Il codice ATECO per UX/UI designer nel 2026 non si ricava automaticamente dal nome della professione. ATECO 2025 distingue la grafica di pagine web, la progettazione grafica e comunicazione visiva più ampia e la programmazione informatica: la scelta deve quindi seguire i servizi realmente svolti e fatturati.
Per un UI designer che lavora soprattutto sulla grafica delle interfacce web il riferimento da verificare è 74.12.01. Se il lavoro è una progettazione grafica più ampia può essere pertinente 74.12.09; quando prevalgono sviluppo e programmazione bisogna invece verificare 62.10.00. Le attività di ricerca e consulenza vanno classificate in base alla prestazione effettiva, senza forzarle in un codice grafico.
ATECO 2025 non prevede una voce unica “UX/UI designer”
I documenti ufficiali ATECO dell’ISTAT classificano le attività economiche e non i titoli professionali utilizzati sul mercato. Due persone che si presentano entrambe come UX/UI designer possono quindi avere codici differenti se vendono servizi diversi.
| Attività prevalente | ATECO 2025 da verificare | Coefficiente forfettario |
|---|---|---|
| UI e grafica di pagine web | 74.12.01 – Grafica di pagine web | 78% |
| Progettazione grafica e comunicazione visiva più ampia | 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva | 78% |
| Programmazione e sviluppo software/web | 62.10.00 – Attività di programmazione informatica | 67% |
| Servizi di ricerca o consulenza non principalmente grafici | Da individuare sull’attività reale | Dipende dal codice corretto |
Quando 74.12.01 è il riferimento corretto
Il codice 74.12.01 – Grafica di pagine web è coerente quando la prestazione principale riguarda la progettazione grafica delle pagine e delle interfacce web. Può comprendere, quando costituiscono la parte visuale del lavoro, layout, mockup, componenti UI, UI kit, design system e prototipi grafici.
Non va però scelto solo perché il progetto finale è un sito o un’applicazione. Se l’attività prevalente consiste nella scrittura di codice, nello sviluppo di funzionalità o nell’implementazione software, il riferimento cambia.
Quando valutare 74.12.09
Il codice 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva ha un perimetro più ampio della sola grafica di pagine web. Può meritare verifica quando l’attività principale riguarda sistemi visuali, progettazione dell’informazione, identità e comunicazione grafica su più supporti digitali.
Anche in questo caso non esiste un automatismo: il codice va confrontato con incarichi, contratti e deliverable effettivi.
Quando entra 62.10.00
ATECO 2025 separa dalla progettazione grafica il web design connesso alla programmazione informatica. Se l’attività prevalente è sviluppo tecnico, implementazione e programmazione, va quindi verificato 62.10.00 – Attività di programmazione informatica.
La differenza incide anche sul forfettario: per le attività della divisione 74 il coefficiente di redditività di riferimento è 78%, mentre per la divisione 62 è normalmente 67%.
UX research e consulenza: verificare il servizio principale
Interviste, usability test, analisi dei flussi, audit e ricerca utente possono accompagnare la progettazione dell’interfaccia, ma non coincidono necessariamente con la grafica di pagine web. Se rappresentano la prestazione prevalente, è necessario individuare il codice che descrive meglio quel servizio.
Per questo la descrizione dell’attività deve partire da ciò che viene fatturato. Il titolo “UX/UI designer” è utile sul mercato, ma non sostituisce la classificazione fiscale.
Tre esempi pratici di scelta del codice
Esempio 1: un professionista realizza wireframe, mockup, componenti visuali e design system per siti, senza sviluppare codice. Se la componente principale è la grafica delle pagine web, 74.12.01 è il primo riferimento da verificare.
Esempio 2: il lavoro comprende identità visiva, sistemi grafici, progettazione dell’informazione e materiali digitali utilizzati anche fuori dal sito. In questo caso il perimetro più ampio di 74.12.09 può essere maggiormente coerente, sempre dopo verifica delle prestazioni prevalenti.
Esempio 3: il professionista progetta l’interfaccia ma realizza anche il prodotto funzionante, scrivendo codice e sviluppando componenti software come parte principale dell’incarico. Qui occorre verificare 62.10.00 e valutare se l’attività grafica resti secondaria.
Più servizi: attività principale e secondarie
Un professionista può offrire UI design, branding, ricerca, consulenza e sviluppo. In questi casi occorre individuare l’attività principale e valutare eventuali attività secondarie realmente esercitate. Non è necessario aggiungere codici per servizi soltanto ipotetici.
La prevalenza non si decide soltanto contando le ore: è utile considerare l’organizzazione dell’attività, i servizi commercializzati e la composizione prevista dei ricavi. Se un’attività inizialmente secondaria diventa centrale, l’inquadramento va riesaminato.
Contratti e fatture devono essere coerenti con l’ATECO
Il codice dichiarato e la documentazione commerciale dovrebbero raccontare la stessa attività. Un contratto che prevede esclusivamente sviluppo software è poco coerente con una posizione impostata soltanto sulla grafica di pagine web; allo stesso modo, una fattura generica come “consulenza digitale” non aiuta a capire quale servizio sia stato realmente reso.
Descrizioni chiare come “progettazione UI”, “realizzazione design system”, “audit UX”, “prototipazione interfaccia” o “sviluppo front-end”, quando corrispondono al lavoro effettivo, rendono più leggibile il rapporto fra attività dichiarata e prestazioni fatturate. Non si tratta di inserire il codice ATECO in ogni descrizione, ma di mantenere coerenza sostanziale.
Coefficiente 78% o 67%: cosa cambia
Il coefficiente di redditività determina il reddito iniziale nel regime forfettario e non è un’aliquota d’imposta. Con 30.000 euro di compensi, il 78% produce 23.400 euro di reddito forfettario iniziale; con coefficiente 67% il risultato è 20.100 euro.
Dopo questa prima determinazione si applicano le regole sui contributi previdenziali deducibili e sull’imposta sostitutiva. Per questo il codice deve essere definito prima di utilizzare il calcolo tasse UX/UI designer.
ATECO e INPS sono verifiche separate
Il codice ATECO non determina automaticamente la gestione previdenziale. Per il libero professionista senza una Cassa autonoma, la Gestione Separata INPS è normalmente la posizione da verificare. Nel 2026 la circolare INPS n. 8 indica il 26,07% per i professionisti senza altra copertura obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.
Se l’attività viene invece esercitata con caratteristiche d’impresa, previdenza e adempimenti camerali devono essere verificati separatamente.
Come scegliere prima di aprire la Partita IVA
- elencare i servizi che genereranno ricavi;
- distinguere grafica web, progettazione visuale, ricerca e sviluppo;
- individuare l’attività prevalente;
- leggere le note di inclusione ed esclusione ATECO 2025;
- verificare il coefficiente fiscale collegato;
- valutare attività secondarie soltanto se realmente esercitate;
- controllare separatamente la previdenza.
Differenza rispetto al web designer
Quando il lavoro è soprattutto grafica di pagine web, il confine con il web designer è vicino. Può quindi essere utile il confronto con il regime forfettario web designer. Un UX/UI designer può però offrire servizi ulteriori che rendono necessaria una classificazione differente.
Guide collegate
Dopo aver definito il codice, consulta come aprire la Partita IVA UX/UI designer, il regime forfettario UX/UI designer e la pagina sul commercialista per UX/UI designer.
Domande frequenti
74.12.01 è sempre il codice del UX/UI designer?
No. È il riferimento da verificare quando prevalgono UI e grafica di pagine web. Altri servizi possono richiedere 74.12.09, 62.10.00 o una classificazione diversa.
Quale ATECO usare per un UI designer?
Se l’attività principale è la progettazione grafica delle interfacce web, 74.12.01 è il codice da verificare per primo.
Se sviluppo anche il sito serve 62.10.00?
Va verificato quando programmazione e sviluppo diventano l’attività prevalente. Se sono servizi distinti può essere necessario valutare attività secondarie.
Il coefficiente è sempre 78%?
È il riferimento per 74.12.01 e 74.12.09. Per la programmazione della divisione 62 il coefficiente è normalmente 67%.
In sintesi
Nel 2026 il codice ATECO del UX/UI designer si sceglie sul lavoro effettivo: 74.12.01 per la grafica di pagine web, 74.12.09 per una progettazione grafica e comunicazione visiva più ampia, 62.10.00 quando prevalgono programmazione e sviluppo. La classificazione corretta viene prima del calcolo di tasse e contributi.
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