Un commercialista per chiropratico nel 2026 deve coordinare correttamente ATECO, regime fiscale, previdenza e fatturazione, ma anche sapere dove finisce la competenza fiscale. Il codice 86.96.09 è espressamente previsto da ATECO 2025 per i trattamenti chiropratici; il coefficiente del forfettario è il 78%. Il quadro professionale italiano, però, non è ancora pienamente attuato.
Prima dell’apertura: il commercialista deve chiedere quale attività viene realmente svolta
Il primo controllo non dovrebbe limitarsi al nome “chiropratico”. Occorre ricostruire prestazioni offerte, titolo posseduto, eventuale formazione estera, luogo in cui si lavora, rapporti con strutture terze e altre attività svolte. Questa descrizione serve a scegliere correttamente il codice e a evitare che la documentazione fiscale attribuisca al professionista qualifiche o prestazioni non coerenti con la sua posizione concreta.
Il commercialista non rilascia un’abilitazione professionale
La legge n. 3/2018 ha individuato il chiropratico tra le professioni sanitarie, ma la documentazione ufficiale della Camera segnala che non risultano ancora adottati i decreti previsti per l’albo professionale e per il percorso formativo universitario italiano. Il commercialista può gestire gli aspetti tributari e previdenziali, ma non può certificare da solo che un determinato titolo consenta l’esercizio di specifici atti professionali.
ATECO 86.96.09: il dato fiscale è invece chiaro
Le note ISTAT ATECO 2025 includono espressamente i trattamenti chiropratici o chiroterapia nel 86.96.09 – Attività di medicine complementari e alternative n.c.a.. Non serve quindi descriverlo come un codice incerto. La verifica professionale resta necessaria, ma riguarda un piano diverso dalla classificazione economica.
Regime forfettario e coefficiente 78%
Quando il contribuente può utilizzare il forfettario, il 78% dei compensi incassati costituisce il reddito lordo fiscale. Con 50.000 euro di compensi il reddito lordo è 39.000 euro. Il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente: affitto dello studio, assicurazione, software, formazione, marketing, viaggi e attrezzature non vengono dedotti singolarmente.
Quando confrontare il forfettario con il regime ordinario
Il commercialista dovrebbe chiedere quanto incidono realmente studio, attrezzature, formazione, trasferte e altre spese. Se il costo effettivo supera stabilmente il 22% dei compensi, il forfettario può restare fiscalmente conveniente oppure no: serve una simulazione comparativa, soprattutto quando il professionista si avvicina alle soglie di permanenza nel regime.
Gestione Separata INPS: 26,07% o 24%
In assenza di una cassa professionale obbligatoria dedicata, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria.
Niente minimale fisso e niente riduzione del 35%
La Gestione Separata calcola i contributi sul reddito imponibile effettivo e non prevede il contributo minimo fisso delle gestioni Artigiani e Commercianti. Anche la riduzione contributiva del 35% prevista per tali gestioni non va applicata alla Gestione Separata. Il valore di 18.808 euro nel 2026 è un riferimento per l’accredito contributivo annuale, non una base minima su cui versare comunque una quota fissa.
Contributi e imposta: il calcolo deve rispettare l’ordine corretto
Il reddito forfettario viene determinato con il 78%; su questa base si calcolano i contributi previdenziali. I contributi obbligatori deducibili riducono poi la base su cui si applica l’imposta sostitutiva. Applicare semplicemente il 15% ai compensi produce una stima sbagliata del carico fiscale complessivo.
Fatturazione elettronica e trattamento IVA
La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 9/E del 24 febbraio 2026 chiarisce che, nell’attuale quadro regolatorio, le prestazioni chiropratiche non beneficiano automaticamente dell’esenzione IVA prevista per determinate prestazioni sanitarie. Nel forfettario il professionista applica le regole proprie del regime; se ne esce, il trattamento IVA deve essere riesaminato immediatamente. La stessa risoluzione rileva inoltre l’utilizzo della fatturazione elettronica per queste attività.
Incassi, pacchetti e principio di cassa
Nel forfettario contano i compensi effettivamente incassati. Se il cliente paga anticipatamente un pacchetto di prestazioni, l’incasso rileva fiscalmente nel momento del pagamento anche se alcune sedute vengono svolte successivamente. Per controllare soglia degli 85.000 euro, acconti e liquidità il commercialista deve quindi riconciliare fatture e movimenti finanziari.
Studio condiviso e rapporti con strutture
Molti professionisti lavorano presso studi multidisciplinari, palestre o altre strutture. È utile chiarire se il cliente paga direttamente il professionista, se la struttura trattiene una quota, se viene fatturato un canone o una prestazione organizzativa e chi gestisce appuntamenti e incassi. Una struttura contrattuale poco chiara può creare errori nel fatturato dichiarato e nella documentazione.
Attività secondarie: formazione, consulenza e vendita
Corsi, docenze, consulenze o vendita di prodotti non vanno automaticamente fatturati come trattamenti chiropratici. Se diventano attività autonome occorre valutare codici ATECO aggiuntivi, eventuali coefficienti diversi e la corretta separazione dei compensi. Il codice prevalente deve sempre seguire l’attività che genera la parte principale dei ricavi.
Controlli da fare durante l’anno
- monitorare compensi incassati e soglie del forfettario;
- verificare contributi e acconti Gestione Separata;
- controllare eventuale altra previdenza obbligatoria;
- tenere distinti incassi di attività diverse;
- aggiornare ATECO se il modello professionale cambia;
- rivalutare il trattamento IVA in caso di uscita dal forfettario;
- allineare documenti fiscali e descrizione pubblica dell’attività al perimetro effettivamente svolto.
Cosa dovrebbe comprendere la gestione annuale
Una gestione completa comprende dichiarazione dei redditi, calcolo di imposta e contributi, monitoraggio delle soglie, assistenza sulla fatturazione elettronica, verifica delle attività secondarie e pianificazione degli acconti. Quando emerge un dubbio sul titolo o sugli atti professionali consentiti, il commercialista dovrebbe segnalarlo e richiedere una verifica specialistica, non risolverlo con una semplice scelta ATECO.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per chiropratico, la guida su come aprire la Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo di tasse e contributi.
Apri la Partita IVA o passa a Regimeminimi.com
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.