Il credito d’imposta ITS Academy permette a chi effettua una donazione in denaro a favore di una fondazione ITS Academy di recuperare fiscalmente il 30% della somma. La percentuale sale al 60% se la fondazione opera in una provincia il cui tasso di disoccupazione è superiore alla media nazionale, secondo i requisiti previsti dalla legge. Il credito si utilizza in tre quote annuali e richiede un pagamento tracciabile.
Per le liberalità effettuate nel 2025, la dichiarazione di riferimento è quella presentata nel 2026; per una nuova donazione effettuata nel 2026, la dichiarazione di riferimento sarà quella dell’anno successivo. Non va invece confuso questo beneficio, tuttora disciplinato dall’articolo 4 della legge 99/2022, con lo School Bonus: quest’ultimo riguarda erogazioni effettuate nel 2016-2018 e, nel 2026, soltanto eventuali crediti residui già maturati.
Per chi dona, il punto essenziale non è soltanto conoscere la percentuale: occorre verificare la fondazione destinataria, la condizione territoriale per il 60%, la prova del versamento e il corretto utilizzo tra modello 730, REDDITI e F24. La distinzione fra persona fisica, professionista e impresa cambia infatti la modalità di fruizione del credito.
Chi può ottenere il credito ITS Academy e quali donazioni contano
La misura è disciplinata dall’articolo 4, comma 6, della legge 15 luglio 2022, n. 99. Premia le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle fondazioni ITS Academy, soggetti che realizzano percorsi di istruzione tecnologica superiore in collaborazione con il sistema produttivo. Non si tratta di un rimborso automatico di ogni spesa scolastica, ma di un credito specifico collegato a una liberalità.
Possono rientrare nel perimetro della norma le persone fisiche e i soggetti che esercitano attività economiche, con regole differenti per utilizzare il beneficio. Per le imprese la legge stabilisce una modalità precisa: il credito va fruito esclusivamente in compensazione. Per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa sono invece previste la dichiarazione dei redditi e, nei casi consentiti, la compensazione.
La norma considera anche alcune donazioni, lasciti, legati e altri atti di liberalità destinati espressamente all’incremento del patrimonio della fondazione, ai sensi dell’articolo 4, comma 5, lettera c), della stessa legge. Non basta quindi che il destinatario sia genericamente un corso di formazione: il beneficiario, la causale e la natura del versamento devono corrispondere alla fattispecie agevolata.
Prima di donare conviene chiedere alla fondazione conferma della propria denominazione giuridica e dei dati necessari per il bonifico; per donazioni con destinazione patrimoniale occorre anche far risultare in modo documentabile la finalità. Un contributo versato a un’associazione o a una scuola che non è una fondazione ITS Academy non acquisisce il diritto al credito solo perché l’attività è educativa o tecnologica.
Donazioni personali, di professionisti e di aziende
Un genitore o un cittadino che sostiene una fondazione ITS può trovarsi nella posizione di contribuente persona fisica e indicare il credito nel dichiarativo quando ne ricorrono i presupposti. Per un’impresa, invece, la gestione deve coordinarsi con la contabilità e con l’F24. Un professionista deve considerare la natura fiscale del proprio reddito, l’eventuale regime forfettario e gli altri crediti già disponibili: non è corretto trattare tutti i titolari di Partita IVA come se avessero identiche modalità dichiarative.
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 414366 del 10 novembre 2022 specifica le modalità di fruizione. Per chi non ha capienza d’imposta nell’anno, il riporto del credito non utilizzato segue regole proprie: non va scambiato con un rimborso immediato sul conto corrente.
Quanto spetta: credito del 30% o 60%, con esempi di calcolo
La percentuale ordinaria è il 30% della liberalità effettuata. Per avere il 60% non è sufficiente che la fondazione sia situata nel Mezzogiorno o in una regione considerata svantaggiata: il criterio legale riguarda la provincia in cui opera la fondazione e il confronto tra il relativo tasso di disoccupazione e quello medio nazionale. La condizione va verificata con dati idonei riferiti alla situazione applicabile, non dedotta dall’indirizzo del donatore.
Per esempio, se una persona dona 1.500 euro a una fondazione che rientra nel regime ordinario, il credito teorico è 450 euro (1.500 × 30%). Le tre quote annue sono pari a 150 euro ciascuna. Se invece la stessa liberalità beneficia legittimamente dell’aliquota maggiorata del 60%, il credito teorico è 900 euro, da utilizzare in tre quote annue di 300 euro.
Un altro esempio: un’impresa versa 3.000 euro a una fondazione ITS Academy con requisiti confermati per il 30%. Il credito complessivo è 900 euro, con tre quote annuali di 300 euro. L’impresa non può considerare l’intero credito liberamente compensabile il primo anno, perché la ripartizione in tre quote resta ferma anche per i soggetti titolari di reddito d’impresa.
Il credito non coincide con il denaro effettivamente restituito dall’Agenzia. È un beneficio fiscale utilizzabile nei limiti delle modalità previste. Se una quota non può essere usata, il provvedimento ammette la fruizione nei periodi d’imposta successivi: per quantificare correttamente un residuo occorre verificare quanto sia già stato impiegato in dichiarazione o in F24.
Come accertare il requisito della disoccupazione
È prudente chiedere alla fondazione quale documentazione attesti la condizione territoriale applicabile. Il confronto deve riguardare il dato provinciale e la media nazionale di riferimento, non il singolo comune o il reddito delle famiglie che frequentano l’ITS. L’utilizzo del 60% senza prova adeguata espone al rischio di dichiarare un credito superiore a quello spettante.
È importante anche distinguere la sede della fondazione dalle sue eventuali altre sedi formative: il riferimento normativo è la fondazione operante nella provincia con disoccupazione superiore alla media. In presenza di più sedi, è preferibile ottenere un riscontro documentato prima di indicare un credito maggiorato nel dichiarativo.
Bonifico, documenti da conservare e controlli prima della dichiarazione
La condizione formale essenziale è il pagamento tracciabile: la legge richiede il versamento tramite banca o ufficio postale oppure mediante gli altri strumenti ammessi dall’articolo 23 del decreto legislativo 241/1997. Il contante non soddisfa questo requisito. Conviene conservare la ricevuta bancaria completa, con data di esecuzione, beneficiario, importo e causale della liberalità.
La causale del bonifico dovrebbe indicare con chiarezza il sostegno alla fondazione ITS Academy e, se necessario, la destinazione all’incremento patrimoniale. La legge non impone una frase standard valida in ogni situazione: conta che operazione e beneficiario siano identificabili. Se l’ente rilascia una ricevuta o attestazione, è opportuno archiviare anche quella.
La documentazione utile comprende dati fiscali della fondazione, copia del versamento, eventuale attestazione della destinazione della donazione, prova del requisito territoriale per il 60% e calcolo delle quote maturate e già utilizzate. Per le imprese servono anche le registrazioni contabili e i modelli F24 delle compensazioni effettuate.
Una verifica pratica da fare prima di compilare la dichiarazione consiste nel confrontare anno effettivo del versamento e anno d’imposta del modello. Non basta il fatto che l’Agenzia abbia pubblicato nel 2026 un articolo sull’agevolazione: la donazione deve essere attribuita al periodo d’imposta corretto. Se è stata disposta il 31 dicembre ma risulta eseguita in una data successiva, va verificata con attenzione la rilevanza fiscale del pagamento.
Si possono cumulare credito ITS e detrazione del 19%?
No, non per la stessa erogazione. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 novembre 2022 stabilisce espressamente che il credito non è cumulabile con un’altra agevolazione fiscale a fronte della medesima liberalità. Esistono disposizioni che consentono, in altre situazioni, detrazioni per erogazioni liberali o per rette ITS, ma non vanno sommate al credito del 30% o del 60% sullo stesso pagamento.
È utile separare tre fattispecie: la donazione liberale alla fondazione; la retta versata da chi frequenta un percorso; il contributo per finalità specifiche potenzialmente riconducibile ad altre disposizioni. La scelta fiscale va fatta sulla base della natura effettiva del pagamento, senza trasferire automaticamente le regole della detrazione per spese d’istruzione a quelle del credito ITS Academy.
Come utilizzare il credito nel 730/2026, in REDDITI e nel modello F24
Per le donazioni effettuate nel 2025, il modello 730/2026 prevede il credito fra gli altri crediti d’imposta del rigo G15. Secondo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia, il codice 14 riguarda le liberalità a favore di fondazioni ITS Academy con aliquota ordinaria del 30%; il codice 15 riguarda quelle che operano in province con alta disoccupazione e danno diritto al 60%, quando il requisito è dimostrato. Vanno inoltre distinti importi spettanti, quote e crediti già eventualmente compensati.
La guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate al quadro G del 730/2026 è il riferimento per la compilazione e per gli eventuali residui. Non inserire la somma donata come se fosse una detrazione ordinaria del 19% in un rigo delle spese scolastiche: il credito ITS ha una sezione e una logica differenti.
Chi presenta il modello REDDITI Persone Fisiche deve seguire le istruzioni relative ai crediti d’imposta e ai quadri applicabili alla propria posizione. In particolare occorre distinguere il contribuente persona fisica non imprenditore da chi determina reddito d’impresa; per quest’ultimo è prevista la compensazione e possono sussistere obblighi dichiarativi specifici per i crediti d’impresa. Non copiare il rigo G15 del 730 in REDDITI: i due modelli hanno strutture diverse.
Per l’utilizzo tramite F24, l’Agenzia ha istituito il codice tributo 6992, relativo al credito per le erogazioni liberali in favore delle fondazioni ITS Academy. Il modello di pagamento deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate: il provvedimento prevede il rifiuto dell’operazione in caso contrario. Per la compilazione dei campi occorre seguire le istruzioni collegate allo specifico codice tributo e all’anno di riferimento.
La presenza del codice 6992 non significa poter compensare liberamente l’intero 30% o 60% in un solo F24. La normativa conferma la ripartizione in tre quote annuali di pari importo. Inoltre un credito già utilizzato in F24 non deve essere conteggiato una seconda volta in dichiarazione; i modelli richiedono l’indicazione degli utilizzi quando prevista.
Esempio: donazione 2025 e dichiarazione presentata nel 2026
Un contribuente non imprenditore ha versato 900 euro nel 2025 a una fondazione ITS Academy che dà diritto al 30%. Il credito teorico è 270 euro: la quota annuale è 90 euro. Nel dichiarativo 2026 va esaminata la prima quota secondo le istruzioni applicabili; le quote relative ai periodi successivi non diventano immediatamente disponibili per il solo fatto di aver effettuato il versamento nel 2025.
Se invece la donazione è stata effettuata nel 2026, l’anno del versamento cambia il modello dichiarativo di riferimento. Non si può includere una donazione 2026 fra le spese e i crediti maturati nell’anno d’imposta 2025 del 730/2026. Questa è una delle confusioni più comuni quando una guida fiscale è pubblicata a metà anno.
ITS Academy e School Bonus: due agevolazioni da non confondere
Lo School Bonus era un credito di imposta per erogazioni liberali a favore di istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione, legato alle donazioni effettuate negli anni 2016, 2017 e 2018. Per le erogazioni del 2016 e 2017 la percentuale era del 65%, mentre per quelle del 2018 era del 50%, con condizioni e limiti previsti dalla disciplina originaria. Non è un bonus riaperto per nuove donazioni nel 2026.
Un contribuente che ha ancora un credito School Bonus già maturato può invece dover indicare le quote residue non utilizzate secondo le istruzioni della dichiarazione 2026. Questa situazione non giustifica creare nuovi crediti a fronte di donazioni effettuate oggi. È un recupero di un diritto fiscale preesistente e documentabile, non un incentivo corrente per raccogliere fondi in favore di qualsiasi scuola.
La guida dell’Agenzia delle Entrate al quadro CR di REDDITI 2026 chiarisce che per lo School Bonus dal periodo d’imposta 2020 è possibile riportare soltanto crediti residui, e illustra il rigo specifico per questo recupero. Il codice F24 riferito allo School Bonus è 6873, distinto dal 6992 del credito ITS Academy: non sono intercambiabili.
Le nuove donazioni agli istituti scolastici, se possiedono specifici requisiti, possono seguire altre forme di agevolazione, come una detrazione nei limiti previsti dalla normativa applicabile. Per approfondire la disciplina ordinaria delle spese d’istruzione è utile la guida RM alla detrazione delle spese scolastiche nel 730/2026: si tratta però di una disciplina distinta da quella delle erogazioni liberali agevolate ITS.
Qual è la differenza più importante in pratica?
Chi dona oggi a una fondazione ITS Academy, nel rispetto dei requisiti, può valutare un credito nuovo del 30% o del 60%. Chi cerca lo School Bonus del 2016-2018 deve invece controllare se esista un vecchio credito spettante ancora da utilizzare. Chi paga una retta di frequenza deve infine verificare la diversa detrazione prevista per la formazione: le tre ipotesi non vanno sommate né presentate come un unico «bonus scuola».
Errori da evitare, domande frequenti e fonti ufficiali
Il 60% spetta automaticamente alle donazioni nel Sud Italia?
No. La legge richiama la provincia in cui opera la fondazione ITS Academy e la condizione del tasso di disoccupazione superiore a quello medio nazionale. Non basta un’indicazione geografica generica, né il fatto che il donatore risieda nel Mezzogiorno. Prima di applicare l’aliquota maggiorata è essenziale acquisire dati e documentazione adeguata.
Posso recuperare tutto il credito nella prima dichiarazione utile?
No. Il beneficio si distribuisce in tre quote annuali uguali, anche quando il soggetto usa l’F24. Il credito residuo non utilizzato può essere riportato secondo la normativa; ciò non equivale ad anticipare quote future. Per evitare errori conviene predisporre un prospetto con anno della donazione, importo, aliquota, quota annua, utilizzi e residui.
Se sono in regime forfettario, il bonifico diventa un costo deducibile?
Non automaticamente. Il credito d’imposta ITS Academy è diverso dalla deduzione di un costo di attività. Nel forfettario il reddito fiscale segue regole forfettarie, e il premio fiscale di una liberalità non si trasforma per questo in un costo analiticamente deducibile. Occorre valutare separatamente la natura del contribuente, la spettanza del credito e il suo utilizzo nel dichiarativo o in compensazione.
Che cosa controllare prima di inviare 730 o F24?
Verifica in sequenza il beneficiario, la tracciabilità, l’anno fiscale del versamento, l’aliquota ordinaria o maggiorata, la non cumulabilità con altre agevolazioni, le tre quote e l’eventuale ammontare già utilizzato. Se è stata effettuata una compensazione, conserva ricevute telematiche e prospetto di calcolo per prevenire doppie esposizioni del credito.
Per conoscere il quadro normativo e operativo, le fonti principali sono l’approfondimento FiscoOggi dell’Agenzia delle Entrate del 31 agosto 2026, l’atto direttoriale n. 414366/2022 e le istruzioni 730/2026 al quadro G. Per altri esempi di crediti da non confondere con le detrazioni, RM tratta anche il credito d’imposta per riacquisto della prima casa, che ha però presupposti del tutto differenti.
In sintesi: per le liberalità ITS Academy verifica prima il 30% o il 60%, poi la documentazione e infine il percorso dichiarativo o F24. Lo School Bonus 2026 non è una nuova agevolazione, ma un possibile residuo storico. In caso di importi rilevanti o di contribuenti con redditi d’impresa, il controllo della posizione fiscale prima della compensazione è particolarmente importante.
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