Un servizio di colocation con private cage in un data center situato in Italia può essere territorialmente rilevante ai fini IVA nel territorio dello Stato. È il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 175/2026.
Nel caso esaminato il cliente dispone in via esclusiva di una porzione fisica delimitata del data center, nella quale installa i propri server, insieme a energia elettrica, climatizzazione, connettività, sicurezza e altri servizi tecnici necessari al funzionamento dell’infrastruttura.
Perché la private cage è collegata all’immobile
L’Agenzia richiama l’articolo 7-quater del DPR 633/1972, secondo cui alcune prestazioni relative a beni immobili seguono il criterio territoriale del luogo in cui si trova l’immobile.
Perché una prestazione sia qualificata come relativa a un immobile deve esistere un nesso sufficientemente diretto. Nel caso della private cage questo collegamento deriva dal fatto che il cliente ottiene l’uso esclusivo di una porzione specifica e identificabile dell’edificio.
Il ruolo decisivo dell’uso esclusivo dello spazio
L’esclusività dello spazio è l’elemento che distingue il caso esaminato da altre forme di colocation più semplici. Se il cliente dispone soltanto di armadi server collocati in aree comuni, senza poter utilizzare in via esclusiva una parte determinata dell’edificio, il collegamento con l’immobile può essere valutato diversamente.
L’Agenzia richiama anche la giurisprudenza europea che ha escluso il nesso immobiliare quando al cliente viene messo a disposizione soltanto un armadio per server, senza un diritto esclusivo su una parte specifica del data center.
Energia, climatizzazione e sicurezza sono servizi accessori
Nel contratto analizzato la private cage rappresenta la prestazione principale. Energia elettrica, sistemi di raffreddamento, collegamenti, prevenzione incendi, vigilanza e altri servizi tecnici servono a rendere concretamente utilizzabile lo spazio.
Per questo vengono considerati componenti accessori della prestazione principale e ne seguono il trattamento ai fini IVA.
Territorialità IVA: il servizio è rilevante in Italia
Poiché il data center oggetto dell’interpello è situato in Italia e la prestazione viene considerata direttamente collegata all’immobile, l’operazione è territorialmente rilevante in Italia.
Questo principio è particolarmente importante nei rapporti con clienti esteri, perché il criterio dell’immobile può prevalere sul criterio generale previsto per i servizi B2B.
Per gli aspetti operativi nei rapporti con soggetti non residenti puoi approfondire anche la nostra guida alla fattura estero e quella sulla IVA nel regime forfettario.
Territorialità e regime IVA non sono la stessa cosa
Stabilire che la prestazione è territorialmente rilevante in Italia non significa automaticamente stabilire anche se l’operazione sia imponibile o esente.
L’Agenzia distingue espressamente i due piani: prima si individua il luogo di tassazione, poi si determina il regime IVA applicabile alla prestazione.
Perché non si applica l’esenzione delle locazioni immobiliari
Nel caso analizzato il servizio non viene considerato una semplice locazione passiva di uno spazio. Il cliente riceve infatti un insieme coordinato di prestazioni tecniche indispensabili per installare e mantenere operativi i server.
La private cage è quindi parte di un servizio complesso che comprende infrastruttura fisica, alimentazione elettrica, raffreddamento, sicurezza e interconnessioni. Secondo l’Agenzia, la prestazione deve essere assoggettata a IVA con aliquota ordinaria.
Cosa devono verificare le imprese
Il chiarimento non significa che ogni servizio di hosting o colocation segua automaticamente la stessa regola. È necessario verificare le caratteristiche concrete del contratto.
- se esiste una porzione specifica dell’immobile assegnata al cliente;
- se lo spazio è utilizzato in via esclusiva;
- quale sia la prestazione principale del contratto;
- quali servizi siano accessori;
- dove sia situato il data center;
- se il contratto possa essere assimilato a una semplice disponibilità di armadi server oppure a un servizio immobiliare più strutturato.
Fonte ufficiale
Il chiarimento deriva dalla risposta a interpello n. 175/2026 dell’Agenzia delle Entrate. Il caso e le motivazioni sono riepilogati anche nell’approfondimento di FiscoOggi – Agenzia delle Entrate.
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