Condominio e sostituto d’imposta

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Home > Fisco e Tasse > Condominio e sostituto d’impostacondominio e sostituto dimposta

Da alcuni anni l’amministratore di condominio si è trasformato in un operatore specializzato per l’evasione di adempimenti fiscali.
Fino ad alcuni anni fa la gestione del condominio era materia principalmente tecnica mentre ultimamente le problematiche fiscali sembrano prendere il sopravvento.
Uno degli aspetti critici per gli amministratori di condominio, spesso di formazione tecnico-urbanistica, è la funzione del condominio di sostituto d’imposta.

Ma cosa significa assolvere a questa funzione?
In questo articolo dedicato a condominio e sostituto d’imposta facciamo chiarezza su cosa significa essere sostituto d’imposta.
Come sempre, se hai domande da farci lascia un commento alla fine di questo articolo e ti risponderemo appena possibile.

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Il condominio sostituto d’imposta

Per sostituto d’imposta si intende una figura (pubblica o privata) giuridicamente riconosciuta che opera sostituendo del tutto o in parte il contribuente nei rapporti con gli enti preposti al monitoraggio e la ricezione degli oneri fiscali dovuti dallo stesso.
Quindi opera trattenendo le imposte dovute direttamente dai compensi o altre fonti di reddito versandole poi alle casse dello Stato.

condominio sostituto d'imposta

Il sostituto d’imposta è quindi un soggetto che deve, al momento del pagamento di un servizio /prestazione, trattenere una parte (c.d. ritenuta fiscale) da versarla nelle casse erariale.
La ritenuta fiscale è sempre un pagamento anticipato di tributi diretti del sostituito che la subisce.

La terminologia adatta

Soffermiamoci adesso sulla terminologia più adatta da utilizzare quando trattiamo questo argomento.
Capiamo la differenza tra operare un ritenuta e versare un ritenuta.

Operare una ritenuta rappresenta l’atto della trattenuta da parte del sostituto d’imposta della ritenuta e nel pagamento al fornitore dell’importo al netto.
Versare una ritenuta invece, rappresenta l’atto materiale del versamento allo Stato della ritenuta precedentemente operata.

La ritenuta fiscale può essere di due tipi:

  1.  ritenuta d’acconto laddove la stessa sia un’anticipazione sui tributi diretti che il sostituito andrà a liquidare in via definitiva in sede dichiarativa;
  2.  ritenuta d’imposta laddove la stessa colpisca definitivamente i flussi reddituali del sostituito liberandolo da successive operazioni di riliquidazione in sede dichiarativa.

Per approfondire l’argomento riguardante quando l’amministratore di condominio deve operare la ritenuta leggi il nostro articolo Condominio e ritenute fiscali.
Il sostituto d’imposta è a tutti gli effetti il condominio e non l’amministratore.
Questo significa che ciascun proprietario è responsabile in solido con gli altri condomini dell’obbligazione fiscale con pretesa nei suoi confronti da parte del fisco in caso di mancato pagamento della ritenuta.

Costituiscono base imponibile su cui operare la ritenuta del 20%:

  • compensi in danaro o altri valori;
  • interessi per dilazioni e more;
  • indennità e risarcimenti;
  • rimborsi per spese addebitate al cliente;
  • rivalsa INPS.

Invece non costituiscono base imponibile:

  • bolli e diritti anticipati dal professionista;
  • Iva;
  • contributi previdenziali di casse di previdenza professionali;
  • rimborsi per spese di rappresentanza fatturate direttamente al committente.

Assumono la qualifica di sostituto d’imposta che i c.d. supercondomini e il condomini parziali.
L’Ade ha precisato che non assumono la qualifica di sostituto d’imposta le comunioni ereditarie sugli immobili e, in generale, le comunioni sugli immobili in cui una pluralità di soggetti è indistintamente proprietaria di tutto lo stabile.

Per approfondire gli argomenti sono disponibili molti testi, questo manuale teorico pratico, Il nuovo condominio, è provvisto di contenuto digitale ed accesso online.
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Condominio e sostituto d’imposta ultima modifica: 2017-03-13T18:45:26+01:00 da Staff

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