La dichiarazione dei redditi del regime forfettario 2026 si presenta con il modello Redditi Persone Fisiche 2026 e il reddito dell’attività viene determinato nel quadro LM. La dichiarazione riguarda i redditi prodotti nel 2025 e serve a calcolare reddito forfettario, contributi previdenziali deducibili, imposta sostitutiva, saldo e acconti.
Per compilare correttamente il modello non basta prendere il totale delle fatture emesse: bisogna verificare i compensi o ricavi fiscalmente rilevanti, il coefficiente di redditività, i contributi effettivamente versati, gli acconti già pagati e gli eventuali altri redditi personali. Dopo l’invio, inoltre, occorre conservare la ricevuta telematica e controllare i versamenti che derivano dalla dichiarazione.
Quale dichiarazione deve presentare un forfettario nel 2026?
L’Agenzia delle Entrate indica che chi nel 2025 ha percepito redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la Partita IVA deve utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche 2026. Per il reddito prodotto con la Partita IVA forfettaria non è quindi sufficiente il solo modello 730.
Anche chi possiede contemporaneamente redditi da lavoro dipendente o pensione deve gestire il reddito della Partita IVA tramite Redditi PF e quadro LM. Il modello deve essere presentato anche quando, per effetto di contributi, crediti o altri elementi, l’imposta sostitutiva finale risulta nulla.
Redditi PF Web o Redditi PF Online?
L’Agenzia mette a disposizione la dichiarazione precompilata Redditi PF. I contribuenti forfettari possono utilizzare Redditi PF Web quando la propria posizione rientra nelle funzionalità previste; nei casi più complessi può essere necessario utilizzare Redditi PF Online o affidarsi a un intermediario abilitato.
Quadro LM 2026: cosa deve indicare il contribuente forfettario
Il quadro LM è il cuore della dichiarazione. Il percorso ordinario è:
- individuare ricavi o compensi fiscalmente rilevanti del 2025;
- applicare il coefficiente di redditività previsto per l’attività;
- determinare il reddito lordo forfettario;
- dedurre i contributi previdenziali obbligatori ammessi;
- calcolare il reddito netto soggetto a imposta sostitutiva;
- applicare il 15% oppure il 5% quando spettante;
- considerare acconti, crediti e altre componenti per arrivare al saldo.
La nostra guida al regime forfettario approfondisce requisiti, soglia di 85.000 euro, uscita oltre 100.000 euro, cause ostative e aliquota ridotta.
Fatture emesse o compensi incassati?
Per molti professionisti forfettari si applica il principio di cassa: il dato da considerare non coincide automaticamente con il totale delle fatture emesse, ma con i compensi effettivamente percepiti. Una fattura emessa a dicembre 2025 e incassata nel 2026 può quindi appartenere fiscalmente a un periodo diverso rispetto a una somma incassata entro il 31 dicembre 2025.
Come si calcola il reddito da dichiarare nel forfettario
Nel regime forfettario i normali costi dell’attività non vengono sottratti uno per uno. Il reddito è determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività associato all’attività.
Esempio: un professionista con coefficiente del 78% e 50.000 euro di compensi rilevanti determina un reddito lordo di 39.000 euro. Se nello stesso anno ha versato 6.000 euro di contributi previdenziali obbligatori deducibili, la base su cui calcolare l’imposta sostitutiva scende, in linea generale, a 33.000 euro.
Con aliquota del 15%, l’imposta teorica su 33.000 euro è 4.950 euro; con aliquota del 5%, se spettante, è 1.650 euro. Per capire perché computer, auto, software e altri costi non vengono sottratti analiticamente puoi consultare la guida sulle spese deducibili nel regime forfettario.
Contributi previdenziali: LM35, eccedenza e Quadro RR
L’Agenzia delle Entrate, nelle istruzioni Redditi PF 2026, richiama il rigo LM35 per i contributi previdenziali relativi all’attività in regime forfettario. L’eventuale eccedenza che non trova capienza nel quadro LM può richiedere il coordinamento con il quadro RP.
Abbiamo approfondito il caso nella guida sui contributi superiori al reddito forfettario, LM49 e RP21 e nella guida sui contributi previdenziali deducibili.
A cosa serve il Quadro RR?
Per le posizioni INPS interessate, il Quadro RR serve a determinare e dichiarare la contribuzione previdenziale collegata al reddito. La compilazione cambia tra artigiani, commercianti e professionisti iscritti alla Gestione Separata. La guida al Quadro RR 2026 tratta saldo, acconti e compensazioni.
Saldo e acconti 2026: scadenze e codici tributo
Dalla dichiarazione Redditi PF 2026 derivano normalmente il saldo dell’imposta sostitutiva relativa al 2025 e gli acconti per il 2026. L’Agenzia delle Entrate indica come termine ordinario il 30 giugno 2026 per saldo e primo acconto.
Per i contribuenti che rientrano nel differimento previsto per determinate attività economiche, il versamento può avvenire entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione; le condizioni vanno verificate sulla posizione concreta. Per le date complessive puoi usare il nostro calendario fiscale del regime forfettario 2026.
| Codice tributo | Uso |
|---|---|
| 1790 | Acconto prima rata imposta sostitutiva |
| 1791 | Acconto seconda rata o unica soluzione |
| 1792 | Saldo imposta sostitutiva |
I codici sono quelli pubblicati dall’Agenzia delle Entrate per l’imposta sostitutiva del regime forfettario. Per il secondo acconto trovi anche la guida specifica sul codice 1791 e secondo acconto.
Quando scade la dichiarazione dei redditi 2026?
Il modello Redditi PF 2026 relativo ai redditi 2025 deve essere trasmesso telematicamente entro il termine previsto per la dichiarazione annuale. Nel 2026 il 31 ottobre cade di sabato e il termine slitta al 2 novembre 2026.
La scadenza di presentazione non coincide con quella dei pagamenti: saldo e primo acconto possono scadere mesi prima. Dichiarazione e versamento sono quindi adempimenti distinti.
Documenti da preparare prima di compilare Redditi PF 2026
- fatture emesse nel 2025;
- prospetto degli incassi effettivamente percepiti;
- eventuali note di credito;
- certificazioni di ritenute subite, se presenti;
- F24 di saldo e acconti già pagati;
- prospetto dei contributi previdenziali versati nel 2025;
- dati utili per il Quadro RR quando dovuto;
- eventuali crediti fiscali riportabili o compensabili;
- documentazione relativa agli altri redditi personali;
- oneri e spese che rilevano nei quadri diversi dal LM.
Una riconciliazione tra fatture, incassi, F24 e contributi riduce il rischio di dichiarare un reddito errato o di perdere deduzioni e crediti disponibili.
Dichiarazione precompilata: quali dati controllare
La presenza di dati nella precompilata non elimina la necessità di verificarli. Fatture elettroniche, Certificazioni Uniche, contributi comunicati da soggetti terzi e altri dati possono essere disponibili, ma il contribuente deve controllare che siano completi e collocati nel quadro corretto.
In particolare, i contributi previdenziali possono richiedere il corretto coordinamento tra LM35 e Quadro RP, mentre il reddito dell’attività deve essere ricostruito secondo le regole del regime e non semplicemente accettato senza verifica.
Cosa fare dopo l’invio di Redditi PF 2026
L’invio non chiude la gestione fiscale dell’anno. Dopo la trasmissione è utile eseguire quattro controlli:
- scaricare e conservare la ricevuta telematica che attesta la presentazione;
- conservare una copia del modello effettivamente trasmesso;
- verificare se la dichiarazione genera saldo, acconti, crediti o eccedenze;
- controllare che gli F24 da pagare siano coerenti con il risultato della dichiarazione e con le scadenze applicabili.
Se emerge un credito, va verificato come può essere utilizzato o riportato secondo le regole applicabili. Se emerge un debito, è importante distinguere saldo 2025, primo acconto 2026 e secondo acconto, evitando di considerarli come un unico importo indistinto.
Se trovi un errore dopo l’invio
Se dopo la trasmissione scopri un compenso omesso, un contributo non considerato, un codice errato o un altro dato sbagliato, non conviene ignorarlo. In base al momento in cui emerge l’errore e alla sua natura possono essere disponibili strumenti di correzione o dichiarazione integrativa previsti dalla normativa.
Prima di inviare una nuova dichiarazione bisogna identificare con precisione cosa è sbagliato e quale effetto produce su imposte, crediti e contributi, perché una correzione non deve creare una seconda incoerenza.
Errori comuni nella dichiarazione del forfettario
- confondere fatture emesse e compensi effettivamente incassati;
- usare un coefficiente di redditività non coerente con l’attività;
- dimenticare contributi previdenziali deducibili effettivamente versati;
- trattare i normali costi professionali come deduzioni analitiche;
- non coordinare Quadro LM e Quadro RR;
- dimenticare acconti già versati o crediti disponibili;
- applicare il 5% senza verificare tutte le condizioni;
- confondere la scadenza della dichiarazione con le scadenze dei pagamenti;
- non conservare ricevuta e copia del modello trasmesso.
Domande frequenti sulla dichiarazione dei redditi nel forfettario
Un forfettario può fare il 730?
Il reddito della Partita IVA forfettaria deve essere dichiarato con Redditi PF e Quadro LM. La presenza di redditi da lavoro dipendente non elimina questo obbligo.
Quale quadro compila il forfettario?
Il reddito soggetto all’imposta sostitutiva viene determinato nel Quadro LM. Se la posizione previdenziale lo richiede, può essere necessario compilare anche il Quadro RR.
Le spese dell’attività vanno indicate nel Quadro LM?
I normali costi professionali non vengono dedotti analiticamente: la componente di costo è riconosciuta attraverso il coefficiente di redditività, salvo il trattamento specifico dei contributi previdenziali.
Quando scade Redditi PF 2026?
Nel 2026 il termine telematico ordinario slitta al 2 novembre 2026 perché il 31 ottobre cade di sabato.
Quali sono i codici tributo del forfettario?
I principali sono 1790 per il primo acconto, 1791 per il secondo acconto o acconto unico e 1792 per il saldo dell’imposta sostitutiva.
Cosa devo conservare dopo l’invio?
Almeno la copia del modello trasmesso, la ricevuta telematica, i prospetti utilizzati per la compilazione e la documentazione dei versamenti e dei dati dichiarati.
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