Un commercialista per UX/UI designer nel 2026 deve partire dai servizi realmente svolti, non dal solo titolo professionale. UI design, grafica di pagine web, progettazione visuale, UX research e sviluppo software possono richiedere codici ATECO e coefficienti differenti; anche la previdenza va verificata separatamente dalla classificazione fiscale.
Una gestione corretta non si limita quindi alla dichiarazione dei redditi. Il commercialista deve impostare fin dall’inizio attività, ATECO, regime fiscale, previdenza, fatturazione italiana ed estera e accantonamenti, controllando poi durante l’anno se il modello di lavoro è cambiato.
La prima verifica: quali servizi vengono venduti
Prima dell’apertura o della revisione di una Partita IVA è utile descrivere in modo concreto gli incarichi: progettazione UI, wireframe, prototipi, design system, ricerca utente, audit UX, branding, consulenza digitale, sviluppo front-end o programmazione. Il codice ATECO UX/UI designer dipende da questa distinzione.
Un professionista che realizza soprattutto la grafica delle interfacce web può avere un inquadramento diverso da chi offre una progettazione visuale più ampia o da chi sviluppa direttamente il prodotto software. Contratti, fatture e descrizione dell’attività devono essere coerenti fra loro.
ATECO 74.12.01, 74.12.09 o 62.10.00
| Attività prevalente | ATECO 2025 da verificare | Coefficiente forfettario |
|---|---|---|
| UI e grafica di pagine web | 74.12.01 | 78% |
| Progettazione grafica e comunicazione visiva più ampia | 74.12.09 | 78% |
| Programmazione e sviluppo software/web | 62.10.00 | 67% |
| Ricerca o consulenza non principalmente grafica | Da definire sull’attività reale | Dipende dal codice corretto |
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT separano la grafica di pagine web dalla programmazione. Il commercialista non dovrebbe quindi utilizzare 74.12.01 come codice universale per chiunque si presenti come UX/UI designer.
Quando serve una variazione del codice ATECO
L’attività può evolvere rapidamente. Un designer che all’inizio realizza soltanto interfacce può successivamente offrire sviluppo, formazione, consulenza continuativa o altri servizi. Se cambia in modo sostanziale l’attività prevalente o vengono aggiunte attività effettivamente esercitate, il commercialista deve verificare se la posizione fiscale vada aggiornata.
La verifica periodica evita che una classificazione corretta all’apertura diventi poco rappresentativa dopo uno o due anni di lavoro.
Regime forfettario nel 2026
Quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla Legge 190/2014, il professionista può applicare il regime forfettario UX/UI designer. Il limite ordinario di ricavi o compensi dell’anno precedente è 85.000 euro; oltre 100.000 euro durante l’anno operano le regole di cessazione immediata.
Nel 2026 va inoltre verificata la causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, con soglia di 35.000 euro salvo l’eccezione prevista quando il rapporto è cessato. Il commercialista deve controllare anche le altre cause di esclusione prima di confermare il regime.
Imposta al 15% o al 5%
L’imposta sostitutiva è ordinariamente del 15%. Il 5% può essere applicato nel periodo agevolato iniziale soltanto quando ricorrono tutte le condizioni previste per la nuova attività. Non è sufficiente aprire una nuova Partita IVA, cambiare ATECO o iniziare a lavorare con un nuovo cliente.
Previdenza: Gestione Separata quando applicabile
Per il libero professionista senza una Cassa previdenziale autonoma, la Gestione Separata INPS è normalmente la gestione da verificare. La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.
Il commercialista deve però verificare la forma concreta dell’attività: il codice ATECO non decide automaticamente la gestione previdenziale e una struttura organizzata come impresa può richiedere valutazioni differenti.
Cosa deve gestire durante l’anno
- controllo di ricavi o compensi e permanenza nel regime;
- fatturazione elettronica e imposta di bollo;
- versamenti previdenziali;
- saldo e acconti dell’imposta sostitutiva;
- dichiarazione dei redditi;
- eventuali variazioni ATECO;
- operazioni con clienti e fornitori esteri;
- controllo della convenienza del regime fiscale;
- coerenza fra contratti, prestazioni fatturate e attività dichiarata.
Clienti esteri e acquisti di software
Un UX/UI designer può fatturare a imprese UE o extra-UE e acquistare software, cloud e servizi digitali da fornitori esteri. Il forfettario non elimina automaticamente gli adempimenti IVA collegati a queste operazioni. Il commercialista deve verificare territorialità, eventuale VIES, integrazioni o autofatture e corretta emissione dei documenti.
Questi aspetti vanno impostati prima della prima fattura o del primo acquisto internazionale, non soltanto alla fine dell’anno quando si prepara la dichiarazione.
UX/UI designer che è anche dipendente
Quando il professionista mantiene un lavoro dipendente, il commercialista deve verificare le cause ostative del forfettario, la soglia reddituale valida nel 2026 e i rapporti economici con il datore di lavoro attuale o recente. Restano inoltre da controllare eventuali incompatibilità o obblighi previsti dal contratto di lavoro.
Quanto accantonare per tasse e contributi
Il commercialista dovrebbe aiutare il professionista a non confondere fatturato e liquidità disponibile. Il calcolo tasse UX/UI designer dipende da coefficiente, previdenza e aliquota dell’imposta. Saldo e acconti possono concentrare i versamenti e rendono utile un accantonamento periodico durante l’anno.
Documenti utili per il primo controllo
- descrizione dei servizi e principali deliverable;
- contratti o facsimili di incarico;
- stima dei compensi annuali;
- eventuale posizione IVA già esistente;
- situazione previdenziale;
- ultimo modello Redditi e Certificazione Unica, quando presenti;
- informazioni su lavoro dipendente o partecipazioni;
- elenco dei principali clienti e fornitori esteri;
- eventuali attività secondarie già svolte.
Quando il forfettario va confrontato con l’ordinario
Hardware, software, formazione, coworking, collaboratori, trasferte e ricerca possono produrre costi significativi. Nel forfettario non vengono dedotti analiticamente. Se le spese reali sono elevate, il commercialista dovrebbe confrontare il risultato con il regime ordinario invece di considerare il forfettario sempre più conveniente.
Errori che una gestione fiscale dovrebbe evitare
- assegnare 74.12.01 a ogni UX/UI designer senza analizzare i servizi;
- confondere UI design e programmazione;
- applicare automaticamente il coefficiente 78%;
- dare per scontata la Gestione Separata senza verificare la forma di esercizio;
- promettere il 5% solo perché la Partita IVA è nuova;
- ignorare clienti esteri e acquisti di servizi digitali;
- scoprire soltanto a dichiarazione che l’attività prevalente è cambiata.
Guide collegate
Per impostare la posizione consulta anche come aprire la Partita IVA UX/UI designer, il codice ATECO UX/UI designer e la guida sul regime forfettario UX/UI designer.
Domande frequenti
Il commercialista deve scegliere sempre ATECO 74.12.01?
No. Deve verificare l’attività prevalente. 74.12.01 è centrale per UI e grafica di pagine web; 74.12.09 o 62.10.00 possono essere più coerenti in altri casi.
Serve un commercialista se sono forfettario?
La legge non impone in generale di affidare la contabilità a un commercialista, ma una gestione professionale può essere utile quando ci sono dubbi su ATECO, previdenza, lavoro dipendente, clienti esteri o convenienza del regime.
Il commercialista deve controllare anche i clienti esteri?
Sì, se presenti. Le operazioni internazionali possono richiedere verifiche IVA e adempimenti che restano rilevanti anche nel regime forfettario.
Quando va rivisto l’ATECO?
Quando cambiano in modo sostanziale i servizi realmente svolti o l’attività prevalente. È utile verificarlo periodicamente e non soltanto al momento dell’apertura.
In sintesi
Un commercialista per UX/UI designer nel 2026 deve coordinare classificazione ATECO, regime fiscale, previdenza, fatture e attività concreta. Il valore della gestione sta soprattutto nell’evitare automatismi: il lavoro può evolvere fra grafica web, progettazione visuale, ricerca e sviluppo, e la posizione fiscale deve continuare a rappresentarlo correttamente.
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