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Guida al regime semplificato

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guida al regime semplificato

Hai una partita Iva ed hai perso i requisiti per aderire al regime forfettario? Hai un lavoro dipendente ed hai superato il limite dei 30.000 euro?
In questi ed in altri casi devi adottare il regime ordinario oppure il regime semplificato, non ci sono alternative.
Se ti ritrovi a dover lasciare il regime forfettario, ti mettiamo a disposizione una guida al regime semplificato, con gli aspetti più rilevanti.

Ad esempio, se lo scorso anno hai superato i 65.000 € di fatturato, oppure i 30.000 € di reddito da lavoro dipendente, secondo la Legge di stabilità 2020, devi passare per forza di cose in contabilità ordinaria o semplificata.
Ti ricordiamo che il forfettario è un regime fiscale agevolato per la tua partita Iva, che ti permette di risparmiare sulle imposte da versare.
Se desideri maggiori informazioni puoi consultare la nostra guida al regime forfettario 2020.

Adesso, mettiti comodo e leggi la nostra guida con attenzione con i suggerimenti che abbiamo preparato. Buona lettura dal nostro staff!

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Guida al regime semplificato

Innanzitutto ti ricordiamo che a decorrere dal 1° gennaio 2020 la Legge di Bilancio 2020, ha previsto delle modifiche al regime forfettario.
In particolare ha disciplinato due nuove soglie che comportano l’esclusione da tale regime:

  • il limite pari ad euro 20.000 relativo alle spese per lavoro dipendente e collaboratori;
  • un reddito da lavoro dipendente o assimilati non superiore ad  euro 30.000.

La due soglie comportano la fuoriuscita dal regime forfettario di tutti i soggetti che nell’anno 2019 hanno superato gli importi indicati.
Se per lo svolgimento della tua attività ti trovi nella condizione di dover adottare il regime semplificato, affidaci la gestione contabile e fiscale.

Il nostro pacchetto Pro semplificato grazie alla sua struttura modulare, ti permette di risparmiare rispetto alla tariffa di un commercialista tradizionale.
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Chi può aderire

Il D.L. 70/2011, convertito con modifiche dalla L. 106/2011, dal 14.5.2011, ha aumentato il limite annuo dei ricavi per la tenuta della contabilità semplificata e determinato il reddito in base alle norme dell’art. 66, D.P.R. 917/1986.

Il regime semplificato, oggi è utilizzabile dalle imprese individuali e dalle imprese collettive esercitate da società di persone e assimilate.
Ad esempio snc, sas o associazioni professionali che non possono aderire al forfettario.

In caso di imprese individuali, artigiane o commerciali e per i liberi professionisti e/o artisti, occorre invece valutare se gli stessi, possano accedere al regime forfettario e soltanto per residuo possano adottare il regime semplificato.
Per poter accedere al regime semplificato è necessario che nel periodo d’imposta non si siano conseguiti ricavi superiori a 400.000 € per imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi.
Il limite sale 700.000 €, per le imprese aventi ad oggetto altre attività.

Obblighi nel regime semplificato

A differenza dei regimi agevolati, dove troviamo una serie di semplificazioni rilevanti, l’adozione del regime semplificato comporta per l’aderente una serie di obblighi ed adempimenti contabili.
Iniziamo a vedere quali sono i registri contabili obbligatori per l’imprenditore o per il libero professionista in contabilità semplificata:

Il contribuente in regime semplificato, deve scegliere la modalità che intende adottare per la gestione della contabilità tra queste alternative:

  • tenuta di registri Iva (ove obbligatori) e di 2 registri distinti (registro degli incassi e dei pagamenti) ove indicare i ricavi percepiti ed i pagamenti effettuati in ordine cronologico.
    I ricavi ed i costi, vanno annotati non oltre 60 giorni dall’incasso o pagamento in base all’art. 22, D.P.R. 600/1973.
    I componenti non monetari sono contabilizzati entro il termine della dichiarazione dei redditi;
  • tenuta dei soli registri Iva, annotando separatamente le operazioni non soggette a registrazione ai fini Iva e con indicazione dei mancati incassi e pagamenti nell’anno di registrazione del documento contabile ai fini Iva;
  • tenuta dei soli registri Iva e presunzione degli incassi e dei pagamenti con annotazione separata delle operazioni non soggette a registrazione ai fini Iva. In questo caso in base a specifica opzione triennale, da indicare nella dichiarazione annuale Iva, si possono considerare le operazioni registrate ai fini Iva come incassate e/o pagate nell’anno di annotazione.

I soggetti in contabilità semplificata, adesso possono evitare di tenere il registro dei beni ammortizzabili, a condizione che, in caso di richiesta dell’Amministrazione finanziaria, vengano forniti in forma sistematica gli stessi dati che avrebbero dovuto essere indicati nei registri stessi.

Determinazione del reddito e calcolo delle tasse

Per le imprese in regime semplificato, il reddito si calcola in base al nuovo regime misto cassa-competenza, come da C.M. 13.4.2017, n. 11/E.
Vediamo di chiare meglio il meccanismo di cui stiamo parlando.
La determinazione del reddito d’impresa viene determinato dalla differenza tra il totale:

  • + ricavi e proventi percepiti;
  • –  spese sostenute.

Valori incrementativi

  • + l’autoconsumo dell’imprenditore;
  • + proventi derivanti dagli immobili che non costituiscono beni strumentali per l’esercizio dell’impresa;
  • + plusvalenze e sopravvenienze passive.

Valori decrementativi

  • – minusvalenze e sopravvenienze passive;
  • – ammortamenti;
  • – accantonamenti TFR;
  • – i costi del personale e gli oneri di utilità sociale;
  • – eventuali deduzioni forfettarie spettante.

Il Principio di cassa

Come già evidenziato, La L. 232/2016 (Legge di Stabilità 2017) ha previsto che le imprese in contabilità semplificata devono determinare il reddito d’impresa (anche ai fini Irap) in base al principio di cassa, in alternativa a quello di competenza.
Pertanto tale regime diventa il regime naturale per le imprese semplificate.
Il contribuente ha comunque facoltà di optare per il regime ordinario .

Una delle caratteristiche più rilevanti del nuovo regime semplificato, misto cassa-competenza, è la non rilevanza ai fini della determinazione del reddito d’impresa le esistenze iniziali e le rimanenze finali di magazzino.

Come determinare l’imposta da pagare

Una volta determinato il reddito fiscale, si applicano le deduzioni da lavoro dipendente e sulla parte eccedente le aliquote IRPEF in base agli scaglioni di reddito:

Fascia di reddito Aliquota %
da 0 a 15.000 € 23%
da 15.001 a 28.000 € 27%
da 28.001 a 55.000 € 38%
da 55.001 a 75.000 € 41%
oltre 75.001 43%

Iva

La determinazione dell’imposta sul valore aggiunto viene calcolata nel regime di contabilità semplificata, periodicamente in modo analitico.
Il calcolo avviene in base alle annotazioni effettuate ossia:

differenza tra IVA a debito derivata delle fatture emesse e IVA a credito derivante dalla fatture di acquisto.

La liquidazione dell’IVA può essere fatta:

  • mensilmente entro il 16 del mese successivo;
  • trimestralmente entro il 16 maggio, 16 agosto, 16 novembre e 16 marzo o modello Unico dell’anno in corso.

Ordinariamente, la liquidazione e l’eventuale versamento dell’Iva devono essere effettuati con cadenza mensile.
Tuttavia, i contribuenti che nell’anno precedente non hanno superato i limiti di € 400.000, per le attività di prestazione di servizi, oppure di € 700.000, per le altre attività, hanno la possibilità di optare per la liquidazione e il versamento dell’Iva con cadenza trimestrale.
In questo caso, dovranno versare in aggiunta all’imposta, gli interessi maturati su di essa al tasso trimestrale dell’1%.

Indici sintetici di affidabilità ISA

Se adotti il regime semplificato sei anche soggetto anche agli ISA.
ISA è l’acronimo di Indici sintetici di affidabilità e tecnicamente sostituiscono i vecchi Studi di Settore.

Gli ISA sono indicatori che, attraverso un metodo statistico-economico su dati contabili ed extracontabili, forniscono una sintesi di valori.
Grazie ai risultati, l’Agenzia delle Entrate può verificare la normalità e la coerenza della gestione professionale o aziendale della tua attività.

Il risultato dell’applicazione degli ISA, consente di attribuire la qualifica di contribuente affidabile, qualità necessaria per ottenere significativi benefici premiali.
La verifica dell’affidabilità è misurata in base al posizionamento su una scala di valore da 1 a 10, dove uno è il punto di scarsa affidabilità e 10 di massima affidabilità.

Questa questa guida al regime semplificato, non può certo ritenersi esaustiva di tutti gli aspetti inerenti a questo regime fiscale.
Se hai domande o quesiti particolari richiedi una consulenza ai nostri commercialisti tramite l’apposita pagina.

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Un saluto – Tony Staff regimeminimi.com

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2 Comments

  1. Avatar Adriano Bronzi 26 Febbraio 2019
    • Sysadmin Staff 1 Marzo 2019

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