Il codice ATECO del Product Manager nel 2026 va scelto in base alla natura dell’incarico e non al solo titolo professionale. Per il Product Manager freelance che supporta imprese e startup su strategia, roadmap, priorità, organizzazione, processi e coordinamento del prodotto, il riferimento principale da valutare è 70.20.09 – Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a..
La figura può però avvicinarsi a consulenza informatica, sviluppo software, ricerche di mercato o attività commerciali. La classificazione deve quindi seguire il servizio effettivamente venduto, i contratti e i deliverable.
70.20.09: cosa comprende ISTAT
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono nel 70.20.09 servizi di consulenza, orientamento e assistenza operativa in materia di pianificazione, organizzazione, efficienza, controllo e gestione delle informazioni aziendali. È un perimetro coerente con chi affianca un’organizzazione nella gestione strategica e operativa del prodotto.
Attività tipiche del Product Manager freelance
- definizione e revisione della product strategy;
- roadmap e prioritizzazione delle iniziative;
- analisi dei bisogni e delle opportunità;
- definizione di obiettivi, KPI e metriche;
- coordinamento di stakeholder e team cross-funzionali;
- supporto alla discovery e validazione delle iniziative;
- organizzazione dei processi di prodotto;
- supporto al go-to-market e al miglioramento continuo.
Product Owner: stesso codice?
Il Product Owner può essere più vicino a backlog, user story, acceptance criteria e collaborazione quotidiana con il team tecnico. Se svolge queste attività come consulenza organizzativa e di prodotto, il 70.20.09 può essere coerente. Se invece fornisce una vera consulenza tecnica sui sistemi o sviluppa software, la classificazione va rivalutata.
Quando verificare 62.20.10
Il codice 62.20.10 – Attività di consulenza informatica va verificato quando il servizio prevalente riguarda architetture, sistemi, requisiti software, integrazioni o consulenza tecnica IT. Collaborare con sviluppatori non trasforma da solo il Product Manager in consulente informatico: deve essere la componente tecnica a costituire il servizio venduto al cliente.
Quando verificare 62.10.00
Se il professionista sviluppa direttamente applicazioni, funzionalità o software come prestazione principale, va verificato 62.10.00 – Attività di programmazione informatica. La scrittura occasionale di query, prototipi o strumenti di supporto non cambia automaticamente l’attività prevalente.
Ricerche utenti e ricerche di mercato
Interviste, test e analisi utenti possono essere fasi accessorie della product discovery. Se invece il professionista vende stabilmente e autonomamente servizi di ricerca di mercato, analisi del mercato o raccolta strutturata di dati per conto dei clienti, va verificata la voce specifica più coerente. Anche qui conta la prevalenza economica e funzionale dell’incarico.
Product analytics e analisi dati: quando restano accessorie
Dashboard, funnel, retention, conversione, coorti e metriche di utilizzo sono strumenti normali del Product Manager. Se vengono usati per prendere decisioni sul prodotto all’interno dell’incarico di consulenza gestionale, restano una componente del servizio principale. Se invece il professionista vende separatamente attività di data analysis, business intelligence o implementazione tecnica dei sistemi di tracciamento, bisogna verificare il codice specifico dell’attività effettivamente resa.
Go-to-market, pricing e attività commerciale
Il Product Manager può contribuire a pricing, posizionamento, lancio e go-to-market senza trasformarsi automaticamente in agente o intermediario. Il quadro cambia se il compenso deriva principalmente da provvigioni, vendita diretta, procacciamento di clienti o intermediazione commerciale. In quel caso il contratto e il modello di remunerazione possono richiedere un inquadramento diverso dal 70.20.09.
Fractional Product Manager e interim management
Un incarico fractional o interim può rientrare nella consulenza gestionale se il professionista opera con autonomia e supporta temporaneamente la funzione prodotto. Il contratto dovrebbe chiarire responsabilità, durata, obiettivi e autonomia. La presenza continuativa presso un solo cliente non determina da sola un nuovo codice ATECO, ma richiede attenzione alla reale natura del rapporto.
Prodotto proprio e consulenza per clienti: due modelli da distinguere
Chi sviluppa e commercializza un proprio software, una piattaforma o un servizio digitale non sta necessariamente svolgendo la stessa attività del Product Manager consulente. Nel primo caso il reddito può derivare dalla vendita o concessione del prodotto; nel secondo dalla prestazione professionale resa a un cliente. Se i due modelli convivono stabilmente, è utile tenere distinti contratti, fatture e ricavi e verificare se servono più codici ATECO.
Coefficiente di redditività del 78%
Per il Product Manager inquadrato nel 70.20.09 il coefficiente di redditività di riferimento nel regime forfettario è 78%. Con 40.000 euro di compensi, il reddito lordo forfettario è 31.200 euro. Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo presunto.
Previdenza: Gestione Separata
Nel tipico lavoro autonomo professionale senza cassa, il Product Manager è iscritto alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota è del 26,07% per il professionista non pensionato e non assicurato presso altra forma obbligatoria e del 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati. La previdenza va comunque verificata sulla posizione personale.
Come descrivere le fatture
La descrizione dovrebbe riflettere il servizio: “consulenza product strategy”, “supporto roadmap e prioritizzazione”, “product discovery”, “consulenza organizzazione processi di prodotto” o “fractional product management”. Descrizioni coerenti con il contratto aiutano a documentare la natura gestionale dell’attività.
Quando aggiungere un secondo codice
Se il professionista svolge stabilmente attività autonome differenti, per esempio product management e sviluppo software fatturati separatamente, può essere opportuno un secondo codice. Se invece le attività tecniche sono accessorie alla gestione del prodotto, aggiungere codici senza necessità può rendere meno chiaro l’inquadramento.
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