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Home > News > Porti: 357,6 milioni per 14 interventi, parere CIPESS

Porti: 357,6 milioni per 14 interventi, parere CIPESS

Aggiornato il 25 Ottobre 2026

Fondo infrastrutture portuali 2026: il CIPESS ha dato parere favorevole a un programma da 357,65 milioni di euro per 14 interventi nei porti italiani. La delibera n. 28 del 4 agosto 2026, registrata dalla Corte dei conti e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre 2026, riguarda lo schema di decreto MIT-MEF con cui programmare e ripartire le risorse del Fondo. Tre nuovi interventi valgono complessivamente 47.849.721 euro e interessano Trieste Noghere, Tremestieri a Messina e Venezia; altri 11 interventi ricevono un rifinanziamento pari a 309,8 milioni.

Per imprese edili, operatori logistici, spedizionieri e imprese della filiera portuale la notizia è rilevante perché individua opere e aree di investimento. Occorre però distinguere il parere favorevole CIPESS sullo schema di decreto dalla pubblicazione degli atti di finanziamento definitivi, dall’avvio delle procedure di gara e dall’apertura effettiva dei cantieri: non sono passaggi automaticamente coincidenti. Il provvedimento non istituisce un contributo da richiedere direttamente dalle singole Partite IVA.

Fondo infrastrutture portuali: 357,65 milioni per 14 interventi

La fonte ufficiale è la delibera CIPESS 28/2026 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 ottobre, relativa al parere sullo schema di decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Il Fondo trova il proprio riferimento nell’articolo 4, comma 6, del decreto-legge 40/2010, ed è stato rifinanziato dall’articolo 1, comma 292, della legge 213/2023.

Il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica ha comunicato l’avvenuta registrazione della delibera da parte della Corte dei conti, precisando importi, opere e territori interessati. Il quadro complessivo prevede risorse pubbliche distribuite sulle annualità dal 2025 al 2035.

Voce del programma Importo
Tre nuovi interventi 47.849.721 €
Nove interventi già programmati nel 2022 275.800.000 €
Due ulteriori interventi già programmati nel 2022 34.000.000 €
Totale: 14 interventi 357.649.721 €

Il totale deriva dalla somma di 47,85 milioni per le nuove opere e 309,8 milioni di rifinanziamenti. Non bisogna aggiungere questi ultimi ai 357,65 milioni come se fossero una seconda dotazione: sono già compresi nel programma complessivo. Allo stesso modo, le 14 unità sono interventi infrastrutturali, non 14 porti distinti.

I territori indicati dal DIPE sono Piombino, Gioia Tauro, Napoli, Ortona, Ancona, Pesaro, Venezia, Trieste Noghere e Tremestieri. L’insieme comprende progetti logistici, adeguamenti e infrastrutture portuali che hanno caratteristiche tecniche diverse; il dettaglio di ciascun lavoro va consultato negli atti di programmazione e nei successivi documenti di attuazione.

Trieste, Messina e Venezia: i tre nuovi progetti

La parte con l’indicazione più precisa delle singole assegnazioni riguarda i tre interventi aggiunti alla programmazione per un valore totale di 47.849.721 euro. Le cifre comunicate dal DIPE sono riferite ai finanziamenti pubblici previsti nello schema, non alle spese già sostenute né al valore finale di eventuali contratti di appalto.

Località Opera prevista Risorse
Trieste Noghere Terminal Ro-Ro 12.349.721 €
Tremestieri (Messina) Piattaforma logistica intermodale 7.000.000 €
Venezia Due accosti per navi fino a 340 metri e terminal passeggeri al Canale Nord 28.500.000 €

A Trieste il progetto riguarda un terminal Ro-Ro nell’area delle Noghere. Ro-Ro indica in generale strutture dedicate al traffico di unità rotabili che salgono e scendono dalle navi; le caratteristiche autorizzate dell’opera, i tempi e l’organizzazione della gestione dovranno essere verificati negli atti specifici. La quota prevista è di 12.349.721 euro.

A Tremestieri, nel Comune di Messina, vengono programmati 7 milioni per una piattaforma logistica intermodale. L’intermodalità riguarda il coordinamento delle diverse modalità di movimentazione delle merci, ma il provvedimento non quantifica da solo i futuri volumi di traffico, i posti di lavoro creati o le date di piena operatività della struttura.

A Venezia è prevista una quota di 28,5 milioni per la realizzazione di due accosti destinati a navi di lunghezza fino a 340 metri e di un terminal passeggeri presso il Canale Nord. La descrizione individua l’oggetto del programma finanziario; eventuali valutazioni ambientali, permessi, gare e cronoprogrammi esecutivi restano da verificare negli atti competenti.

Questi importi non sono un bando nazionale per acquistare mezzi da trasporto, attrezzature, software o magazzini privati. Finanziano invece opere infrastrutturali pubbliche o di rilevanza pubblica individuate in uno specifico programma.

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Gli altri 309,8 milioni: opere da rifinanziare

La maggioranza delle risorse riguarda 11 interventi già previsti dalla programmazione interministeriale del 2022. Il DIPE distingue due gruppi: 275,8 milioni per nove interventi collegati al decreto MIT-MEF n. 52 del 10 marzo 2022 e 34 milioni per due interventi collegati al decreto MIT-MEF n. 425 del 30 dicembre 2022.

I territori complessivamente interessati comprendono porti commerciali e logistici situati lungo diverse coste italiane. Tra questi figurano Piombino, Gioia Tauro, Napoli, Ortona, Ancona, Pesaro e Venezia. Il riconoscimento del rifinanziamento serve a ricondurre le opere al quadro di programmazione, ma non consente di attribuire a ciascuno di questi porti una cifra specifica senza consultare gli allegati e i provvedimenti che la stabiliscono.

Il dato di 309,8 milioni non equivale necessariamente a una somma già materialmente trasferita ai soggetti attuatori, né certifica che le opere siano in costruzione. Va letto come componente del programma di riparto sul quale il CIPESS ha espresso il proprio parere. Sono i passaggi amministrativi successivi a chiarire la concreta disponibilità e le modalità di spesa delle singole quote.

Per il sistema logistico nazionale il rifinanziamento può rappresentare un elemento importante di continuità della programmazione. Non sarebbe invece corretto stimare l’impatto sui traffici marittimi, le tariffe dei servizi o l’occupazione usando soltanto l’importo nominale: tali conseguenze dipendono dalla realizzazione effettiva dei progetti e dalla successiva gestione.

Un’impresa interessata a lavorazioni, forniture o servizi collegati non dovrebbe limitarsi all’elenco delle città coinvolte. È necessario identificare autorità di sistema portuale, stazioni appaltanti e procedure di affidamento effettivamente competenti per l’intervento che interessa, poiché il fondo e le relative delibere non costituiscono direttamente un ordine di acquisto.

Appalti, imprese e tempi: che cosa succede dopo il parere CIPESS

Il parere favorevole espresso il 4 agosto 2026 e la successiva registrazione contabile rappresentano passaggi significativi del procedimento. La pubblicazione del 24 ottobre rende conoscibile la delibera; non è, da sola, la prova che tutte le gare siano state bandite o che il MIT-MEF abbia già concluso ogni fase attuativa.

Gli operatori devono quindi distinguere almeno tre momenti: il programma e il riparto delle risorse; gli atti e i provvedimenti applicativi delle amministrazioni competenti; le procedure di gara e gli eventuali contratti per i singoli lavori. La sequenza e le date concrete dipendono dall’intervento, non da un termine uniforme valido per tutti i porti.

Per chi opera nell’edilizia infrastrutturale, nei trasporti e nei servizi di logistica, il programma è un segnale da seguire ma non garantisce l’aggiudicazione di alcun appalto. Restano applicabili le normali regole su partecipazione alle gare, requisiti economico-professionali, sicurezza nei cantieri, qualificazioni e documentazione amministrativa.

Sul piano operativo, un’impresa può monitorare i canali istituzionali delle autorità portuali, le piattaforme di approvvigionamento e i provvedimenti pubblicati dagli enti attuatori. La disponibilità di un DURC regolare, quando richiesto, fa parte degli adempimenti che devono essere verificati in relazione alla specifica procedura: la nostra guida al DURC online spiega come consultarlo e richiederlo. I particolari della procedura dipendono comunque dagli atti di gara.

Per gli operatori che forniscono servizi di movimentazione e logistica, l’espansione delle infrastrutture non modifica automaticamente il codice dell’attività né il regime fiscale applicato. Restano distinte le questioni trattate nella nostra guida al codice ATECO 52.25.09 per altri servizi logistici e in quella sulla Partita IVA dello spedizioniere.

Per le imprese che intendono partecipare a lavori pubblici occorre inoltre verificare la disciplina vigente sul rapporto di appalto, le anticipazioni e le condizioni di liquidità previste dai singoli contratti. Un quadro più generale è trattato nella guida al Decreto Infrastrutture 2026 e all’anticipazione negli appalti, che non deve però essere confusa con il programma di finanziamento portuale appena esaminato.

Domande frequenti sui finanziamenti ai porti

I 357,65 milioni sono già stati spesi?

No: la delibera CIPESS riguarda un parere favorevole sullo schema di decreto di riparto. Le somme sono indicate nella programmazione pubblica, ma l’effettiva assegnazione operativa, le erogazioni e la realizzazione dei singoli lavori devono essere verificate negli atti successivi.

Quanti porti ricevono un finanziamento?

Il programma comprende 14 interventi distribuiti nei porti indicati dal DIPE: Piombino, Gioia Tauro, Napoli, Ortona, Ancona, Pesaro, Venezia, Trieste Noghere e Tremestieri. Non bisogna confondere il numero degli interventi con quello delle località interessate.

Quali sono le tre opere nuove e quanto valgono?

Trieste Noghere riceve una previsione di 12.349.721 euro per il terminal Ro-Ro; Tremestieri 7 milioni per la piattaforma logistica intermodale; Venezia 28,5 milioni per due accosti e un terminal passeggeri. Il totale è di 47.849.721 euro.

Un’impresa può presentare domanda per ottenere questi soldi?

Il programma non è un incentivo diretto alle imprese. Le opportunità economiche per gli operatori possono derivare dalle future procedure di affidamento, lavori, forniture e servizi collegati alle opere, secondo i requisiti e le modalità fissati da ciascuna stazione appaltante.

Le fonti principali sono la delibera CIPESS 28/2026 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre e la nota ufficiale del DIPE con le cifre dei finanziamenti. Per singole gare e cronoprogrammi occorrerà consultare anche gli enti attuatori, evitando di dedurre date di avvio dei lavori dalla sola pubblicazione della delibera.

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