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Codice ATECO web agency 2026: pubblicità, siti e software

Aggiornato il 11 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO web agency 2026: pubblicità, siti e software

Qual è il codice ATECO di una web agency nel 2026? Non esiste un codice unico valido per ogni agenzia digitale. Se l’attività principale è la conduzione di campagne pubblicitarie, il riferimento da verificare è 73.11.02; per l’ideazione e pianificazione pubblicitaria è 73.11.01; per lo sviluppo informatico dei siti il codice di riferimento può essere 62.10.00; per la sola grafica delle pagine web è 74.12.01. Una web agency che combina advertising, programmazione, design e hosting deve identificare l’attività effettivamente prevalente e valutare quali attività secondarie siano realmente esercitate.

La distinzione dipende da cosa viene venduto e realizzato, non dal nome «web agency», dal numero di dipendenti o dal fatto che i servizi siano svolti online. Un’agenzia che crea campagne Google Ads per conto dei clienti, una che sviluppa applicazioni web e una che rivende spazi pubblicitari non svolgono necessariamente la stessa attività economica. Per questo il codice ATECO di una società di comunicazione non può essere attribuito copiando quello di un Digital Marketer individuale.

La classificazione da usare è ATECO 2025, applicata operativamente dal 1° aprile 2025. L’ISTAT, con aggiornamento del 15 luglio 2026, ha confermato che l’aggiornamento 2026 riguarda le tavole di corrispondenza con ATECO 2022, non la struttura e i titoli dei codici ATECO 2025. Di conseguenza, alcuni numeri presenti in vecchie guide online non descrivono più correttamente l’attività nel sistema vigente. Questa pagina ti aiuta a scegliere tra le classificazioni 2025; per apertura, forma giuridica e procedure operative trovi invece la guida come aprire una web agency.

Tabella dei codici ATECO 2025 per web agency: quale scegliere

Il primo passo consiste nel suddividere i servizi che l’agenzia offre ai clienti in categorie concrete. L’espressione generica «marketing digitale» può comprendere sia progettazione sia esecuzione, mentre la parola «sito web» può riferirsi alla grafica, alla programmazione, all’hosting o alla gestione del portale. Le note esplicative ufficiali dell’ISTAT indicano quali operazioni ricadono nelle diverse sottocategorie e quali sono escluse. Il codice principale va individuato sulla base dell’attività economica prevalente secondo i criteri applicabili, non scegliendo quello che apparentemente dà la percentuale fiscale più conveniente.

Le voci riportate nella tabella sono codici da verificare, non un elenco di iscrizioni da inserire tutte insieme. L’attività prevalente va determinata analizzando servizi, valore economico delle diverse prestazioni e organizzazione concreta; i codici secondari devono corrispondere a ulteriori attività davvero esercitate. Se la web agency vende un progetto «chiavi in mano» fatto di grafica, software e pubblicità, bisogna valutare chi assume gli obblighi verso il cliente e quali prestazioni distinte sono effettivamente vendute, anziché spezzare artificialmente ogni singola fattura.

Un’agenzia che segue esclusivamente Google Ads o Meta Ads può essere correttamente inquadrata nell’ambito pubblicitario. Se il servizio dominante è costruire siti con codice e funzionalità software, il riferimento può essere nell’informatica. Se la sua attività consiste prevalentemente in disegni e interfacce grafiche senza programmazione, la classificazione della grafica web merita una verifica separata. Le differenze sono importanti anche quando si valutano ulteriori codici per servizi accessori.

Servizio principale ATECO 2025 da verificare Attenzione a
Ideazione, strategia creativa e progettazione di campagne pubblicitarie 73.11.01 Non coincide con la sola conduzione operativa
Gestione di campagne, direct marketing e altri servizi pubblicitari 73.11.02 Modello di gestione e servizio effettivamente svolto
Attività specifica di influencer marketing 73.11.03 Non ogni campagna social ricade automaticamente qui
Concessionarie e rivendita di spazi pubblicitari 73.12.00 Chi compra e vende gli spazi in proprio
Consulenza gestionale su strategia, organizzazione e politiche marketing 70.20.09 Solo se prevale vera consulenza imprenditoriale e gestionale
Grafica e design di pagine web 74.12.01 Distinta dalla programmazione tecnica
Brand identity, grafica pubblicitaria e comunicazione visiva generale 74.12.09 Grafica non circoscritta alle pagine web
Programmazione, siti sviluppati in codice e applicazioni web 62.10.00 Funzionalità tecniche e sviluppo software
Consulenza informatica e integrazioni tecnologiche 62.20.10 Non è consulenza marketing generica
Fornitura effettiva di hosting e infrastrutture informatiche 63.10.10 Servizio venduto e responsabilità del fornitore
Pubbliche relazioni e comunicazione non specificate altrove 73.30.09 PR e comunicazione, non qualsiasi campagna Ads

Pubblicità: 73.11.01, 73.11.02, 73.11.03 o 73.12.00?

ATECO 2025 distingue con maggiore dettaglio le attività pubblicitarie. 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie riguarda la parte creativa e progettuale: definizione della campagna, sviluppo dei messaggi, progettazione pubblicitaria, pianificazione e organizzazione della comunicazione. Una web agency che viene incaricata di concepire la campagna e progettarne il contenuto senza gestirne quotidianamente l’esecuzione deve verificare questa voce. Non è sufficiente chiamare il lavoro «marketing strategico»: occorre distinguere la vera ideazione pubblicitaria dalla consulenza gestionale aziendale.

73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari è il riferimento da verificare per una web agency che gestisce operativamente campagne pubblicitarie, promozione, attività di fidelizzazione, direct marketing e altri servizi compresi nelle note ISTAT. Può essere pertinente per chi configura e ottimizza annunci Google Ads e Meta Ads dei clienti e vende principalmente tale servizio. Il codice non va però esteso automaticamente a sviluppo di software, vendita di prodotti o servizi tecnologici autonomi.

73.11.03 – Attività di influencer marketing riguarda il perimetro specifico dell’influencer marketing. Non basta pubblicare contenuti sui social o gestire una campagna con creator per stabilire che ogni attività dell’agenzia sia da classificare in questa voce: bisogna analizzare il servizio economicamente prevalente, gli accordi con i brand, il ruolo degli influencer e l’effettiva prestazione resa. L’esistenza di collaborazioni con influencer può essere un’attività accessoria all’interno di una gestione pubblicitaria più ampia.

73.12.00 – Attività di concessionarie pubblicitarie deve essere distinto dal lavoro di chi si limita a pianificare e gestire il budget del cliente. Se l’agenzia compra o commercializza in proprio spazi pubblicitari, il modello contrattuale e il servizio reso possono essere diversi dalla conduzione delle campagne. Devi verificare chi è l’acquirente nei confronti di Google o Meta, a chi sono intestate le fatture, se il cliente compra un servizio di gestione o se l’agenzia gli rivende effettivamente pubblicità. La scelta ATECO non deriva dalla sola esistenza di pagamenti destinati alle piattaforme.

Per esempio, un consulente può fatturare 900 euro per amministrare un account che il cliente finanzia direttamente con 5.000 euro di annunci. È un’operazione diversa dal vendere un pacchetto advertising per 5.900 euro acquistando gli spazi a nome dell’agenzia. La distinzione conta anche nella qualificazione delle somme, nei contratti e nella scelta della forma di esercizio. Per i dettagli relativi a fatture, anticipazioni documentate e rimborsi, non duplicati qui, consulta fatturare budget Google Ads e Meta Ads.

Il nostro articolo sul codice ATECO 73.11.02 spiega già in profondità che cosa comprende la gestione pubblicitaria individuale. Questa pagina risponde invece alla domanda più ampia dell’agenzia multi-servizio: quando il marketing è un’attività principale, quando è secondaria e quando prevalgono servizi grafici, informatici o di consulenza differente. Lo stesso codice 73.11.02 non diventa un’etichetta universale soltanto perché l’azienda è chiamata web agency.

Grafica web, sviluppo e hosting: 74.12.01, 62.10.00 e 63.10.10

La parola «realizzazione di siti internet» è ambigua dal punto di vista della classificazione. Se il servizio consiste prevalentemente nel disegnare l’aspetto grafico delle pagine web, con interfacce e componenti visive, il codice 74.12.01 – Grafica di pagine web è quello da verificare. Le note ATECO distinguono esplicitamente questa attività dal lavoro di programmazione informatica, anche quando la progettazione riguarda sempre un sito. Non basta usare WordPress, Figma o un altro strumento per attribuire automaticamente il codice: conta cosa viene realizzato e venduto.

Se invece l’agenzia realizza funzionalità software, applicazioni, plugin, API o pagine web attraverso una vera attività di sviluppo informatico, la classificazione di riferimento può essere 62.10.00 – Attività di programmazione informatica. Questo codice è previsto nella struttura ATECO 2025; alcune guide ancora presenti online riportano vecchi numeri come 62.01.00 della classificazione precedente. Occorre consultare ISTAT e non importare un codice storico in un’apertura del 2026 soltanto perché era diffuso fra sviluppatori.

Una web agency che fornisce soprattutto supporto e progettazione di sistemi informatici, analisi tecnica e servizi di consulenza ICT deve valutare se sia pertinente 62.20.10 – Attività di consulenza informatica. È diverso dal 62.10.00 quando prevale la consulenza tecnica rispetto alla produzione di codice; non è però un codice da scegliere soltanto perché si fa marketing con strumenti digitali. Un corso sull’utilizzo di una piattaforma pubblicitaria non si trasforma automaticamente in una consulenza informatica classificabile nel 62.20.10.

Se l’agenzia offre hosting e infrastrutture informatiche come servizio economico effettivo può essere pertinente 63.10.10. Bisogna tuttavia distinguere la vendita e la gestione effettiva di infrastrutture dal semplice acquisto di un servizio hosting di un fornitore terzo necessario per costruire il sito del cliente. Un costo per un server non prova da solo che l’attività prevalente dell’agenzia sia quella di hosting. Contratti, responsabilità tecniche e flussi economici sono determinanti.

Per identità visiva, loghi e grafica pubblicitaria non circoscritta alle pagine web, il codice da verificare è invece 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva. La differenza fra 74.12.01 e 74.12.09 sta nel perimetro del servizio: progettazione di pagine web nel primo caso; progettazione visiva più generale nel secondo. Chi realizza anche campagne, siti e brand può dover analizzare più attività, senza attribuire tre codici se una di esse è soltanto accessoria e non realmente esercitata come attività distinta.

Per il dettaglio già disponibile sul nostro sito consulta codice ATECO web designer: grafica o sviluppo e codice ATECO programmatori. Questa guida non replica i requisiti delle singole professioni: serve a scegliere un insieme coerente di codici quando la stessa web agency vende sia servizi creativi sia servizi tecnici e pubblicitari.

Consulenza marketing, SEO, PR e attività tecniche: non confonderle

La consulenza imprenditoriale e gestionale può essere distinta dalla realizzazione o conduzione di campagne. Il codice 70.20.09 – Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a. comprende, secondo le note ISTAT, forme di assistenza e orientamento alle imprese in materia di organizzazione, processi, pianificazione strategica e obiettivi o politiche di marketing. Non va confuso con il 73.11.02 quando la prestazione economicamente venduta è invece la gestione pubblicitaria in senso operativo.

Un’agenzia che lavora con i direttori aziendali per definire obiettivi commerciali, modelli organizzativi e strategie potrebbe svolgere attività di consulenza gestionale; un’agenzia che pianifica creativamente una campagna può avere un servizio di ideazione pubblicitaria; quella che ottimizza gli annunci ogni giorno può svolgere conduzione delle campagne. In tutti i casi la parola «strategia» in un preventivo non basta: conta il contenuto del servizio, il risultato atteso e l’autonomia dell’incarico rispetto alle altre prestazioni.

Per la SEO occorre particolare cautela. L’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca può comprendere analisi e consulenza sulla visibilità, contenuti, marketing, interventi tecnici sul sito o sviluppo software. Non è corretto affermare che esista un unico codice ATECO universalmente valido per chi fa SEO, né attribuire il 73.11.02 automaticamente a qualsiasi consulenza che abbia una componente online. La scelta va effettuata valutando se prevalgano servizi pubblicitari, consulenza gestionale, progettazione grafica, programmazione o altre attività specifiche.

Nel settore delle pubbliche relazioni e comunicazione può essere pertinente 73.30.09, ma non ogni impresa che scrive newsletter o gestisce social media svolge prevalentemente PR. Occorre distinguere attività di relazioni pubbliche e comunicazione da gestione pubblicitaria, influencer marketing e attività imprenditoriale di altra natura. Un’agenzia che pianifica la comunicazione istituzionale e organizza i rapporti con stakeholder non deve essere automaticamente equiparata a un’agenzia che compra campagne su Meta.

Se vendi un pacchetto SEO che comprende audit, copywriting, modifica del sito e campagne Ads, costruisci un prospetto delle singole attività, dei contratti e dei ricavi, indicando quali sono autonome e quali servono soltanto a completare la prestazione principale. Una riclassificazione artificiale per ottenere un coefficiente fiscale inferiore può creare incoerenze con fatture e rapporti reali. Per le attività di marketing operativo già trattate resta utile il cluster Partita IVA per campagne marketing.

Più codici ATECO per una web agency: attività prevalente e secondarie

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È possibile che una web agency svolga più attività economiche effettivamente distinte. Un’agenzia può progettare siti con codice, realizzare grafiche e gestire campagne: non necessariamente tutte queste prestazioni devono essere fatte rientrare in un’unica voce ATECO solo perché compaiono nello stesso sito commerciale. La classificazione deve rappresentare l’attività prevalente secondo i criteri applicabili e le attività secondarie realmente esercitate, non tutte quelle che l’agenzia pensa di offrire un giorno.

Un esempio: un’agenzia realizza soprattutto siti software su commessa, mentre offre la gestione di Google Ads ai propri clienti come linea di servizio autonoma. Se lo sviluppo è l’attività prevalente e la gestione pubblicitaria è effettivamente una seconda attività, possono esserci motivi per valutare un codice nell’ambito 62.10.00 come prevalente e uno nell’ambito 73.11.02 come secondario. Ma la decisione non può essere presa da un solo contratto o sulla base del numero dei servizi elencati nel listino.

Secondo esempio: un’agenzia fattura principalmente gestione e ottimizzazione di campagne, con attività accessorie di grafica per gli annunci. Se la grafica è solo un componente strumentale e non una prestazione autonoma che l’agenzia offre sul mercato, non va dato per scontato che serva una seconda attività da dichiarare. Se invece vende separatamente corporate design e brand identity, il 74.12.09 merita un controllo. Il medesimo ragionamento vale per le modifiche tecniche al sito e per la programmazione.

Terzo esempio: un’agenzia cura marketing e vende anche l’hosting dei siti dei clienti. Se fornisce effettivamente servizi di infrastruttura con specifiche responsabilità e un rapporto economico autonomo, può essere pertinente un codice relativo all’hosting. Se invece acquista semplicemente un abbonamento necessario per un progetto e il contratto prevede uno sviluppo una tantum, l’inquadramento va esaminato diversamente. Non tutto ciò che compare in una voce di costo diventa un’attività economica autonoma dell’agenzia.

Quando cambia la prevalenza in modo stabile oppure inizia una nuova attività concreta, può essere necessario aggiornare i dati fiscali e, nei casi pertinenti, camerali. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 24/E dell’8 aprile 2025 ha precisato che il solo passaggio automatico alla classificazione ATECO 2025 non imponeva una dichiarazione di variazione IVA; questa precisazione non significa che un cambiamento reale dell’attività non debba essere comunicato secondo le regole applicabili.

Prima di aprire più codici, prepara un prospetto che associ a ogni prestazione: oggetto contrattuale, risultati consegnati, attività realmente svolta, fatture emesse, peso economico e responsabilità. Presentalo al commercialista e verifica se il servizio è già compreso nel codice principale, richiede un codice secondario o comporta nuovi obblighi. Per l’inquadramento generale vedi più codici ATECO con la stessa Partita IVA e codice ATECO principale e secondario.

Regime forfettario, INPS e procedure: quali effetti ha il codice scelto?

Il codice ATECO non è soltanto una voce descrittiva: può incidere sul coefficiente di redditività applicabile a una persona fisica nel regime forfettario, quando ne ricorrono i requisiti. Le attività pubblicitarie considerate qui ricadono generalmente nell’ambito di coefficienti di riferimento diversi da alcune attività di servizi informatici; la percentuale corretta va ricostruita utilizzando la classificazione effettiva e la tabella fiscale vigente. Non è corretto estendere il 78% pubblicitario a qualunque linea di attività della web agency né assegnare una percentuale più bassa solo perché fa uso di software.

Se esistono più attività con codici che ricadono in gruppi di redditività differenti, la disciplina del forfettario può richiedere la determinazione separata del reddito relativo ai ricavi delle attività rilevanti. Occorre quindi predisporre fatture e registrazioni che permettano di ricostruire che cosa è stato venduto e a quale attività appartiene il corrispettivo. Una fattura per un «pacchetto web agency» non chiarisce automaticamente quanto sia riferibile a pubblicità, sviluppo software o altri servizi, soprattutto quando il contratto non li distingue.

Il regime forfettario è applicabile alle persone fisiche che soddisfano tutti i requisiti; una SRL non può adottarlo come regime fiscale della società. Anche per un’attività individuale bisogna verificare soglie, cause ostative e modello di ricavi. Il codice ATECO non determina da solo il diritto al 5% o al 15% né elimina obblighi fiscali derivanti da acquisti e clienti esteri. Per apertura e confronto dei regimi rinviamo alla guida aprire web agency: Partita IVA, impresa o SRL.

Anche per l’INPS non basta leggere il codice. Il libero professionista senza Cassa autonoma può essere tenuto alla Gestione Separata; un’impresa che ricade nei requisiti della Gestione Commercianti o Artigiani segue invece regole differenti. Nei rapporti societari bisogna verificare anche ruoli dei soci e compensi degli amministratori. Il medesimo codice di attività non crea automaticamente la stessa posizione previdenziale per ogni soggetto, soprattutto se cambia la natura del lavoro e l’organizzazione dell’impresa.

Per gli adempimenti, un professionista in proprio può avere un percorso di apertura fiscale differente da quello di un’impresa soggetta a iscrizione camerale. Se l’attività è soggetta a procedure SUAP o ad altri requisiti specifici, devono essere verificati singolarmente. La scelta di un codice della divisione 73 o 62 non significa automaticamente che serva la SCIA, così come non garantisce l’assenza di ogni pratica. Se un’agenzia acquista e rivende pubblicità in proprio, vanno verificati anche i rapporti con i fornitori e la natura delle somme incassate.

La guida contributi INPS Digital Marketer distingue Gestione Separata e Commercianti e può essere un punto di partenza per attività pubblicitarie. Una web agency multi-servizio o societaria richiede comunque un esame proprio. Il codice va deciso insieme a forma dell’attività, previdenza e documentazione, senza trattare la classificazione ATECO come una scelta isolata dal modello economico.

ATECO 2026: vecchi codici, conversione e documenti da verificare

Molte guide online descrivono ancora lo sviluppo di siti con il codice 62.01.00 e la consulenza informatica con 62.02.00, numeri diffusi nell’ATECO precedente. Nella classificazione 2025 le voci di riferimento da verificare sono, rispettivamente, 62.10.00 per la programmazione informatica e 62.20.10 per la consulenza informatica. Per la grafica delle pagine web il codice 2025 è 74.12.01, mentre la vecchia classificazione utilizzava 74.10.21. I numeri vecchi possono ancora comparire in documenti storici, ma non devono essere copiati senza controllo nell’apertura di una nuova attività.

Il 15 luglio 2026 ISTAT ha aggiornato alcune corrispondenze tra ATECO 2025 e 2022, chiarendo che non erano cambiate struttura, livelli o descrizioni dei codici correnti. Quindi l’espressione «ATECO 2026» non indica automaticamente un nuovo elenco di codici indipendente da ATECO 2025. Per un’attività che nasce oggi si consultano le voci correnti e le loro note esplicative; per una partita IVA precedente può essere necessario ricostruire il raccordo storico con i dati del Registro Imprese o dell’Anagrafe tributaria.

La risoluzione 24/E/2025, commentata da FiscoOggi, aveva chiarito che l’adozione della nuova classificazione non determinava da sola l’obbligo di inviare una variazione dati IVA. Quando però cambia effettivamente l’attività esercitata, restano le regole di comunicazione delle variazioni pertinenti. È importante non confondere la transizione statistica con l’avvio o la cessazione di un servizio realmente distinto.

Prima di registrare o aggiornare l’agenzia controlla almeno: denominazione precisa del codice, descrizioni delle attività incluse, esclusioni, eventuale corrispondenza del vecchio codice, forma dell’attività, gestione previdenziale e ricavi delle prestazioni. Poi verifica coerenza con contratti, fatture e dati camerali. Se il progetto comprende progettazione di siti, programmazione e pubblicità, individua prima il servizio prevalente reale e soltanto dopo valuta eventuali codici secondari.

Non scegliere un codice soltanto perché un concorrente usa quella stessa voce in una visura. Due web agency possono avere portafogli di servizi, accordi con i clienti e organizzazioni differenti. Anche l’uso di un nome commerciale «agenzia di comunicazione» non prova che la prevalenza sia pubblicitaria: un’azienda può incassare soprattutto da sviluppo, gestione di infrastrutture o consulenza. I documenti effettivi sono la base per una scelta difendibile.

Le fonti migliori sono il portale ISTAT ATECO 2025 e aggiornamenti 2026 e le note esplicative disponibili nella documentazione ufficiale. L’aggiornamento dei portali terzi può essere più lento di quello istituzionale: quando compaiono codici 62.01.00 o 74.10.21 presentati come codici correnti 2026, è opportuno verificare prima di utilizzarli.

Domande frequenti sul codice ATECO della web agency

Qual è il codice ATECO principale per una web agency? Non ne esiste uno unico: si sceglie in base all’attività realmente prevalente. Gestione campagne, programmazione e grafica web possono richiedere rispettivamente 73.11.02, 62.10.00 o 74.12.01 quando ricorrono i presupposti.

Qual è il codice ATECO 2025 per creare siti web? La grafica delle pagine web può essere classificata con 74.12.01; lo sviluppo e la programmazione tecnica con 62.10.00. Occorre verificare la prestazione effettiva e i casi misti.

Il vecchio 62.01.00 è ancora il codice per programmatori nel 2026? Per le nuove classificazioni ATECO 2025, la programmazione informatica è 62.10.00. Il 62.01.00 appartiene alla precedente classificazione; controlla le tavole di raccordo ISTAT per i documenti storici.

Una web agency può avere più codici ATECO? Sì, quando svolge effettivamente più attività economiche. L’attività prevalente e quelle secondarie vanno documentate, senza aggiungere codici per servizi solo ipotizzati o prestazioni puramente accessorie.

Con Google Ads e Meta Ads devo usare sempre 73.11.02? È il riferimento da verificare per la conduzione delle campagne e servizi pubblicitari, ma ideazione, influencer marketing e attività di concessionaria hanno altri codici. Non basta il nome delle piattaforme.

Il codice ATECO 73.12.00 serve a chi gestisce budget dei clienti? Non automaticamente. Riguarda attività di concessionarie pubblicitarie; bisogna distinguere gestione operativa degli annunci dal modello in cui si commercializzano o rivendono spazi in proprio.

Cambiare il codice ATECO richiede sempre una variazione della Partita IVA? Il solo passaggio automatico dalla vecchia classificazione al 2025 non imponeva di per sé una variazione; un reale cambiamento dell’attività svolta richiede invece la verifica delle comunicazioni previste.

Il codice ATECO determina automaticamente l’INPS? No. La posizione previdenziale dipende anche dalla natura professionale o imprenditoriale e dalla situazione personale o societaria. Il codice è un elemento, non l’unico criterio.

In sintesi: il codice ATECO di una web agency va scelto in base ai servizi realmente venduti. Pubblicità, ideazione, gestione Ads, grafica, programmazione, consulenza tecnica, hosting e consulenza gestionale possono appartenere a classificazioni differenti. La soluzione non consiste nel selezionare più codici possibili, ma nell’individuare l’attività prevalente, verificare le attività secondarie effettive e mantenere coerenza con contratti, fatture e previdenza.

Fonti ufficiali: ISTAT ATECO 2025, aggiornamento 2026; documentazione tecnica e note esplicative ISTAT; Agenzia delle Entrate, risoluzione 24/E/2025. La scelta finale deve essere verificata con le prestazioni e la posizione effettivamente esercitate, non sulla sola denominazione commerciale.

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