La rivalutazione dei montanti EPPI 2025 sale al 5,0445%: il Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia, ha approvato la maggiorazione decisa dalla Cassa dei periti industriali. Rispetto al tasso di legge del 4,0445%, l’incremento è di un punto percentuale e riguarda il valore della posizione previdenziale, non un pagamento immediato all’iscritto.
Il via libera è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 ottobre 2026. L’EPPI ha inoltre comunicato che i montanti interessati sono già stati aggiornati. Ecco quanto pesa la maggiorazione, come leggere i numeri e cosa controllare nella propria posizione.
Rivalutazione EPPI 2025: cosa è stato approvato
La Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 246 del 22 ottobre 2026, contiene l’approvazione ministeriale della delibera EPPI n. 554/2026, adottata dal consiglio di amministrazione il 12 maggio 2026. L’approvazione è stata comunicata dal Ministero del Lavoro con nota n. 0010917/PIND-L-150 del 25 settembre 2026, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del D.Lgs. 509/1994.
Il provvedimento riguarda espressamente la maggiore rivalutazione dei montanti previdenziali degli iscritti per il 2025. Non è una nuova aliquota da versare e non modifica di per sé le scadenze dei contributi: interviene sul capitale previdenziale individuale che concorre al calcolo della futura pensione.
Nella propria comunicazione istituzionale sulla rivalutazione 2025, EPPI precisa i due valori: 4,0445% come tasso di legge e 5,0445% come tasso complessivo dopo la maggiorazione di un punto. Lo stesso aggiornamento indica che i montanti sono già stati adeguati.
| Rivalutazione montanti 2025 | Tasso |
|---|---|
| Tasso ordinario di legge | 4,0445% |
| Maggiorazione EPPI | +1 punto percentuale |
| Tasso complessivo | 5,0445% |
È importante non confondere questo dato con il tasso previsto per la rivalutazione riferita al 2026: ogni annualità ha propri riferimenti e la delibera n. 554/2026 riguarda specificamente il 2025.
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Quanto cresce il montante: esempi
Il montante contributivo è il capitale figurativo accumulato nella posizione previdenziale dell’iscritto. Nel sistema contributivo non coincide con il denaro disponibile su un conto corrente: rappresenta la base su cui, secondo le regole e i coefficienti applicabili, viene determinata la prestazione pensionistica.
La maggiorazione approvata dall’EPPI equivale a 1.000 euro aggiuntivi per ogni 100.000 euro di montante preso a riferimento nel semplice esempio di calcolo qui sotto. Non è invece corretto affermare che tutti i periti industriali riceveranno 1.000 euro, perché le posizioni e le basi di rivalutazione individuali sono diverse.
| Montante ipotetico da rivalutare | Con il 4,0445% | Con il 5,0445% |
|---|---|---|
| 50.000 € | 52.022,25 € | 52.522,25 € |
| 100.000 € | 104.044,50 € | 105.044,50 € |
| 200.000 € | 208.089,00 € | 210.089,00 € |
Gli importi sono simulazioni matematiche sullo stesso capitale ipotetico, non estratti conto EPPI. La base effettivamente rivalutabile, i periodi di competenza e le altre componenti della posizione dipendono dalle regole previdenziali e dalla situazione individuale.
Il vantaggio previdenziale può proseguire nel tempo perché un montante più elevato costituisce, in linea di principio, una base maggiore per i successivi calcoli. Non si può tuttavia tradurre direttamente l’aumento dell’1% in un aumento dell’1% della pensione mensile: l’assegno dipende anche dagli altri contributi, dalle rivalutazioni successive e dai coefficienti di trasformazione applicati al pensionamento.
Cosa cambia per contributi e pensione
Per il professionista già iscritto all’EPPI la novità è soprattutto patrimoniale e previdenziale: aumenta il valore riconosciuto al montante interessato dalla rivalutazione. Non è un bonus in contanti, un rimborso fiscale né una riduzione dei versamenti contributivi. Non nasce dal comunicato una nuova domanda da presentare per ottenere il punto aggiuntivo: EPPI riferisce che l’adeguamento è già stato effettuato.
Un’altra distinzione utile riguarda il contributo integrativo. La distribuzione di una quota dei contributi integrativi sui montanti e la rivalutazione annuale sono due strumenti differenti che possono entrambi incrementare la posizione individuale. La precedente delibera EPPI sul contributo integrativo 2024 attribuito ai montanti riguarda l’accredito della contribuzione integrativa; la delibera n. 554/2026 riguarda invece il tasso di rivalutazione 2025.
Nella comunicazione EPPI sulla nuova maggiorazione, l’Ente riferisce che le risorse destinate ai montanti nelle annualità 2012–2025 attraverso i due strumenti ammontano complessivamente a circa 520 milioni di euro. Si tratta di un valore aggregato per più esercizi, non della cifra distribuita con la sola delibera di ottobre né di un importo spettante a ogni iscritto.
Per chi continua a esercitare la professione restano separati gli obblighi ordinari di dichiarazione e pagamento. Per le date di acconto, saldo e Modello 03, il riferimento operativo resta il calendario EPPI 2026: una maggiore rivalutazione non cancella contributi dovuti o adempimenti.
La distinzione vale anche sul piano fiscale: per i periti industriali che adottano il regime forfettario, la rivalutazione del montante EPPI non cambia automaticamente il coefficiente di redditività, l’imposta sostitutiva o le regole di fatturazione. Gli aspetti previdenziali e la determinazione del reddito fiscale vanno trattati separatamente.
Come controllare il montante EPPI
Poiché EPPI ha dichiarato che i montanti sono già aggiornati, il controllo più utile è verificare la propria posizione individuale anziché inviare una domanda per una rivalutazione che l’Ente ha già riconosciuto. Dal sito istituzionale eppi.it si accede ai servizi riservati dell’Ente, compresa l’area EppiLife.
Nella sezione dedicata alla posizione previdenziale e all’analisi del montante, quando disponibile per il proprio profilo, è opportuno controllare la data dell’estratto, la composizione dei crediti previdenziali e le eventuali voci di rivalutazione. Una schermata di riepilogo con una data precedente all’aggiornamento può non rappresentare l’ultima situazione: verificare quindi il periodo cui si riferiscono i dati prima di concludere che manchi un accredito.
Per confrontare due importi occorre usare lo stesso periodo e la stessa base. Sommare indistintamente contributi dell’ultimo anno, ripartizioni integrative e rivalutazioni rende difficile riconciliare l’estratto. Se il tasso visualizzato o l’importo sembrano incongruenti, il passo corretto è richiedere chiarimenti direttamente all’Ente riportando il periodo e i dati della posizione, evitando di comunicare dati personali tramite canali pubblici.
La maggiore rivalutazione è favorevole all’accumulo contributivo, ma non permette, da sola, di stimare l’importo definitivo dell’assegno pensionistico. Per una previsione bisogna considerare anzianità, contributi riconosciuti, prosecuzione dell’attività, età e regole vigenti alla decorrenza della pensione.
Domande frequenti e fonte ufficiale
La rivalutazione EPPI 2025 è del 5,0445% per tutti?
Il tasso complessivo comunicato dall’Ente è del 5,0445%. L’importo in euro che ne deriva non è uguale per tutti: dipende dal montante su cui si applica la rivalutazione secondo le regole della posizione individuale.
Devo presentare una domanda?
La comunicazione istituzionale EPPI indica che i montanti sono già stati aggiornati. Non risulta dal comunicato ministeriale un nuovo termine per presentare una richiesta relativa alla maggiorazione. È comunque utile verificare i dati nell’area riservata.
Il punto percentuale aggiuntivo viene pagato sul conto?
No: l’intervento riguarda il valore previdenziale del montante, non un bonifico al professionista. Per determinare quando e come quel capitale incide sulla prestazione valgono le regole pensionistiche EPPI.
Qual è l’atto che ha approvato la misura?
La fonte primaria è il comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 ottobre 2026 sulla delibera EPPI n. 554/2026. La percentuale complessiva del 5,0445% e l’avvenuto aggiornamento dei montanti sono specificati nella comunicazione dell’EPPI.
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Caterina
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