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Commercialista per TSRM: ATECO, INPS, TS e radioprotezione

Aggiornato il 20 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Commercialista per TSRM: ATECO, INPS, TS e radioprotezione

Un commercialista per TSRM deve coordinare ATECO 86.99.09, regime fiscale, Gestione Separata INPS, Sistema Tessera Sanitaria, rapporti con strutture e corretta distinzione tra prestazione professionale e attività del centro diagnostico. Per il Tecnico sanitario di radiologia medica la gestione fiscale deve inoltre restare separata dagli obblighi tecnici di radioprotezione.

Gli errori più frequenti nascono quando il professionista viene trattato come un generico freelance oppure come se fosse il titolare del centro diagnostico: codice ATECO sbagliato, gestione INPS non corretta, fatture sanitarie impostate male o confusione tra obblighi fiscali e responsabilità della struttura.

Cosa deve conoscere un commercialista per TSRM

Il TSRM è una professione sanitaria regolamentata con titolo abilitante e iscrizione all’Albo. Il consulente fiscale deve quindi conoscere almeno l’inquadramento professionale di base per descrivere correttamente l’attività e distinguere eventuali linee ulteriori come formazione o consulenza.

ATECO 86.99.09: il codice del libero professionista

La FNO TSRM e PSTRP associa il Tecnico sanitario di radiologia medica al codice 86.99.09 per l’attività libero-professionale individuale.

Il commercialista dovrebbe quindi evitare di utilizzare automaticamente il codice dei centri diagnostici. La guida sul codice ATECO del TSRM approfondisce questa distinzione.

86.91.01: centro diagnostico e professionista non sono la stessa cosa

Il codice 86.91.01 identifica laboratori radiografici e altri centri di diagnostica per immagini. Un TSRM che fattura il proprio lavoro a una struttura non diventa per questo titolare del centro.

Questa differenza incide su autorizzazioni, organizzazione, radioprotezione, contratti e responsabilità.

Regime forfettario e coefficiente del 78%

Con il profilo professionale inquadrato in 86.99.09 il coefficiente di redditività è 78%. Il commercialista deve confrontare il 22% di costi presunti con le spese reali del professionista.

Ordine, assicurazione, ECM, trasferte e altre spese professionali non vengono dedotte analiticamente nel forfettario.

Soglie 85.000 e 100.000 euro

Il consulente deve monitorare la soglia ordinaria di 85.000 euro e il superamento dei 100.000 euro, che comporta la cessazione immediata del regime nello stesso anno.

Il controllo va fatto sugli incassi complessivi provenienti da tutte le strutture e dagli eventuali altri clienti.

Lavoro dipendente e soglia 35.000 euro

Nel 2026, nei casi in cui la verifica è dovuta, la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente è 35.000 euro.

Per un TSRM che svolge contemporaneamente lavoro dipendente e attività autonoma vanno controllate sia le cause ostative fiscali sia la posizione previdenziale.

Gestione Separata INPS: 26,07% o 24%

Il TSRM libero professionista non dispone di una cassa previdenziale autonoma e rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.

Nel 2026 l’aliquota è 26,07% per chi non ha altra previdenza obbligatoria e 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria.

Il minimale INPS non è un contributo fisso

Il reddito minimale 2026 di 18.808 euro serve per l’accredito contributivo pieno dell’anno. Non significa che il professionista debba versare un contributo minimo fisso indipendente dal reddito.

Contributi maturati e contributi versati

Il commercialista deve distinguere i contributi teoricamente maturati sul reddito da quelli effettivamente versati e deducibili ai fini fiscali.

È un punto essenziale per evitare simulazioni che sottraggono automaticamente il 26,07% dal reddito dello stesso anno. La guida sul calcolo tasse TSRM mostra la differenza con esempi numerici.

Sistema Tessera Sanitaria

Quando il TSRM fattura direttamente prestazioni sanitarie a persone fisiche, il commercialista deve verificare la corretta gestione del Sistema Tessera Sanitaria e la riconciliazione tra fatture, incassi e dati trasmessi.

Fatture sanitarie verso persone fisiche

Le fatture relative a prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non devono transitare tramite SdI. Le fatture verso cliniche, ospedali o centri diagnostici seguono invece la disciplina ordinaria prevista per il rapporto B2B.

Radioprotezione: il commercialista deve conoscerne i confini

Il D.Lgs. 101/2020 disciplina la radioprotezione. Il commercialista non sostituisce le figure tecniche competenti, ma deve evitare di impostare fiscalmente il professionista come se fosse automaticamente l’esercente della pratica o il titolare del centro diagnostico.

Contratti con ospedali, cliniche e poliambulatori

Il contratto libero-professionale dovrebbe chiarire durata, compenso, modalità operative, responsabilità, coperture, utilizzo delle apparecchiature e fatturazione.

Il commercialista dovrebbe verificare che il contratto e le fatture descrivano lo stesso rapporto economico.

Partita IVA e rapporto sostanzialmente subordinato

La Partita IVA non rende automaticamente autonomo il rapporto. Se orari, organizzazione e modalità di lavoro sono integralmente imposti dalla struttura, il rapporto può richiedere una valutazione ulteriore anche sotto il profilo lavoristico.

Formazione, docenza e secondo ATECO

Se il TSRM svolge formazione o consulenza come attività stabile e autonoma, il commercialista deve verificare se serva un secondo codice ATECO e se il coefficiente di redditività sia diverso.

Controlli periodici durante l’anno

  • compensi incassati e avvicinamento alle soglie;
  • aliquota Gestione Separata applicabile;
  • saldo e acconti fiscali e previdenziali;
  • contributi effettivamente versati;
  • coerenza tra contratti e fatture;
  • eventuali invii Sistema TS;
  • attività formative o consulenziali aggiuntive;
  • convenienza reale del forfettario rispetto ai costi.

Documenti da consegnare al commercialista

  • dati della Partita IVA e codici ATECO;
  • iscrizione all’Albo;
  • posizione INPS;
  • contratti con strutture;
  • fatture e riepilogo incassi;
  • eventuale rapporto di lavoro dipendente;
  • F24 già versati;
  • ultime dichiarazioni fiscali;
  • stato degli eventuali invii al Sistema TS.

Cambiare commercialista: cosa trasferire

Il cambio di consulente non modifica la Partita IVA, ma deve garantire continuità nella gestione. Vanno trasferiti dichiarazioni, F24, acconti, dati INPS, contratti e situazione degli adempimenti sanitari.

Quando confrontare forfettario e ordinario

Il confronto diventa utile quando i costi reali superano stabilmente il 22% presunto, quando aumentano le trasferte o quando l’attività si diversifica.

La decisione dovrebbe basarsi sul netto economico reale, non soltanto sull’aliquota fiscale nominale.

Errori che un buon controllo fiscale dovrebbe intercettare

  • usare 86.91.01 per il singolo TSRM;
  • confondere TSRM e medico radiologo;
  • applicare il 24% INPS senza verificarne i presupposti;
  • dedurre contributi maturati ma non versati;
  • trattare allo stesso modo fatture a strutture e fatture sanitarie a persone fisiche;
  • confondere obblighi fiscali e radioprotezione;
  • ignorare attività secondarie abituali.

Per completare il quadro consulta anche apertura Partita IVA, codice ATECO, regime forfettario e calcolo tasse.

Controllo trimestrale: cosa dovrebbe verificare il consulente

Una gestione utile non dovrebbe concentrarsi soltanto sulla dichiarazione annuale. Ogni trimestre è opportuno verificare incassi, proiezione verso le soglie del forfettario, contributi già versati, acconti, attività secondarie e liquidità accantonata.

Quando chiedere una simulazione forfettario vs ordinario

La simulazione diventa particolarmente utile se aumentano trasferte e costi non rimborsati, se il professionista apre una struttura propria o se l’attività si diversifica. Il confronto deve usare il netto economico e non soltanto la percentuale dell’imposta sostitutiva.

Passaggio al nuovo commercialista: evitare vuoti di gestione

Nel cambio consulente è utile definire una data di passaggio e chiarire chi gestisce dichiarazioni, F24, acconti e adempimenti ancora aperti. Per il TSRM va trasferito anche il quadro dei contratti con le strutture e degli eventuali flussi Sistema TS.

Domande frequenti

Serve un commercialista specializzato in TSRM?

Non è obbligatorio, ma il consulente deve conoscere o verificare correttamente ATECO 86.99.09, Gestione Separata, rapporti con strutture e Sistema TS.

Il commercialista deve gestire anche l’INPS?

Deve almeno coordinare aliquota, saldo/acconti e contributi effettivamente versati, perché incidono sulla dichiarazione.

Il commercialista gestisce la radioprotezione?

No. La radioprotezione è materia tecnica e sanitaria; il consulente fiscale deve però evitare impostazioni contrattuali o fiscali incoerenti con il ruolo del professionista.

Le fatture sanitarie ai pazienti passano dallo SdI?

No. Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non devono transitare tramite SdI.

Cosa serve per cambiare commercialista?

Servono almeno dichiarazioni, F24, dati Partita IVA, posizione INPS, contratti con strutture, fatture e stato degli adempimenti sanitari.

In sintesi

Il commercialista del TSRM deve coordinare fisco, previdenza, contratti e adempimenti sanitari mantenendo distinta la posizione del singolo professionista da quella del centro diagnostico.

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