svolta con continuità.
Quale codice ATECO scegliere nel 2026
I documenti ATECO 2025 dell’ISTAT distinguono più attività che possono rientrare nel lavoro di un Digital Marketer. Il codice va scelto sul servizio prevalente e non sul titolo professionale usato nel portfolio.
| Attività prevalente | ATECO 2025 da verificare |
|---|---|
| Pianificazione e ideazione di campagne pubblicitarie | 73.11.01 |
| Gestione campagne, promozione e consulenza marketing | 73.11.02 |
| Influencer marketing | 73.11.03 |
| Vendita o rivendita di spazi e tempi pubblicitari come intermediario | 73.12.00 |
| Ricerca di mercato strutturata | 73.20.00 |
Per approfondire inclusioni, esclusioni e casi di confine consulta la guida sul codice ATECO Digital Marketer. Se l’attività principale appartiene a un settore diverso, per esempio sviluppo software o produzione di contenuti, va verificata la relativa classificazione invece di forzarla nella divisione 73.
Quando 73.11.02 è coerente
Il codice 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari è spesso coerente con chi gestisce campagne digitali, promuove prodotti, svolge direct marketing e presta consulenza marketing. Può quindi essere il riferimento principale per advertiser, email marketer e professionisti che seguono operativamente il marketing dei clienti.
Se il lavoro è invece principalmente ideazione e pianificazione creativa delle campagne, va verificato 73.11.01. Per la gestione operativa delle campagne esiste anche una guida specifica sulla Partita IVA per campagne marketing, da utilizzare quando quello è l’intento principale.
Media buyer: attenzione al modello con cui viene gestito il budget
Un media buyer può fatturare soltanto il proprio servizio di pianificazione e gestione oppure può assumere un ruolo di intermediazione nella vendita o rivendita di spazi pubblicitari. Nel secondo caso ATECO 2025 prevede 73.12.00 per le attività di concessionarie pubblicitarie e rappresentanza dei media.
Prima di aprire la posizione è quindi importante stabilire chi acquista gli spazi, a chi sono intestate le fatture delle piattaforme e se le somme ricevute dal cliente rappresentano compensi, anticipazioni documentate o corrispettivi di un diverso modello commerciale. Un semplice riaddebito non trasforma automaticamente una spesa in somma esclusa dai ricavi.
Affiliate marketing e monetizzazione di siti
Chi guadagna con affiliazioni, banner, contenuti e piattaforme pubblicitarie non deve scegliere il codice soltanto perché l’attività viene chiamata digital marketing. Il modello economico può avere natura professionale o d’impresa e la previdenza può cambiare. Se le affiliazioni sono l’attività principale è più utile partire dalla guida su affiliate marketing e regime forfettario.
Professionista o attività organizzata in forma d’impresa
Un freelance che presta personalmente consulenza e servizi di marketing può avere un inquadramento diverso da un’agenzia organizzata con collaboratori, mezzi e processi propri. Questa distinzione incide non soltanto sugli adempimenti camerali, ma anche sulla previdenza.
Per questo non è corretto concludere che ogni Digital Marketer debba iscriversi alla Gestione Separata o, al contrario, alla Gestione Commercianti. Prima si definisce la forma concreta dell’attività; poi si apre la posizione previdenziale coerente.
Come aprire la Partita IVA
Per il libero professionista individuale l’apertura fiscale passa normalmente dalla dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, indicando il codice ATECO, il regime fiscale e gli altri dati richiesti. Se l’attività assume natura d’impresa possono entrare in gioco anche Registro Imprese, Comunicazione Unica e ulteriori adempimenti collegati alla forma concretamente esercitata.
- definire i servizi e i principali modelli di ricavo;
- individuare ATECO principale ed eventuali attività secondarie;
- verificare se l’attività è professionale o imprenditoriale;
- controllare l’accesso al regime forfettario;
- individuare la previdenza corretta;
- impostare fatturazione elettronica e conservazione;
- definire correttamente la gestione dei budget pubblicitari;
- verificare clienti, fornitori e piattaforme estere.
Regime forfettario nel 2026
Il regime forfettario per Digital Marketer può essere applicato se sono rispettati tutti i requisiti della Legge 190/2014. Il limite ordinario di ricavi o compensi dell’anno precedente è 85.000 euro; se durante l’anno vengono superati 100.000 euro operano le regole di cessazione immediata del regime.
Nel 2026 va inoltre verificata la causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, con soglia di 35.000 euro salvo l’eccezione prevista quando il rapporto di lavoro è cessato. L’imposta sostitutiva è ordinariamente del 15% e può essere del 5% nel periodo agevolato iniziale soltanto quando ricorrono tutte le condizioni previste.
Coefficiente di redditività
Per le attività della divisione 73 indicate in questa guida il coefficiente di redditività di riferimento nel forfettario è normalmente 78%. Con 30.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi 23.400 euro. Se l’attività corretta ricade in una divisione diversa, il coefficiente va verificato prima di fare qualsiasi simulazione.
Gestione Separata INPS nel 2026
Per il libero professionista senza una Cassa previdenziale autonoma, la Gestione Separata INPS è normalmente la gestione da verificare. La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.
Queste aliquote vanno usate soltanto dopo aver verificato che la Gestione Separata sia davvero la gestione corretta. Un’attività organizzata in forma d’impresa o un modello commerciale diverso può richiedere un altro inquadramento.
Digital Marketer con lavoro dipendente
È possibile affiancare una Partita IVA a un lavoro dipendente, ma bisogna controllare la causa ostativa del forfettario, i rapporti con il datore di lavoro attuale o recente e gli eventuali vincoli contrattuali. La presenza di un lavoro dipendente è anche un elemento da considerare nella verifica previdenziale, ma non crea automaticamente un’esenzione valida in ogni situazione.
Fatture a clienti italiani ed esteri
Dopo l’apertura va impostata la fatturazione elettronica e la conservazione dei documenti. Se il cliente è UE o extra-UE, territorialità IVA, eventuale iscrizione VIES e altri adempimenti dipendono dal rapporto concreto. Il regime forfettario non elimina automaticamente gli obblighi relativi alle operazioni internazionali.
Piattaforme pubblicitarie e fornitori esteri
Google, Meta e altri fornitori digitali possono fatturare da soggetti esteri. Prima di iniziare a sostenere spese pubblicitarie è utile stabilire chi è il committente della piattaforma e come saranno gestiti gli adempimenti IVA relativi agli acquisti internazionali. La soluzione più semplice dal punto di vista operativo è spesso che il budget del cliente resti separato dal compenso del professionista, quando il rapporto commerciale lo consente.
Errori da evitare all’apertura
- scegliere 73.11.02 soltanto dal titolo Digital Marketer;
- confondere gestione campagne con rivendita di spazi pubblicitari;
- aprire la Gestione Separata senza verificare se l’attività è professionale o d’impresa;
- considerare 5.000 euro una soglia generale per non aprire la Partita IVA;
- dare per automatico il 5% del forfettario;
- incassare budget pubblicitari senza aver definito come saranno documentati;
- ignorare clienti e fornitori esteri.
Guide collegate
Per completare l’avvio consulta anche il calcolo tasse Digital Marketer e la pagina sul commercialista per Digital Marketer. Se l’attività è principalmente social media management puoi utilizzare le guide dedicate al Social Media Manager.
Domande frequenti
Sotto 5.000 euro non serve la Partita IVA?
Non è una regola generale. Se l’attività viene svolta abitualmente, l’obbligo fiscale non dipende dal superamento della soglia di 5.000 euro.
73.11.02 è sempre il codice del Digital Marketer?
No. È molto frequente per gestione campagne e consulenza marketing, ma pianificazione, influencer marketing, intermediazione pubblicitaria e ricerca di mercato hanno voci specifiche.
Serve la Camera di Commercio?
Non automaticamente per il libero professionista. Se l’attività viene esercitata con natura d’impresa o con un modello commerciale che lo richiede, vanno verificati gli adempimenti camerali.
Posso lavorare con clienti esteri in forfettario?
Sì, ma le regole di fatturazione e gli adempimenti IVA vanno determinati in base al Paese e al tipo di cliente. Il forfettario non elimina gli obblighi internazionali.
In sintesi
Aprire Partita IVA come Digital Marketer nel 2026 significa partire dai servizi reali e dal modello con cui vengono venduti. Solo dopo aver distinto gestione campagne, pianificazione, intermediazione, ricerca e altre attività si possono scegliere ATECO, previdenza e regime fiscale senza creare una posizione basata su automatismi.
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