Tra forfettario e SRL non esiste una soglia di fatturato che rende automaticamente migliore la società. Il forfettario è un regime fiscale riservato alle persone fisiche, mentre la SRL è una forma societaria autonoma: la scelta va fatta guardando margini, costi reali, rischio dell’attività, soci, investimenti e destinazione degli utili.
Il punto più importante è spesso trascurato: uscire dal forfettario non significa dover aprire una SRL. Una persona fisica può continuare l’attività in regime ordinario. Per questo il confronto corretto non è soltanto “forfettario o SRL?”, ma “qual è la struttura più adatta alla fase in cui si trova il mio business?”.
Forfettario e SRL non sono due regimi fiscali equivalenti
Il regime forfettario riguarda persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e rispettano i requisiti previsti dalla legge. Il reddito non viene determinato sottraendo tutte le spese effettive: ai ricavi o compensi si applica il coefficiente di redditività previsto per l’attività, si deducono i contributi previdenziali ammessi e si calcola l’imposta sostitutiva.
La SRL, invece, è un soggetto giuridico distinto dalla persona del socio. Ha una propria contabilità, un proprio patrimonio, obblighi societari e un bilancio. Gli eventuali utili appartengono prima alla società e solo successivamente possono essere distribuiti ai soci secondo le regole applicabili. Se la società nasce principalmente per detenere partecipazioni di controllo, va verificato il codice ATECO 64.21.00 per holding.
Questo cambia completamente il criterio di scelta: confrontare soltanto l’aliquota del forfettario con quella applicata al reddito di una società porta facilmente a conclusioni sbagliate.
Quando restare nel forfettario tende ad avere più senso
Il forfettario tende a essere efficiente quando l’attività è ancora semplice: una sola persona, pochi costi effettivi, nessun socio da far entrare, investimenti limitati e rischio patrimoniale contenuto. In questo scenario la semplicità amministrativa ha un valore economico concreto, perché riduce sia gli adempimenti sia i costi ricorrenti.
- lavori prevalentemente da solo;
- non devi raccogliere capitale da investitori;
- hai costi reali relativamente bassi rispetto ai ricavi;
- non hai bisogno di una struttura societaria per contratti, soci o finanziamenti;
- la responsabilità personale connessa all’attività è gestibile;
- rientri nei requisiti del regime e la tua attività non presenta cause ostative.
Non significa che il forfettario sia sempre “più conveniente”. Se i costi reali diventano elevati, il meccanismo del coefficiente può smettere di rappresentare bene l’economia dell’attività. In quel caso va confrontato anche il regime ordinario individuale, non soltanto la SRL.
Superare 85.000 euro non obbliga ad aprire una SRL
Questa è una delle confusioni più frequenti. La Legge 190/2014 stabilisce il limite di 85.000 euro di ricavi o compensi per il regime forfettario. Il comma 71 prevede inoltre l’uscita immediata dal regime quando i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, con applicazione dell’IVA a partire dall’operazione che determina il superamento.
Tra 85.000 e 100.000 euro, in assenza di altri problemi, l’uscita avviene dall’anno successivo. Ma l’uscita riguarda il regime fiscale, non la forma giuridica: puoi proseguire come professionista o impresa individuale applicando le regole ordinarie.
La SRL diventa una possibilità da valutare, non una conseguenza automatica. Se l’unico motivo per costituirla è “ho superato il limite del forfettario”, manca ancora una parte essenziale dell’analisi.
Quando la SRL inizia ad avere una funzione reale
La società tende a diventare più razionale quando risolve un problema che l’attività individuale non riesce a gestire bene. I segnali più importanti sono quattro.
Il rischio patrimoniale è diventato significativo
L’articolo 2462 del Codice civile stabilisce, come regola generale, che per le obbligazioni sociali della SRL risponde la società con il proprio patrimonio. È una differenza strutturale rispetto all’attività individuale. La tutela non va però interpretata come uno scudo assoluto: garanzie personali, responsabilità dell’amministratore e specifiche violazioni possono produrre effetti diversi.
Il riferimento normativo è consultabile su Normattiva.
Devono entrare uno o più soci
Una Partita IVA individuale non permette di dividere proprietà e diritti economici tra più persone. Se due o più soggetti lavorano stabilmente allo stesso progetto, la società può definire quote, poteri, distribuzione degli utili e regole di uscita. In questa situazione il tema non è solo fiscale: è soprattutto organizzativo e contrattuale.
Servono investitori o capitale esterno
Chi vuole far entrare un investitore nel capitale ha bisogno di una struttura che consenta di sottoscrivere o trasferire partecipazioni. Una SRL può quindi diventare necessaria prima ancora che il fatturato sia molto alto, se il progetto prevede raccolta di capitale, ingresso di partner o una crescita organizzata.
Una parte consistente degli utili resta nell’attività
Se il titolare preleva praticamente tutto ciò che produce per sostenere le proprie spese personali, la valutazione è diversa dal caso in cui una parte importante del risultato venga lasciata nell’impresa per assumere personale, acquistare beni, finanziare marketing o sviluppare nuovi prodotti. Nella SRL la distinzione tra patrimonio della società e patrimonio del socio diventa centrale.
Tasse: perché confrontare due aliquote non basta
Il confronto “5% o 15% contro tassazione della SRL” è troppo semplice per essere affidabile. Nel forfettario la base imponibile nasce dal coefficiente di redditività e non dalla differenza tra ricavi e costi effettivi. In una SRL, invece, il risultato fiscale deriva dalla contabilità e dai costi inerenti ammessi.
Inoltre bisogna chiedersi cosa succede dopo che la società ha prodotto un utile: resta nella società per finanziare l’attività oppure viene distribuito al socio? E qual è la posizione previdenziale del socio o dell’amministratore? Sono variabili che possono cambiare molto il risultato finale.
Per questo una simulazione seria deve confrontare il netto realmente disponibile per la persona, non soltanto l’imposta calcolata a un singolo livello.
Esempio: stesso fatturato, scelta diversa
Immaginiamo due attività che incassano entrambe 80.000 euro.
Caso A: consulente individuale. Lavora da solo, usa soprattutto computer e software, ha pochi costi reali, non cerca investitori e non ha contratti che espongono a rischi patrimoniali importanti. Se possiede tutti i requisiti, il forfettario può ancora essere coerente con la struttura effettiva dell’attività.
Caso B: attività con struttura. Ha due persone che devono diventare soci, personale o collaboratori stabili, investimenti rilevanti, contratti con fornitori e una parte dell’utile destinata a finanziare la crescita. Con lo stesso fatturato, la SRL può avere una funzione concreta anche prima del superamento del limite del forfettario.
L’esempio mostra perché non esiste una cifra universale oltre la quale “conviene” automaticamente la società.
Quanto contano i costi reali dell’attività
Nel forfettario i costi non vengono dedotti analiticamente: il sistema li considera indirettamente attraverso il coefficiente di redditività. Se hai pochissime spese, questo può essere favorevole. Se invece acquisti merce, sostieni affitti, personale, pubblicità, macchinari o altri costi importanti, la convenienza va misurata con dati reali.
Prima di pensare alla SRL, confronta quindi almeno tre scenari: forfettario, attività individuale ordinaria e società. La guida sulla Partita IVA più economica aiuta a capire perché la forma con meno imposte nominali non è sempre quella con il costo complessivo più basso.
La SRL ha costi ricorrenti anche quando fattura poco
La SRL richiede contabilità ordinaria, bilancio, adempimenti societari e una gestione amministrativa più strutturata. Questi costi non spariscono nei mesi in cui il fatturato rallenta. Per una microattività individuale possono quindi pesare in modo sproporzionato rispetto al beneficio ottenuto.
Per stimare questa voce non fermarti al costo iniziale di costituzione: considera il costo annuale completo. Su RM trovi anche l’approfondimento sul costo del commercialista per la gestione di una SRL.
Forfettario e SRL possono esistere insieme?
Sì, in alcuni casi una persona può essere contemporaneamente titolare di Partita IVA e socio di una SRL, ma la compatibilità con il forfettario va verificata con attenzione. La presenza di una partecipazione societaria non produce sempre lo stesso effetto: contano il tipo di società, l’eventuale controllo diretto o indiretto e la riconducibilità delle attività.
È un intento diverso dalla scelta “meglio forfettario o SRL?”. Per evitare di mescolare due problemi separati, la compatibilità è approfondita nella pagina società e regime forfettario.
SRL o SRLS: il risparmio iniziale non decide la convenienza
La SRLS può ridurre alcuni costi della fase di costituzione grazie al modello standard previsto dalla legge, ma non trasforma la società in un equivalente “low cost” del forfettario. Dopo l’apertura restano la contabilità societaria, il bilancio e gli altri adempimenti propri della società.
La domanda quindi non dovrebbe essere “qual è la società che costa meno aprire?”, ma “mi serve davvero una società e, se sì, quale struttura risponde meglio al progetto?”.
Checklist: le domande da farti prima di scegliere
- Quante persone devono possedere realmente l’attività?
- Quanto incidono i costi effettivi sui ricavi?
- Quanto utile ti serve prelevare ogni anno per le spese personali?
- Quanto utile vuoi invece lasciare nell’attività per crescere?
- Ci sono contratti, debiti, dipendenti o investimenti che aumentano il rischio patrimoniale?
- Prevedi l’ingresso di investitori o nuovi soci?
- Se esci dal forfettario, hai confrontato anche l’attività individuale in regime ordinario?
- Hai calcolato contributi previdenziali, costi di gestione e imposte in tutti gli scenari?
Tre errori da evitare nel confronto tra forfettario e SRL
Primo errore: decidere solo sul fatturato. Il fatturato è un dato importante, ma da solo non misura margine, rischio, costi né organizzazione.
Secondo errore: confrontare soltanto le aliquote. La base imponibile e il momento in cui il reddito arriva alla persona sono diversi; una percentuale isolata non descrive il carico complessivo.
Terzo errore: pensare che la SRL azzeri il rischio personale. La responsabilità limitata è una caratteristica fondamentale della società, ma non elimina garanzie personali, responsabilità dell’amministratore o conseguenze di comportamenti irregolari.
Come decidere in pratica
Se lavori da solo, hai una struttura leggera e il forfettario rappresenta bene la tua attività, non c’è motivo di aprire una SRL soltanto per dare un’immagine più “aziendale”. Se invece il progetto richiede soci, capitale esterno, separazione patrimoniale o reinvestimenti strutturali, la società merita una simulazione vera.
La simulazione dovrebbe partire dai numeri dell’ultimo anno e da quelli previsti per i prossimi dodici mesi: ricavi, costi, contributi, utile da prelevare, utile da reinvestire e costi amministrativi. Solo dopo ha senso confrontare il netto dei diversi scenari.
Domande frequenti
A quale fatturato conviene passare dal forfettario alla SRL?
Non esiste un fatturato valido per tutti. Due attività con gli stessi ricavi possono avere costi, rischi, soci e necessità di reinvestimento completamente diversi.
Se supero 85.000 euro devo aprire una SRL?
No. Il superamento del limite riguarda l’accesso o la permanenza nel regime forfettario. Puoi continuare l’attività come persona fisica in regime ordinario; la SRL è una scelta separata.
Una SRL può applicare il regime forfettario?
No. Il regime forfettario previsto dalla Legge 190/2014 è destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni. L’Agenzia delle Entrate richiama la disciplina del reddito forfettario nel Quadro LM delle persone fisiche.
Posso avere una SRL e mantenere una Partita IVA in forfettario?
In alcuni casi sì, ma occorre verificare le cause ostative: tipo di partecipazione, controllo della società e rapporto tra l’attività personale e quella societaria.
La SRLS costa sempre meno della SRL?
Può ridurre i costi iniziali di costituzione, ma la gestione annuale resta societaria. Il risparmio all’apertura non basta quindi a stabilire quale forma sia più conveniente nel tempo.
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