Doppi contributi per lo psicologo

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doppi contributi per lo psicologo

Un nostro lettore Francesco di Foggia ci chiede maggiori informazioni in merito a doppi contributi per lo psicologo.
Ti invitiamo a scrivere nei commenti se anche tu hai domande relative a questo argomento.
Se hai un argomento di tuo interesse richiedi la tua consulenza gratuita ai nostri esperti.

Doppi contributi per lo psicologo

Sono uno psicologo e lavoro come libero professionista presso una Rsa psichiatrica convenzionata con l’Asl.
Ho un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Parallelamente alla mia attività da dipendente tengo apertura una partita Iva con la quale fatturo le mie prestazioni di libero professionista.

Il reddito da lavoro dipendente è stato negli anni sistematicamente superiore.
Vi chiedo se è giusto che io sia assoggettato contemporamente a due casse previdenziali l’Enpap (Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi) e quella inerente il lavoro subordinato.

Oltre alla questione contributivo mi chiedo se è altrettanto giusto che le tassazioni dei due redditi debbano sommarsi e se tale somma debba essere la base contributiva per l’Enpap.
Vi ringrazio per l’attenzione.

Francesco – Foggia

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La nostra risposta a Francesco

Buonasera Francesco e grazie per la tua domanda relativa su doppi contributi per lo psicologo alla quale rispondiamo molto volentieri.
Il regolamento dell’Enpap ammette la doppia iscrizione a una forma di previdenza per lavoro subordinato, con l’iscrizione alla Cassa previdenziale.
I contributi dovuti a quest’ultima sono da calcolare sul reddito professionale netto di lavoro autonomo e non come invece sembra sottintendere il lettore sulla base imponibile complessiva.

In questo secondo caso assisteremmo ad un doppio pagamento contributivo sul medesimo flusso reddituale.
Pertanto, i contributi all’Enpap vanno versati solo rispetto ai compensi percepiti e dichiarati fiscalmente in relazione all’attività libero professionale.
Per le retribuzioni percepite come dipendente, è il datore di lavoro a preoccuparsi di gestire il relativo versamento all’Ago (assicurazione generale obbligatoria) Inps dipendenti.

Anche sotto l’aspetto fiscale consigliamo al lettore di vagliare attentamente se lo stesso possa adottare il regime fiscale forfettario che presenta indubbi vantaggi.
Si rammenta in questa sede che l’adozione del regime forfettario quale regime agevolativo delle partite Iva marginali non è più vincolato dal 2016 da requisiti stringenti quali l’età anagrafica ma è un regime naturale.

Nel periodo d’imposta 2017 la soglia dei compensi che consentono l’adozione del regime forfettario risulta pari ad euro 30.000 mentre il coefficiente di redditività è stato individuato nel 78%.
La convenienza fiscale per il caso posto dal lettore è particolarmente evidente laddove si confronti l’aliquota marginale a cui assoggettare a tassazione i redditi professionali nel caso di tassazione ordinaria con l’aliquota dell’imposta sostitutiva in applicazione del regime forfettario pari al 15% o addirittura ridotta al 5% nei primi 5 anni anni di esercizio della processione.

Un saluto

Lo Staff di regimeminimi.com

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