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Codice tributo 1790: primo acconto forfettario e compilazione F24

Aggiornato il 10 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice tributo 1790: primo acconto forfettario e compilazione F24

Il codice tributo 1790 si usa per versare la prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario. Va indicato nella sezione Erario del modello F24 e non deve essere confuso né con il 1791, utilizzato per la seconda rata o per l’acconto in unica soluzione, né con il 1792, destinato al saldo.

La definizione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate è: “Imposta sostitutiva sul regime forfetario – acconto prima rata – art. 1, c. 64, legge n. 190/2014”. Questa guida spiega quando serve il 1790, quale anno indicare, come compilare l’F24, quando il primo acconto può essere rateizzato e quali errori evitare.

A cosa serve il codice tributo 1790

Il 1790 identifica esclusivamente la prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva dovuta da chi applica il regime forfettario previsto dalla legge 190/2014. L’acconto è un versamento riferito all’imposta dell’anno in corso, calcolato secondo le regole applicabili a partire dai dati risultanti dalla dichiarazione o, quando si sceglie il metodo previsionale, da una stima dell’imposta che sarà effettivamente dovuta.

Non è quindi un codice generico per “pagare le tasse del forfettario”. Per ogni componente esiste un codice preciso: il primo acconto usa 1790, il secondo acconto o l’acconto in unica soluzione usa 1791, mentre il saldo usa 1792.

1790, 1791 e 1792: la differenza

  • 1790: acconto dell’imposta sostitutiva, prima rata;
  • 1791: acconto, seconda rata oppure acconto in unica soluzione;
  • 1792: saldo dell’imposta sostitutiva.

Questa distinzione è confermata dalla ricerca ufficiale dei codici tributo dell’Agenzia delle Entrate. Se devi versare il secondo acconto trovi il caso specifico nella guida al secondo acconto del regime forfettario e codice 1791.

Quando si paga il primo acconto del forfettario

Il primo acconto viene normalmente versato insieme al saldo dell’anno precedente, nel periodo dei versamenti risultanti dalla dichiarazione dei redditi. La scadenza ordinaria è collegata al termine previsto per saldo e primo acconto, ma ogni anno possono intervenire differimenti o proroghe per determinate categorie di contribuenti.

Per il 2026, per esempio, lo scadenzario dell’Agenzia ha indicato il 30 giugno 2026 come termine ordinario per saldo 2025 e primo acconto 2026; per alcuni contribuenti interessati dal differimento collegato alle attività per cui sono approvati gli ISA, compresi i forfettari che rientravano nei requisiti del differimento, il termine senza maggiorazione è stato spostato al 20 luglio 2026. Per questo non conviene trasformare una data annuale in una regola eterna: prima del pagamento va sempre controllata la scadenza dell’anno interessato.

Come si determina l’importo da versare con il 1790

Il codice 1790 non determina da solo quanto devi pagare. L’importo nasce dalla dichiarazione dei redditi e dalle regole sugli acconti. Il software dichiarativo o il prospetto predisposto dal professionista calcola l’acconto complessivo e stabilisce se deve essere versato in più momenti oppure in unica soluzione.

È importante non applicare automaticamente una percentuale trovata in una guida generica: la ripartizione del primo e del secondo acconto può dipendere dalle regole applicabili al contribuente e dall’anno d’imposta. Il dato da riportare nell’F24 deve quindi coincidere con il prospetto della dichiarazione.

Metodo storico e metodo previsionale

Con il metodo storico l’acconto viene determinato partendo dall’imposta del periodo precedente secondo le regole previste. È il metodo ordinario e riduce il rischio di sottostimare il versamento.

Con il metodo previsionale puoi invece versare un acconto inferiore quando prevedi che l’imposta dell’anno in corso sarà più bassa. È una scelta utile, per esempio, se l’attività ha subito una forte riduzione dei compensi o se si verificano circostanze che riducono l’imposta dovuta. Il rischio è però concreto: se la previsione è troppo bassa, la parte non versata può generare sanzioni e interessi, eventualmente regolarizzabili con ravvedimento.

Come compilare l’F24 con codice tributo 1790

Il 1790 va inserito nella sezione Erario. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche un esempio ufficiale di compilazione e conferma che l’importo a debito può essere versato in forma rateale.

  • Codice tributo: 1790.
  • Rateazione/regione/prov./mese rif.: se il versamento è rateizzato, indica la rata e il numero complessivo di rate secondo il formato previsto. Nell’esempio ufficiale, prima rata di sei = 0106.
  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta per cui stai versando l’acconto. Per un primo acconto 2026, quindi, 2026.
  • Importi a debito versati: l’importo della rata che devi pagare.
  • Codice ufficio e codice atto: non si compilano nel normale versamento in autoliquidazione.

Il punto che genera più errori è l’anno: con il 1790 devi indicare l’anno dell’acconto, non quello del saldo che stai eventualmente pagando nello stesso F24.

Esempio: saldo 2025 e primo acconto 2026 nello stesso F24

Supponiamo che dalla dichiarazione presentata nel 2026 risultino un saldo dell’imposta sostitutiva relativo al 2025 e un primo acconto relativo al 2026. Nel modello F24 avrai due righe distinte:

  • saldo 2025: codice 1792, con riferimento al 2025;
  • primo acconto 2026: codice 1790, con riferimento al 2026.

Il fatto che i due versamenti vengano effettuati nello stesso giorno non cambia la loro natura. Il codice tributo e l’anno servono proprio a far capire all’Agenzia a quale debito imputare ciascun importo.

Il codice 1790 può essere rateizzato?

Sì, quando il primo acconto rientra tra gli importi rateizzabili secondo le regole dei versamenti risultanti dalla dichiarazione. L’esempio ufficiale del codice 1790 dell’Agenzia prevede espressamente la rateazione e mostra come compilare il campo dedicato.

Non va però confusa la rateazione del versamento di giugno/luglio con la seconda rata dell’acconto: sono due concetti diversi. Le rate mensili del primo versamento continuano a utilizzare il 1790; il secondo acconto annuale utilizza invece il 1791.

Primo anno di Partita IVA: il 1790 è sempre dovuto?

Nel primo periodo di attività normalmente manca un’imposta sostitutiva storica dell’anno precedente sulla quale calcolare l’acconto con il metodo storico. Non significa però che si debba decidere autonomamente di non pagare: il riferimento corretto resta il risultato della dichiarazione e delle istruzioni applicabili al caso concreto.

Quando presenterai la prima dichiarazione relativa all’attività forfettaria, il saldo dell’anno precedente e gli eventuali acconti dell’anno corrente verranno determinati separatamente. Per capire il quadro completo puoi consultare la guida alla dichiarazione dei redditi del regime forfettario.

1790 e 1793 non sono la stessa cosa

Attenzione a una confusione molto frequente online: il 1793 non è il primo acconto del regime forfettario. L’Agenzia delle Entrate attribuisce i codici 1793, 1794 e 1795 al diverso regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità. Per il regime forfettario i codici corretti sono 1790, 1791 e 1792.

Questa distinzione è particolarmente importante per chi trova vecchie guide sul “regime dei minimi” o articoli che usano impropriamente i due regimi come sinonimi.

Come pagare l’F24 del forfettario

I titolari di Partita IVA effettuano i versamenti con modalità telematiche. Puoi usare i servizi dell’Agenzia delle Entrate, i servizi di internet banking nei casi consentiti oppure un intermediario abilitato. Il servizio F24 Web dell’Agenzia delle Entrate consente di compilare e trasmettere gratuitamente il modello e dispone l’addebito sul conto alla data indicata.

Se trasmetti un F24 telematico e ti accorgi di un errore prima dell’addebito, F24 Web prevede anche la possibilità di chiedere l’annullamento entro i termini indicati dal servizio. Se invece il pagamento è già stato eseguito, la procedura dipende dal tipo di errore.

Cosa fare se hai usato il codice o l’anno sbagliato

Un errore nel codice tributo, nell’anno di riferimento o nell’imputazione del versamento non va corretto con un secondo pagamento “alla cieca”. Prima bisogna capire se il versamento è stato acquisito e quale dato è errato. In diversi casi è possibile utilizzare i servizi di assistenza dell’Agenzia per correggere l’F24 senza duplicare il versamento.

Abbiamo dedicato una guida specifica a come correggere un codice tributo sbagliato nell’F24 del forfettario.

Versamento in ritardo e ravvedimento

Se il primo acconto non viene pagato entro il termine applicabile, è possibile verificare il ricorso al ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta insieme a sanzione ridotta e interessi calcolati in base al ritardo e alle regole vigenti. Importo, codici accessori e calcolo dipendono dalla data in cui regolarizzi la posizione: evita quindi di replicare un vecchio esempio senza aggiornare aliquote e interessi.

Checklist prima di inviare l’F24 con 1790

  • verifica che il debito sia realmente il primo acconto del forfettario;
  • controlla l’importo risultante dalla dichiarazione;
  • usa la sezione Erario;
  • inserisci 1790, non 1791 o 1792;
  • indica l’anno dell’acconto;
  • se rateizzi, compila correttamente il campo rateazione;
  • non compilare codice ufficio e codice atto nel normale versamento;
  • controlla la scadenza effettiva dell’anno;
  • salva ricevuta e quietanza del pagamento.

Domande frequenti sul codice tributo 1790

A cosa serve il codice tributo 1790?

Serve a versare la prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario.

Che anno devo indicare con il 1790?

L’anno d’imposta per cui stai versando l’acconto. Se paghi il primo acconto 2026, indichi 2026 anche se nello stesso F24 stai pagando il saldo 2025.

Il 1790 si può rateizzare?

Sì, quando il primo versamento rientra nelle somme rateizzabili. L’Agenzia prevede espressamente la compilazione del campo rateazione per il 1790.

Il secondo acconto usa ancora il 1790?

No. Il secondo acconto o l’acconto in unica soluzione utilizza il codice 1791.

Il codice 1793 è per il forfettario?

No. Il 1793 appartiene al diverso regime fiscale di vantaggio. Per il primo acconto del forfettario il codice corretto è 1790.

Se sbaglio anno o codice devo pagare di nuovo?

Non automaticamente. Prima verifica come è stato acquisito il versamento e se l’errore può essere corretto tramite i servizi dell’Agenzia, evitando duplicazioni.

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